{"id":67639,"date":"2014-01-22T00:10:48","date_gmt":"2014-01-21T22:10:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=67639"},"modified":"2016-12-13T20:34:34","modified_gmt":"2016-12-13T19:34:34","slug":"67639","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/67639\/","title":{"rendered":"Feuersnot, ovvero, il \u201csacro fuoco\u201d che incendia la musica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Palermo, Teatro Massimo, Stagione Lirica<\/em> 2014<br \/>\n<strong>&#8220;FEUERSNOT&#8221;<br \/>\n<\/strong><i>Singgedicht <\/i>(Poema cantato) in un atto su libretto di Ernst von Wolzogen.<br \/>\nMusica di <strong>Richard Strauss<\/strong><br \/>\n<em>Schweiker von Gundelfingen<\/em><strong>&#8220;<\/strong>ALEX WAWILOFF<br \/>\n<em>Ortolf Sentlinger <\/em>RUB\u00c9N AMORETTI<br \/>\n<em>Diemut <\/em>NICOLA BELLER CARBONE<br \/>\n<em>Elsbeth <\/em>CHRISTINE KNORREN<em><br \/>\nWigelis <\/em>CHIARA FRACASSO<br \/>\n<em>Margret <\/em>ANNA MARIA SARRA<br \/>\n<em>Kunrad<\/em> DIETRICH HENSCHEL<br \/>\n<em>J\u00f6rg P\u00f6schel <\/em>MICHAIL RYSSOV<br \/>\n<em>H\u00e4mmerlein <\/em>NICOL\u00d2 CERIANI<br \/>\n<em>Kofel<\/em> PAOLO BATTAGLIA<br \/>\n<em>Kunz Gilgenstock<\/em> PAOLO ORECCHIA<br \/>\n<em>Ortlieb Tulbeck<\/em> CRISTIANO OLIVIERI<br \/>\n<em>Ursula<\/em> IRINA PEREVERA<br \/>\n<em>Ruger Asbeck <\/em>FRANCESCO PARRINO<br \/>\n<em>Walpurg <\/em>VALENTINA VITTIN<br \/>\n<em>Ein grosses<\/em> <em>M\u00e4dchen <\/em>FRANCESCA MARTORANA<br \/>\n<i>Attori<\/i>: Federica Aloisio, Stefano Vona Bianchini, Remi Boissy, Chiara Breci, Mirko Bruno, Viola Carinci, Lorenzo Covello, Federica Cuccia, Gabriella D\u2019Anci, Dimitri D\u2019Urbano, Clara De Rose, Roberto Galbo, Giulia Sarah A. Gibbon, Silvia Giuffre\u0300, Danilo Giuva, Francesca Laviosa, Federica Marullo, Emilio Marchese, Elisa Parrinello, Mauro Pasqualini, Vittoria Pirrone, Giuseppe Sangiorgi, Daniele Savarino, Giuliano Scarpinato, Valerio Tambone, Giovanni Tuzza, Emilia Verginelli, Alexandre Vella, Giuseppina Vicari, Paola Santa Virgilio,<br \/>\nOrchestra, Coro e Coro di voci bianche del Teatro Massimo<br \/>\nDirettore <strong>Gabriele Ferro<br \/>\n<\/strong>Maestro del coro <strong>Piero Monti<br \/>\n<\/strong>Maestro del coro di voci bianche<strong> Salvatore Punturo<br \/>\n<\/strong>Regia<strong> Emma Dante<br \/>\n<\/strong>Scene<strong> Carmine Maringola<br \/>\n<\/strong>Costumi<strong> Vanessa Sannino<br \/>\n<\/strong>Luci<strong> Cristian Zucaro<br \/>\n<\/strong>Movimenti<strong> Sandro Maria Campagna<br \/>\n<\/strong>Nuovo allestimento del Teatro Massimo<br \/>\n<em>Palermo, 18 gennaio 2014 <\/em><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una caldissima atmosfera ha avvolto la Prima del <i>Feuersnot<\/i> di Richard Strauss lo scorso 18 gennaio, aprendo il sipario alla <b>nuova Stagione lirica del Teatro Massimo di Palermo<\/b>: il vento di scirocco che ha investito la citt\u00e0 portando temperature primaverili ha suggellato la trepidante attesa del pubblico palermitano che ha finalmente potuto acclamare la sua <b>Emma Dante<\/b> come regista d\u2019opera nel Teatro della sua citt\u00e0 al fianco di un altro concittadino d\u2019eccezione, il Maestro<b> Gabriele Ferro<\/b>. Per la terza volta rappresentata in Italia e per la prima volta non tradotta, ma nell\u2019originale dialetto bavarese, <i>Feuersnot<\/i> si distingue tra le celebrazioni italiane per l\u2019anno straussiano nei 150 anni dalla nascita del compositore, accentrando su di s\u00e9 lo sguardo della critica internazionale.<br \/>\nL\u2019arditezza della partitura \u2013 molto difficile da eseguire \u2013 e dei contenuti \u2013 ritenuti addirittura osceni dalla critica tedesca del tempo \u2013 hanno condannato quest\u2019opera a non rientrare tra quelle straussiane di maggior successo, anche se segna senz\u2019altro la strada delle pi\u00f9 note (e certamente ben pi\u00f9 scandalose) <i>Salome<\/i> ed <i>Elektra<\/i>, alle quali il nome del grande compositore \u00e8 inscindibilmente legato. <i>Feuersnot<\/i> \u00e8 un <i>Singgedicht<\/i>, alla lettera \u201cpoesia cantata\u201d, di fatto una sorta di poema sinfonico cantato e scenico in un atto, dal carattere polemico e satirico nei confronti della citt\u00e0 di Strauss, Monaco di Baviera, che non aveva saputo c<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2014\/01\/feuersnot-ovvero-il-sacro-fuoco-che-incendia-la-musica\/feuersnot_teatromassimo_2\/\" rel=\"attachment wp-att-67643\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-67643\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Feuersnot_TeatroMassimo_2-290x193.jpg\" alt=\"Feuersnot - Teatro Massimo 2014\" width=\"290\" height=\"193\" \/><\/a>apire la sua arte. La storia non \u00e8 altro che una metafora della vicenda personale del compositore alla fine della quale egli intravede, tuttavia, un barlume di speranza. Scoperta dallo stesso Strauss in un vecchio libro di saghe fiamminghe del 1843 e adattata a libretto dall\u2019amico Ernst von Wolzogen, poeta e scrittore satirico molto noto al coevo pubblico borghese, la storia \u00e8 ambientata in una Monaco senza tempo dove tutti si preparano ai festeggiamenti in onore di San Giovanni nella notte del solstizio d\u2019estate; tutti meno Kunrad, di professione ebanista, che vive da solo nella casa ereditata dal suo Maestro ma che, quando i bambini bussano alla porta chiedendo ceppi di legno da ardere per i fuochi in onore del Santo, viene subito contagiato dall\u2019allegria della festa.<br \/>\nL\u2019entusiasmo improvvisamente esploso nell\u2019animo di Kunrad \u00e8 reso ancor pi\u00f9 forte dalla visione della figlia del podest\u00e0, Diemut: accecato dalla passione, egli la bacia pubblicamente mentre lei, disgustata per l\u2019affronto sub\u00ecto, decide di vendicarsi tendendogli una trappola. Quando cala la sera e tutta la citt\u00e0 \u00e8 riunita attorno ai fuochi, Diemut invita l\u2019ignaro pretendente nella sua stanza, calandogli un cesto in modo che egli possa entrare dalla finestra: non appena il cesto si trova a mezz\u2019aria lei lo ferma, palesando l\u2019inganno e procurando la derisione degli abitanti di Monaco nonch\u00e9 l\u2019ira dello stesso Kunrad il quale, facendo ricorso all\u2019arte magica ereditata dal suo Maestro, punisce tutti quanti spegnendo i fuochi e lasciando al buio la citt\u00e0 fino a quando non gli sar\u00e0 corrisposto l\u2019amore della bella ragazza. Quest\u2019ultima infine perder\u00e0 ogni resistenza e si conceder\u00e0 all\u2019amante in un\u2019esplicita unione amorosa benedetta da tutta la citt\u00e0.<br \/>\nL\u2019elemento popolare e folkloristico della festa che fa da scenario a tutta la vicenda \u00e8 lo spunto per la scelta scenografica: ma invece di Monaco, la regista \u2013 anche lei vittima di un \u2018rifiuto\u2019 \u2013 \u00a0mette in scena una citt\u00e0 del sud che \u00e8 forse la sua Palermo, dove ancora oggi i bambini vanno girando di porta in porta a chiedere legna per la \u2018vampa\u2019 di San Giuseppe. Una manciata di sedie sospese in aria (compresa la sedia-cesto che porter\u00e0 Kunrad alla stanza dell\u2019amata) e una facciata scarna con mura scrostate e finestre d\u2019ogni tipo, costituiscono la scena, curata da <b>Carmine Maringola<\/b>, che fa da sfondo all\u2019avvicendarsi dei tanti personaggi previsti dal libretto. Le luci fisse e morbide di <b>Cristian Zucaro<\/b> indicano il naturale calar della sera, mentre fili di luminarie vanno apparendo qua e l\u00e0 scandendo i preparativi della festa.<br \/>\nElemento di assoluta novit\u00e0 costituiscono altri trenta attori che, muti, accompagnano i momenti salienti dell\u2019azione: come una compagnia di felliniana memoria, si mescolano alla folla grigia della strada e, con i loro movimenti \u2013 coordinati da <b>Sandro Maria Campagna<\/b> \u2013 e gli eccentrici costumi \u2013 ideati da <b>Vanessa Sannino<\/b> \u2013 rendono visivamente pi\u00f9 intense alcune delle pagine strumentali di questa splendida partitura straussiana. Particolarmente efficace a tal proposito risulta la scena dell\u2019amplesso di Diemut e Kunrad, che rappresenta il culmine di bellezza del <i>Feuersnot<\/i>: sotto la finestra chiusa dei due amanti e sulle note del lento e maestoso crescendo musicale, gli attori distesi in cerchio evocano l\u2019immagine del fuoco che riprende vigore, agitando sempre pi\u00f9 freneticamente le stoffe rosse, gialle e arancio che portano addosso come le fiamme sfavillanti della passione dei due protagonisti che si affacceranno infine trionfanti al cospetto della citt\u00e0.<br \/>\nProprio il <b>travagliato legame che si instaura tra la citt\u00e0 e il suo artista<\/b> rappresenta il nucleo fondamentale attorno al quale ruota la vicenda, dal carattere fiabesco e insieme autobiografico: Kunrad \u00e8 Strauss e la \u201cmancanza\u201d, il \u201cbisogno\u201d di fuoco veicolati dal titolo si riferiscono, secondo questa interpretazione, al \u201csacro fuoco dell\u2019artista\u201d, quello che accende gli animi e che nobilita le citt\u00e0, e senza il quale non \u00e8 possibile vivere; nella visione della regista questo fuoco \u00e8 la musica stessa. L\u2019intento interpretativo \u00e8 chiaro da subito quando, al buio e ancor prima che lo spettacolo abbia inizio, Kunrad entra in scena in veste di compositore: mentre se ne sta seduto a cavalcioni sulla cavea d\u2019orchestra a scrivere una partitura e gli strumenti cominciano a provare, i personaggi a sfilare e danzare alle sue spalle \u2013 quasi fossero realizzazione della sua fantasia \u2013 a quel punto ci rendiamo conto che egli non \u00e8 che Strauss e che noi seduti in platea stiamo assistendo alla genesi della sua opera. E ne abbiamo la conferma quando, invece di semplici ceppi di legno, Kunrad offre alla citt\u00e0 i propri spartiti e strumenti musicali da bruciare, togliendo in questo modo la possibilit\u00e0 di ascoltare la sua musica a coloro che in passato non l\u2019hanno saputa capire. Figlia del Podest\u00e0, Diemut rappresenta il percorso di redenzione della citt\u00e0. Se inizialmente respinge l\u2019amore di Kunrad, lo disprezza e lo deride, lo svolgersi degli eventi la porta a comprendere la purezza dell\u2019animo del mago-musicista e a lasciarsene coinvolgere, scoprendo d\u2019averlo amato da sempre. Ci vorr\u00e0 del tempo perch\u00e9 Strauss, come Kunrad, possa essere compreso e la sua musica accettata.<br \/>\n<b>Una musica effettivamente difficile, ironica e piena di riferimenti a Richard Wagner<\/b> (riferimenti che fanno eco a quelli letterari contenuti nel libretto) dal quale Strauss intende ormai allontanarsi: tra <i>Leitmotive<\/i> e citazioni parodistiche di alcune opere del Maestro del <i>Ring<\/i>, Gabriele Ferro si \u00e8 mosso con ampi movimenti composti, ben guidando l\u2019orchestra nelle grandi parti strumentali che si avvicendano alle parti cantate (come il brano iniziale o il grande valzer sul calar della sera).<br \/>\nChiara e potente la voce del soprano <b>Nicola Beller Carbone<\/b>, interprete straussiana affermata e gi\u00e0 acclamata in passato dal pubblico del Massimo: qui incarna una graziosa Diemut molto disinvolta sulla scena, capace di giocare d\u2019ironia nel suo lungo duetto con Kunrad (\u00abMittsommernacht\u00bb), interpretato invece dal baritono <b>Dietricht Henschel<\/b>. Quest\u2019ultimo risente forse della difficilissima scrittura prevista da Strauss, fatta di salti di registro impegnativi, spesso sconfinanti nella zona tenorile dove la voce appare meno salda (\u00abOh weh, Herr Schweicker von Gundelfingen\u00bb). Apprezzabili anche gli interpreti di tutti gli altri personaggi, quattordici in tutto, tra cui spiccano per bravura il podest\u00e0, il basso <b>Rub\u00e9n Amoretti<\/b>, il Castaldo, il tenore <b>Alex Wawiloff<\/b>, e le tre compagne di Diemut, Elsbeth (<b>Christine Knorren<\/b><i><\/i>), Wigelis (<b>Chiara Fracasso<\/b><i><\/i>) e Margret (<b>Anna Maria Sarra<\/b><i><\/i>) che si esibiscono in deliziosi e leggiadri terzetti. Anche in questa occasione il <b>Coro del Teatro Massimo<\/b>, con il Maestro <b>Piero Monti<\/b>, ha confermato la propria eccellenza e versatilit\u00e0, mentre ha letteralmente infuocato la platea il <b>Coro di voci bianche del Teatro Massimo<\/b> diretto dal Maestro <b>Salvatore Punturo<\/b>: sfidando le regioni estreme della propria estensione, le voci dei bambini incarnano insieme semplicit\u00e0 e magia, assolvendo quasi a un ruolo da protagonisti durante tutta la vicenda. La registrazione di <i>Feuersnot<\/i> sar\u00e0 trasmessa\u00a0<b>marted\u00ec 4 febbraio<\/b> dal canale satellitare\u00a0<b>Sky Classica HD<\/b>\u00a0e successivamente anche da <b>Unitel Classica HD<\/b>. Inoltre \u00e8 in mostra presso il Teatro Massimo il backstage dell\u2019opera, con fotografie di <b>Rosellina Garbo<\/b> e un video realizzato da <b>Clarissa Cappellani<\/b>. <em>Photo \u00a9 Studio Camera<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palermo, Teatro Massimo, Stagione Lirica 2014 &#8220;FEUERSNOT&#8221; Singgedicht (Poema cantato) in un atto su libretto di Ernst von [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":143,"featured_media":67653,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[7052,5388,9597,5219,7058,9598,9596,859,8479,9595,1692,1211,145,14675,1089,9599,3247,2810],"class_list":["post-67639","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alex-wawiloff","tag-anna-maria-sarra","tag-carmine-maringola","tag-chiara-fracasso","tag-christine-knorren","tag-cristian-zucaro","tag-dietricht-henschel","tag-emma-dante","tag-feuersnot","tag-feuresnot","tag-gabriele-ferro","tag-nicola-beller-carbone","tag-opera-lirica","tag-richard-strauss","tag-ruben-amoretti","tag-sandro-maria-campagna","tag-teatro-massimo-di-palermo","tag-vanessa-sannino"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67639","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/143"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=67639"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67639\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87688,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67639\/revisions\/87688"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/67653"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=67639"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=67639"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=67639"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}