{"id":64863,"date":"2013-12-10T00:57:35","date_gmt":"2013-12-09T22:57:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=64863"},"modified":"2016-11-30T15:54:46","modified_gmt":"2016-11-30T14:54:46","slug":"norma-al-coccia-di-novara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/norma-al-coccia-di-novara\/","title":{"rendered":"&#8220;Norma&#8221; al Coccia di Novara"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><i>Novara, Teatro Coccia, Stagione lirica 2013-14<\/i><br \/>\n<b>\u201cNORMA\u201d <\/b><br \/>\nTragedia lirica in due atti di Felice Romani da \u201c<i>Norma ou l\u2019infanticide<\/i>\u201d di Luois-Anthoine-Alexandre Soumet<br \/>\nMusica di <b>Vincenzo Bellini <\/b><br \/>\n<i>Norma\u00a0 <\/i>ALESSANDRA REZZA<br \/>\n<i>Pollione <\/i>ROBERTO ARONICA<br \/>\n<i>Oroveso <\/i>LUCA TITTOTO<br \/>\n<i>Adalgisa\u00a0 <\/i>VERONICA SIMEONI<br \/>\n<i>Flavio\u00a0 <\/i>GIACOMO PATTI<br \/>\n<i>Clotilde\u00a0\u00a0 <\/i>ALESSANDRA MASINI<br \/>\nOrchestra Filarmonica del Piemonte<br \/>\nCoro Schola Cantorum San Gregorio Magno<br \/>\nDirettore\u00a0 <b>Matteo Beltrami <\/b><br \/>\nMaestro del coro <b>Mauro Rolfi <\/b><br \/>\nRegia <b>Alberto Fassini<br \/>\n<\/b>(ripresa da <b>Vittorio Borrelli<\/b>)<br \/>\nScene e costumi\u00a0\u00a0 <b>William Orlandi <\/b><br \/>\nAllestimento del Teatro Regio di Torino<br \/>\n<i>Novara 8 dicembre 2013\u00a0\u00a0\u00a0 <\/i><br \/>\nNell\u2019ambito della breve stagione lirica novarese si \u00e8 potuta apprezzare questa ripresa di <em>\u201cNorma\u201d<\/em> in un ormai storico allestimento del Teatro Regio di Torino e con una compagnia di canto che nonostante gli innegabili problemi vocali di alcuni elementi ha portato a termine una recita nell\u2019insieme di alto livello.\u00a0 Per la parte visiva si \u00e8 optato per la ripresa dell\u2019a<strong>llestimento realizzato nel 2001-02 da Alberto Fassini<\/strong> (regia ripresa per l\u2019occasione da Vittorio Borelli) con<strong> le scene e i costumi di William Orlandi.<\/strong> Spettacolo gi\u00e0 molto bello al tempo e che rivisto oggi \u00e8 un\u2019autentica gioia per gli occhi ed il cuore dopo tante brutture passate sui palcoscenici nell\u2019ultimo decennio inoltre nel pi\u00f9 contenuto palcoscenico del Teatro Coccia risultava ancor pi\u00f9 godile di quanto avvenisse su quello pi\u00f9 ampio del teatro torinese. <strong>L\u2019impianto scenico \u00e8 sostanzialmente essenziale<\/strong> con quinte rocciose che si aprono in modo variabile aprendo squarci sui luoghi della vicenda in cui si alternato le folte foreste dei galli e i segni di una romanit\u00e0 imposta e proprio per questo scempiata dall\u2019ansia di rivolta dei vinti: colonne spezzate, statue abbattute o acefale. Stupenda la grande scena rituale del primo atto con un grande menhir posto su un podio rialzato su cui si pongono Norma e le vergini consacrate mentre una splendente luna piena inonda la scena di magici riflessi o il finale con i fumi del rogo si levano su un fondo vermiglio dominato da un colosso loricato abbattuto.<br \/>\n<strong> Impostazione analoga per i costumi, sostanzialmente fedeli all\u2019ambientazione storica.<\/strong> Gli ufficiali romani con le loriche affiancate da pesanti mantelli di pelliccia pi\u00f9 adatti ai rigori climatici dell\u2019Europa continentale mentre per quanto riguarda i galli si assiste all\u2019integrazione di elementi storicamente corretti (come gli scudi a spina) ad altri che seppur filologicamente impropri trovano una propria ragione nell\u2019essere componenti essenziali dell\u2019immaginario visivo ottocentesco relativo ai popoli celtici si pensi alle protostoriche fibule a spirale (di tipo sia semplice sia ad occhiali) coscientemente riprese da Orlandi per i costumi del coro.<br \/>\nLe masse che agiscono nel teatro novarese \u2013 <strong>l\u2019 Orchestra Filarmonica del Piemonte e il Coro Schola Cantorum San Gregorio Magno<\/strong> \u2013 non sono certamente complessi di livello assoluto ma si comportano con dignit\u00e0 e attestano un progressivo miglioramento con il passare del tempo. <strong>La direzione di Matteo Beltrami cerca di imprimere alla vicenda un forte passo teatrale<\/strong>, spesso accelerando in tempi anche in modo eccessivo, e si concede qualche effetto bandistico di troppo nella sezione degli ottoni ma nell\u2019insieme tiene con sicurezza le fila dello spettacolo e supporta con abilit\u00e0 le necessit\u00e0 dei cantanti. I tagli praticati sono quelli di tradizione \u2013 quasi tutti i da capo delle cabalette con l\u2019esclusione di \u201cS\u00ec, fino all&#8217;ore estreme\u201d e la seconda parte di \u201cGuerra, guerra!\u201d. Una lettura molto tradizionale della partitura belliniana ma non priva di forza emotiva.<br \/>\nNel ruolo della protagonista la prevista Maria Billeri \u00e8 stata sostituita per problemi di salute da <strong>Alessandra Rezza, chiamata a salvare la produzione<\/strong> e protagonista di una prova contrastante e di non facile valutazione. Il materiale vocale \u00e8 sicuramente notevole ma sovente tende a non essere controllato in modo corretto gli acuti sono spesso calanti o presi in modo avventuroso; le colorature pur risolte danno sempre l\u2019impressione di una mancanza di naturale fluidit\u00e0, gli stessi registri non appaiono sempre omogenei. L\u2019entrata \u00e8 problematica, \u201cSediziose voci\u201d manca della ieratica sacralit\u00e0 che dovrebbe avere cos\u00ec come \u201cCasta diva\u201d pur cantato con corretta \u00e8 privo di quel fascino lunare e incantatorio che la musica di Bellini sparge a piene mani e la stessa voce nonostante una naturale corposit\u00e0 non sembra correre a dovere. <strong>Nel secondo atto pur rimanendo i problemi di fondo si assiste ad un generale miglioramento<\/strong>, la voce acquista corpo e proiezione e soprattutto nei passi pi\u00f9 declamati \u2013 \u201cIn mia man su tutti\u201d \u2013 trova accenti di sincera partecipazione. Ma il teatro \u00e8 per sua natura uno strano mondo dove non sempre la \u201csomma fa il totale\u201d e all\u2019ascolto in sala la prova della Rezza risulta coinvolgente nonostante tutte le sue pi\u00f9 che evidenti pecche vocali, in fondo la magia del teatro \u00e8 anche questo.<br \/>\nIntorno alla Rezza troviamo un cast le cui prestazioni non avrebbero sfigurato in pi\u00f9 prestigiosi teatri non solo italiani. Vera dominatrice della serata si \u00e8 rivelata <strong>Veronica Simeoni<\/strong> nei panni di Adalgisa. Reduce dall\u2019improbo impegno veneziano come Selika ne \u201cL\u2019africaine\u201d di Meyerbeer il mezzosoprano romano si conferma una delle voci pi\u00f9 interessanti dell\u2019attuale scena italiana. Il timbro chiaro e luminoso \u00e8 perfetto per una figura adolescenziale come Adalgisa e le morbide venature sensuali giustificano la passione di Pollione. La voce \u00e8 omogenea su tutta la gamma e ottimamente proiettata, la coloratura sgranata con la naturalezza delle autentiche belcantiste e l\u2019aderenza stilistica sempre corretta. Il fraseggio \u00e8 sempre molto curato e sfruttato al meglio a scopo espressivo, l\u2019autentico trionfo strappata al termine di una pagina come \u201cSgombra la sacra selva\u201d lo dimostra in pieno; \u00e8 inoltre un\u2019ottima attrice e si muove in scena con grande propriet\u00e0.<br \/>\n<strong> Roberto Aronica<\/strong> nei panni di Pollione sfoggia una notevole presenza vocale \u2013 a volte quasi eccessiva in una sala piccola e dall\u2019ottima acustica come quella novarese \u2013 ma tende a cantare spesso tutto in forte con scarsa attenzione ai segni dinamici previsti inoltre una pi\u00f9 accorta gestione del materiale vocale gli consentirebbe di giungere pi\u00f9 serenamene al settore acuto che potrebbe sfogare con maggior sicurezza. Resta il fatto che il personaggio nella sua spavalderia funziona e che l\u2019innegabile materiale vocale gli permette di conquistare sicuramente il pubblico.\u00a0 Ottimo il basso <strong>Luca Tittoto<\/strong> nei panni di Oroveso, grande specialista del repertorio barocco il cantante veneto affronta la parte del capo dei druidi con una notevole voce di autentico basso ed un\u2019evidente attenzione alle ragioni stilistiche ed espressive mentre sul piano scenico la sua figura alta e slanciata contribuisce fin da subito a rimarcare l\u2019autorit\u00e0 della figura. Buone le prove offerte dalle parti di fianco, il Flavio di <strong>Giacomo Patti<\/strong> e soprattutto la Clotilde di <strong>Alessandra Masini<\/strong> di bel colore contraltile.\u00a0 Successo trionfale per tutti gli interpreti per una rappresentazione che pur con tutti i suoi limiti trasmetteva quel senso di autentica passione per il teatro che troppo spesso oggi viene a mancare e che prescinde dalla mera valutazione delle singole prestazioni vocali.<em><span id=\"yui_3_7_2_1_1386626578349_3383\" style=\"font-family: Bookman Old Style;\"><span id=\"yui_3_7_2_1_1386626578349_3382\" class=\"yiv359298964190073410-06122013\">Foto di Mario Mainino.<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Novara, Teatro Coccia, Stagione lirica 2013-14 \u201cNORMA\u201d Tragedia lirica in due atti di Felice Romani da \u201cNorma ou [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":166,"featured_media":64866,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[9255,1225,7347,2806,2067,223,145,4342,6588,4659,224,5019,2376],"class_list":["post-64863","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alessandra-masini","tag-alessandra-rezza","tag-giacomo-patti","tag-luca-tittoto","tag-matteo-beltrami","tag-norma","tag-opera-lirica","tag-roberto-aronica","tag-teatro-coccia-di-novara","tag-veronica-simeoni","tag-vincenzo-bellini","tag-vittorio-borrelli","tag-william-orlandi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64863","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/166"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64863"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64863\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87068,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64863\/revisions\/87068"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/64866"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64863"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64863"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64863"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}