{"id":65753,"date":"2013-12-28T15:26:23","date_gmt":"2013-12-28T13:26:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=65753"},"modified":"2016-11-30T04:07:57","modified_gmt":"2016-11-30T03:07:57","slug":"la-favorite-a-monaco-monte-carlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/la-favorite-a-monaco-monte-carlo\/","title":{"rendered":"&#8220;La Favorite&#8221; a Monaco (Monte-Carlo)"},"content":{"rendered":"<p><em>Monte-Carlo, Auditorium Ranieri<\/em> <em>III<\/em><br \/>\n<strong>&#8220;LA<\/strong><b> FAVORITE&#8221;<\/b><br \/>\nGrand-op\u00e9ra in quattro atti su libretto di Alphonse Royer, Gustave Va\u00ebz e Eug\u00e8ne Scribe, dal dramma <em>Les amours malhereux, ou le comte de Comminges <\/em>di Baculard d&#8217;Arnaud.<br \/>\nMusica di <b>Gaetano Donizetti<\/b><br \/>\n<i>L\u00e9onor de Guzman<\/i> B\u00c9ATRICE URIA-MONZON<br \/>\n<i>Fernand<\/i> JUAN DIEGO FL\u00d3REZ<br \/>\n<i>Alphonse XI<\/i> JEAN-FRAN\u00c7OIS LAPOINTE<br \/>\n<i>Balthazar<\/i> NICOLAS CAVALLIER<br \/>\n<i>Don Gaspar<\/i> ALAIN GABRIEL<br \/>\n<i>In\u00e8s <\/i>JULIA NOVIKOVA<br \/>\n<i>Un Seigneur<\/i> PASQUALE FERRARO<br \/>\nCh\u0153ur de l\u2019Op\u00e9ra de Monte-Carlo<br \/>\nOrchestre Philharmonique de Monte-Carlo<br \/>\nDirettore <b>Jacques Lacombe<\/b><br \/>\nMaestro del Coro <b>Stefano Visconti<\/b><br \/>\nEsecuzione in forma di concerto<br \/>\n<i>Monte-Carlo,\u00a0 15 dicembre 2013<br \/>\n<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Se, al momento degli applausi, l\u2019ultimo a presentarsi alla ribalta \u00e8 il tenore non r\u00f4le-titre, diviene evidente a tutti ci\u00f2 che gli spettatori consapevoli sapevano fin da prima d\u2019entrare in teatro, e cio\u00e8 che questa <i>Favorite<\/i> \u00e8 stata pensata in funzione di Juan Diego Fl\u00f3rez, che vi debuttava il ruolo di Fernand<\/b>. Fl\u00f3rez non ha fatto mancare nulla in termini di precisione formale, di perfezione tecnica e di bellezza del suono, ma l\u2019impressione complessiva \u00e8 che, rispetto ad altri personaggi, quello di Fernand sia meno tagliato a sua misura; o, forse, necessita solo di essere maturato ancora un po\u2019 in termini di scelte interpretative. Del suo ruolo, infatti, \u00e8 emerso il sentimentalismo nostalgico, mentre \u00e8 risultato lievemente penalizzato il piglio fiero dell\u2019eroe. Lo si \u00e8 notato in specie nell\u2019aria \u00abOui, ta voix m\u2019inspire\u00bb che conclude il I atto, affrontata con un\u2019allure rossiniana che non ha pienamente convinto. Dove si \u00e8 trattato di dar voce all\u2019interiorit\u00e0 tormentata del giovane che dubita sulla propria vocazione o che vive le pi\u00f9 cocenti delusioni della vita, non \u00e8 invece mancato un affascinante scavo introspettivo, evidente nella romanza \u00abAnge si pur\u00bb \u2013 della quale il pubblico ha invano reclamato il bis \u2013, la cui morbida linea di canto, sostenuta da lunghissimi fiati, ha tratteggiato le sfumature di nostalgia di cui si vela la fermezza d\u2019animo del novizio che si reca a prendere i voti; ma gi\u00e0 nel finale III, quando Fernand accusa il re d\u2019averlo ingannato riempiendolo di favori \u00abaux prix de mon honneur\u00bb, quest\u2019ultima frase \u00e8 suonata ferma e severa, indignata ma non gridata. Fl\u00f3rez non \u00e8 ancora il Fernand perfetto, insomma, ma ci si augurerebbe di trovarne tanti con la sua voce e la sua intelligenza. Al suo fianco era originariamente prevista Daniela Barcellona, che avrebbe probabilmente proposto un\u2019interpretazione stilisticamente omogenea a quella del tenore peruviano; poi, la sua sostituzione con <b>B\u00e9atrice Uria-Monzon<\/b> ha generato il caso pi\u00f9 eclatante del poco riuscito assortimento delle voci che si percepiva nell\u2019auditorium Ranieri III (moderna sala dalla perfetta acustica situata, proprio in riva al mare, ai piedi dello scoglio su cui sorgono il casin\u00f2 di Monte-Carlo e la contigua Op\u00e9ra). Il mezzosoprano ha infatti affrontato il ruolo di L\u00e9onor con uno stile inequivocabilmente datato, si direbbe proto-verista (e non bisogna stupirsene troppo, considerato il repertorio dell\u2019interprete), lontano mille miglia dalle finezze belcantistiche di Fl\u00f3rez; appoggiandosi, per di pi\u00f9, su uno strumento che \u00e8 parso alquanto affaticato (anche se una spiegazione di ci\u00f2 risiede forse nei frequenti colpi di tosse che la affliggevano). L\u2019accostamento di due voci cos\u00ec diverse poteva suonare bene nell\u2019ultimo atto, dove le difformit\u00e0 timbrico-stilistiche giovano a incarnare le diverse dimensioni in cui ormai Fernand e L\u00e9onor vivono, e la figura esausta della morente cortigiana pentita si sposa bene con i tratti vocali della Uria-Monzon; era per\u00f2 inappropriato quando le anime dei due amanti avrebbero dovuto pulsare insieme, ed in particolare nel duetto del I atto, in cui le dolcissime sfumature del tenore non trovavano alcun riscontro nella monocromia del mezzosoprano.<br \/>\nPer il re Alphonse XI si \u00e8 avuto, nel baritono <b>Jean-Fran\u00e7ois Lapointe<\/b>, un cantante intelligente i cui strumenti non sempre rispondevano alle ottime intenzioni interpretative. Il bel fraseggio e il legato del cantabile erano spesso inficiati da un\u2019emissione poco gradevole nei <i>forti<\/i> e nel registro acuto, la cui intonazione non era peraltro irreprensibile. Con ci\u00f2, si ricorder\u00e0 il suo Alphonse per la ripetizione integrale variata della cabaletta \u00abL\u00e9onor! Mon amour brave\u00bb, e per la dolcezza del cantabile \u00abPour tant d\u2019amour\u00bb nel terzetto del III atto, dal quale \u00e8 emerso un re di sentimenti profondi e d\u2019animo nobile, lontano dalla figura viscidamente vendicativa che talvolta gli si attribuisce impropriamente. Il basso <b>Nicolas Cavallier<\/b> ha saputo vestire a met\u00e0 i panni del monaco Balthazar: bene quando si trattava di incarnare il padre superiore orante, la guida spirituale del convento; meno bene quando avrebbe dovuto essere il messo papale tonante anatemi, per il quale gli mancavano peso vocale e impronta. Tra gli altri, merita ricordare la In\u00e8s del soprano <b>Julia Novikova<\/b> (gi\u00e0 Gilda nel <i>Rigoletto a Mantova<\/i> televisivo), dotata di voce piccolina adatta al ruolo della damigella na\u00efve tratteggiato dalla sua aria, che ha concluso con una gradevole cadenza.<br \/>\nL\u2019impressione che, attorno alla star, sia stato assemblato un cast troppo discontinuo, e che l\u2019esecuzione risentisse di mancanza d\u2019armonia, \u00e8 stata accentuata da una direzione \u00a0priva di personalit\u00e0. L\u2019orchestrazione \u00e8 suonata approssimativa, piena di effetti bandistici, se non bandettistici, estranei a Donizetti e tanto pi\u00f9 al Donizetti francese. Sono state tagliate le danze, e questo in un\u2019esecuzione in forma di concerto ci pu\u00f2 anche stare (ma fino a un certo punto, perch\u00e9 le musiche del balletto avrebbero ben potuto essere eseguite come intermezzo sinfonico); ma anche la stretta del duetto tra Alphonse e L\u00e9onor e svariate ripetizioni (tra cui quella della cabaletta della protagonista), e questo ci sta molto meno. L\u2019impressione, insomma, \u00e8 che ogni solista abbia deciso che cosa e come fare; il che non era certamente il miglior viatico perch\u00e9 il ritorno della <i>Favorite <\/i>nel Principato dopo novant\u2019anni di assenza desse vita ad un\u2019esecuzione memorabile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Monte-Carlo, Auditorium Ranieri III &#8220;LA FAVORITE&#8221; Grand-op\u00e9ra in quattro atti su libretto di Alphonse Royer, Gustave Va\u00ebz e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":56,"featured_media":65759,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[5815,238,9353,6337,123,9352,9351,4872,145],"class_list":["post-65753","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-beatrice-uria-monzon","tag-gaetano-donizetti","tag-jacques-lacombe","tag-jean-francois-lapointe","tag-juan-diego-florez","tag-julia-novikova","tag-la-favorite","tag-nicolas-cavallier","tag-opera-lirica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65753","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/56"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65753"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65753\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/65759"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65753"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65753"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65753"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}