{"id":65573,"date":"2012-10-11T12:30:14","date_gmt":"2012-10-11T10:30:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=65573"},"modified":"2016-12-08T17:47:47","modified_gmt":"2016-12-08T16:47:47","slug":"intervista-al-maestro-nader-abbassi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/intervista-al-maestro-nader-abbassi\/","title":{"rendered":"Intervista al Maestro Nader Abbassi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nader Abbassi <\/strong>\u00e8 certamente il pi\u00f9\u00a0europeo dei direttori d&#8217;orchestra mediorientali.\u00a0Il suo percorso di formazione musicale inizia con lo studio del fagotto, in seguito la composizione, il canto per approdare infine alla direzione d&#8217;orchestra. Attualmente \u00e8 direttore artistico dell&#8217;Orchestre pour la Paix, complesso composto da giovani musicisti provenienti da tutto il mondo. Dal 2011 ricopre la stessa carica, con in pi\u00f9 quella di responsabile musicale della Katara Culture Foundation, Doha-Qatar.\u00a0 Incontrato durante le prove di <em>Carmen, <\/em>che in queste settimane ha diretto all&#8217;Opera di Marsiglia, Nader Abbassi ci racconta \u00a0il suo personale percorso musicale che lo ha portato a diventare un direttore &#8220;atipico&#8221; come si qualifica egli stesso.<br \/>\n<strong>Maestro Abbassi, nel suo percorso musicale, si sentiva attratto dalla direzione d&#8217;orchestra?<br \/>\n<\/strong>Per nulla: le cose sono avvenute progressivamente, in modo naturale, grazie ad una serie di coincidenze che mi hanno portato ad arrivare a questa professione finale.<strong><br \/>\n<strong>Ci racconta come si diventa direttore d&#8217;orchestra in Europa quando si \u00e8 nati al Cairo?<br \/>\n<\/strong><\/strong>Ad essere sincero non provengo da una famiglia di musicisti, ma i miei genitori amavano la musica e mio fratello suonava la chitarra, cos\u00ec \u00e8 stato estremamente naturale per me presentarmi al Conservatorio del Cairo. Avevo 14 anni e sono stato \u00a0inserito nella classe di fagotto, strumento che, con i suoi \u00a0suoni gravi e rotondi, trovavo \u00a0in sintonia con la mia voce. In seguito, per potere studiare pianoforte, a 15 anni mi sono iscritto alla classe di composizione, potendo cos\u00ec sviluppare il piacere di creare musica.<strong><strong><br \/>\n<strong>Pensava gi\u00e0 alla musica in senso professionale ?<br \/>\n<\/strong><\/strong><\/strong>Si \u00e8 sviluppata nel tempo. Mi sono diplomato in fagotto seguendo quindi un corso di perfezionamento a \u00a0Ginevra e di studiare con Roger Birnstingl. La mia carriera di musicista professionale \u00e8 iniziata quindi come strumentista prima con l&#8217;orchestra del Cairo, poi con l&#8217;orchestra da camera di Ginevra dove ho ottenuto il posto come primo fagotto per otto anni. Contemporaneamente ho iniziato lo studio del canto con il tenore Eric Tappy.<strong><strong><strong><br \/>\n<strong>Egitto e Svizzera. Due mondi culturalmente agli antipodi. Lei come si colloca?<br \/>\n<\/strong><\/strong><\/strong><\/strong>Le mie radici sono legate al Cairo, dove vive la mia famiglia. Io mi sento semplicemente un musicista che vive la musica classica sotto tutte la sue forme, come ampio mezzo di espressione. In questo aggiungo anche la mia esperienza vocale. Sono un\u00a0basso profondo e con questa vocalit\u00e0 ho avuto l&#8217;occasione di cantare nel &#8220;<em>Benvenuto Cellini&#8221;\u00a0<\/em>di Berlioz. Il canto, e questa esperienza scenic, sono state rivelatrici per avvicinarmi al teatro musicale, tant&#8217;\u00e8 che sono entrato a far parte del Coro del Grand Theatre di Ginevra dove sono rimasto dieci anni.<strong><strong><strong><strong><br \/>\n<strong>A questo aggiungiamo la sua attivit\u00e0 di compositore&#8230;<br \/>\n<\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong>Certo. E&#8217; stato grazie \u00a0alla composizione che ho diretto per la prima volta un&#8217;orchestra. Al \u00a0Cairo avevo scritto la musica per un balletto che si intitolava &#8220;Between Dusk and Dawn&#8221;. Si \u00e8 quindi presentata l&#8217;occasione di una esecuzione concertistica di questa musica e con grande naturalezza mi \u00e8 stato chiesto se la volevo dirigere. Quello \u00e8\u00a0stato il primo contatto con un&#8217;orchestra come direttore.<strong><strong><strong><strong><strong><strong><br \/>\n<strong>E&#8217; stato difficile?<br \/>\n<\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong>Sinceramente no! In quella occasione ero favorito da una perfetta conoscenza della musica e anche dei \u00a0musicisti. Credo sia molto \u00a0importante il contatto e la conoscenza dei musicisti, porta a una maggiore sintonia.<strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><br \/>\n<strong>Secondo la sua esperienza, quali sono le qualit\u00e0 pi\u00f9 importanti che si devono avere \u00a0essere un direttore d&#8217;orchestra?<br \/>\n<\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong>Un&#8217;approfondita conoscenza del lavoro \u00a0che si andr\u00e0 a dirigere, una chiara e personale visione dello stesso e una enorme dose di psicologia.<strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><br \/>\n<strong>Da quel concerto \u00e8 dunque iniziata la sua carriera come direttore?<br \/>\n<\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong>In effetti s\u00ec. Nel 2002 mi venne offerta la direzione musicale dell&#8217;Opera del Cairo e, in questa veste, mi trovai a sostituire l&#8217;ammalato Maurizio Arena che doveva dirigere la mega produzione di\u00a0<em>Aida<\/em> ai piedi delle piramidi. Non male per un direttore egiziano dirigere <em>Aida\u00a0\u00a0<\/em>in Egitto! Ricordo poi quando andai in Russia a dirigere una serie di cinque balletti in occasione di un \u00a0omaggio a Rudolf Nureyev a Irkutsk, la sua citt\u00e0 natale. \u00a0Grazie a Ren\u00e9e Auphan, allora direttrice artistica dell&#8217;Opera di Marsiglia, che conobbi a Ginevra, si intensific\u00f2 il mio rapporto con l&#8217;opera. Nel 2006 mi invit\u00f2 a dirigere la<em> <em>Maria Golovin <\/em><\/em>di Menotti, alla presenza dell&#8217;autore.<strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><br \/>\n<strong>Il primo ricordo felice che le viene in mente ?<br \/>\n<\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong>Pochi mesi fa ho diretto<strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong> <em>Aida <\/em><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong>al Glimmerglass Festival USA. All&#8217;ultima recita, tutti i componenti dell&#8217;orchestra si sono presentati truccati con una barba \u00a0simile alla mia poi, alla fine della rappresentazione mi hanno poi lanciato dei fiori. E&#8217; stato un momento di vera, commovente felicit\u00e0 condivisa.<strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><br \/>\n<strong>E il ricordo pi\u00f9&#8230; stressante?<br \/>\n<\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong>Un momento spaventoso fu durante la famosa <em>Aida <\/em>alle Piramidi. Non si poteva suonare senza un sistema audio di amplificazione che, ovviamente and\u00f2 in tilt. Non le dico lo stress attendere che venisse risolto il problema. Sono momenti interminabili!<strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><br \/>\n<strong>Ci sono state delle situazioni difficili che, a distanza di tempo, \u00a0si rivivono come divertenti?<br \/>\n<\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong>Certamente! Ricordo quando mi trovai ad affrontare l&#8217;orchestra di Marsiglia in occasione della Maria Golovin. \u00a0Si doveva cambiare la\u00a0\u00a0disposizione dell&#8217;organico orchestrale: alcuni strumentisti non volevano suonare vicino al gruppo delle trombe, \u00a0altri strumentisti non volevano avere alle spalle i \u00a0timpani, poi fu il turno dei piatti che disturbavano. Si arriv\u00f2 a un passo di una vera crisi di nervi. A rivedere i continui movimenti in buca oggi mi viene da ridere.<strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><br \/>\n<strong>Secondo lei c&#8217;\u00e8 un futuro per l&#8217;Opera lirica?<br \/>\n<\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong>Ne sono pi\u00f9 che sicuro. Ci sar\u00e0 sempre un pubblico d&#8217;opera, lo dimostrano le sale piene di appassionati per \u00a0questa espressione teatrale completa; canto, musica, teatro. Bisogna solo interessare i giovani a questo spettacolo,alla musica, anche utilizzando attraverso mezzi i pi\u00f9 disparati come clips televisive, l&#8217;utilizzo della musica classica negli spot pubblicitari, aprire il pi\u00f9 possibile le porte dei Teatri e portare gli studenti, \u00a0senza per\u00f2 imposizioni. Bisogna proporre delle esecuzioni varie e accattivanti come selezioni di opere di particolari pagine strumentali.<strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><br \/>\n<strong>C&#8217;\u00e8 un autore o una musica che le assomiglia?<br \/>\n<\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong>Quella di Dimitri Sostakovic. E&#8217;una musica piena di emozioni, immagini, pensieri profondi. Recepisco in essa un particolare messaggio e trasmette delle \u00a0vibrazioni mi corrispondono.<strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><br \/>\n<strong>Una musica che invece le \u00e8 estranea?<br \/>\n<\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong>La musica Rinascimentale. Ho bisogno di sonorit\u00e0 e spazi pi\u00f9 ampi.<strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><br \/>\n<strong>Un&#8217;opera che l&#8217;affascina in modo particolare?\u00a0<\/strong><br \/>\n<\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong>Senza dubbio l<em>&#8216;Elektra<\/em> di Richard Strauss: i colori, l&#8217;orchestrazione, la protagonista.<strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><br \/>\n<strong>Cosa prova ora nell&#8217;affrontare la Carmen qui a Marsiglia?<br \/>\n<\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong>Prima di tutto felicit\u00e0 e orgoglio. Dirigere un&#8217;opera francese in Francia e soprattutto quella che possiamo definire come l&#8217;opera \u00a0francese di riferimento! E&#8217; stato anche un segnale di grande fiducia nei miei confronti. Da parte mia c&#8217;\u00e8 il massimo sforzo per fare \u00a0emergere la raffinatezza della partitura, bandendo i facili scivoloni nella volgarit\u00e0.<strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><br \/>\n<strong>Cosa consiglierebbe ad un giovane allievo in direzione d&#8217;orchestra?<br \/>\n<\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong>Mai imbrogliare, credere in quello che si fa, immergersi nella partitura \u00a0e dare. La musica deve essere trasmessa come un dono.<strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><br \/>\n<strong>La prossima opera che affronter\u00e0?<br \/>\n<\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong><\/strong>Ancora un&#8217;opera francese: &#8220;Les Dialogues des Carmelites&#8221; di Poulenc a \u00a0Bordeaux.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nader Abbassi \u00e8 certamente il pi\u00f9\u00a0europeo dei direttori d&#8217;orchestra mediorientali.\u00a0Il suo percorso di formazione musicale inizia con lo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":74,"featured_media":40805,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[14667,6315],"class_list":["post-65573","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","tag-interviste","tag-nader-abbassi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65573","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/74"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65573"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65573\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40805"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65573"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65573"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65573"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}