{"id":67193,"date":"2014-01-15T17:57:46","date_gmt":"2014-01-15T15:57:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=67193"},"modified":"2017-01-01T18:05:53","modified_gmt":"2017-01-01T17:05:53","slug":"litaliano-in-turchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/litaliano-in-turchia\/","title":{"rendered":"Intervista al M\u00b0 Antonio Pirolli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Intervista con il direttore d&#8217;orchestra<b> Antonio Pirolli.<br \/>\nLei ha diretto il Teatro di Ankara dal 1995 al 2001 e dal 2002 \u00e8 direttore del Teatro d&#8217;Opera di Istanbul. Quali sono state le circostanze che l&#8217;hanno portata in questo paese? <\/b><br \/>\nLe circostanze che mi hanno fatto approdare in Turchia sono veramente incredibili. In una calda giornata di luglio del lontano 1986, passeggiando nei pressi di via del Corso, a Roma, incontrai per caso il mio insegnante di direzione d\u2019orchestra, il M\u00b0 Bruno Aprea, con il quale mi ero diplomato l\u2019anno precedente. Casualmente quel giorno era arrivato il direttore artistico del Teatro di Stato di Ankara per delle audizioni e il M\u00b0 Aprea mi sugger\u00ec di incontrarlo. Da quel giorno la mia vita \u00e8 radicalmente cambiata\u2026.<br \/>\n<b>Istanbul, citt\u00e0 meravigliosa, segna il confine tra l&#8217;Europa e l&#8217;Asia. Dal punto di vista musicale come si conciliano le due culture? <\/b><br \/>\nL\u2019impatto con questa nuova realt\u00e0 non \u00e8 stato facile. All\u2019inizio si \u00e8 mossi dal desiderio di avventura; un breve periodo di esperienza per \u201cfarsi le ossa\u201d, come si dice in gergo. Quel percorso che tutti i direttori d\u2019orchestra che desiderano acquisire la pratica necessaria al mestiere e poter in seguito affrontare teatri o compagini pi\u00f9 ambiziosi. In questo il Teatro di Ankara era perfetto, lontano dagli occhi severi del pubblico e della critica, mi offriva tutto ci\u00f2 di cui avevo bisogno: un\u2019orchestra e un coro stabili, un ensemble di solisti piuttosto giovane con i quali lavorare in serenit\u00e0. E cos\u00ec \u00e8 stato; nel giro di pochi anni avevo gi\u00e0 al mio attivo una ventina di titoli del repertorio pi\u00f9 in uso.<br \/>\n<b>La politica locale come si occupa della cultura musicale occidentale? <\/b><br \/>\nIstanbul \u00e8 una citt\u00e0 straordinaria dalle mille contraddizioni e chi c\u2019 \u00e8 stato sa che di cosa parlo. Non soltanto dal punta di vista geografico, ma principalmente\u00a0 culturale, Istanbul vive a cavallo di due culture, quella europea e quella asiatica. Le riforme radicali operate da Mustafa Kemal Ataturk agli inizi del secolo hanno consegnato la Turchia, reduce dal tracollo dell\u2019impero ottomano, alla storia moderna. Ma come tutte le rivoluzioni che non nascono da una coscienza collettiva, i segni della regressione culturale non sono tardati a venire. La Turchia \u201cmoderna\u201d non ha ancora deciso l\u2019indirizzo da seguire. Pur avendo intrapreso la strada della modernizzazione socio-economica, fa una gran fatica ad accettare e, forse, a comprendere la cultura cosiddetta \u201coccidentale\u201d.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/jqpIiejfdck\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<b>Vivere da molto tempo a Istanbul ha contribuito ad arricchire la sua sensibilit\u00e0 musicale?\u00a0\u00a0 <\/b><br \/>\nLei mi chiede se vivere ad Istanbul possa aver arricchito la mia sensibilit\u00e0 musicale. La musica popolare turca \u00e8 di difficile fruizione per un occidentale. Al di l\u00e0 della curiosit\u00e0 iniziale non credo che l\u2019ascolto di questo tipo di musica possa influenzare la sensibilit\u00e0 di un musicista con una formazione accademica di stampo europeo. I due stili sono troppo distanti l\u2019uno dall\u2019altro.<br \/>\n<b> Lei \u00e8 nato a Roma e vive ad Istanbul. Quali sono le emozioni che suscitano queste due citt\u00e0 cos\u00ec ricche di storia?\u00a0\u00a0 <\/b><br \/>\nIstanbul \u00e8 una citt\u00e0 molto affascinante che ti rapisce gi\u00e0 dal primo momento. La sovrapposizione ancestrale di culture diverse la rendono una citt\u00e0 di straordinaria bellezza. Potrei dire che le assonanze con Roma sono tante, ma il percorso comune alle due citt\u00e0 si ferma con il crollo dell\u2019Impero Romano d\u2019Oriente. Istanbul \u00e8 essenzialmente una citt\u00e0 ricca di storia e unica al mondo per la sua collocazione a cavallo di due continenti.<br \/>\n<b>Che importanza d\u00e0 alla spiritualit\u00e0, Lei che vive al confine tra due culture religiose?\u00a0\u00a0 <\/b><br \/>\nCredo che la spiritualit\u00e0 sia una componente fondamentale dell\u2019animo di ogni musicista. Il popolo turco vive la religione in maniera discreta e nel massimo rispetto degli altri, merito soprattutto della impostazione laica dettata da Mustafa Kemal, il quale ha imposto una netta linea di demarcazione tra Stato e Chiesa.<br \/>\n<b>\u00a0Quale repertorio predilige il pubblico turco?\u00a0\u00a0 <\/b><br \/>\nIl pubblico turco \u00e8 un pubblico molto aperto. Nei teatri d\u2019opera vengono rappresentati titoli di svariati autori, ma la preferenza, e lo posso affermare con certezza dopo tanti anni di esperienza, \u00e8 il repertorio italiano. Grandi maestri del passato, direttori d\u2019orchestra,cantanti e\u00a0 registi italiani,hanno lasciato un segno profondo nella tradizione musicale turca.<br \/>\n<b>Quali sono i compositori che lei predilige?\u00a0\u00a0 <\/b><br \/>\nE\u2019 difficile dire quali siano i compositori\u00a0 da me preferiti. Sono tanti, e nominarne qualcuno significherebbe fare un torto agli altri. Certo, in cima alla classifica devo mettere Verdi, seguito da\u2026..faccia lei.<br \/>\n<b>Dei direttori d&#8217;orchestra del passato quali ama ricordare?\u00a0\u00a0 <\/b><br \/>\nTra i direttori d\u2019orchestra invece sono costretto a sbilanciarmi: per il sinfonico, ma anche nella lirica, per alcune straordinarie letture devo mettere Karajan. Di stile completamente diverso ma ugualmente inarrivabile Carlos Kleiber.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/KtY710g_O_E\" width=\"420\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<b>Cosa pensa delle regie moderne?\u00a0\u00a0 <\/b><br \/>\nPunto dolente dell\u2019attivit\u00e0 lirica mondiale sono a mio avviso le cosiddette \u201cregie moderne\u201d. A questo proposito bisogna fare un distinguo: se per moderna intendiamo una regia che rompe con la tradizione puntando solo sulla sensazionalit\u00e0 o sullo scandalo, mi trova in pieno disappunto. Cos\u00ec come sono contrario alle trasposizioni storiche di quei libretti che hanno riferimenti storici troppo definiti, vedi titoli come <em>Aida, Tosca<\/em> e via dicendo. Accetto solo la \u201cmodernit\u00e0\u201d che risponda a determinati criteri di logicit\u00e0; allora perch\u00e9 non intervenire anche sulla musica alterando magari la partitura con elementi di musica contemporanea, non le sembra?<br \/>\n<b>Ha un sogno nel cassetto?\u00a0\u00a0 <\/b><br \/>\nIo ho tanti sogni nel cassetto. Adoro volare, ma non sono riuscito a realizzare il desiderio di pilotare un aereo, semplicemente perch\u00e9 sono miope. L\u2019altra mia passione \u00e8 la medicina, in particolare la chirurgia. Ho molti amici chirurghi che, conoscendomi, mi invitano a seguire i loro interventi.<br \/>\n<b>Come riesce a conciliare carriera e vita affettiva?\u00a0\u00a0 <\/b><br \/>\nLa mia vita affettiva \u00e8 stata molto burrascosa. Sono al mio terzo matrimonio dal quale ho avuto due magnifici gemelli. Per un direttore d\u2019orchestra non \u00e8 facile conciliare la vita affettiva con quella professionale. La persona che si ha accanto deve essere pronta al sacrificio, spesso anteporre gli interessi della famiglia ai propri.<br \/>\n<b>Vista da un italiano in Turchia come appare la nostra Italia?\u00a0\u00a0 <\/b><br \/>\nL\u2019Italia vista dalla Turchia \u00e8 senz\u2019altro migliore di quella che siamo abituati a vedere dal vivo ogni giorno. I turchi guardano all\u2019Italia e agli italiani con grande ammirazione. Il patrimonio storico-artistico dell\u2019Italia \u00e8 da fare invidia al mondo, anche se purtroppo noi spesso non ce ne rendiamo conto.<br \/>\n<b> Kebab o spaghetti?\u00a0\u00a0 <\/b><br \/>\nTra spaghetti e kebab non saprei quale scegliere, forse dovrei tentare una combinazione dei due piatti che secondo me si sposerebbero bene.<\/p>\n<p><strong>Antonio Pirolli <\/strong>\u00e8 nato a Roma, citt\u00e0 dove ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio di Musica &#8220;Santa Cecilia&#8221;, diplomandosi in pianoforte, musica corale e direzione di coro, composizione e direzione d&#8217;orchestra. Ha perfezionato i suoi studi di direzione d&#8217;orchestra con Zoltan Pesko, Vladimir Delman e Rudolf Barshai, classificandosi terzo, nel 1987, alla terza edizione del Concorso Internazionale di Direzione d&#8217;Orchestra &#8220;Arturo Toscanini&#8221; di Parma (Italia).<br \/>\nDal 1995 al 2001 \u00e8 stato Direttore Musicale Generale del Teatro dell&#8217;Opera di Stato di Ankara (Turchia).Ha diretto nei teatri pi\u00f9 importanti, tra cui il New National Theatre di Tokyo (Giappone), il Teatro Sa\u00f5 Carlos di Lisbona (Portogallo), il Teatro Colon di Buenos Aires (Argentina), il Teatro dell&#8217;Opera di Wiesbaden (Germania); e in Italia: il Teatro dell&#8217;Opera di Roma, il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro Carlo Felice di Genova, il Teatro Vincenzo Bellini di Catania.Dal 2002 \u00e8 Direttore Musicale Generale del Teatro dell&#8217;Opera di Stato di Istanbul in Turchia. Svolge intensa attivit\u00e0 sinfonica prediligendo il repertorio tardo romantico e contemporaneo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista con il direttore d&#8217;orchestra Antonio Pirolli. 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