{"id":6725,"date":"2010-06-12T15:53:47","date_gmt":"2010-06-12T13:53:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=6725"},"modified":"2017-01-08T18:24:21","modified_gmt":"2017-01-08T17:24:21","slug":"don-pasquale-dal-teatro-olimpico-di-vicenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/don-pasquale-dal-teatro-olimpico-di-vicenza\/","title":{"rendered":"&#8220;Don Pasquale&#8221; al Teatro Olimpico di Vicenza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Vicenza,\u00a0 &#8220;Settimane Musicali al Teatro Olimpico&#8221; &#8211; edizione nr.19 &#8211; &#8220;Ambasciatori di note&#8221;. Musicisti Italiani nelle Capitali d&#8217;Europa. Prima tappa: Parigi.<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;DON PASQUALE&#8221;<br \/>\n<\/strong>Dramma buffo di Giovanni Ruffini<br \/>\nMusica di <strong>Gaetano Donizetti<br \/>\n<\/strong>Ricostruzione della versione con mezzosoprano, nel centenario della morte di Pauline Viardot.<br \/>\n<em>Don Pasquale<\/em> LORENZO REGAZZO<br \/>\n<em>Malatesta<\/em> GABRIELE NANI<br \/>\n<em>Ernesto<\/em> EMANUELE D&#8217;AGUANNO<br \/>\n<em>Norina<\/em> FEDERICA CARNEVALE<br \/>\n<em>Un notaro<\/em> YANNIS VASSILAKIS<br \/>\nOrchestra di Padova e del Veneto<br \/>\nDirettore <strong>Giovanni Battista Rigon<\/strong><br \/>\nCoro &#8220;Dodecantus&#8221;, diretto da<strong> <strong>Marina Malavasi<\/strong><br \/>\n<\/strong>Regia <strong>Francesco Bellotto <\/strong><br \/>\nScene <strong>Massimo Checchetto, Serena Rocco<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Carlos Tieppo<\/strong><br \/>\n<em>Vicenza, 9 giugno 2010<\/em><strong><br \/>\n<\/strong>La splendida cornice del Teatro Olimpico di Vicenza, si apre all&#8217;opera lirica con uno dei titoli pi\u00f9 celebri del repertorio buffo, il <em>Don Pasquale <\/em>di Donizetti, proposto in una &#8220;ipotetica&#8221; versione Pauline Viardot. Abbiamo detto &#8220;ipotetica&#8221; perch\u00e8 in realt\u00e0 non \u00e8 stato ritrovato nessun\u00a0 autografo donizettiano\u00a0 a testimonianza di quello che cant\u00f2 la celebre &#8220;Diva&#8221; dell&#8217;800&#8242; a San Pietroburgo nel 1845 e a Berlino nel 1849.\u00a0 Oltre a un ovvio adattamento della tessitura, visto che la Viardot era un mezzosoprano anche se dotata di\u00a0 una ragguardevole &#8216;estensione vocale (cant\u00f2 anche Donna Anna del <em>Don Giovanni <\/em>mozartiano) si suppone che, essendo sorella della non meno celebre Maria Malibran,\u00a0 inserisse secondo un gusto comune a quel tempo, arie di altri autori, in questo caso l&#8217;inglese, ma di gusto decisamente italiano, Michael Balfe. Di questo musicista la Malibran aveva interpretato nel 1836 <em>Tha Maid of Artois <\/em>che si chiudeva con un mirabolante &#8220;rond\u00f2&#8221; in tempo di valzer, &#8220;il piacer che inonda questo cor&#8221;. Brano scelto a chiusura dell&#8217;opera, al posto della\u00a0 cabaletta donizettiana con &#8220;La morale in tutto questo&#8221;.\u00a0 Credo sia abbastanza inutile dilungarsi sulla validit\u00e0 o meno di questa operazione che avrebbe avuto valore musicale o\u00a0 di semplice curiosit\u00e0 musicale se ci fosse stata\u00a0 a una cantante che potesse in qualche modo avvicinarsi alle caratteristiche della Viardot.<br \/>\nLa pur volonterosa <strong>Federica Carnevale <\/strong>non ha il colore mezzosopranile, avvicinandosi pi\u00f9 al soprano ma senza esserlo realmente. Non pu\u00f2 quindi sfoggiare un centro corposo e nemmeno acuti svettanti e men che meno un bagaglio virtuosistico particolarmente ricco. Detto ci\u00f2 questa versione Viardot si pu\u00f2 dire conclusa in modo piuttosto deludente,\u00a0 visto che, Norina a parte,\u00a0 tutto il resto \u00e8\u00a0 fedele all&#8217;originale, compresi gli ingiustificabili tagli di &#8220;tradizione&#8221; .\u00a0 Nel cast primeggia la presenza\u00a0\u00a0 di <strong>Lorenzo Regazzo<\/strong>. Un nome che \u00e8\u00a0 garanzia qualit\u00e0. Anche in questa occasione il basso veneziano ha dato a Don Pasquale\u00a0 recitativi argutissimi, coloriti, un canto morbido, una sagacia istrionica controllata sempre da un gusto severo. Va anche detto che l&#8217;interpretazione di\u00a0 Regazzo \u00e8 stata un po&#8217; offuscata da un&#8217;orchestra intemperante,\u00a0 chiassosa e pesante. <strong>Giovanni Battista Rigon, <\/strong>generalmente un ottimo concertatore, qui \u00e8 parso povero di finezze, poco attento alle ragioni del canto, ignorando sfumature (vedi\u00a0 la serenata &#8220;Com&#8217;\u00e8 gentil&#8221; o il successivo duetto &#8220;Tornami a dir che m&#8217;ami&#8221;\u00a0 prive di poesia, languore e abbandono amoroso).\u00a0 Il\u00a0 rispettato di un organico strumentale\u00a0 originale in un contesto come quello del Teatro Olimpico, con l&#8217;orchestra appena sotto il palcoscenico, \u00e8 improponibile (chi scrive\u00a0 si trovava posizionato all&#8217;altezza dei 4 corni che\u00a0 creavano\u00a0 un&#8217;ottima barriera anti-canto!).<br \/>\nPer\u00a0 tornare agli interpreti abbiamo ascoltato\u00a0 l&#8217;interessante\u00a0 vocalit\u00e0 di <strong>Emanuele D&#8217;Aguanno <\/strong>pur con delle difficolt\u00e0 nello\u00a0 sfumare e\u00a0 modulare, salvo che non ripari nei falsetti (come nel duetto con Norina) e\u00a0 Il baritono <strong>Gabriele Nani:<\/strong> voce di bel colore, morbida e ben modulata ma, almeno in questa occasione, disomogenea nello squillo.\u00a0 In quanto al Coro\u00a0 non si copre\u00a0 affatto di gloria. Sulla messa in scena va subito detto che tutta la\u00a0 compagnia, coro compreso, mostrano disinvoltura e brillantezza interpretativa, anche se lo spettacolo in se non \u00e8\u00a0 esaltante. Dando per scontato il concetto che, in un teatro come questo, non \u00e8 possibile intervenire scenograficamente se non con pochi elementi, la visione registica di <strong>Francesco Bellotto<\/strong>, che ha attualizzare la vicenda, \u00e8 di quelle che vogliono sempre e comunque vedere un gran movimento sul palcoscenico,\u00a0 con la convinzione di dare maggiore brillantezza alla partitura. \u00a0 E allora ecco un anderivieni di\u00a0 figuranti che ronzano attorno ai cantanti con inutili e poco divertenti gag .\u00a0 Il\u00a0 numeroso e anche piuttosto accaldato pubblico\u00a0 presnete all&#8217;Olimpico ha gradito e ha salutato lo spettacolo con applausi convinti e prolungati.\u00a0<em>Foto \u00a0Paolo Tures<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vicenza,\u00a0 &#8220;Settimane Musicali al Teatro Olimpico&#8221; &#8211; edizione nr.19 &#8211; &#8220;Ambasciatori di note&#8221;. 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