{"id":65218,"date":"2013-12-16T09:18:17","date_gmt":"2013-12-16T08:18:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=65218"},"modified":"2016-11-30T04:01:33","modified_gmt":"2016-11-30T03:01:33","slug":"ballet-de-lopera-de-lyon-al-regio-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/ballet-de-lopera-de-lyon-al-regio-di-torino\/","title":{"rendered":"Ballet de l\u2019Op\u00e9ra de Lyon al Regio di Torino"},"content":{"rendered":"<p><i>Torino, Teatro Regio &#8211; Stagione d\u2019opera 2013-2014<\/i><br \/>\n<b>\u201cLimb\u2019s Theorem\u201d<\/b><br \/>\nBalletto in tre parti (<i>Limb\u2019s I &#8211; Enemy in the figure &#8211; Limb\u2019s III<\/i>)<br \/>\nMusica <b>Thom Willems<\/b><br \/>\nCoreografia <b>William Forsythe<\/b><br \/>\nScene <b>Michael Simon<\/b> (<i>Limb\u2019s I &#8211; Limb\u2019s III<\/i>), <b>William Forsythe<\/b> (<i>Enemy in the Figure<\/i>)<br \/>\nLuci <b>William Forsythe<\/b>, <b>Michael Simon<\/b><br \/>\nCorpo di ballo dell\u2019Op\u00e9ra de Lyon<br \/>\n<b>\u201cGISELLE\u201d<\/b><br \/>\nBalletto in due atti<br \/>\nCoreografia <b>Mats Ek<\/b><br \/>\nMusica <b>Adolphe Charlese Adam<br \/>\n<\/b><i>Giselle<\/i> DOROTH\u00c9E DELABIE<br \/>\n<i>Albrecht<\/i> RANDY CASTILLO<br \/>\n<i>Hilarion<\/i> FRANCK LAIZET<br \/>\n<i>Bathilde<\/i> e <i>Myrtha<\/i> JULIA CARNICER<br \/>\n<i>L\u2019amico di Albrecht<\/i> HARRIS GKEKAS<br \/>\n<i>Nobili<\/i> Aur\u00e9lie Gaillard, Agalie Vandamme, Thomas Gallus.<br \/>\n<i>Contadini<\/i> Marie La\u00ebtitia Diederichs, Coralie Levieux, Ruth Miro Salvador, Ashley Wright, Alexis Bourbeau, Tadayoshi Kokeguchi, Julian Nicosia, Pavel Trush.<br \/>\n<i>Villi<\/i> Marie La\u00ebtitia Diederichs, Aur\u00e9lie Gaillard, Coralie Levieux, Ruth Miro Salvador, Elsa Raymond, Agalie Vandamme, Ashley Wright.<br \/>\nScene e costumi <b>Marie-Louise Ekman<br \/>\n<\/b>Luci <b>J\u00f6rgen Jansson<\/b><br \/>\n<i>Torino, 1 e 7 dicembre 2013\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In nove giorni, tra 29 novembre e 7 dicembre, il Ballet dell\u2019Op\u00e9ra de Lyon ha offerto presso il Teatro Regio di Torino sei rappresentazioni coreografiche, abbinando due titoli molto diversi, un trittico contemporaneo e un grande classico come <i>Giselle<\/i>, accomunati per\u00f2 dallo stile interpretativo che aggiorna la danza all\u2019arte contemporanea e all\u2019espressione di emozioni assolute e senza tempo.<br \/>\n<strong><i>Limb\u2019s Theorem<\/i>. Se i grandi artisti sono coloro che precorrono i tempi, Forsythe \u00e8 un autentico dottore in materia,<\/strong> un maestro tra gli artisti, come conferma la coreografia dello spettacolo risalente al 1990 (ed entrato nel repertorio del Balletto di Lione soltanto nel 2005). <i>Theorem<\/i> vuol dire teorema, ossia astrazione di un ragionamento perfetto, <i>Limb<\/i> \u00e8 parola polisemica che pu\u00f2 significare margine, lembo, ma anche limbo, stato di sospensione indeterminata. Per questo occorre applicare la coreografia di Forsythe a una dimensione concreta, appunto perch\u00e9 il teorema deve essere dimostrato; sin dalla prima parte si riscontra una connessione della macchina scenica e dei movimenti dei danzatori con il funzionamento del nostro cervello: impulsi, instabilit\u00e0, confusione, senso di pace, voli, respiri, sollievi, giri. La tecnica praticata \u00e8 un <i>mix<\/i> incredibile, di Horton, di stile neoclassico, di quello moderno, e i ballerini diventano locutori subliminali, poich\u00e9 ognuno racconta una storia con le ombre e con la luce, in quello spazio apparentemente senza limiti, libero e infinito nelle sue potenzialit\u00e0 che \u00e8 il palcoscenico teatrale. Per questo motivo lo scenario minimalista di <i>Limb\u2019s Theorem<\/i> pu\u00f2 essere ricollegato al nostro cervello, le cui sinapsi non si fermano mai e non conoscono limiti.<br \/>\n<strong>Eppure nello spettacolo di Forsythe non c\u2019\u00e8 nulla di astratto;<\/strong> nella seconda parte, <i>Enemy in the figure<\/i>, l\u2019argomento principale \u00e8 il rapporto di equilibrio che si dovrebbe trovare, tra passione e relazione. E ancora una volta la luce \u00e8 protagonista, perch\u00e9 a volte accompagna i ballerini, altre volte li abbandona, e rende indipendente ogni variazione a seconda dei punti su cui cade. I danzatori si muovono nell\u2019ambiente minimalista con tecnica straordinaria; d\u2019altra parte, essi costituiscono una delle compagnie di balletto tra le pi\u00f9 importanti al mondo, anche grazie a un repertorio vastissimo. Ma \u00e8 il geniale lavoro di Forsythe a imporre la sua cifra, costituita appunto di tanti colori, tante sfumature, e soprattutto tanta tecnica.<br \/>\n<strong>La musica di Thom\u00a0Willems, che ha lavorato molto spesso con il coreografo,<\/strong> \u00e8 del tutto funzionale alla danza e alle sue esigenze: prima nasce l\u2019idea coreografica, e poi quella musicale, elettronica e affidata ai sintetizzatori. L\u2019aspetto pi\u00f9 importante \u00e8 quindi il ritmo, perch\u00e9 Willems imposta tutto su disegni percussivi minimali e strappate di forte sonorit\u00e0. Non c\u2019\u00e8 mai alcun accenno melodico, anche se il discorso musicale resta comunque nei confini della tonalit\u00e0; anzi, le strutture si ripetono con pacatezza, senza ossessioni, con variazioni minime ma insistenti. Alla rarefazione della prima parte si contrappongono la drammaticit\u00e0 e il nervosismo della seconda, e il manierismo della terza, quando c\u2019\u00e8 spazio anche per brevi squilli e fanfare. Willems predilige un effetto sonoro su tutti gli altri: il fruscio, che ovviamente accompagna i movimenti dei danzatori come per trasformarli in suono; come se i corpi avessero lunghe ali, e il loro ronzare nell\u2019aria disegnasse una danza tutta scatti e rapidit\u00e0.<br \/>\n<strong><i>Giselle<\/i>. La prima volta che vidi la <i>Giselle<\/i> moderna di Ek<\/strong> (la cui <i>premi\u00e8re<\/i> risale al 1982, a Stoccolma) sono uscita dal teatro dispiaciuta, perch\u00e9 ancorata alla versione classica, bellissima e &#8211; a mio dire di allora &#8211; \u201cintoccabile\u201d. Ma occorre ricredersi, perch\u00e9 <strong>l\u2019emozione suscitata dallo spettacolo ospitato dal Teatro Regio \u00e8 enorme.<\/strong> Ecco in sintesi l\u2019idea fondamentale di Ek: dopo essere stata sedotta e tradita da Albrecht, Giselle \u00e8 ricoverata insieme ad altre fanciulle in un ospedale psichiatrico, dove vanno a farle visita sia il primo fidanzato Hilarion sia il seduttore, distrutto dai sensi di colpa; e pur essendo alienata, sar\u00e0 proprio Giselle a dare ultimo conforto ai due uomini. Lo spettacolo \u00e8 magnifico prima di tutto perch\u00e9 l\u2019interprete della protagonista, <strong>Doroth\u00e9e Delabie<\/strong>, \u00e8 un\u2019artista straordinaria: una farfalla nel I atto, capace di volare grandi salti con una tecnica di elevazione e un dominio dell\u2019aria stupefacenti. Se si considera come sia difficile trovare una ballerina capace di reggere una variazione di batteria, i grandi salti di Giselle del I atto caratterizzano la Delabie come <i>\u00e9toile<\/i> completa e perfetta. L\u2019immenso palcoscenico del Regio sembra addirittura piccolo per le sue mosse, cos\u00ec ariose e vitali, e per la sua energia incredibile. Appunto sin dal I atto la vicenda \u201cmodernizzata\u201d si profila in termini molto chiari, ma non \u00e8 vero che Giselle sia &#8211; come sintetizza la scheda di sala del Regio &#8211; \u00abragazza fragile e semplice\u00bb, perch\u00e9 il suo nome significa pur sempre \u2018freccia\u2019, asta scagliata con forza alla ricerca della felicit\u00e0; ed \u00e8 questa la storia che il balletto racconta sempre, sia in versione classica sia in versione moderna. Ottimo anche l\u2019Hilarion di <strong>Franck Laizet<\/strong>, soprattutto nella <i>partnership<\/i> con Giselle; la perfetta alchimia tra i loro corpi \u00e8 assai pi\u00f9 percepibile rispetto a quella con l\u2019Albrecht di <strong>Randy Castillo<\/strong>, ancora molto giovane e gi\u00e0 molto bravo. Ma, al di l\u00e0 dei ruoli principali, \u00e8 l\u2019intero corpo di ballo, di contadini e nobili nel I atto, delle villi nel II, a lasciare l\u2019anima nella rappresentazione e a commuovere il pubblico di Torino per la loro passione e assoluta lealt\u00e0 nei confronti della danza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Teatro Regio &#8211; Stagione d\u2019opera 2013-2014 \u201cLimb\u2019s Theorem\u201d Balletto in tre parti (Limb\u2019s I &#8211; Enemy in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":161,"featured_media":65219,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[4588,8940,14677,9286,9287,4587,9285,5395,9288,919,3600,3599],"class_list":["post-65218","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-adolphe-adam","tag-ballet-de-lopera-de-lyon","tag-danza","tag-dorothee-delabie","tag-franck-laizet","tag-giselle","tag-limbstheorem","tag-mats-ek","tag-randy-castillo","tag-teatro-regio-di-torino","tag-thom-willems","tag-william-forsythe"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65218","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/161"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65218"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65218\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87061,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65218\/revisions\/87061"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/65219"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65218"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65218"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65218"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}