{"id":64704,"date":"2013-12-09T01:07:09","date_gmt":"2013-12-08T23:07:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=64704"},"modified":"2016-11-30T03:48:00","modified_gmt":"2016-11-30T02:48:00","slug":"tre-russi-fanno-gli-indiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/tre-russi-fanno-gli-indiani\/","title":{"rendered":"Torino, OSN RAI: Xian Zhang &#038; Daniil Trifonov"},"content":{"rendered":"<p><em>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2013-2014<\/em><br \/>\n<strong>Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI <\/strong><br \/>\nDirettore <b>Xian Zhang <\/b><br \/>\nPianoforte <b>Daniil Trifonov <\/b><br \/>\nTromba<b> Roberto Rossi<br \/>\n<\/b><i>P\u00ebtr Il\u2019i\u010d \u010cajkovskij<\/i><b> <\/b>:<b> <\/b><i>Suite <\/i>n. 4 in sol maggiore op. 61<i> \u201cMozartiana\u201d<br \/>\nDmitrij \u0160ostakovi\u010d <\/i>: Concerto n. 1 in do minore per pianoforte, tromba e orchestra d\u2019archi op. 35<br \/>\n<i>Sergej Prokof\u2019ev<\/i><b> <\/b>:<b> <\/b><i>Romeo e Giulietta<\/i>, brani scelti dalle due <i>suites<\/i> del balletto op. 64<br \/>\n<em>Torino, 6 dicembre 2013<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che cosa pu\u00f2 succedere quando tre grandi compositori russi fanno di tutto per allontanarsi dalla tradizione nazionale<\/strong>, e &#8211; come se nulla fosse &#8211; rielaborano Mozart, oppure dissacrano la tradizione del concerto beethoveniano, oppure ancora ricamano su di un balletto di soggetto shakespeariano? Pu\u00f2 succedere, per esempio, che i loro esiti diventino il programma di un concerto bene orientato come il n. 9 della stagione dell\u2019Orchestra Sinfonica Nazionale RAI a Torino, e che l\u2019ascoltatore abbia modo di riflettere sulla ricchezza di intenti e di prospettive della musica russa tra gli anni Ottanta dell\u2019Ottocento e i Trenta del Novecento; in un\u2019<i>allure<\/i> tutta internazionale, visto che russi sono i compositori e il pianista, italiano il solista alla tromba, cinese il direttore, e poi c\u2019\u00e8 l\u2019OSN, nel cui novero abbondano professori di origine straniera.<br \/>\n<strong>La cinese Xian Zhang \u00e8 da quattro anni Direttore Musicale dell\u2019Orchestra Sinfonica di Milano \u201cGiuseppe Verdi\u201d<\/strong>, e dimostra sia nel gesto sia nell\u2019organizzazione delle sonorit\u00e0 una grande frequentazione del repertorio sinfonico. <strong>Nel \u010cajkovskij<\/strong> iniziale, per esempio, riesce a mantenere quell\u2019atmosfera sonora un po\u2019 posticcia, tipica di un travestimento musicale che dal 1887 guarda allo stile e ai moduli espressivi mozartiani. <i>Preghiera. Andante non tanto<\/i>, ossia il terzo brano della <i>suite<\/i>, \u00e8 trascrizione di una trascrizione, poich\u00e9 il motivo mozartiano dell\u2019<i>Ave Verum Corpus<\/i> \u00e8 ripreso da \u010cajkovskij in base alla rielaborazione di Liszt, come a dire che non c\u2019\u00e8 alcun fine di ricostruzione archeologica della musica austriaca di fine Settecento, e tanto meno una velleit\u00e0 di comporre secondo antichi stili, ma semplicemente il gusto di riscrivere una pagina di incantevole bellezza, gi\u00e0 riscritta da altri. L\u2019esecuzione, nella consapevolezza dell\u2019insanabile allontanamento tra modello e <i>remake<\/i>, insiste per\u00f2 sulla pesantezza degli ottoni (sempre in primo piano) o delle percussioni. Il vigore un po\u2019 bolso delle variazioni conclusive (nella sezione <i>Tema e dieci variazioni. Allegro giusto<\/i> che suggella la <i>suite<\/i>) cancella ogni levit\u00e0 autenticamente mozartiana, pur tra dinamiche precise e suoni puliti (ma senza anima; persino l\u2019arpa suona in modo un po\u2019 aggressivo). Nelle stesse variazioni si apprezzano precisione e garbatezza del violino di spalla Roberto Ranfaldi, come sempre elegante e discreto. Il finale \u00e8 un tripudio di trombe e corni, tanto che l\u2019immancabile ascoltatore distratto potrebbe chiedersi: \u00abQual \u00e8 il titolo della <i>suite<\/i>? <i>Wagneriana<\/i>?\u00bb<br \/>\n<strong>Se le rielaborazioni da Mozart sono affrontate con uno stile cos\u00ec accademicamente assertivo, che cosa accadr\u00e0 alla parodia di \u0160ostakovi\u010d,<\/strong> il cui concerto \u00e8 un\u2019ininterrotta allusione sarcastica alla tradizione occidentale? Il sospetto pregiudiziale \u00e8 del tutto stornato, perch\u00e9 l\u2019esecuzione \u00e8 perfetta, grazie soprattutto al pianoforte di <strong>Daniil Trifonov<\/strong> e alla tromba di<strong> Roberto Rossi<\/strong>, ottimamente congiunti sin dalle sornione progressioni del composito I movimento (<i>Allegretto &#8211; Allegro vivace &#8211; Allegretto &#8211; Allegro &#8211; Moderato<\/i>). Il ventiduenne pianista russo non si risparmia di certo, impegnandosi in una galleria di stili differenti e di suoni cangianti, dal vitreo e trasparente del tempo di mezzo al funambolico, selvaggio e martellante del finale; e non si tratta di sola bravura tecnica, perch\u00e9 al virtuosismo si accompagna la giusta sottolineatura interpretativa. Buona, ottima, e sempre di giusto peso anche la tromba di Rossi, delicatissima con la sordina, svettante nel finale, in cui da \u201cspalla\u201d del pianoforte diventa protagonista di una scoppiettante e pirotecnica fanfara. \u00c8 talmente briosa la coppia dei solisti che nella stretta conclusiva l\u2019orchestra, metronomicamente (e rigidamente) guidata dalla Zhang, fatica a reggere il ritmo.<br \/>\n<strong>Agli applausi entusiastici del pubblico torinese risponde soprattutto il pianista,<\/strong> che regala due brani fuori programma davvero sorprendenti e di segno stilistico opposto: il primo \u00e8 una trascrizione della <i>Danza infernale di Katchei<\/i>, dall\u2019<i>Oiseau de feu<\/i> di Stravinskij, in cui Trifonov dimostra una dirompente forza sinfonica; con il carattere inaspettato del <i>bis<\/i>, e della trascrizione per solo pianoforte di un brano di effetto orchestrale, \u00e8 certamente il momento pi\u00f9 emozionante del concerto. Alle braci ardenti dell\u2019<i>Uccello di fuoco<\/i> segue una pagina musicale di riconciliazione, forse suggerita dall\u2019iniziale <i>suite<\/i> \u201cin stile antico\u201d: la <i>gavotte<\/i> dalla <i>Suite dai tempi di Holberg<\/i> di Grieg, di cui Trifonov sottolinea la dolcezza del fraseggio, la pacatezza discorsiva, la dolcezza espositiva.<br \/>\n<strong>Domina sempre il genere della <i>suite<\/i>, anche nella seconda parte del concerto, perch\u00e9 la Zhang propone sette brani dal balletto <i>Romeo e Giulietta<\/i> di Prokof\u2019ev<\/strong>, estrapolati dalle versioni dell\u2019op. 64 e 64 bis, risalenti agli anni 1935-1936: tutte pagine molto celebri, ma accostate in ordine arbitrario (<i>I Montecchi e i Capuleti<\/i>, <i>La giovane Giulietta<\/i> &#8211; queste dalla <i>suite<\/i> n. 2, tutte le altre dalla n. 1: <i>Madrigale<\/i>, <i>Minuetto<\/i>, <i>Maschere<\/i>, <i>Il balcone di Giulietta<\/i>, <i>La morte di Tebaldo<\/i>). In particolare, decidere di concludere con <i>La morte di Tebaldo<\/i> \u00e8 scelta lontana da ogni coerenza interna alla vicenda narrata; l\u2019unica giustificazione \u00e8 il tono reboante, adattabile come finale drammatico e fragoroso (almeno, per come lo intende la Zhang) di un quadro sinfonico. Sin dall\u2019inizio il volume sonoro \u00e8 infatti decisamente marcato, anche perch\u00e9 il direttore predilige il protagonismo dei fiati (corni, corno inglese, fagotti). La percezione \u00e8 quella di una lettura molto chiara, ma a volte soffocante nei confronti delle <i>nuances<\/i> degli archi; nei momenti pi\u00f9 intimistici, in particolare, si rimpiange la mancanza di gradazioni, di palpiti interiori, di emozioni genuine. Perfette, al contrario, le sottolineature circensi, la pienezza dei suoni intagliati in forme geometriche precise, le clausole istrioniche (non a caso <i>Maschere<\/i> \u00e8 il brano pi\u00f9 convincente dell\u2019intera esecuzione). In tutte le pagine, comunque, la precisione tecnica del direttore \u00e8 mirabile: si apprezza come l\u2019orchestra, con la sua ormai preclara duttilit\u00e0, risponda a ogni richiesta della Zhang, specie nel rilevare riprese, simmetrie, corrispondenze interne alla partitura. E il pubblico di Torino apprezza moltissimo, con applausi prolungati e festosi, correttezza, professionalit\u00e0 e studio accurato; anche se i compositori \u201cfanno gli indiani\u201d, con scelte d\u2019avanguardia o di retroguardia, la bellezza della loro musica e la validit\u00e0 di chi la esegue sono sempre premiate, e con gioia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2013-2014 Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI Direttore Xian Zhang Pianoforte Daniil [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":64705,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,4732,2717,6483,2290,9252,8328,9253],"class_list":["post-64704","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-daniil-trifonov","tag-dmitrij-sostakovic","tag-orchestra-sinfonica-nazionale-della-rai","tag-petr-ilic-cajkovskij","tag-roberto-rossi","tag-sergej-prokofev","tag-xian-zhang"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64704","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64704"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64704\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87060,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64704\/revisions\/87060"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/64705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64704"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64704"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64704"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}