{"id":67664,"date":"2014-01-21T16:59:36","date_gmt":"2014-01-21T14:59:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=67664"},"modified":"2016-12-17T12:43:09","modified_gmt":"2016-12-17T11:43:09","slug":"caloroso-successo-di-emmanuel-pahud-e-andrea-battistoni-a-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/caloroso-successo-di-emmanuel-pahud-e-andrea-battistoni-a-torino\/","title":{"rendered":"Emmanuel Pahud e  Andrea Battistoni  all&#8217;Auditorium RAI di Torino"},"content":{"rendered":"<p><em>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d. Stagione Sinfonica 2013-2014<\/em><br \/>\n<b>Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI<\/b><br \/>\nDirettore, <b>Andrea Battistoni<\/b><br \/>\nFlauto,<b> Emmanuel Pahud<\/b><br \/>\n<em>Modest Musorgskij:<\/em> &#8220;Una notte sul Monte Calvo,&#8221; quadro sinfonico<br \/>\n<em>Aram Khachaturian:\u00a0<\/em> Concerto in re minore per flauto e orchestra<br \/>\n<em>Antonin Dvorak:<\/em>\u00a0<i> &#8220;<\/i>Vodnik&#8221; (lo spirito delle acque), poema sinfonico op. 107<br \/>\n<em>Nikolaj Rimskij-Korsakov<\/em>: &#8220;La grande Pasqua russa&#8221;, ouverture su temi liturgici op. 36<br \/>\n<em>Torino, 17 Gennaio 2014<br \/>\n<\/em>L\u2019<b>Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai<\/b> accoglie il nuovo anno con un programma dedicato al folklore dell\u2019Europa orientale; programma composto di pagine d\u2019ascolto non sempre frequente, che spazia tra il nazionalismo romantico russo del gruppo dei cinque fino al \u201ctitanismo\u201d postromantico sovietico.\u00a0 A salire sul podio \u00e8 il veronese <b>Andrea Battistoni<\/b>, volto gi\u00e0 noto al pubblico di Torino, il quale fin dalle prime note di <b>Una notte sul Monte Calvo<\/b> di Musorgskij dimostra la sua totale congenialit\u00e0 con il repertorio russo. La sinistra atmosfera delineata dal brulicante ostinato degli archi chiarisce subito l\u2019ispirazione demoniaca e sovrannaturale dell\u2019opera, aprendo le porte all\u2019 \u201cApparizione degli spiriti delle tenebre e di Satana\u201d sancita dal celebre tema dei tromboni. Al momento del \u201cTrionfo di Satana\u201d e del successivo \u201cSabba\u201d Il gesto di Battistoni amministra con consapevolezza la vorticosa esplosione sonora delle idee tematiche esposte in precedenza, mantenendo l\u2019orchestra compatta anche nei ben marcati cambi di tempo. Sul finale i rintocchi delle campane sembrano allontanare l\u2019incubo demoniaco e mostrare il bagliore di un nuovo giorno, accolto dal dolcissimo tema di clarinetto e flauto (menzione obbligatoria per le prime parti Coggi e Pretto) per una conclusione inaspettatamente speranzosa.<br \/>\nNon \u00e8 purtroppo consuetudine italiana quella di imbattersi, in sala da concerto, in una moltitudine di giovani e giovanissimi accorsi per ascoltare un programma di musica colta. Ragione di questo \u00e8 la presenza (nel suo unico concerto in Italia del 2014) di <b>Emmanuel Pahud<\/b>, flautista franco-svizzero protagonista di un fulmineo percorso artistico che lo ha visto raggiungere i pi\u00f9 grandi onori internazionali e lanciarsi, quand\u2019era poco pi\u00f9 che ventenne, tra le glorie di una carriera ai massimi livelli. In programma l\u2019inusuale <b>Concerto in re minore per flauto e orchestra<\/b> di Aram Khachaturian -trascrizione (autorizzata) di Jean-Pierre Rampal dall\u2019originale per violino- poco eseguito nella versione per flauto a causa della lunga durata e della scrittura molto violinistica e di conseguenza assai impervia per l\u2019esecutore flautista. \u201cEsiste il suono del flauto, poi c\u2019\u00e8 il suono di Pahud\u201d commenta Battistoni intervistato al termine della prova generale, e ci\u00f2 che effettivamente colpisce al primo ascolto \u00e8 proprio la pastosit\u00e0 di un suono che sa essere dolcissimo ma anche violento al bisogno, e che a tratti rimanda al calore della sonorit\u00e0 di uno strumento ad arco. Il fraseggio del flautista \u00e8 ampio e chiaro nel corso di tutti gli episodi cantabili contenuti nei tre movimenti, e la grande proiezione di suono mantiene il timbro solistico sempre in primo piano nonostante il grande organico della compagine orchestrale. L\u2019apporto di quest\u2019ultima \u00e8 sempre misurato dall\u2019attenta mano di Battistoni, che si rivela abilissimo nel gestire l\u2019articolato accompagnamento (spesso in levare) sempre accomodando il respiro di Pahud e non lasciandosi spiazzare dalla repentina variazione di tempo alla stretta conclusiva dell\u2019iniziale Allegro con fermezza.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/cI2bt07YmGk\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<strong>Il risultato finale \u00e8 un\u2019esecuzione di straordinaria intensit\u00e0, accolta dalle ripetute ovazioni<\/strong> di un pubblico vivo e giovane che \u2013non ancora pago- acclama a gran voce un encore. Emmanuel Pahud risponde con Syrinx per flauto solo di Claude Debussy, immortale sigla di un novecento che conferisce finalmente al flauto un ruolo di rilievo nel repertorio solistico ed orchestrale. Ancora ovazioni da parte del pubblico.<br \/>\n<strong>La seconda parte del programma prevede due pagine ancora una volta di raro ascolto<\/strong>, tra le pi\u00f9 rappresentative di quel sentire musicale profondamente intriso di tradizione e folklore che si rivela essere per Battistoni un vero e proprio habitat naturale. Lo stesso direttore veronese si premura di spiegare al pubblico la storia del <b>Vodnik<\/b>, lo spirito (\u201co per meglio dire demone\u201d) delle acque, terribile protagonista del poema sinfonico op. 107 di Antonin Dvorak. Risultano cos\u00ec pi\u00f9 chiari gli elementi descrittivi della storia \u2013\u201csenza alcuna morale\u201d, sottolinea Battistoni- che vede il mostruoso Vodnik attrarre verso il suo lago una fanciulla fino a catturarla, farne la sua sposa e avere da lei un figlio per poi decapitarlo con le sue stesse mani per vendicarsi della fuga della giovane.<br \/>\nConclude il programma <b>La grande Pasqua russa op. 36 <\/b>di Nikolaj Rimsky-Korsakov. Dedicata agli amici e compagni\u00a0 Musorgskij e Borodin, questa ouverture non \u00e8 che un\u2019istantanea del mondo ortodosso scattata in una prospettiva pi\u00f9 squisitamente culturale che strettamente religiosa, e illustrata al meglio dallo stesso Rimsky-Korsakov: <em>\u00abPer poter giudicare una tale opera si deve aver assistito almeno una volta ad una messa mattutina di Pasqua. [\u2026] Tutto quello scampanio che si fa in Russia la mattina di Pasqua non sembra forse voler accompagnare un&#8217;immaginaria danza religiosa? Erano proprio questi tratti leggendari e pagani della festa pasquale che volevo esprimere nella mia Ouverture, questo passaggio repentino dall&#8217;atmosfera cupa e misteriosa del Venerd\u00ec Santo alla gaia sfrenatezza, pagana e religiosa allo stesso tempo, del giorno di Pasqua\u00bb.\u00a0 <\/em><br \/>\nIl merito da riconoscere ad Andrea Battistoni \u00e8 senz\u2019altro quello di aver saputo mantenere immutata l\u2019altissima tensione musicale \u2013e di conseguenza comunicativa- durante tutta la durata del concerto, anche quando pareva che se ne fosse raggiunto l\u2019apice durante l\u2019intervento solistico di Pahud. La sua contagiosa energia ha saputo galvanizzare con gesto sempre deciso un\u2019orchestra che ha ben poco da invidiare a qualsiasi altra formazione italiana e non solo, regalando al pubblico un momento profondamente conivolgente. Grandissimo successo dunque per Andrea Battistoni, Emmanuel Pahud e l\u2019Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, in una serata da ricordare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d. 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