{"id":67329,"date":"2014-01-15T11:57:26","date_gmt":"2014-01-15T10:57:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=67329"},"modified":"2016-12-17T12:53:34","modified_gmt":"2016-12-17T11:53:34","slug":"concerto-diretto-da-rengim-gokmen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/concerto-diretto-da-rengim-gokmen\/","title":{"rendered":"Verona, Teatro Filarmonico: concerto diretto da Rengim G\u00f6kmen"},"content":{"rendered":"<p><em>Verona, Teatro Filarmonico, Fondazione Arena. Stagione Sinfonica 2013-2014<\/em><br \/>\n<b>Orchestra e Coro dell\u2019Arena di Verona<\/b><br \/>\nDirettore <b>Rengim <\/b><b>G<\/b><b>\u00f6kmen<\/b><br \/>\nPianoforte <b>Giuseppe Albanese<br \/>\n<\/b>Mezzosoprani\u00a0 <b>Marina De Liso<\/b>,\u00a0 <b>Alice Marini <\/b><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Armando Tasso<\/strong><br \/>\n<em>Sergei Prokof&#8217;ev<\/em>: Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 op. 26 in do maggiore<br \/>\n<em>Claude Debussy:<\/em> &#8220;La demoiselle \u00e9lue&#8221; per mezzosoprano, coro femminile e orchestra<br \/>\n<em>Maurice Ravel:<\/em> &#8220;Daphnis et Chlo\u00e9&#8221; suite n. 2<br \/>\n<em>Verona, 12 Gennaio 2014<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019<b>Orchestra dell\u2019Arena di Verona <\/b>riprende la stagione sinfonica nel 2014 tornando a calcare il palco del Teatro Filarmonico, dopo i quattro concerti dedicati al classicismo musicale al Teatro Ristori.La compagine veronese in grande organico celebra, sotto la direzione del turco <b>Rengim <\/b><b>G<\/b><b>\u00f6kmen,<\/b> alcuni tra gli autori pi\u00f9 significativi del musicalmente rivoluzionario periodo di transizione dall\u2019800 verso il \u201csecolo breve\u201d. In apertura di concerto ritorna sul palcoscenico veronese il pianista <b>Giuseppe Albanese, <\/b>per affrontare il <b>Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 op. 26 in do maggiore<\/b> di Prokof\u2019ev. Forse la pi\u00f9 equilibrata delle composizioni per pianoforte e orchestra dell\u2019autore russo, il terzo concerto si allontana dall\u2019aggressivit\u00e0 dei primi lavori per pianoforte per rientrare in canoni di organizzazione tonale della forma e in una struttura pi\u00f9 classica e proporzionata.\u00a0 Nel primo movimento risultano subito evidenti tali caratteristiche del linguaggio di Prokof&#8217;ev, il pianoforte di Albanese gestisce il tema principale mantenendo in chiara evidenza il contrappunto interno della parte. L\u2019energia del giovane pianista si fonde con la grande energia ritmica del concerto, sapientemente amministrata dalla mano di Prokof\u2019ev per dare nuova vita ed originale impulso al linguaggio musicale tradizionale. Tale nuovo impulso \u00e8 altres\u00ec definito attraverso la massima accentuazione del contrasto tra i momenti lirici e i dinamici episodi di carattere ritmico, sempre ben evidenziati dall\u2019ottima lettura di G\u00f6kmen.<br \/>\nIl travolgente finale del concerto si apre con l\u2019esposizione del tema da parte dell\u2019orchestra, tema di cui subito Albanese si impossessa ergendosi a protagonista assoluto del movimento in un gioco di inventiva ritmica intrisa di carattere russo che sembra prefigurare l\u2019avvento di grandi capolavori come la Quinta Sinfonia. Vivissimi applausi per Giuseppe Albanese, che premia la platea con \u201c<i>I Montecchi e i Capuleti<\/i>\u201d da \u201c<i>Romeo e Giulietta<\/i>\u201d dello stesso Prokof\u2019ev.<br \/>\nLa seconda parte del concerto inizia con <b>La damoiselle \u00e9lue per mezzosoprano, coro femminile e orchestra<\/b> di Claude Debussy. Il poema lirico conduce il pubblico attraverso un mondo sonoro totalmente antitetico rispetto a quanto contenuto nella pagina precedente, la ritmica non \u00e8 accentuata ma al contrario celata dietro al sapiente intreccio dei frammenti melodici e nel gioco timbrico tra i colori orchestrali, cifra stilistica prefiguratrice delle opere della maturit\u00e0 di Debussy. Il compositore articola la messa in musica del poemetto di Rossetti (nella traduzione francese di Sarrazin) in una sorta di trittico che rispecchia fedelmente la tripartizione della lirica. Nella prima parte l\u2019introduzione orchestrale preludia alle prime cinque stanze del testo in cui si alternano il coro e la voce solista della &#8220;narratrice&#8221; <b>Alice Marini<\/b>, voce squillante nel registro acuto e dotata di una buona omogeneit\u00e0. La seconda parte \u00e8 costituita dalle sette stanze della &#8220;meditazione mistico-amorosa&#8221; (Cecchi) della damoiselle di <b>Marina De Liso<\/b>: il suo strumento \u00e8 duttile su tutta la gamma, corposo all\u2019occasione ma capace di un canto dall\u2019espressivit\u00e0 trasognata e leggera. Perfetto il sostegno nelle dinamiche di piano.\u00a0 Le ultime tre stanze sono affidate di nuovo alla voce della &#8220;narratrice&#8221; e al coro femminile, che porta a termine una buona prova nonostante qualche imperfezione negli attacchi.<br \/>\nIl concerto si conclude con la celebre <b>Suite n. 2<\/b> dal balletto <b>Daphnis e Chlo\u00e9<\/b> di Ravel, ove si compie la felice metamorfosi di un\u2019orchestra che \u2013 dopo la rassegna di concerti dedicata alla prima scuola di Vienna, a tratti non esattamente esaltante- si conferma invece pienamente in grado di affrontare il grande repertorio sinfonico confezionando un\u2019esecuzione rifinita e godibilissima. Particolarmente apprezzabile \u00e8 la bacchica <i>Danse g\u00e9n\u00e9rale<\/i> dove il ragguardevole affiatamento delle maestranze cattura il pubblico trascinandolo nel gorgo sonoro del vorticoso finale, la cui conclusione \u00e8 accolta dal boato del folto pubblico presente in sala. Evidente l\u2019ottima preparazione della compagine operata da G\u00f6kmen: il gesto \u00e8 chiaro e capace di maneggiare le differenti masse sonore pur mantenendo intatto l\u2019equilibrio tra le sezioni. Precisi e curati anche gli apporti solistici delle prime parti, tra cui spicca il flauto di Gino Maini nel bucolico solo della <i>Phantomime<\/i>. Ancora molti applausi per Rengim G\u00f6kmen e l\u2019Orchestra dell\u2019Arena di Verona.<em> Foto Ennevi per Fondazione Arena di Verona<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verona, Teatro Filarmonico, Fondazione Arena. 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