{"id":65210,"date":"2013-12-16T00:05:06","date_gmt":"2013-12-15T22:05:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=65210"},"modified":"2016-12-15T02:17:34","modified_gmt":"2016-12-15T01:17:34","slug":"intervista-a","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/intervista-a\/","title":{"rendered":"Intervista a Eric Vigi\u00e9"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Personaggio poliedrico, artista a tuttotondo, Eric Vigi\u00e9 \u00e8 attualmente il direttore generale dell&#8217;Op\u00e9ra di Losanna e dell&#8217;Avenches Opera Festival.<br \/>\n<strong>Come<\/strong><b> si \u00e8 avvicinato alla musica e al teatro?<\/b><br \/>\nLa musica \u00e8 stata sempre presente nella mia vita perch\u00e9 mia madre suonava il piano e il clavicembalo. Ho trascorso parte dell\u2019infanzia a Philadelphia dove mio padre frequentava la Harvard Business School. L\u00e0 avevamo un cugino francese americanizzato, John De Lancie che suonava come primo oboe nella Philadelphia Orchestra e grazie a lui posso dire di essermi seduto da bambino sulle ginocchia di Stokowsky e di Ormandy! John \u00e8 diventato in seguito direttore del famoso Curtis Institute.\u00a0 <b>Ricorda le sue prime esperienze da spettatore all\u2019opera?<br \/>\n<\/b>Quando sono<b> <\/b>arrivato a Nizza nel \u201977 frequentavo degli amici che mi hanno portato all\u2019Op\u00e9ra ogni venerd\u00ec sera per 30 settimane. C\u2019era sempre una produzione differente, ma il livello degli spettacoli, nei quali si riciclava la stessa tela dipinta, era terribile! La qualit\u00e0 dei cantanti invece era eccelsa: ho ascoltato Pavarotti in <i>Boh\u00e8me<\/i> nel Dicembre del \u201877 poco dopo l\u2019incidente aereo nel quale aveva rischiato la vita. In cartellone c\u2019erano nomi come Montserrat Caball\u00e8, Valentini-Terrani, Carreras, Bonisolli, Ricciarelli. Il pubblico era in delirio! I cantanti arrivavano all\u2019ultimo momento, erano pagati in contanti, passavano 5 giorni al Negresco e Nizza e la vita era bella&#8230;Ho approfondito la conoscenza dell\u2019opera con i dischi ma il mio gusto musicale si \u00e8 formato soprattutto ascoltando questi grandi artisti dal vivo.<br \/>\n<b>Com\u2019\u00e8 iniziato il suo interesse per la regia?<\/b><br \/>\nAll\u2019inizio degli anni ottanta sono andato in Scala a vedere una nuova produzione di <i>Lohengrin<\/i> diretta da Abbado, con Peter Hoffmann e la regia di Strehler. Siamo partiti da Nizza alle 8 di mattina e abbiamo pranzato al Biffi Scala (che all\u2019epoca esisteva ancora). Una volta in teatro ho avuto uno choc terribile: ho visto per la prima volta nella mia vita una vera regia!!! Per caso nel foyer ho incontrato Pierre M\u00e9decin che era stato l\u2019unico regista di qualit\u00e0 ad aver lavorato a Bayreuth come assistente di Wieland Wagner. M\u00e9decin faceva una o due regie all\u2019anno a Nizza e tornando da Milano sono andato ad incontrarlo all\u2019uscita degli artisti per chiedergli come dovevo fare per diventare regista. Lui ha risposto: \u201c<i>Devi lavorare, studiare la musica e le lingue devi avere un repertorio&#8230; apprendere, apprendere, apprendere.<\/i>..\u201d<br \/>\nNel frattempo studiavo corno, teatro, orchestra, musica da camera e canto Conservatorio Nazionale di Nizza ma sapevo realmente cosa volevo fare nella mia vita, forse l\u2019avvocato penalista o il generale di fanteria&#8230; Stavo cercando, mi piaceva il teatro e l\u2019ambiente ma\u00a0 pensare di lavorare con Stehler o in Scala?! Era semplicemente follia!<br \/>\n<b>Quando e come la folle idea si \u00e8 trasformata in realt\u00e0?\u00a0 <\/b><br \/>\nUn giorno arriv\u00f2 a Nizza mio cugino John De Lancie con l\u2019orchestra del Curtis Institute per un concerto che ebbe un enorme successo. Il direttore del conservatorio di Nizza dove ero studente, gli confid\u00f2 il mio sogno di diventare regista. Mio cugino rimase molto sorpreso perch\u00e9 non gliene avevo mai fatto parola e dopo il mio baccalaureat mi invit\u00f2 per due mesi a Boston a collaborare con Boris Goldovsky. Goldovsky all\u2019epoca era \u201cMister Opera\u201c ovvero colui che seduto al piano, illustrava i programmi del MET. Era una sommit\u00e0, e mi prese come assistente per organizzare i costumi di <i>Amelia al Ballo<\/i> di Menotti. Il caso volle che una settimana dopo la prima chiamasse proprio Menotti, (che era stato con Goldowsky al Curtis Institute alla fine degli anni \u201920 insieme a Barber, Bernstein, Ives e Copland), chiedendogli aiuto per trovare un assistente per un <i>Evgeny Onegin<\/i> a Spoleto e all\u2019Op\u00e9ra di Parigi. Goldowsky gli fece subito il mio nome. Cos\u00ec presi il primo aereo per tornare a Nizza. Da allora Menotti \u00e8 rimasto un punto di riferimento un poco bizzarro nella mia vita.<br \/>\nParallelamente alla mia attivit\u00e0 di assistente alla regia avevo iniziato la facolt\u00e0 di Diritto. Nel 1982, fra la generale e la prima di uno spettacolo a cui collaboravo, ebbi la pazza idea di fare un salto al Ministero della Cultura, all\u2019epoca sotto la direzione di Jack Lang e Mitterand desiderosi di rinnovare la realt\u00e0 musicale francese, per chiedere se avessero mai pensato ad una borsa di studio per i giovani registi d\u2019opera. Fu cos\u00ec che fui il primo ad ottenerla! Dato che ero di Nizza pensarono di affiancarmi come assistente a Pierre M\u00e9dicin, che nel frattempo era diventato direttore artistico dell\u2019Op\u00e9ra e stava lavorando duramente per rimettere a posto il teatro ed alzare il livello artistico. Cos\u00ec dividevo le mie giornate fra facolt\u00e0 di diritto, il Conservatorio e l\u2019Op\u00e9ra di Nizza dove trascorrevo 8 ore al giorno fino all\u2019una di notte.\u00a0 M\u00e9decin ha capito che volevo davvero fare questo mestiere e mi ha aiutato molto. Ho avuto anche fortuna perch\u00e9 ho iniziato in un momento in cui il teatro lirico francese cambiava volto. Fino al quell\u2019epoca si facevano produzioni di prestigio solo a Parigi mentre nel resto della Francia gli allestimenti erano piuttosto poveri. Poco a poco negli anni \u201980 la qualit\u00e0 e la professionalit\u00e0 sono cresciute sempre pi\u00f9. Intanto apprendevo il mio mestiere di organizzatore teatrale e di regista.<br \/>\n<b>Quindi l\u2019esperienza artistica ed amministrativa sono cresciute insieme?<br \/>\n<\/b>Si. A partire dal 1986 a Nizza si era formato un <i>ensemble<\/i> di giovani cantanti alle dipendenze del Ministero e Pierre Medicin mi ha incaricato di gestirlo organizzando piccole produzioni (tipo <i>Serva padrona, Cos\u00ec fan tutte, Le pauvre Matelot, il Matrimonio segreto<\/i>)\u00a0 da promuovere e portare in tourn\u00e9e nei villaggi francesi. I sindaci erano molto disponibili ed entusiasti di accogliere una produzione dell\u2019opera di Nizza! Inoltre a Nizza sono stato il primo assistente regista ad allestire un Ring del quale poi ho curato la ripresa al Theatre di Champs Elys\u00e9es. Facevo 12 produzioni all\u2019anno fra Aix en Provence, e l\u2019Op\u00e9ra di Nizza oltre alle prove per la Wallmann, M\u00e9dicin e in seguito per Nicolas Joel. Questo mi ha dato grande visibilit\u00e0.<br \/>\n<b>Lei ha collaborato a lungo con Nicolas Joel cos\u2019ha imparato e cosa deve a questo maestro? <\/b>Siamo arrivati entrambi molto giovani al Theatre du Capitole. Io avevo 26 anni quando lui \u00e8 stato nominato e stavo curando la ripresa di una bellissima produzione di <i>Manon<\/i> dell\u2019Op\u00e9ra di Nice, sono andato ad incontrarlo e lui sapeva esattamente chi fossi. Nicolas era molto sospettoso nei confronti della generazione successiva. Era davvero la star fra i registi e poco dopo \u00e8 diventato anche l\u2019organizzatore pi\u00f9 importante nella provincia francese. Abbiamo avuto un rapporto molto professionale ma anche molto simpatico. Sono stato l\u2019unico regista francese a fare 5 produzioni (comprese scene e costumi) a Toulouse, oltre alle riprese degli allestimenti di Nicolas e questo mi ha messo ad un livello molto alto in Francia permettendomi di lavorare un po\u2019 in tutti i teatri francesi e anche all\u2019estero. Se ho fatto la <i>Carmen <\/i>con Gergiev al White Night Festival \u00e8 stato grazie a Nicolas che ha suggerito il mio nome. Siamo stati molto vicini per 10 anni, e da quando lui \u00e8 all\u2019Op\u00e9ra di Parigi non ci vediamo molto a causa dei reciproci impegni ma ci sentiamo spesso.<br \/>\n<b>In ocasione del Fesival\u00a0 all\u2019arena di Avenches ho avuto modo di conoscere le sue qualit\u00e0 di poliglotta. Quante lingue parla? <\/b><br \/>\nCinque. Quasi sei perch\u00e9 ho fatto un corso intensivo di russo per 2 anni per lavorare con Ljubimov che nel 1988 avrebbe dovuto allestire un <i>Ring<\/i> a Nizza. Purtroppo il progetto non \u00e8 andato in porto perch\u00e9 Ljubimov \u00e8 stato richiamato in patria da Gorbaciov per dirigere la Taganka. Le 500 parole di russo che avevo memorizzato mi sono comunque servite per comunicare col coro e coi solisti quando ho lavorato a San Pietroburgo. Penso che sia normale, quando si \u00e8 fatta una carriera nel mondo della lirica, parlare 3 o 4 lingue. Io non parlavo spagnolo e Margarita Wallmann mi diceva sempre <i>\u201cEric tu devi imparare lo spagnolo perch\u00e9 met\u00e0 del mondo lo parla ed \u00e8 una lingua importante\u201d<\/i> . Io le rispondevo che non c\u2019era molto repertorio spagnolo e che il tedesco mi sarebbe servito di pi\u00f9. Anni pi\u00f9 tardi sono stato chiamato come coordinatore artistico al Teatro Real di Madrid e mentre attraversavo la frontiera in macchina ho ripensato tutto il tempo alle parole della Wallmann!<br \/>\n<b>La Spagna \u00e8 stata una pagina importante nella sua carriera? <\/b><br \/>\nHa completamente cambiato la mia vita perch\u00e9 ho dovuto abbandonare la regia, con ancora delle produzioni in sospeso e passare dall\u2019altro lato della barricata approfondendo una parte del lavoro che mi interessa ancora di pi\u00f9. Sentivo che un giorno avrei diretto un teatro ma non pensavo che sarebbe successo cos\u00ec in fretta! Avevo solo 33 anni quando sono arrivato a Madrid ed essere chiamato in un teatro come questo, senza conoscere la citt\u00e0 e il direttore generale che mi aveva convocato, senza parlare spagnolo era quasi follia! Il teatro riapriva dopo 6-7 anni di ristrutturazione e in soli 3 mesi abbiamo allestito la prima stagione per la quale mancavano ancora 6 produzioni. Abbiamo lavorato giorno e notte per 6 mesi per riaprire il teatro Real!<br \/>\n<b>Adesso lei \u00e8 Direttore Generale dell\u2019Op\u00e9ra de Lausanne e dal 2011 del Festival di Avenches. In cosa differisce la sfida della programmazione di un festival all\u2019aperto rispetto ad una regolare stagione teatrale?<\/b><br \/>\nSono due cose totalmente differenti. L\u2019Op\u00e9ra de Lausanne \u00e8 un\u2019istituzione che vive anzitutto con le sovvenzioni pubbliche e per questo c\u2019\u00e8 un quadro di controllo politico molto rigido sulle finanze e sulla programmazione. Il Festival di Avenches invece ha un budget di 5.500.000 Franchi svizzeri, dei quali solo 80.000 sono di provenienza pubblica. E\u2019 un festival liberale all\u2019americana, vive della vendita dei biglietti e delle donazioni degli sponsor.\u00a0 L\u2019unico punto di contatto che ho voluto \u00e8 stato quello di rendere il Festival di Avenches una sorta di stagione estiva dell\u2019Op\u00e9ra de Lausanne. Abbiamo un\u2019orchestra di qualit\u00e0 che viene da Fribourg ma il 70% del coro appartiene all\u2019Op\u00e9ra de Lausanne, le scene sono state costruite nei nostri laboratori, e da Lausanne provengono anche i tecnici, gli impianti di illuminazione e di alta definizione oltre naturalmente alla mia direzione artistica.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <b>Quest\u2019anno il Festival di Avenches ha presentato un allestimento di <em>Nabucco<\/em> firmato da Marco Carniti che introduceva per la prima volta nella storia del Festival l\u2019uso di giganteschi schermi a led.\u00a0 Dall\u2019alto della sua esperienza di direttore artistico e regista ritiene che il pubblico venga coinvolto maggiormente da allestimenti tradizionali o d\u2019avanguardia?<\/b><br \/>\nIl nostro \u00e8 un Festival popolare dobbiamo trovare 5.000 spettatori ogni sera, quindi l\u2019idea era quella di fare un <i>Nabucco<\/i> tradizionale ma un po\u2019 differente. Ho imposto i led per dare un taglio pi\u00f9 moderno e tecnologico pur rimanendo in un contesto narrativo tradizionale. Il risultato \u00e8 stato buono anche se alle volte i video, specie per chi sedeva nelle prime file, tendevano a fagocitare tutto il resto. Da lontano il campo visivo era pi\u00f9 interessante. Leggendo la rassegna stampa il 70% dei critici ha trovato lo spettacolo geniale, il 20% ha ritenuto le immagini troppo presenti. La prossima volta faremo un bilancio diverso utilizzando una quantit\u00e0 minore di video.<br \/>\n<b>Nell\u2019anno del bicentenario verdiano anche il Festival di Avenches ha avuto un suo personale festeggiamento in quanto compiva 20 anni di attivit\u00e0. La scelta di un titolo verdiano \u00e8 stata quanto mai indicata ma come mai ha pensato proprio a Nabucco? <\/b><br \/>\n<i>Nabucco<\/i> mancava da 10 anni, avremmo potuto fare <i>Aida<\/i>, ma non la amo molto. Trovo pi\u00f9 interessante <i>Nabucco<\/i> e penso che richiami pi\u00f9 pubblico. Ci voleva un Verdi popolare, in questo contesto un\u2019opera come <i>Don Carlo<\/i> non avrebbe funzionato.<br \/>\n<b>La Svizzera nel generale contesto di crisi delle istituzioni musicali rimane un\u2019isola felice? <\/b><br \/>\nSi, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un sistema fiscale che la rende tale. Nei consigli d\u2019amministrazione dei teatri sono presenti i politici ma non ne hanno la presidenza e questo separa il potere politico dal denaro pubblico. In Svizzera c\u2019\u00e8 una mentalit\u00e0 improntata al buon funzionamento delle istituzioni e ad un\u2019oculata distribuzione del denaro pubblico. Inoltre si cercano attivamente sponsor privati. A Losanna riceviamo donazioni per un ammontare di 1.250.000 euro l\u2019anno perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una situazione fiscale che permette anche ai privati di donare fino a 10.000 Franchi alle istituzioni culturali o sociali portandoli in detrazione. A Lausanne possiamo contare su di un club di mecenati con 140 membri che funziona benissimo e che apporta alle casse del teatro pi\u00f9 di 200.000 franchi svizzeri all\u2019anno.<br \/>\n<b>Lei \u00e8 stato direttore artistico del Teatro Verdi di Trieste in tempi non sospetti, durante la sua esperienza in Italia ha potuto vedere degli errori di gestione dei teatri italiani che possono aver contribuito alla pesante crisi attuale? <\/b><br \/>\nCerto, ho sempre lavorato in fondazioni private e ritengo che sia un grave errore che il sindaco abbia il ruolo di presidente del CDA del teatro. Questo apre la porta a tutta una serie di problemi. Ad esempio ci sono agenti che chiedono l\u2019appoggio del sindaco per fare pressione sul direttore artistico. In questo modo non \u00e8 il talento ad essere premiato ma i contatti. I soldi pubblici non possono andare ad amici di amici privi di talento.<br \/>\n<b>Sempre a Trieste uno degli apporti pi\u00f9 originali della sua gestione \u00e8 stata la formazione di un ensemble sul modello tedesco. Ci pu\u00f2 spiegare del perch\u00e9 sia cos\u00ec difficile introdurre questo sistema in Italia? <\/b><br \/>\nA Trieste avevo insieme un ensemble di cantanti italiani ed ho ricevuto una lettera dall\u2019Associazione Artistici Lirici Italiani che mi accusava di togliere il lavoro ai vecchi comprimari e di darlo solo ai giovani. Italiani! Non stranieri! Tutto perch\u00e9 avevo scelto i giovani e non gli anziani che non hanno pi\u00f9 voce e passano il tempo a lagnarsi col sindacato. Situazioni come questa fanno s\u00ec che i teatri e la cultura italiana siano in una situazione terribile. Quando penso che negli anni \u201970 l\u2019Italia era il paese in cui c\u2019erano i pi\u00f9 grandi cineasti, compositori, attori, cantanti, direttori d\u2019orchestra, mi chiedo: dov\u2019\u00e8 finita tutta questa gente? Non c\u2019\u00e8 stato un ricambio generazionale, ho paura che i talenti siano ormai altrove.<br \/>\n<b>Guardando ai cartelloni dei teatri italiani oggigiorno si nota un certo consumismo vocale, con continue infornate di nuove proposte che dopo poco cadono nel dimenticatoio.\u00a0 Le sembra ancora possibile oggigiorno costruire carriere solide e incredibilmente longeve come quella di Domingo, Mirella Freni e Pavarotti per citare alcuni esempi? <\/b><br \/>\nIl problema \u00e8 che gli artisti se ne vanno dall\u2019Italia! Se prendiamo l\u2019esempio dei grandi direttori d\u2019orchestra italiani, non ce ne \u00e8 uno che abbia una posizione stabile in teatro italiano. Si possono ancora costruire delle belle carriere ma piuttosto all\u2019estero. C\u2019\u00e8 bisogno di tempo, lavoro, non si pu\u00f2 aspettare che arrivi qualcuno a darti una mano. Io sono francese e la mia carriera negli ultimi 15 anni si \u00e8 svolta interamente all\u2019estero e sono sicuro che non diriger\u00f2 mai un teatro in Francia perch\u00e9 i criteri di nomina sono totalmente differenti da quelli della Svizzera.<br \/>\n<b>Qual \u00e8 stato il titolo operistico che l\u2019ha impegnata maggiormente come regista e perch\u00e9?<br \/>\n<\/b>Tutti&#8230;il Ring in particolare, ma anche un piccolo spettacolo con 2 cantanti come la <i>Serva Padrona<\/i> mi impegna tantissimo. Per allestire uno spettacolo in maniera originale, entrando nella ricchezza del testo e della musica, e far s\u00ec che tutto sia coerente e funzioni, ho bisogno di lavorarci sopra per un anno, considerando che curo anche scene e costumi.<br \/>\n<b>Qual\u2019\u00e8 stata la sua pi\u00f9 grande soddisfazione artistica? <\/b><br \/>\nAver contribuito a rendere l\u2019Op\u00e9ra de Lausanne uno dei migliori teatri dell\u2019area francofona.<br \/>\n<b>Lei che ha vissuto in almeno 3 paesi dove si sente o si \u00e8 sentito pi\u00f9 a casa? <\/b><br \/>\nIn Svizzera. Ho vissuto 8 anni a Ginevra da ragazzo. Lausanne \u00e8 la mia casa. Ma amo molto anche Madrid.<br \/>\n<b>Con tutti i suoi impegni riesce a trovare il tempo per una vacanza? Qual \u00e8 la sua meta ideale? <\/b><br \/>\nPer me vacanza significa sole e mare. Che sia in Francia, ai Caraibi, a Bali o in Tailandia, mi bastano il mare, una spiaggia, la qualit\u00e0 di vita e la tranquillit\u00e0, che per me ormai \u00e8 diventata un lusso totale!<br \/>\n<b>In chiusura appellandomi alle sue origini francesi le vorrei chiedere: qual \u00e8 il suo champagne preferito? <\/b><br \/>\nE\u2019 uno champagne che non si trova facilmente in commercio, prodotto dalla mia amica Alexandra Pereyre de Nonancourt, proprietaria della Laurent Perrier. Lei e il marito vivono a Lausanne e sono grandi amici e sponsor dell\u2019Op\u00e9ra. Ogni due anni producono un pregiatissimo cuv\u00e9e che prende il nome da lei e costa 250 euro a bottiglia. Ho la fortuna di poterne acquistare una o due bottiglie all\u2019anno ad un prezzo di favore ed \u00e8 veramente il miglior champagne ros\u00e9 del mondo!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Personaggio poliedrico, artista a tuttotondo, Eric Vigi\u00e9 \u00e8 attualmente il direttore generale dell&#8217;Op\u00e9ra di Losanna e dell&#8217;Avenches Opera [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":58,"featured_media":65211,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[9283,14667],"class_list":["post-65210","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","tag-eric-vigie","tag-interviste"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65210","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/58"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65210"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65210\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87764,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65210\/revisions\/87764"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/65211"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}