{"id":65786,"date":"2013-12-29T16:57:13","date_gmt":"2013-12-29T15:57:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=65786"},"modified":"2021-01-19T15:58:55","modified_gmt":"2021-01-19T14:58:55","slug":"mascagni-150le-maschere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/mascagni-150le-maschere\/","title":{"rendered":"Pietro Mascagni (1863-1945):&#8221;Le Maschere&#8221; (1901)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><b><i>Genesi<br \/>\n<\/i><\/b><i>\u201cLe Maschere<\/i> invece riuscii a darle contemporaneamente in sette teatri; in sei cadde ma riusc\u00ec al Costanzi\u201d (P. Mascagni, <i>Mascagni parla<\/i>. <i>Appunti per le memorie di un grande musicista<\/i>, a cura di S. De Carlo, Roma, De Carlo Editore, 1945, p. 90). Cos\u00ec lo stesso Mascagni ricord\u00f2 la singolare <i>premi\u00e8re<\/i> di<strong> <i>Le maschere<\/i> avvenuta per la prima volta contemporaneamente il 17 gennaio 1901 in ben sette teatri diversi,<\/strong> tra cui il Costanzi di Roma, dove l\u2019opera, sotto la direzione dell\u2019autore e con un cast costituito da <strong>Celestina Boninsegna<\/strong> (Rosaura) e <strong>Bice Adami-Corradetti<\/strong> (Colombina), <strong>Amedeo Bassi<\/strong> (Florindo), <strong>Francesco Daddi<\/strong> (Arlecchino),<strong> Luigi Poggi<\/strong> (Brighella),\u00a0<strong> Arturo Pessina<\/strong> (Capitan Spaventa) e <strong>Ferruccio Corradetti<\/strong> (Tartaglia), <strong>Giuseppe Cremona<\/strong> (Graziano\/Balanzone) e <strong>Costantino Nicolay<\/strong> (Pantalone), <strong>Luigi Rasi<\/strong> (Giocadio), riscosse un notevole successo. L\u2019opera, invece, cadde: alla Scala di Milano nonostante la presenza di<strong> Enrico Caruso<\/strong> e la concertazione di <strong>Arturo Toscanini<\/strong>; al Regio di Torino, dove fu diretta dalla celebre bacchetta di<strong> Rodolfo Ferrari;<\/strong> alla Fenice di Venezia; al Carlo Felice di Genova, dove la rappresentazione fu sospesa a causa delle proteste del pubblico; al Filarmonico di Verona e al San Carlo di Napoli, due giorni dopo, sotto la direzione di <strong>Leopoldo Mugnone<\/strong>.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">L\u2019opera non riusc\u00ec ad imporsi nel repertorio n\u00e9 dopo questa contrastata prima n\u00e9dopo una<strong> tardiva ripresa che ebbe luogo il 18 aprile 1931<\/strong> al Teatro dell\u2019Opera di Roma sempre sotto la direzione del compositore e con <strong>Giannina Arangi-Lombardi<\/strong> (Rosaura) e <strong>Mafalda Favero<\/strong> (Colombina), <strong>Angelo Minghetti<\/strong> (Florindo), <strong>Alessio De Paolis<\/strong> (Arlecchino) e <strong>Adelio Zagonara<\/strong> (Brighella), <strong>Luigi Montesanto<\/strong> (Capitan Spaventa), <strong>Ernesto Badini<\/strong> (Tartaglia) e <strong>Mario Bianchi<\/strong> (Graziano\/Balanzone), basso <strong>Carlo Scattola<\/strong> (Pantalone),<strong> recitante Becci<\/strong> (Giocadio).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Nonostante Mascagni avesse iniziato a comporre <i>Le Maschere<\/i>, sempre su libretto di Illica, contemporaneamente a <i>Iris<\/i>,\u00a0 quest\u2019opera vide le scene pi\u00f9 di due anni dopo. Come spiegare questo ritardo?<\/strong> La composizione dell\u2019opera fu certamente rallentata dal moltiplicarsi degli impegni e soprattutto da un progetto ambizioso di divulgazione della cultura musicale che lo vide sul podio dell\u2019Orchestra del Conservatorio per la realizzazione di una serie infinita di concerti, ma soprattutto <strong>dalla morte del padre, avvenuta il 26 maggio 1898. Il grave lutto sconvolse Mascagni,<\/strong> come \u00e8 dimostrato da una lettera al suo librettista Illica, nella quale si legge \u201cDistrarmi? Come? Lo vedo sempre e non posso dormire\u201d. A rallentare la composizione dell\u2019opera si aggiunsero, inoltre, alcuni dissapori con Sonzogno sul teatro che avrebbe dovuto ospitare la prima e che indussero il compositore ad accettare, quasi per dispetto, un\u2019estenuante <i>tourn\u00e9e <\/i>in Russia. Al suo ritorno in Italia l\u2019opera fu completata, mentre maturava l\u2019idea di Sonzogno, abile nel pubblicizzare i prodotti della sua casa editrice, di rappresentarla in sette teatri contemporaneamente con l\u2019esito contrastato che, secondo un aneddoto, fu commentato cos\u00ec dal compositore: \u201cCredevo di aver in mano il settebello e invece mi vien fuori il sette\u2026 brutto!\u201d<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Anche la critica non si mostr\u00f2 tenera nei confronti delle <i>Maschere<\/i>.<\/strong> Giannotto Bastianelli, che pur stronc\u00f2 l\u2019opera definendola <i>inutilissima<\/i>, not\u00f2 un aspetto importante della scrittura di Mascagni evidente nelle <i>Maschere<\/i> e da lui identificato nell\u2019<i>italianit\u00e0 <\/i>della sua musica:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cLa questione \u00e8 che Pietro Mascagni ha, come ormai deve apparir chiaro da quanto \u00e8 scritto fin qui, un&#8217;italianit\u00e0 affatto spontanea. Egli non ci pu\u00f2 dare un&#8217;opera di reazione <i>ai nuovi e strani eroi<\/i> immigrati dall&#8217;estero nell&#8217;arte italiana, in quanto che anche di fronte a questi nuovi e strani eroi \u2013 <i>Iris, Amica, Ratcliff<\/i> etc. \u2013 egli \u00e8 rimasto indifferente, anzi assolutamente italiano; sicch\u00e8 essi, i nuovi e strani eroi, metamorfosati dalla sua musica, acquistarono in grazia del Mascagni stesso pieno, sebben discutibile, diritto di cittadinanza italiana\u201d. G. Bastianelli, <i>Pietro Mascagni<\/i>, Ricciardi, Napoli, 1910, p. 90)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Nelle <i>Maschere<\/i> quest\u2019italianit\u00e0 \u00e8 ottenuta attraverso la ripresa di stili di compositori italiani dell\u2019Ottocento<\/strong> che, riproposti in contesti stridenti con quelli originari, danno all\u2019opera quel carattere comico che costituisce lo scopo a cui tendeva il compositore. Tutti questi elementi, tuttavia, non appaiono ben fusi in quest\u2019opera che sembra avere un carattere frammentario e prolisso.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/967036636&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/span><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"Pietro Mascagni (1863-1945):&quot;Le Maschere&quot; (1901)\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/pietro-mascagni-le-maschere\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pietro Mascagni (1863-1945):&#8221;Le Maschere&#8221; (1901)<\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><b><i>L\u2019opera <span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">&#8211;<\/span><\/i><\/b> <strong>Prologo e Atto primo<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il gioco metateatrale di quest\u2019opera, il cui titolo si riferisce <strong>alle maschere della commedia dell\u2019arte, \u00e8 subito rivelato dall\u2019originale esordio, nel quale l\u2019esecuzione di una sinfonia in stile rossiniano<\/strong> viene interrotta dal <strong>capocomico Giocadio, il quale presenta, in forma recitata, la commedia<\/strong> che sta per essere rappresentata. In questa parte iniziale, chiamata con un termine greco <i>parabasi<\/i>, della quale, tuttavia, non conserva il carattere satirico-politico che essa aveva nella commedia greca, ciascun personaggio si presenta con la propria caratterizzazione musicale.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>A un brillante dottor Graziano, che ironizza sulla sua professione medica dicendo di esser Becchino di nome e Boia di cognome,<\/strong> seguono in ordine:<strong> un lamentoso Pantalone; un ironico Arlecchino,<\/strong> che si presenta con una scrittura vocale settecentesca grazie alle rapide semicrome; <strong>un\u2019innamorata e un po\u2019 patetica Colombina; un Tartaglia tanto balbuziente<\/strong> da contagiare anche un\u2019esitante orchestra che sembra &#8220;balbettare&#8221; degli accordi; <strong>Rosaura e Florindo, che si presentano insieme come i tipi amorosi<\/strong> di entrambi i sessi e, infine, <strong>Brighella e Capitan Spaventa,<\/strong> il <i>miles gloriusus<\/i> tipico della commedia dell\u2019arte. Finite le presentazioni, il direttore pu\u00f2 attaccare la <i>Sinfonia<\/i>, composta nella tradizionale forma-sonata e caratterizzata da un primo tema brillante a cui si contrappone un secondo cantabile con una coda vocale (tagliata nell\u2019edizione in ascolto), nella quale le maschere si ripresentano.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Protagonista della prima scena \u00e8 Brighella<\/strong> che decanta i poteri terapeutici dei suoi unguenti, mentre gli altri personaggi gli fanno da contorno rappresentando il caos della vita quotidiana acuito dalla presenza delle donne che vogliono comprare qualcosa e pressano la popolare maschera bergamasca che alla fine prorompe in un <i>Io non ne ho pi\u00f9<\/i>. La scena si mantiene gaia con Brighella che gioca con Colombina alla venturina fino a quando un romantico e languido tema affidato ai violini accompagna <strong>Rosaura che legge, prima recitando e poi cantando, una lettera del suo amato Florindo.<\/strong> Un tema rapido, di carattere toccatistico, introduce il successivo dialogo tra Rosaura e Colombina che viene a portare delle notizie non proprio buone tali da indurre la prima a lanciare un\u2019invettiva contro il padre (<i>Cuor di macigno<\/i>). Colombina, che, da parte sua, vorrebbe sposare Brighela, era, infatti, venuta a conoscenza dell\u2019intenzione di Pantalone di maritare la propria figlia con un ufficiale, chiamato da Rosaura un <i>ammazza gente<\/i>.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Un comico quartetto, formato da Rosaura, Colombina, Florindo e Brighella<\/strong> che si interrogano sul da farsi e alla fine mandano Tartaglia in avanscoperta, precede una solenne e ironica marcia che, a sua volta, introduce Capitan Spavento, un vero <i>miles gloriosus<\/i>, sul quale l\u2019ironia di Mascagni si esercita attraverso una musica pomposa e solenne che rappresenta l\u2019aspetto esteriore del personaggio, ma non la sua essenza. A rendere ancor pi\u00f9 grottesca questa maschera contribuisce anche il contrappunto vocale e verbale di Arlecchino che con la sua scrittura brillante caratterizzata da rapidi ribattuti fa letteralmente il verso al capitano. Un repentino cambio di ritmo introduce Colombina che reca la notizia della decisione di Pantalone di voler far firmare il contratto di nozze tra Rosaura e il Capitano quella sera stessa. Dopo la comica reazione di sdegno di Rosaura, di Colombina, di Florindo e di Brighella, risoluti a non far firmare il contratto, quest\u2019ultimo suggerisce di usare una polverina da sciogliere nelle bevande delle persone presenti al momento della firma.<strong> Pantalone, in un recitativo,<\/strong> lamenta che la figlia ancora non sia pronta e ordina a Tartaglia, l\u2019uomo meno idoneo a causa della sua balbuzie, di intrattenere il Capitano descrivendo il paese. L\u2019<i>a solo<\/i> di Tartaglia costituisce uno dei passi pi\u00f9 esilaranti dell\u2019opera e raggiunge il suo momento culminante quando l\u2019uomo si produce in un onomatopeica ripetizione della sillaba <i>ba<\/i>. Subito dopo Pantalone, invitando Capitano Spaventa, che si esprime in un lingua eccessivamente aulica e per questo comica, ad entrare in casa sua, inizia il concertato che si interrompe quando il Capitano afferma: <i>Mi ammoglio e al tetto appendo la spada<\/i>. La risposta del coro (<i>Del suo paese ognor le spose e i buoi<\/i>) fa presagire, per\u00f2, l\u2019imminente beffa.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><i><b>Atto secondo<\/b><\/i><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Un breve preludio strumentale di carattere cantabile introduce il secondo atto,<\/strong> la cui prima parte \u00e8 incentrata, eccezion fatta per un breve intervento di Tartaglia (tagliato nell\u2019edizione in ascolto), <strong>sul lungo duetto tra Florindo e Rosaura<\/strong><b> <\/b>nel quale i due giovani rinnovano le loro promesse d\u2019amore. Separatisi i due in seguito all\u2019avvertimento di Colombina che aveva scorto il sopraggiungere di altre persone, sulla scena <strong>appare Arlecchino che, in modo spigliato, porge a Colombina due proposte di matrimonio,<\/strong> una delle quali destinata proprio alla donna che, da parte sua, nel descrivere il suo uomo ideale si produce in un canto patetico di vaga ascendenza belliniana anche nell\u2019accompagnamento, che in questa situazione risulta comico, perch\u00e9 stride fortemente con il testo del libretto tutto giocato su un registro basso.\u00a0<strong>Arlecchino ritiene di leggere nelle parole della donna il suo ritratto, quando giunge Brighella<\/strong> che, dopo avergli dato un calcio, decanta ancora una volta le doti della sua polverina. Dopo un inno all\u2019arte intonato dal coro, <strong>Capitan Spaventa, in uno stile grottescamente altisonante,<\/strong> esalta le sue doti di seduttore; gli fa eco Arlecchino che introduce due danze il cui scopo \u00e8 quello di rappresentare le due coppie. All\u2019amore tra Florindo e Rosaura allude, infatti, la stilizzata e nobile <i>Pavana<\/i>, sulle cui note il giovane intona un canto d\u2019amore per la sua amata, mentre una brillante Furlana rappresenta, in modo leggero e con una scrittura da Tarantella rossiniana, l\u2019amore di Colombina e Brighella. Subito dopo si attua l\u2019inganno della polverina che immediatamente sortisce il suo effetto creando un caos tale da mandare a monte il matrimonio; ci\u00f2 \u00e8 perfettamente rappresento nel <strong>brillante finale, un piccolo capolavoro contrappuntistico,<\/strong> che ricorda la <i>stretta<\/i> del finale d\u2019atto dell\u2019opera buffa della seconda met\u00e0 del Settecento. Alla fine tutti se ne vanno, lasciando soli Arlecchino e il Capitano, al quale il Dottor Graziano inavvertitamente aveva sottratto la valigia.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><i><b>Atto terzo<\/b><\/i><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Un disegno musicale circospetto ed insinuante introduce l\u2019atmosfera iniziale di questo terzo atto,<\/strong> nel quale Pantalone, Brighella e Florindo appaiono ancora frastornati dal caos avvenuto in precedenza. I tre uomini si trovano sotto la finestra di Rosaura; Florindo suggerisce, per svegliarla,<b> <\/b>di intonare una serenata piuttosto lunga, alla fine della quale la fanciulla si sveglia non prima che venga scoperta, nella sua stanza, la presenza di un uomo finito l\u00ec per caso. Nel frattempo si cerca <strong>un piano alternativo per evitare il matrimonio tra Rosaura e il Capitano<\/strong> che Florindo vorrebbe sfidare a duello; Colombina, fingendo di ricambiare le attenzioni di Arlecchino, servo del Capitano, si fa promettere da quest\u2019ultimo che avrebbe indotto lo sgangherato militare a desistere dal suo progetto matrimoniale. Questi, mostrando le armi, continua a pavoneggiarsi in una scrittura marziale di carattere ironico e mostra di non volere desistere dal matrimonio con Rosaura che si produce in un accorato appello al Capitano affinch\u00e9 rinunci a sposarla. Al di l\u00e0 della sua spacconeria il Capitano mostra subito la sua pusillanimit\u00e0 quando si \u201cspaventa\u201d per dei rumori che, come si capir\u00e0 subito dopo, sono prodotti da una folla inferocita \u201ccapitanata\u201d da Florindo il quale, in una scrittura da tenore eroico, dichiara la sua volont\u00e0 di sfidare a duello il militare il quale, da parte sua, pensa solo a come salvarsi. A dirimere la vicenda intricata arriva come <i>deus ex machina<\/i> il dottore che, avendo letto i documenti contenuti nella borsa del Capitano della quale era venuto in possesso per caso, smaschera l\u2019uomo. Pantalone acconsente alle nozze di Rosaura e Florindo a patto che tra nove mesi nasca un <i>bel Pantaloncino<\/i>, mentre l\u2019opera si conclude con un gioioso inno alla maschera italiana cantata in coro da tutti i presenti.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Genesi \u201cLe Maschere invece riuscii a darle contemporaneamente in sette teatri; in sei cadde ma riusc\u00ec al Costanzi\u201d [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":65790,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,124],"tags":[14671,26839,9372,14673],"class_list":["post-65786","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","category-pietro-mascagni","tag-approfondimenti","tag-bruno-aprea","tag-le-maschere","tag-pietro-mascagni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65786","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=65786"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65786\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87028,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/65786\/revisions\/87028"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/65790"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=65786"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=65786"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=65786"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}