{"id":68361,"date":"2014-02-01T03:04:28","date_gmt":"2014-02-01T01:04:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=68361"},"modified":"2016-12-15T12:41:17","modified_gmt":"2016-12-15T11:41:17","slug":"68361","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/68361\/","title":{"rendered":"&#8220;La Traviata&#8221; alla Staatsoper Stuttgart"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-top: 0cm; text-align: justify;\"><i>Stuttgart, Staatsoper &#8211; Stagione Lirica 2013-2014<\/i><br \/>\n<b>\u00a0\u201cLA TRAVIATA\u201d<\/b><br \/>\nMelodramma in tre atti. Libretto di Francesco Maria Piave<br \/>\nMusica di <b>Giuseppe Verdi<\/b><br \/>\n<i>Violetta Val\u00e9ry<\/i> ANA DURLOVSKY<br \/>\n<i>Alfredo Germont<\/i> ATALLA AYAN<br \/>\n<i>Giorgio Germont<\/i> TITO YOU<br \/>\n<i>Flora Bervoix<\/i>\u00a0 DIANA HALLER<br \/>\n<i>Annina<\/i> KORA PAVELIC<br \/>\n<i>Gastone, Visconte di Letori\u00e8res<\/i> STUART JACKSON<br \/>\n<i>Barone Douphol<\/i> RONAN COLLETT<br \/>\n<i>Marchese D\u2019Obigny <\/i>KAI PREU\u03b2KER<br \/>\n<i>Dottor Grenvil\u00a0 <\/i>MARK MUNKITTRICK<br \/>\n<i>Giuseppe <\/i>PETER SCHAUFELBERGER<br \/>\n<i>Domestico di Flora <\/i>KENNETH JOHN LEWIS<br \/>\n<i>Commissionario <\/i>SEBASTIAN BOLLACHER<br \/>\nOrchestra e Coro della Staatsoper Stuttgart<br \/>\nDirettore<b> Giuliano Carella <\/b><br \/>\nMaestro del coro <strong>Christoph Heil<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Ruth Bergaus <\/strong>ripresa da<strong> Verena Stoiber<\/strong><br \/>\nScene <strong>Erich Wonder<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Marie-Luise Strandt <\/strong><br \/>\nDrammaturgia <strong>Antje Kaiser <\/strong><br \/>\nAllestimento della Staatsoper Stuttgart del 1993<br \/>\n<em>Stuttgart, 25 gennaio 2014<br \/>\n<\/em><strong>In attesa delle prossime nuove produzioni, la stagione della Staatsoper Stuttgart<\/strong> prosegue con una serie di riprese degli allestimenti pi\u00f9 popolari presenti nel repertorio del teatro. La messinscena della\u00a0<em>Traviata<\/em>\u00a0ideata dalla compianta <strong>Ruth Berghaus nel 1993<\/strong> \u00e8 sicuramente una delle messinscene pi\u00f9 apprezzate dal pubblico di Stuttgart e viene regolarmente ripresa da anni, tanto che lo spettacolo raggiunger\u00e0, con questa serie di recite, la novantesima replica. Tra i diversi interpreti alternatisi nei ruoli principali durante questi due decenni, ci sono stati alcuni giovani per i quali questa produzione ha costituito un trampolino di lancio. Tra essi va ricordato il giovane Jonas Kaufmann, che rivest\u00ed i panni di Alfredo in molte recite fino al 2005, quando era membro stabile della compagnia qui alla Staatsoper. Riguardando l&#8217; allestimento della Berghaus in base alla nostra prospettiva odierna, si pu\u00f2 dire che la regista di Dresden, i cui pi\u00f9 grandi successi internazionali furono le messinscene di\u00a0Der Freisch\u00fctz\u00a0all&#8217; Oper Z\u00fcrich e dello schubertiano\u00a0<em>Fierrabras\u00a0<\/em>con la direzione di Claudio Abbado alle Wiener Festwochen, aveva anticipato alcuni spunti che sarebbero stati ripresi nel corso degli anni successivi. Vedasi ad esempio l&#8217;idea di rappresentare Alfredo come un ragazzo debole e succube di Violetta oltre che del padre, oltre al fatto di mettere in evidenza la rovina economica della protagonista che muore in una specie di sotterraneo completamente disadorno. <strong>Sulla base della scenografia asciutta ed essenziale formata da Erich Wonder<\/strong>, l&#8217; ambientazione della vicenda \u00e8 collocata negli anni Trenta, con una protagonista che spicca nel gruppo di borghesi a cui appartiene per il suo atteggiamento da donna emancipata e disinvolta, vestita in tailleur e pantaloni. La recitazione \u00e8 di stile sobrio e assolutamente aliena da eccessi e volgarit\u00e0, la drammaturgia originale non viene mai stravolta. In poche parole, un allestimento che regge benissimo i suoi anni e continua ad essere apprezzatissimo dal pubblico di Stuttgart, tanto che anche questa ripresa ha registrato il tutto esaurito in anticipo, per tutte le repliche.<br \/>\nPer quanto riguarda la parte musicale, la Staatsoper si \u00e8 nuovamente affidata, dopo il grande successo del\u00a0<em>Nabucco\u00a0<\/em>nella passata stagione, alla bacchetta di <strong>Giuliano Carella<\/strong>. il direttore milanese ha offerto un&#8217; altra prova di eccellente livello, per equilibrio ed efficacia di narrazione, precisione e repiro negli accompagnamenti e capacit\u00e0 di ottenere tinte orchestrali verie e ricercate da un&#8217; orchestra in ottimo stato di forma. Una lettura di notevole rilievo da parte di un musicista che purtroppo non trova adeguato spazio sulle scene teatrali italiani, mentre all&#8217; estero \u00e8 altamente apprezzato come uno dei migliori esponenti della tradizione operistica italiana.<br \/>\n<strong>Di buon livello anche la compagnia di canto<\/strong>, formata da alcuni dei migliori tra gli elementi entrati a far parte dell&#8217; ensemble di Stuttgart in questi ultimi anni, a partire dalla protagonista, il soprano macedone <strong>Ana Durlovski<\/strong>, che qui ha ottenuto successi significativi nei ruoli di Lucia, Amina, Zerbinetta e K\u00f6nigin der Nacht. In possesso di una voce chiara ma ben timbrata e consistente, la Durlovski si \u00e8 destreggiata molto bene nel primo atto ed \u00e8 riuscita a dominare con sufficiente sicurezza anche la tessitura pi\u00f9 grave dei quadri successivi, con buone intuizioni di fraseggio nel duetto con Germont. Dal punto di vista interpretativo, il personaggio \u00e8 forse ancora da rifinire nelle sfumature ma la concezione di base mi \u00e8 parsa abbastanza valida. Vale la pena che Ana Durlovski continui a lavorarci sopra; potrebbe uscirne, se non proprio una grandissima Violetta, almeno una Violetta da grandi teatri. Nei panni di Alfredo, il giovane tenore brasiliano <strong>Atalla Ayan<\/strong> ha confermato di essere uno dei cantanti pi\u00f9 promettenti della compagnia, per la bellezza del timbro vocale, le capacit\u00e0 di proiezione e una tecnica di\u00a0 emissione in complesso sicura anche se perfettibile. Il baritono coreano <strong>Tito You,<\/strong> festeggiatissimo dal pubblico per il suo ritorno alla Staatsoper dopo cinque anni di militanza nell&#8217;ensemble, \u00e8 stato un Germont padre ben delineato nella sua autorit\u00e0 di fraseggio e solidit\u00e0 vocale. Buone tutte le parti di fianco, tra le quali spiccavano alcuni degli elementi pi\u00f9 giovani della compagnia come il baritono inglese <strong>Ronan Collett<\/strong> e il giovane mezzosoprano croato <strong>Diana Haller<\/strong>, l&#8217; applauditissima protagonista di quella\u00a0Cenerentola\u00a0che \u00e8 stata il pi\u00f9 grande successo della passata stagione. Teatro gremito, con una folta presenza di pubblico giovane, e grande successo per tutti. <em>Foto A.T.Schaefer \u00a9 Staatsoper Stuttgart<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stuttgart, Staatsoper &#8211; Stagione Lirica 2013-2014 \u00a0\u201cLA TRAVIATA\u201d Melodramma in tre atti. 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