{"id":64141,"date":"2013-11-28T19:37:07","date_gmt":"2013-11-28T18:37:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=64141"},"modified":"2017-01-02T19:54:02","modified_gmt":"2017-01-02T18:54:02","slug":"il-flauto-magico-al-teatro-marrucino-di-chieti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/il-flauto-magico-al-teatro-marrucino-di-chieti\/","title":{"rendered":"&#8220;Il Flauto magico&#8221; al Teatro Marrucino di Chieti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><i>Chieti, Teatro Marrucino,<\/i> <em>Stagione lirica 2013<\/em><br \/>\n<b>\u201cDIE ZAUBERFL\u00d6TE\u201d <\/b><br \/>\nSiengspiel in due atti. Libretto di Emanuel Schikaneder.<br \/>\nMusica di <b>Wolfgang Amadeus Mozart <\/b><br \/>\n<i>Sarastro <\/i>FEDERICO BENETTI<br \/>\n<i>Tamino <\/i>PABLO KARAMAN<br \/>\n<i>Oratore <\/i>IVO RIZZI<br \/>\n<i>Primo sacerdote, Secondo armigero <\/i>ALESSANDRO CATALDO<br \/>\n<i>Secondo sacerdote, Primo armigero <\/i>DAVIDE CIARROCCHI<br \/>\n<i>La regina della notte <\/i>GIULIA DELLA PERUTA<br \/>\n<i>Pamina <\/i>GIULIA DE BLASIS<br \/>\n<i>Prima dama <\/i>SARA DI GIAMPIETRO<br \/>\n<i>Seconda dama <\/i>ANTONELLA SCHIAZZA<br \/>\n<i>Terza dama <\/i>CECILIA BERNINI<br \/>\n<i>Papagena <\/i>TANIA BUCCINI<br \/>\n<i>Papageno <\/i>FELIPE OLIVEIRA<br \/>\n<i>Monostatos <\/i>MORENO PATTERI<br \/>\n<i>Primo fanciullo <\/i>ELISA COCLITE<br \/>\n<i>Secondo fanciullo <\/i>FEDERICA DI DOMENICANTONIO<br \/>\n<i>Terzo fanciullo <\/i>LORENZO SPECA<br \/>\nOrchestra Sinfonica Abruzzese<br \/>\nCoro del Teatro Marrucino<br \/>\nDirettore <strong>Maurizio Colasanti <\/strong><br \/>\nMaestro del coro <b>Paolo Speca <\/b><br \/>\nRegia <b>Enrico De Feo <\/b><br \/>\nScene e costumi <b>Massimo Marafante <\/b><br \/>\nLight designer <b>Ivano Ursini <\/b><br \/>\n<em>Chieti, 24 novembre 2013\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><br \/>\nIn un territorio primo di fondazioni liriche di primissimo livello che sappiano captare grandi nomi e produzioni, il Teatro Marrucino di Chieti, unico teatro di tradizione nella fascia adriatica fra Macerata e Lecce, si affida alla ricerca di nuove voci del territorio per popolare i cast delle sue produzioni che, sia per motivi meramente di spazio (si consideri che la sala conta a malapena cinquecento posti) che di difficolt\u00e0 economiche, hanno il merito di essere godibili seppur con pochi mezzi. A tal proposito si pensi che solamente in occasione di questo spettacolo il teatro ha finalmente fornito il servizio dei sovratitoli!. Secondo titolo dell\u2019unica stagione lirica abruzzese \u00e8 <em>Die zauberfl\u00f6te<\/em>\u00a0di Wolfgang Amadeus Mozart, compositore amatissimo a Chieti, al punto che a luglio di ogni anno gli viene dedicata una \u201cSettimana mozartiana\u201d.<br \/>\nL\u2019allestimento e i costumi sono curati da <strong>Massimo Maraffante<\/strong>. Un unico impianto scenico costituito da una alta struttura di tubi metallici nudi. In tutto ci\u00f2 si inseriscono quasi casualmente,vecchi mobili e suppellettili. I costumi hanno un sapore retr\u00f2, a cavallo tra gli anni &#8217;40 e &#8217;50. \u00c8 piuttosto chiaro che il regista\u00a0 <strong>Enrico De Feo<\/strong> ha voluto reinterpretare\u00a0 l\u2019iniziazione misterica al culto di Iside e Osiride nel complesso dei rituali proprio di un tipico \u201cmatrimonio all\u2019italiana\u201d dove la famiglia \u00e8 sempre al centro di ogni evento della vita, nella buona come nella cattiva sorte: ecco dunque i parenti (in luogo del serpente del libretto originario) che tediano Tamino all\u2019inizio dello spettacolo, gli \u201cuomini della casa\u201d (i sacerdoti) che tengono consiglio su cosa \u00e8 opportuno fare e poi ancora i parenti &#8220;serpenti&#8221; (la Regina della Notte, le sue dame e Monostatos), personaggi loschi che seducono, aizzano e seminano discordia. La loro essenza\u00a0 negativa \u00e8 accentuata\u00a0 dal loro entrare in scena sempre attraverso\u00a0 botole. Alla fine, ecco tutto il parentado colorito e chiassoso e gli amici di infanzia (Papageno e Papagena) che festeggiano le nozze di Tamino e Pamina.\u00a0 A completare il semplice ed efficiente impianto scenico \u00e8 <strong>Ivano Ursini,<\/strong> che usa intelligentemente le luci: evitate le proiezioni (come spesso si ricorre in opere come questa), le luci evocano in modo quanto mai efficace la presenza dell\u2019acqua, del fuoco, dei fulmini.<br \/>\nPassi pure l\u2019impianto stereo per rendere i tuoni e il ruggito del leone, ma qualche problema di continuit\u00e0 stilistica (anche se sicuramente sempre molto apprezzato per chi non \u00e8 avvezzo al tedesco) \u00e8 dato dalla scelta dell\u2019italiano per i dialoghi parlati: la discrepanza dell\u2019alternarsi di due lingue assolutamente differenti tra l\u2019italiano (recitato) e il tedesco (per i numeri musicali) \u00e8 evidente.\u00a0 In questo spettacolo i due principi Tamino e Pamina sono convertiti in due adolescenti ancora ingenui ed estranei alle malizie del mondo che andranno a conoscere con gli eventi che si presenteranno lungo il loro cammino. Il primo \u00e8 interpretato dal tenore italo-argentino <strong>Pablo Karaman,<\/strong> voce dal bel colore, espressivo e musicalissimo, nonch\u00e9 molto apprezzabile anche sul piano interpretativo. La seconda \u00e8 l\u2019abruzzese <strong>Giulia De Blasis,<\/strong>\u00a0che da poco \u00e8 uscita dalla scuola di perfezionamento dell&#8217;Accademia di Santa Cecilia di Roma e ne mostra i frutti: interprete emotivamente sensibile e cantante raffinata e dalla vocalit\u00e0 omogenea. Eccellente nel ruolo della Regina della Notte \u00e8 <strong>Giulia Della Peruta<\/strong>, bravissimo soprano, nonch\u00e8 ottima attrice, che ha ben caratterizzato le due arie del personaggio: il finto\u00a0 carattere malinconico-seduttivo dell&#8217;aria\u00a0 del primo atto \u201cO zittre nicht, mein lieber Sohn!\u201d ben contrapposto dal furore di \u201cDer h\u00f6lle racke kocht meinem herzen\u201d del secondo atto affrontata con impavida sicurezza vocale e con un piglio da autentica virago. <strong>Federico Benetti<\/strong>, con un fraseggio sicuro e costante pacatezza interpretativa (sia vocalmente che nei gesti) rende al meglio il personaggio di Sarastro, cos\u00ec come \u00e8 concepito dal regista: il sapiente, il go\u2019el della famiglia la cui saggezza \u00e8 riscontrabile anche nella proverbiale pacatezza con cui d\u00e0 voce ai suoi pensieri.<br \/>\nTra i personaggi principali una nota di merito va al baritono brasiliano\u00a0 <strong>Felipe Oliveira <\/strong>(Papageno): un madrelingua portoghese che finge di essere un italiano che finge di essere un madrelingua tedesco che finge di sforzarsi \u00a0di parlare in italiano con tutto il carico di cadenze e accenti tedeschi. Nonostante questo complicato intreccio di di lingue, il cantante ha abilmente costruito il suo personaggio che, ovviamente, ha conquistato il pubblico, in particolare quello dei giovanissimi. Ha ben figuarato anche la Papagena di<strong> Tania Buccini,<\/strong> soprano con una bella coloratura sfumata del timbro.\u00a0 Meritevole di citazione ogni componente del cast: il grottesco, ma non caricaturale Monostatos di <strong>Moreno Patteri,<\/strong> <strong>Ivano Rizzi<\/strong> (Oratore), <strong>Alessandro Cataldo<\/strong> (Primo sacerdote e Secondo armigero), <strong>Davide Ciarrocchi<\/strong> (Secondo sacerdote e Primo armigero), e il canto omogeneo delle\u00a0 tre dame: <strong>Sara Di Giampietro, Antonella Schiazza<\/strong> e <strong>Cecilia Bernini<\/strong>.\u00a0 Hanno ben figurato anche le tre voci bianche\u00a0 provenienti dal Coro di voci bianche Nisea di Teramo:\u00a0 <strong>Elisa Coclite, Federica Di Domenicantonio<\/strong> e<strong> Lorenzo Speca<\/strong>, che hanno vissuto quest\u2019esperienza come un gioco. L\u2019orchestra Sinfonica Abruzzese, in una <em>location<\/em> limitante come quella del Marrucino, si \u00e8 presentata in una formazione che si pu\u00f2 tranquillamente definire \u201ccameristica\u201d, facendo di questo limite virt\u00f9, sfoderando una bella omogeneit\u00e0 e qualit\u00e0 di\u00a0 suono,\u00a0 consoni a\u00a0 Mozart. Il merito va anche alla concertazione di\u00a0 <strong>Maurizio Colasanti<\/strong> che, dopo un inizio un po&#8217; lento, ha saputo recuperare freschezza e\u00a0 scorrevolezza.\u00a0 Ottimo e ben coeso il Coro del Teatro Marrucino, diretto da Paolo Speca. Calorosi e ben meritati applausi per tutti da parte di un pubblico festoso in un teatro completamente esaurito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chieti, Teatro Marrucino, Stagione lirica 2013 \u201cDIE ZAUBERFL\u00d6TE\u201d Siengspiel in due atti. Libretto di Emanuel Schikaneder. 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