{"id":65501,"date":"2013-12-20T01:38:19","date_gmt":"2013-12-19T23:38:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=65501"},"modified":"2014-01-05T02:48:47","modified_gmt":"2014-01-05T00:48:47","slug":"pappano-e-radu-lupu-allaccademia-nazionale-di-santa-cecilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/pappano-e-radu-lupu-allaccademia-nazionale-di-santa-cecilia\/","title":{"rendered":"Pappano e Radu Lupu all\u2019Accademia Nazionale di Santa Cecilia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><i>Roma, Auditorium \u201cParco della Musica\u201d, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, stagione 2013-2014<\/i><br \/>\n<b>Orchestra dell\u2019Accademia Nazionale di Santa Cecilia<\/b><br \/>\nDirettore<i> <\/i><b>Antonio Pappano<\/b><br \/>\nPianoforte <b>Radu Lupu <\/b><br \/>\n<i>Benjamin Britten<\/i>: Sinfonia da Requiem op. 20 per orchestra<br \/>\n<i>Wolfgang Amadeus Mozart<\/i>: Concerto in la maggiore per pianoforte e orchestra n. 23 K 488<br \/>\n<i>Johannes Brahms<\/i>: Sinfonia n. 1 in do minore op. 68<br \/>\n<i>Roma, 14 dicembre 2013\u00a0\u00a0 <\/i><br \/>\nLa prima parte della stagione sinfonica corrente all\u2019Accademia Nazionale di Santa Cecilia non poteva concludersi meglio: <b>l\u2019ultimo concerto del 2013 viene infatti affidato alla direzione di Sir Antonio Pappano<\/b> <b>e all\u2019(in)sostenibile leggerezza pianistica \u2013 per dirla alla Kundera! \u2013 di<\/b> <b>Radu Lupu<\/b>. Il programma, assai variegato, si apre con un pezzo alquanto raro di <b>Benjamin Britten<\/b>, la <i>Sinfonia da Requiem op. 20<\/i>, tal che Pappano sente l\u2019esigenza \u2013 con la sua solita, divulgativa parlantina dal delizioso accento british \u2013 di raccontarne la genesi, la struttura e i messaggi fondamentali a tutto il pubblico in sala: parla, dunque, di un Britten fortemente pacifista e del pezzo (la cui prima esecuzione s\u2019ebbe a New York, il 30-03-1941, sotto la bacchetta di Sir John Barbirolli), pura espressione poetica di una condanna indefessa degli orrori bellici. La piccola sinfonia, dal sapore mahleriano, \u00e8 eseguita meravigliosamente: Pappano riesce a gestire un materiale orchestrale non semplice, fatto di giustapposizioni di piccoli gruppi di strumenti (si ascolti l\u2019edenica evocazione della pace, con archi, arpa e flauti, nella sezione del <i>Requiem aeternam<\/i>) a una massa orchestrale potente e articolata (il fortissimo uso dei timpani; la sfrenata danse macabre, con quegli archi satanici,<i> <\/i>del <i>Dies irae<\/i>).<br \/>\nA seguite, l\u2019entrata in scena di Radu Lupu. Un momento tra i pi\u00f9 singolari cui mi sia mai capitato di assistere: <b>Lupu \u00e8 un pianista dal physic du r\u00f4le socratico e dal gusto dionisiaco<\/b>. Un vero coup de th\u00e9\u00e2tre la sua entrata dimessa, il suo sedersi su una sedia di velluto beige \u2013 al posto del pi\u00f9 classico e composto sgabello \u2013, come se stesse fra amici: raramente lancia un occhio al pubblico e schivo, ritroso, guarda di tanto in tanto Pappano e l\u2019orchestra. Il <i>Concerto K 488 <\/i>Lupu l\u2019aveva gi\u00e0 eseguito all\u2019Accademia nel 2009, sotto la direzione di Nagano: l\u2019avevano preceduto, eseguendo questo concerto dal sapore insolitamente intimistico, melanconico, sublimemente delicato, celebri pianisti come Arthur Rubinstein, Arturo Benedetti Michelangeli e Maurizio Pollini. <b>Lo stile di Radu Lupu non pu\u00f2 lasciare indifferenti, che lo si ami o lo si odi: un\u2019interpretazione personalissima pervade tutta l\u2019esecuzione<\/b>. Il suo Mozart \u00e8 pacatissimo, graziosamente sofferto, tutto sul tocco, usando poco o nulla i pedali; pare leggere le frasi di prim\u2019acchito, invece di mostrare come intende suonarle; <b>un Mozart non, al solito, apollineo, ma insolitamente dionisiaco<\/b>, appunto, non scevro da qualche sbaffo. Ma il pubblico romano, al termine della performance, gli tributa un applauso calorosissimo: in una sala gremita e tripudiante, mentre lui accoglie i ringraziamenti quasi di malavoglia, una ragazza bellissima si alza dalla platea, si avvicina al palco e gli regala una rosa rossa, strappandogli un raro sorriso sul volto. Dopo diversi minuti di applausi, concede in regalo il trasognato andante (II tempo) della <i>Sonata (facile) 16 K 545<\/i>. Altri applausi lo accompagnano, quasi indifferente, all\u2019uscita laterale.<br \/>\nDopo l\u2019intervallo, ecco il turno del pezzo forte per Pappano, la <i>Prima sinfonia<\/i> di Brahms, quella che Hans von B\u00fclow non esit\u00f2 a appellare \u201cLa Decima\u201d. \u00abLa sinfonia di Brahms ha una straordinaria ricchezza di materiale tematico, compie percorsi armonici complessi e tortuosi e la grande tensione drammatica del suo primo movimento e dell\u2019ultimo s\u2019interrompe in quelli centrali, che sono degli intermezzi lirici, pi\u00f9 severo il primo, pi\u00f9 aggraziato il secondo, ma entrambi rassegnati, elegiaci, autunnali\u00bb (Mauro Mariani, dal programma di sala). <b>La direzione di Pappano, al solito attenta, tesa, drammatica, in questo panico affresco di notevoli proporzioni, \u00e8 sembrata azzeccata, pertinente, anzi crescere d\u2019intensit\u00e0, in una <i>climax<\/i> emotiva, fino al termine<\/b>. Difficilmente l\u2019Accademia di Santa Cecilia avrebbe potuto sperare di chiudere meglio, in bellezza, quest\u2019ulteriore anno, il 2013, in cui \u2013 non senza qualche defezione \u2013 ha regalato ottimi interpreti e ottima musica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, Auditorium \u201cParco della Musica\u201d, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, stagione 2013-2014 Orchestra dell\u2019Accademia Nazionale di Santa Cecilia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":136,"featured_media":65502,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[925,931,14678,1940,3220,5496,253],"class_list":["post-65501","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-antonio-pappano","tag-benjamin-britten","tag-concerti","tag-johannes-brahms","tag-orchestra-dellaccademia-nazionale-di-santa-cecilia","tag-radu-lupu","tag-wolfgang-amadeus-mozart"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65501","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/136"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65501"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65501\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/65502"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65501"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65501"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65501"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}