{"id":63055,"date":"2013-12-01T16:52:08","date_gmt":"2013-12-01T14:52:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=63055"},"modified":"2016-11-30T03:53:13","modified_gmt":"2016-11-30T02:53:13","slug":"se-una-sirenetta-muta-canta-cosi-bene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/se-una-sirenetta-muta-canta-cosi-bene\/","title":{"rendered":"Torino, OSN RAI: Juraj Val\u010duha &#038; Midori"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2013-2014<\/em><br \/>\n<strong>Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI<\/strong><br \/>\nDirettore <b>Juraj Val\u010duha<\/b><br \/>\nViolino <b>Midori<br \/>\n<\/b><i>Richard Strauss<\/i><b> <\/b>:&#8221;<b><\/b>Don Juan&#8221;,<i> <\/i>poema sinfonico op. 20 (da Nicolaus Lenau)<br \/>\n<i>Johannes Brahms <\/i>: Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 77<br \/>\n<i>Alexander von Zemlinsky<\/i><b> <\/b>:<em> &#8220;<\/em>Die Seejungfrau&#8221;<i>(La sirenetta), <\/i>fantasia per orchestra (da Andersen)<br \/>\n<em>Torino, 28 novembre 2013\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><br \/>\n<strong>In alcuni concerti l\u2019<i>incipit <\/i>\u00e8 cos\u00ec svettante, cos\u00ec appagante, cos\u00ec musicalmente bello, da costituire il punto drammaticamente pi\u00f9 alto del programma<\/strong>; e l\u2019attesa di gran parte del pubblico \u00e8 naturalmente concentrata su tale avvio, la cui riuscita finisce per determinare (o meno) quella di quasi tutto il concerto. L\u2019attacco di <i>Don Juan<\/i> di Strauss, o di <i>Carmen<\/i> di Bizet, o dei <i>Meistersinger von N\u00fcrnberg<\/i> di Wagner, insieme a poche altre pagine dal piglio immediato e travolgente, fa parte di tale repertorio. <strong>Con Strauss il giovane direttore Juraj Val\u010duha prosegue una perlustrazione<\/strong> iniziata la settimana scorsa, quando il programma proponeva i brani sinfonici dedicati a <i>Don Quixote<\/i> e a <i>Zarathustra<\/i>; ora, con un altro archetipo del mito moderno &#8211; ancor pi\u00f9 vivo in ambito musicale rispetto agli altri due &#8211; <i>Don Juan<\/i>, il direttore mantiene sempre forti le sonorit\u00e0 delle trombe e del timpano, perch\u00e9 tutto sia netto ed esplicito (anche le parti solistiche del violino di Roberto Ranfaldi). Nella seconda parte la sottolineatura delle sonorit\u00e0 e degli accenti (questi ultimi, quasi ossessivi) cede spazio al lirismo dei toni in <i>piano<\/i> (ma mai <i>pianissimo<\/i>). Splendida la sezione dei corni nella coda, anche se l\u2019incantesimo del finale \u00e8 rotto da un inopinato e incomprensibile applauso, nella pausa che precede il ritorno alla tonalit\u00e0 dominante (ah, il pubblico indocile, terrorizzato dal silenzio, e quindi incapace di trattenersi!).<br \/>\n<strong>A riprova della nota sull\u2019influenza di un attacco sui brani successivi d\u2019un programma, ecco l\u2019irruenza sincera di <i>Don Juan<\/i> <\/strong>riflettersi anche ad apertura del concerto per violino e orchestra di Brahms, nella lunga sezione introduttiva: Val\u010duha offre risonanze forti, vigorose, caratterizzate dalle striature degli ottoni in evidenza; in una parola, risonanze straussiane, per un Brahms gi\u00e0 proiettato verso il Novecento (del resto <i>Don Juan<\/i> \u00e8 completato nel 1888; il concerto brahmsiano risale ad appena dieci anni prima, ma tra i due testi c\u2019\u00e8 un intero abisso di storia della musica). <strong>Sopraggiunge finalmente la violinista giapponese Midori<\/strong> (cos\u00ec familiarmente chiamata: nome completo \u00e8 Midori Got\u014d), che attacca con tempra nervosa, agile e tecnicamente molto sicura, sebbene le sonorit\u00e0 dello strumento risultino acerbe, un po\u2019 acri nella resa coloristica, per questo ridotta al minimo. <strong>Durante il dialogo con gli archi l\u2019artista si fa apprezzare quale concertatrice,<\/strong> poich\u00e9 provvede a rarefare il suono e a stemperare il ritmo dell\u2019<i>Allegro non troppo <\/i>iniziale, in una sorta di dissolvenza che coinvolge tutta l\u2019orchestra, tanto che il direttore finisce per seguire l\u2019agogica dettata dalla solista. Di perfetta intonazione la cadenza del I movimento, ma &#8211; ancora &#8211; un po\u2019 povera di colore e di intensit\u00e0. Nel II movimento (<i>Adagio &#8211; Pi\u00f9 largamente &#8211; Tempo I<\/i>) \u00e8 molto bello l\u2019iniziale assolo dell\u2019oboe (grazie all\u2019impeccabile Carlo Romano), poi ripreso dai violini; il resto della sezione \u00e8 giocato sui filati dello strumento solista e sulla trasparenza delle sue sonorit\u00e0. Ottimo, per scelte dinamiche e per l\u2019esattezza dei <i>ritenendo<\/i>, il difficile attacco del finale (<i>Allegro giocoso ma non troppo vivace &#8211; Poco pi\u00f9 presto<\/i>); a testa bassa, decisa e determinata come un toro alla carica, \u00e8 Midori a dettare ancora una volta il ritmo, senza troppa considerazione per le prescrizioni di Val\u010duha. \u00c8 peraltro molto apprezzabile la concentrazione dell\u2019orchestra nella coda, prima e dopo l\u2019ultima cadenza, in cui anche la violinista sembra ritrovare un barlume di ironia e di spirito; quegli atteggiamenti con cui il concerto brahmsiano, quasi inaspettatamente, si chiude in tutta rapidit\u00e0. <strong>Dopo i grandi applausi del pubblico dell\u2019<i>Auditorium <\/i>Midori regala un <i>bis<\/i>, ovviamente di pura bravura tecnica,<\/strong> tutto impostato sulla legatura, sull\u2019intonazione, sull\u2019ornamentazione di marchio bachiano. Seguono altri lunghi applausi, scanditi anche dalle grida entusiastiche di due ali di bambini dall\u2019alto della galleria (benemeriti quegli insegnanti che li hanno accompagnati a concerto!).<br \/>\n<strong>Il brano pi\u00f9 atteso del programma \u00e8 certamente <i>Die Seejungfrau<\/i> (<i>La sirenetta<\/i>)<\/strong> di Zemlinsky, che mancava dalle stagioni RAI di Torino dall\u2019aprile 2008, allorch\u00e9 fu diretta da Peter Rundel. La scelta si giustifica perfettamente nell\u2019accostamento ai brani di Strauss dello stesso genere, perch\u00e9 documenta scelte e stili molto diversi; sebbene sia del 1905, la fantasia per orchestra ispirata alla fiaba di Andersen mostra notevoli debiti espressivi nei confronti dell\u2019Ottocento e dell\u2019eredit\u00e0 tardo-romantica. Il direttore si accosta alla lunga partitura come se si trattasse pi\u00f9 di una sinfonia in tre movimenti, che non delle sezioni narrative contigue di un poema sinfonico. In seguito a tale approccio, anche in taluni passaggi in cui la dimensione principale dovrebbe essere la dolcezza, Val\u010duha preferisce restare coerente alla sua impostazione assertiva, nell\u2019enunciare in modo (anche) ostentato i disegni di tutti gli strumenti della compagine, a partire dagli ottoni e dai fiati. Si staglia subito, comunque, il ruolo solistico delle arpe nel decifrare la componente angelicata della creatura marina, e nel porgere i tratti pi\u00f9 affascinanti di una musica tutta autenticamente <i>cantabile<\/i> (la voce \u00e8 l\u2019elemento primo di una sirena, e giustamente Zemlinsky, nella stilizzata rivisitazione del mito, ne affida il ruolo agli strumenti, anzich\u00e9 a una cantante destinata a diventar muta). Nel II movimento (<i>Sehr bewegt, rauschend &#8211; Molto mosso, fremente<\/i>) assume una parte importante il violino di spalla (sempre Ranfaldi), soprattutto nel dialogo tra arpe e xilofono, sul tema marino pi\u00f9 affascinante dell\u2019intero poema. Anche se gli attacchi non sono sempre perfetti, \u00e8 bella la tinta sonora che Val\u010duha crea, con la base assai solida degli ottoni e della tuba. Il finale (<i>Sehr gedehnt, mit schmerzvollem Ausdruck. Lebhaft &#8211; Molto strascicato, con espressione dolorosa. Vivace<\/i>) \u00e8 la sezione in cui Zemlinsky lavora di pi\u00f9 sui colori orchestrali, in coincidenza con la parte pi\u00f9 dolorosa della storia, ma anche in coincidenza con la metamorfosi eterea della sirenetta-donna muta. Il direttore rende assai bene il contrasto cromatico tra tinte cos\u00ec diverse, restituite efficacemente anche grazie ai <i>pianissimo<\/i> quasi cameristici. Nel segno della luce piena si manifesta poi l\u2019ultima enunciazione del tema marino e ondoso, con effetto di purificazione della protagonista e dell\u2019uditorio (che manifesta a lungo il proprio entusiasmo, sia per il brano sia per l\u2019esecuzione): dagli abissi dell\u2019acqua alla profondit\u00e0 dell\u2019etere, come a dire dalle illusioni del mondo concreto a una redenzione ultraterrena.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2013-2014 Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI Direttore Juraj Val\u010duha Violino Midori [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":63056,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[691,14678,1940,1508,9091,6483,14675],"class_list":["post-63055","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-alexander-von-zemlinsky","tag-concerti","tag-johannes-brahms","tag-juraj-valcuha","tag-midori","tag-orchestra-sinfonica-nazionale-della-rai","tag-richard-strauss"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63055","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=63055"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63055\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/63056"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=63055"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=63055"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=63055"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}