{"id":64086,"date":"2020-10-31T00:33:50","date_gmt":"2020-10-30T23:33:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=64086"},"modified":"2020-10-29T16:19:06","modified_gmt":"2020-10-29T15:19:06","slug":"mascagni-150lamico-fritz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/mascagni-150lamico-fritz\/","title":{"rendered":"Pietro Mascagni (1863-1945):&#8221;L&#8217;Amico Fritz&#8221; (1891)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Non si era ancora spenta l\u2019eco del successo della <em>Cavalleria rusticana<\/em> che furoreggiava in Italia e all\u2019estero, quando si pose per Mascagni e per l\u2019editore Sonzogno, che non vedeva l\u2019ora di stampare una nuova opera<\/strong> dell\u2019astro nascente nel panorama lirico italiano, il problema di trovare un soggetto per un nuovo lavoro teatrale. L\u2019occasione per discutere di un nuovo progetto operistico fu data dal battesimo di Edoardo, chiamato Dino, per il quale Mascagni aveva scelto in qualit\u00e0 di padrino il suo editore, come lo stesso compositore ricord\u00f2 sempre nei colloqui intercorsi con De Carlo:\u00a0 \u201cA proposito dell\u2019Amico Fritz: di quest\u2019opera non ne abbiamo mica parlato. Questa volta c\u2019entra il mio secondo figliuolo. Edoardo Sonzogno doveva essere il padrino. Dunque, io ero in treno con Sonzogno e Nicola D\u2019Aspuro [sic] e venivo da Napoli, dove s\u2019era data la Cavalleria. A un certo momento Sonzogno mi fa: \u00abOra bisogna pensare seriamente ad un altro lavoro, perch\u00e9 voi, caro Mascagni, avete un grosso debito di riconoscenza verso il pubblico e poi non dovete fermarvi troppo sugli allori, specialmente all\u2019inizio della carriera. Occorre dunque un\u2019opera nuova\u00bb. Aveva ragione. <strong>\u00abMa dove trovo un libretto come <i>Cavalleria<\/i>?<\/strong> \u2013 gli dissi. \u2013 E poi, anche se lo trovassi, farei male a musicarlo. No, voglio percorrere una strada diversa, anche perch\u00e9 troppi giornali, facendo le lodi di Cavalleria, hanno attribuito il successo al libretto. Proprio per questo io vorrei un libretto semplice, con un\u2019azione quasi inconsistente, in modo che l\u2019opera potrebbe venir giudicata soltanto per la musica e non per il libretto\u00bb. Sonzogno, che era un uomo intelligente, mi disse: \u00abForse ho un libretto per voi\u00bb. Difatti apre la valigia e tira fuori un piccolo volume. Era l\u2019Amico Fritz, commedia in tre atti di Erckmann Chatrian. Beh, volli leggerlo subito. E mentre gli altri due continuavano a conversare fra loro, io me lo divorai. Dopo dissi: \u00abNon discutiamone pi\u00f9; ho trovato quello che ci vuole. Musicher\u00f2 l\u2019<i>Amico Fritz<\/i>\u00bb. Convinsi perfino Nicola D\u2019Aspuro a fare il libretto e, terminata la cerimonia del battesimo di mio figlio, l\u2019accordo fu perfettamente raggiunto\u201d (S. De Carlo, <i>Mascagni parla. Appunti per le memorie di un grande musicista<\/i>, Roma, De Carlo Editore, pp. 113-114).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Come soggetto fu scelto, dunque, il romanzo, <i>L\u2019amico Fritz<\/i>, pubblicato nel 1864<\/strong> dalla coppia di scrittori francesi di origine alsaziana, Emile Erckmann e Alexandre Chatrian, e nel 1877 adattato sempre dagli stessi autori ad opera teatrale. Anche Mascagni collabor\u00f2 alla redazione del libretto, che fu scritto con lo pseudonimo di P. Suardon da Daspuro, rappresentante della Casa Sonzogno a Napoli ma anche uomo di lettere e autore di una biografia del tenore Enrico Caruso del quale fu agente. Alla fine di marzo del 1891 Nicola Daspuro si rec\u00f2 a Cerignola proprio per stendere il libretto, lavorando in perfetta sinergia con il compositore che ricord\u00f2 cos\u00ec quel periodo d\u2019intenso lavoro: \u201cD\u2019Aspuro mi aveva promesso di ritornare a Cerignola alla fine di marzo e di non muoversi pi\u00f9 fino a libretto ultimato. In casa c\u2019era uno stanzino che c\u2019entrava appena il pianoforte verticale, una sedia e un tavolinetto da pochi soldi. L\u00ec di notte (perch\u00e9 anche allora avevo l\u2019abitudine di alzarmi tardi e di lavorare quasi tutta la notte), io e D\u2019Aspuro creammo l\u2019<i>Amico Fritz<\/i>. Io in pigiama e pantofole, lui con barba e baffi. Lui scriveva: io cercavo sulla tastiera motivi e accordi. Ma l\u2019opera, veramente, fu finita a Milano, in casa di Sonzogno\u201d. (<i>Ivi<\/i>, pp. 114-115).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Composta in breve tempo, l\u2019opera and\u00f2 in scena il 31 ottobre 1891<\/strong>, ancora una volta con un cast d\u2019eccezione diretto da <strong>Rodolfo Ferrari<\/strong> e formato da <strong>Emma Calv\u00e9<\/strong> (Suzel) e<strong> Lina Parpagnoli<\/strong> (Caterina), <strong>Ortensia Synnerberg<\/strong> (Beppe), <strong>Fernando De Lucia<\/strong> (Fritz Kobus) e <strong>Guglielmo Bessi<\/strong> (Federico), <strong>Paul Lh\u00e9rie<\/strong> (David), <strong>Giuseppe Cremona<\/strong> (Hanez\u00f2), al Teatro Costanzi di Roma ottenendo un successo enorme, testimoniato dalle ben 34 chiamate al proscenio e dalle sette richieste di bis che fugarono tutti i dubbi del compositore. Tra le domande che Mascagni si era posto le pi\u00f9 ricorrenti erano: \u201cCapir\u00e0 il pubblico le mie intenzioni? [\u2026] A tutti gli amici piace il duetto delle ciliege, perch\u00e9 lo hanno sentito tante volte e lo sanno a memoria, ma il pubblico, che lo sentir\u00e0 per la prima volta in un grande teatro, avr\u00e0 la stessa impressione?\u201d (<i>Ivi<\/i>, p. 115).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">In realt\u00e0<strong> l\u2019obiettivo, prefissatosi da Mascagni nel comporre quest\u2019opera nella quale l\u2019elemento musicale doveva superare il testo, fu pienamente raggiunto come attestato anche dalla stampa favorevole.<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">L\u2019autorevole critico\u00a0 Eugenio Checchi scrisse: \u00abCome lavoro musicale, <i>L\u2019amico Fritz<\/i> sta un gradino sopra Cavalleria\u00bb; l\u2019opera, nel frattempo, passava di trionfo in trionfo percorrendo tutta la penisola, da Firenze a Napoli, da Genova a Livorno, da Torino a Milano fino a Venezia prima di valicare le Alpi per essere <strong>rappresentata anche a Berlino e a Vienna.<\/strong> Inizialmente Mascagni decise di seguire i primi passi della sua nuova creatura soltanto in Italia ma nel 1892, pressato anche dall\u2019editore Sonzogno, dovette recarsi nella capitale asburgica in occasione dell\u2019Esposizione Musicale di Vienna, alla quale parteciparono grandi compositori dell\u2019epoca quali Smetana, presente con la sua <i>Sposa venduta<\/i>. Per l\u2019Italia, grazie anche all\u2019iniziativa di Sonzogno, vi parteciparono Mascagni appunto con le sue due opere <i>Cavalleria<\/i> e <i>L\u2019amico<\/i> Friitz, <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Leoncavallo con <i>I<\/i> <i>pagliacci<\/i>, Francesco Cilea con <i>Tilda<\/i>, mentre grande assente fu Puccini che, legato all\u2019editore Ricordi, non fu invitato con grande rammarico di Mascagni stesso il quale, da autentico signore, afferm\u00f2: \u00abQuello avrebbe dovuto esserci!\u00bb. Per Mascagni, anche in questa occasione il successo fu enorme, testimoniato dalle affermazioni dell\u2019autorevole critico musicale Eduard Hanslick: \u00abNessun grande ha avuto qui gli onori, le dimostrazioni, le ovazioni che si fecero a questo illustre erede degli splendori della musica italiana\u00bb. Lo stesso Mascagni si mostr\u00f2 quasi sorpreso e anche un po\u2019 infastidito dagli onori tributatigli dal pubblico austriaco, come si evince da una lettera alla moglie: \u201cNon ho avuto un momento libero [\u2026] molta gente si era fermata al mio passaggio e sentii gridare: Hoch Mascagni, Hoch Mascagni! [\u2026] La cosa comincia a infastidirmi [\u2026]. Pubblicano i miei ritratti, i miei cenni biografici, i miei autografi. \u00c8 una cosa singolare. Non so se debbo essere pi\u00f9 seccato che lusingato\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Il successo all\u2019estero fu macchiato da una scottante polemica in patria. Protagonista ne fu D\u2019Annunzio<\/strong> che, dopo aver tacciato, in una lettera indirizzata a Barbara Leoni,\u00a0 di grossolanit\u00e0 <i>L\u2019amico Fritz<\/i> dopo aver assistito ad una sua rappresentazione napoletana, sul numero del 2-3 settembre 1892 di\u00a0 \u00abIl Mattino\u00bb di Napoli pubblic\u00f2 un velenoso articolo intitolato sarcasticamente <i>Il capobanda<\/i>, nel quale si legge: \u201c\u00c8 un capobanda eccellente, pensai. Il signor Sonzogno ha avuto la mano felice: ha trovato il musicante che ci voleva. La Ditta far\u00e0 affari d\u2019oro. E gli affari cominciarono quella sera, nel teatro medesimo dove di recente l\u2019Astreiter aveva diffusa l\u2019onda piena e grave della sua voce androginea ripetendo la diurna lamentazione di Orfeo. E gli affari seguitarono, aumentarono, aumentarono, aumentarono. [\u2026] Ma perch\u00e9 il signor Mascagni vuol darci ad intendere ch\u2019egli si occupa dell\u2019arte? Perch\u00e9 egli osa pronunziare la sacra parola? L\u2019autore della Cavalleria rusticana, dell\u2019Amico Fritz, dei Rantzau, e di non so quante altre opere ed operette inedite, non si occupa che di affari, non pu\u00f2 che occuparsi di affari. [\u2026] Io penso ch\u2019egli non potrebbe fare cosa diversa da quella che fa, da quella che gli chiedono editore e il pubblico: i due tiranni che ora lo accarezzano cos\u00ec teneramente, in lui riconoscendo l\u2019uno la facolt\u00e0 di produrre in fretta e in copia roba commerciale, l\u2019altro la facolt\u00e0 di dare forma sensibile a quelle vaghe aspirazioni, a quelle vaghe effervescenze ch\u2019io chiamerei stomacali, evaporanti per lo pi\u00f9 dopo il pranzo nel tepore dei teatri della stupidezza dilatata\u201d (G. D\u2019Annunzio, Il capobanda, \u00abIl Mattino\u00bb, 2-3 settembre 1892). Mascagni per il momento rispose con la sua musica, componendo I<i> Rantzau<\/i>, ma quest\u2019articolo non fu certo gradito dal compositore che si sarebbe riappacificato con il Vate soltanto vent\u2019anni dopo nel 1912 in occasione della collaborazione per <i>Parisina<\/i>.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>L<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-64098\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-1-290x133.jpg\" alt=\"Amico Fritz es. 1\" width=\"290\" height=\"133\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-1-290x133.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-1-150x69.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-1-366x169.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-1-770x355.jpg 770w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-1.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>\u2019opera &#8211; Preludietto<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">L\u2019opera \u00e8 introdotta da un <i>Preludietto<\/i>, un piccolo quadretto, nel quale Mascagni con poche pennellate ne dipinge l\u2019atmosfera, caratterizzata da elementi sia frivoli, presenti nel tema delle prime 10 battute introduttive (Es. 1), sia idillici e zingareschi nel vero e proprio tema del valzer la cui scrittura lirica, con l\u2019insistenza sulla terzina, ricorda non solo la romanza di Suzel, <i>Son pochi fiori<\/i>, ma anche per le sue aperture melodiche lo zingaro Peppe. Un tema pi\u00f9 mosso, ma anche pi\u00f9 patetico, costituisce la parte centrale del <i>Preludietto<\/i> che si dilegua con lo svolazzante tema iniziale come un inattingibile sogno.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/868786174&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/span><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"P.Mascagni:1863-1945):&quot;L'Amico Fritz&quot; (1891)\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/pmascagni1863-1945lamico-fritz-1891\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">P.Mascagni:1863-1945):&#8221;L&#8217;Amico Fritz&#8221; (1891)<\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><b><i>Atto primo<\/i><\/b><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00c8 il compleanno di Fritz Kobus, presentato, all\u2019inizio dell\u2019opera, nella sala da pranzo di casa sua in Alsazia mentre discute con il rabbino David del matrimonio nei confronti del quale egli si \u00e8 sempre mostrato restio. David vorrebbe indurre Fritz a sposarsi e nel frattempo, facendosi egli stesso garante, gli chiede di prestare dei soldi a una giovane coppia. Fritz, pur criticando il matrimonio e l\u2019amore dal quale si mostra immune, acconsente e intanto giungono gli amici Federico e Hanezo che vengono a fargli gli auguri di rito. Tutta questa parte iniziale \u00e8 strutturata su due temi dei quali il primo cullante in 6\/8\u00a0 introduce il clima idillico di cui \u00e8 intrisa l\u2019opera, mentre il secondo di carattere frivolo, che appare in corrispondenza dell\u2019ingresso dei due amici e si presenta come una rielaborazione del tema iniziale del <i>Preludietto<\/i>, con i suoi suoni staccati, sembra riprodurre onomatopeicamente il cicaleccio degli uomini.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Con l\u2019arrivo degli amici il clima si mantiene allegro fino a quando Caterina, la governante di Fritz, annuncia, su un tremolo degli archi, l\u2019arrivo di Suzel, figlia di un fattore di Fritz. La sua romanza, <i>Son pochi fiori<\/i>, che inizialmente presenta una scrittura da arioso incerta tra aperture liriche e ribattuti che indulgono al parlato, si staglia come un\u2019oasi d\u2019innocenza e di purezza accentuata dalla scrittura tenera e lirica che si libra alle parole <i>Noi siam figlie<\/i>, quando la fanciulla immagina che siano i fiori stessi a parlare. Il lirismo di Suzel contagia l\u2019orchestra che alla fine della romanza ne riprende il tema principale, mentre Fritz, inizialmente sorpreso e quasi senza parole di fronte a quella manifestazione di purezza e d\u2019innocenza, alla fine chiede del padre, promettendole che gli avrebbe fatto visita. Poco dopo giunge Beppe, vocalmente un mezzosoprano &#8220;en travesti&#8221;, che \u00e8 annunciato dal suono del violino, suo fedele compagno. Dalla struttura fraseologica irregolare l\u2019assolo del violino ci appare come una forma molto semplice di tema e variazione di carattere zingaresco di ascendenza lisztiana sia nei ritmi puntati (Es. 5) in fase cadenzale che ricordano la <i>Seconda danza ungherese<\/i> sia nel suo carattere apparentemente improvvisativo.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-64102\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-5-290x54.jpg\" alt=\"Amico Fritz es. 5\" width=\"290\" height=\"54\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-5-290x54.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-5-150x27.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-5-366x68.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-5-770x143.jpg 770w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-5.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>Beppe, su invito dei presenti, intona una semplice canzone di lode, dalla struttura strofica con un ritornello orchestrale che funge da introduzione, nei confronti di Fritz che avrebbe aiutato dei bambini poveri e lui stesso in situazioni di difficolt\u00e0. Non mancano onomatopeiche scale cromatiche che rappresentano l\u2019infuriare della bufera, quando Beppe racconta la sua disavventura. L\u2019uomo si schernisce, mentre Suzel, accompagnata dal tema della sua romanza, va via, lasciando Fritz con gli amici che scherzano sul matrimonio suscitando l\u2019ironica ira di David. La sua invettiva, <i>Per voi ghiottoni inutili<\/i>, ha un sapore quasi grottesco grazie soprattutto a una musica inizialmente battagliera nella struttura ritmica dell\u2019accompagnamento che ricorda lontanamente quello delle fiere cabalette verdiane come <i>Di quella pira<\/i>. Alla fine i due uomini scommettono: David diventer\u00e0 padrone di una vigna di Fritz, nel caso in cui questi si decider\u00e0 a sposarsi. Una fanfaretta lontana, che esegue una semplice e gaia marcia dalla struttura tripartita sul tema del canto alsaziano <i>Ich bin lustig<\/i>, annuncia l\u2019arrivo degli orfanelli beneficiati da Fritz che portano al loro benefattore il loro saluto e i loro auguri per il suo compleanno concludendo l\u2019atto con un quadretto d\u2019innocenza.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><b><i>Atto secondo <\/i><\/b><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Una fine e intelligente ironia, ottenuta con uno spostamento di accenti che coinvolge la parte iniziale del tema ripreso nella seconda semifrase in levare anzich\u00e9 in battere (Es. 6), informa la breve introduzione di carattere pastorale con la quale Mascagni ambienta la scena iniziale dell\u2019atto secondo che si svolge all\u2019interno della fattoria di M\u00e9sanges. Qui Suzel contempla le ciliegie che la fanciulla intende fare assaggiare a Fritz atteso per quella mattina, mentre l\u2019orchestra introduce un motivo che sar\u00e0 ripreso nel famoso duetto delle ciliegie. <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-6.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-64103\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-6-290x83.jpg\" alt=\"Amico Fritz es. 6\" width=\"290\" height=\"83\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-6-290x83.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-6-150x43.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-6-366x105.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-6-770x222.jpg 770w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-6.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>A dare un colore pastorale alla scena contribuiscono un coro di contadini che vanno a coltivare i campi e un oboe solista, quando Suzel, in attesa di Fritz, decide di comporre un mazzo di fiori intonando, nel contempo, una breve e semplice <i>pastorella<\/i> di struttura strofica nella quale si parla, come da convenzione, di un pastore che insidia una giovane fanciulla. Alla fine della <i>pastorella<\/i> entra in scena Fritz che, insieme con Suzel, d\u00e0 vita al duetto delle ciliegie, pagina giustamente famosa dalla scrittura lirica e delicata, nella quale i due giovani, in un&#8217;ambientazione bucolica, scoprono di essere innamorati senza, tuttavia, mai dichiararsi reciprocamente il loro amore. Musicalmente il duetto, che sembra tratto da <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-64104\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-7-290x110.jpg\" alt=\"Amico Fritz es. 7\" width=\"290\" height=\"110\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-7-290x110.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-7-150x57.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-7-366x139.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-7-770x293.jpg 770w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-7.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>un\u2019operetta per l\u2019impostazione scenico-musicale con un <i>lirismo borghese<\/i> che indulge al parlato nei ribattuti iniziali del tema, si articola in tre momenti diversi, dei quali il primo, corrispondente ad uno scambio di battute tra i due giovani, formalmente \u00e8 un recitativo che guarda all&#8217;arioso con echi della <i>pastorella<\/i> di Suzel \u201ccantata\u201d in orchestra. Nella seconda parte, <i>Han della porpora<\/i> (<i>Andante sostenuto<\/i>), di carattere lirico e dalla struttura tripartita (A-B-A<sup>1<\/sup> con una coda), Mascagni tratta il 6\/8 con estrema libert\u00e0 reinterpretandolo come un 3\/4 alla terza battuta (Es. 7), mentre nella terza parte (<i>Tutto tace<\/i>) si stabilisce una sottile e profonda <i>correspondance<\/i> tra la natura e i sentimenti dei personaggi che sembrano ormai quasi del tutto innamorati. L\u2019incantesimo del <i>duetto delle ciliegie<\/i> si rompe subito dopo, quando un tema allegro, ironico e, come recita l&#8217;andamento, <i>spigliato<\/i>, introduce un improvviso cambio di atmosfera con gli amici, Beppe, David e Federico che, una volta giunti, vengono accolti da un nuovo tema cerimonioso in \u00be dalle movenze del valzer. Fritz invita gli amici a fare un giro per le sue terre; a loro non si unisce David che, rimasto solo sulla scena, commenta ad alta voce il comportamento di Fritz visibilmente innamorato di Suzel la quale giunge subito dopo ad attingere dell\u2019acqua alla fonte offrendone al rabbino come nell\u2019episodio biblico di Rebecca evocato subito dopo da entrambi in una scrittura accordale di carattere solenne. Alla fine al rabbino sembra che l\u2019episodio biblico possa rinnovarsi con Suzel, novella Rebecca, e con lui stesso, nuovo messo del cielo, foriero della bella notizia del prossimo matrimonio. Come Rebecca, anche Suzel, alle parole di David, il quale le dice che colui che verr\u00e0 dai campi sar\u00e0 suo sposo, si nasconde pudicamente il viso, mentre Fritz e gli amici ritornano. Tra il nostro protagonista e David scoppia un piccolo alterco, quando il rabbino dichiara che Suzel presto sar\u00e0 sposa suscitando la gelosia e la rabbia di Fritz. In questo passo l\u2019ironia, che ha contraddistinto la scrittura musicale mascagniana, cede il posto al dramma e all\u2019introspezione psicologica con Fritz che, rimasto solo (<i>Quale strano turbamento<\/i>), dopo aver riflettuto sul sentimento amoroso che lo sta agitando, decide di fuggir via. A questo punto giungono gli amici, accompagnati dal tema ironico e spigliato udito in precedenza, con i quali Fritz va via senza salutare il rabbino e Suzel visibilmente rattristata per la partenza dell\u2019uomo del quale \u00e8 gi\u00e0 innamorata. Il pianto della donna, frammentato nella parte vocale, \u00e8 espresso dall\u2019orchestra che si produce in un malinconico tema all\u2019interno del quale si sentono alcuni brevi frammenti che Mascagni avrebbe utilizzato, rielaborandoli, nel successivo celebre intermezzo.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><b><i>Intermezzo <\/i><\/b><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-8.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-64105\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-8-290x156.jpg\" alt=\"Amico Fritz es. 8\" width=\"290\" height=\"156\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-8-290x156.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-8-150x81.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-8-366x198.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-8-770x416.jpg 770w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Amico-Fritz-es.-8.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>Entrato stabilmente nel repertorio sinfonico, l\u2019<i>Intermezzo<\/i> \u00e8 una delle pagine pi\u00f9 famose della partitura insieme al duetto delle ciliegie. Ad un ascolto superficiale questa pagina sinfonica pu\u00f2 apparire un po\u2019 avulsa dalla trama dell\u2019opera, dal momento che essa trae il suo materiale melodico dall\u2019<i>a solo<\/i> del violino che nel primo atto introduce l\u2019ingresso sulla scena dello zingaro Peppe, una figura secondaria. In realt\u00e0 il carattere malinconico della pagina, tipico della musica tzigana, si addice bene al momento pi\u00f9 drammatico dell\u2019opera per l\u2019avvenuta separazione di Fritz e Suzel, la cui tristezza aveva trovato la sua espressione in accenti tzigani alla fine del primo atto almeno nella parte dell\u2019orchestra. Il carattere drammatico di quest\u2019<i>Intermezzo<\/i> emerge gi\u00e0 nelle misure introduttive dove inizialmente si afferma un tema accordale al quale si contrappone un arpeggio di carattere virtuosistico che sembra pi\u00f9 consono ad una scrittura di tipo solistico.La parte restante dell\u2019<i>Intermezzo<\/i> \u00e8 costruita su un\u2019elaborazione dell\u2019<i>a solo <\/i>violinistico del primo atto, nel quale l\u2019orchestra canta come se fosse una voce umana.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><b><i>Atto terzo<br \/>\n<\/i><\/b>Un tema tortuoso e drammatico con cromatismi introduce e accompagna Fritz, ritornato in campagna e tormentato dal contrasto tra l\u2019amore per Suzel e la volont\u00e0 di non cedere. Tutto intorno a lui parla d\u2019amore; persino un coro fuori scena e l\u2019amico Beppe che, introdotto dal tema frivolo gi\u00e0 udito al primo atto , intona una canzone, ironica nei rapidi svolazzamenti di semicrome (<i>O pallida che un giorno<\/i>), da lui stesso composta e dedicata a una sua fiamma. Fritz, alla fine, vinto dall\u2019amore, intona la romanza, <i>O amore, o bella luce del core<\/i>, un vero e proprio inno ad esso, dalla struttura tripartita (A-B-A<sup>1<\/sup>, a cui si aggiunge una breve coda) e dalla scrittura intrisa di caldo lirismo. David, l\u00ec vicino, sente Fritz <i>fantasticare d\u2019amore<\/i> e gli si avvicina parlandogli delle imminenti nozze di Suzel che lui stesso avrebbe combinato con un giovane allegro e ricco e aggiungendo che quello stesso giorno il padre sarebbe andato da lui a chiedere il suo consenso. Fritz, tormentato, dice che avrebbe negato il suo consenso e alla fine fugge via, lasciando solo sulla scena David raggiunto subito dopo da Suzel, la cui tristezza \u00e8 ancora espressa da un lirico tema affidato agli archi. David, dopo aver incoraggiato la fanciulla, la lascia sola e Suzel, innamorata di Fritz dal quale ritiene di non essere corrisposta, canta la sua romanza, <i>Non mi resta che il pianto e il dolore<\/i>, nella quale i cromatismi ascendenti sembrano scandagliare l\u2019animo tormentato di una donna che vede i suoi sogni d\u2019amore troncati. Fritz sorprende la fanciulla in questo stato di mestizia e la interroga sulle nozze per lei combinate dal padre e dal rabbino, facendole confessare che ella non ama il suo promesso. Suzel chiede anzi a Fritz di negare il suo consenso (<i>Ah! ditela per me quella parola<\/i>) e alla fine l\u2019uomo le confessa il suo amore in un\u2019espansione lirica, <i>Ma s\u2019io t\u2019aprissi le mie braccia<\/i>, su un enigmatico accordo di <i>settima diminuita<\/i>. A questo punto senza pi\u00f9 remore i due si scoprono innamorati e cantano il loro amore in una scrittura di acceso lirismo che si conclude con l\u2019orchestra, che \u201cfesteggia\u201d l\u2019avvenimento in un\u2019esplosione di colori e timbri. David, che ha assistito alla scena nascosto, dichiara di aver vinto la scommessa, ma dice di rinunciare alla vigna di Clairfontaine, della quale fa dono a Suzel. Si festeggiano, dunque, le prossime nozze e l\u2019opera si conclude con le note della romanza, <i>O amore, o bella luce del core<\/i>.\u00a0 <i><strong>In allegato il libretto dell&#8217;opera (italiano\/inglese)<\/strong><br \/>\n<\/i><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00a0 <i><br \/>\n<\/i><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non si era ancora spenta l\u2019eco del successo della Cavalleria rusticana che furoreggiava in Italia e all\u2019estero, quando [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":64088,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,124],"tags":[14671,1291,5870,442,5660,25841,1396,14673],"class_list":["post-64086","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","category-pietro-mascagni","tag-approfondimenti","tag-elena-zilio","tag-giacomo-aragall","tag-giuseppe-taddei","tag-lamico-fritz","tag-maria-chiara","tag-maurizio-arena","tag-pietro-mascagni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64086","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64086"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64086\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87030,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64086\/revisions\/87030"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/64088"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64086"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64086"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64086"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}