{"id":68491,"date":"2014-02-04T00:15:42","date_gmt":"2014-02-03T22:15:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=68491"},"modified":"2017-01-02T01:12:29","modified_gmt":"2017-01-02T00:12:29","slug":"68491","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/68491\/","title":{"rendered":"Roma, Teatro dell&#8217;Opera: L\u2019heure espagnole\u201d e \u201cL\u2019Enfant et les sortil\u00e8ges\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Roma, Teatro dell\u2019Opera, Stagione Lirica 2013-2014 <\/em><br \/>\n<strong>\u201cL\u2019HEURE ESPAGNOLE\u201d <\/strong><br \/>\nCom\u00e9die musicale in un atto. Libretto di Franc-Nohain basato sulla sua commedia<br \/>\nMusica di <strong>Maurice Ravel<\/strong><br \/>\n<em>Concepci\u00f2n<\/em>\u00a0 STH\u00c9PHANIE D\u2019OUSTRAC<br \/>\n<em>Gonzalve<\/em> BENJAMIN HULETT<br \/>\n<em>Torquemada<\/em> FRAN\u00c7OIS PIOLINO<br \/>\n<em>Ramiro<\/em> JEAN-LUC BALLESTRA<br \/>\n<em>Don Inigo<\/em> ANDREA CONCETTI<br \/>\n<strong>\u201cL\u2019ENFANT ET LES SORTIL\u00c8GES\u201d <\/strong><br \/>\nFantaisie lyrique in due parti. Libretto di Sidonie-Gabrielle Colette<br \/>\nMusica di <strong>Maurice Ravel <\/strong><br \/>\n<em>L\u2019enfant (Il bambino)<\/em> KHATOUNA GADELIA<br \/>\n<em>Maman\/La Tazza cinese\/La Libellula<\/em> HANNA HIPP<br \/>\n<em>La Gatta\/Lo Scoiattolo<\/em> STH\u00c9PHANIE D\u2019OUSTRAC<br \/>\n<em>Un Pastore<\/em> ELEONORA DE LA PE\u00d1A<br \/>\n<em>Il Fuoco\/La Principessa\/L\u2019Usignolo<\/em> KATHLEEN KIM<br \/>\n<em>La Pastorella<\/em> CHIARA PIERETTI<br \/>\n<em>Il Pipistrello<\/em> JULIE PASTURAUD<br \/>\n<em>Il Divano\/L\u2019Albero<\/em> ANDREA CONCETTI<br \/>\n<em>L\u2019Orologio a pendola\/Il Gatto<\/em> JEAN-LUC BALLESTRA<br \/>\n<em>La Teiera\/Il Vecchietto\/La Rana<\/em> FRAN\u00c7OIS PIOLINO<br \/>\n<em>La Civetta<\/em> ALESSIA MARTINO<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro dell\u2019Opera di Roma<br \/>\nCoro di voci bianche del Teatro dell&#8217;Opera di Roma<br \/>\nDirettore <strong>Charles Dutoit <\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Roberto Gabbiani <\/strong><br \/>\nVoci bianche dirette da <strong>Jos\u00e9 Maria Sciutto<\/strong><br \/>\nRegia e costumi <strong>Laurent Pelly <\/strong><br \/>\nRipresa regia <strong>Paul Higgins <\/strong><br \/>\nScene <strong>Caroline Ginet <\/strong>( <em>L\u2019heure espagnole<\/em>)<strong>Barbara de Limburg\u00a0 <\/strong>(<em>L\u2019enfant et les sortil\u00e8ges<\/em>)<br \/>\nLuci <strong>Jo\u00ebl Adam <\/strong><br \/>\nRipresa luci<strong> Andrei May <\/strong><br \/>\nAllestimento del Glyndebourne Festival<br \/>\n<em>Roma, 1 febbraio 2014<br \/>\n<\/em>Il raffinato dittico di opere in un atto di Maurice Ravel, <em>\u201cL\u2019heure espagnole\u201d<\/em> e <em>\u201cL\u2019Enfant et les sortil\u00e8ges<\/em>\u201d \u00e8 stato presentato con successo al Teatro dell\u2019Opera di Roma, quale secondo titolo in cartellone della stagione 2013-2014. La recita di sabato 1 febbraio si \u00e8 trasformata ,di fatto, nella prima rappresentazione, essendo saltata per sciopero la serata del 30 gennaio. Le uniche opere composte da Ravel erano state eseguite al Teatro dell\u2019Opera insieme e per un\u2019unica volta nel lontano 1948. L\u2019allestimento attuale proviene dal Festival di Glyndebourne e porta la firma dell\u2019estroso regista francese <strong>Laurent Pelly<\/strong>, noto in tutto il mondo per i suoi allestimenti fantasiosi e colorati, per la prima volta sul palcoscenico del Teatro Costanzi. I due capolavori di Maurice Ravel, accomunati da una orchestrazione raffinata, di carattere quasi pittorico, sul modello dell\u2019impressionismo francese,\u00a0 differiscono tuttavia nella concezione teatrale, il primo pi\u00f9 realistico nella raffigurazione di una commedia di sapore boccaccesco, il secondo molto pi\u00f9 surreale nella creazione di un mondo di fiaba infantile.<br \/>\n<em>\u201cL\u2019 heure espagnole\u201d<\/em> \u00e8 un lavoro tratto da una divertente commedia di Franc- Nohain: l\u2019ora spagnola \u00e8 quella che si concede la bella Concepci\u00f2n, moglie dell\u2019orologiaio Torquemada, personaggio con un nome sinistro ispirato a uno dei capi dell\u2019Inquisizione ma che in realt\u00e0 manca del vigore necessario a soddisfare le brame amorose della giovane donna. Cos\u00ec ella riceve in quell\u2019ora i suoi amanti, il poeta Gonzalve, giovane ma fatuo, tutto preso dalla declamazione dei suoi versi e il ricco, corpulento\u00a0 banchiere, Don Inigo Gomez. La seccatura per la donna dell\u2019arrivo di un giovane mulattiere, Ramiro, si trasforma per\u00f2 in un\u2019occasione di risoluzione del problema, dal momento che ella pu\u00f2 apprezzare in pieno la prestanza fisica del giovanotto al quale fa portare su e gi\u00f9 pesanti orologi a pendola sia vuoti che contenenti i due amanti. E alla fine mentre Concepci\u00f2n riesce nel suo intento amoroso con il mulattiere, l\u2019orologiaio riesce a vendere le due pendole agli ex amanti della moglie. La realizzazione di Laurent Pelly di questa storia divertente, ironica e molto sensuale \u00e8 stata magnifica. Il regista ha creato uno spazio scenico enorme, la bottega dell\u2019orologiaio con un retrobottega altissimo, invadente, pieno di oggetti da trovarobato, paralumi, piatti, ceramiche, uno scheletro, una lavatrice, il vestito della prima comunione e tantissimi altri oggetti che potrebbero ricordare l\u2019appartamento di un cosiddetto \u201caccumulatore seriale\u201d. Il tempo, scandito anche in partitura dai metronomi,dal ticchettio degli orologi, viene mostrato in tutta la sua crudelt\u00e0 oltre che dagli orologi presenti dappertutto, perfino nell\u2019obl\u00f2 della lavatrice, da questo ammasso di oggetti di cui non ci si riesce a sbarazzare, come quando si fa un trasloco e non si riesce a buttare\u00a0 via cose diventate inutili, che testimoniano il tempo trascorso. Questo luogo cos\u00ec disordinato in cui vive la coppia viene abbandonato poi alla fine da Concepci\u00f2n che fugge con il giovane Ramiro. Eppure in questa casa opprimente la donna si era organizzata una vita alternativa alla routine con il timido marito. La recitazione dei cantanti, guidati dal regista \u00e8 stata praticamente perfetta in un lavoro in cui si \u201cparla\u201d pi\u00f9 che cantare, se si escludono gli inutili monologhi amorosi del poeta Gonzalve. Cos\u00ec magnifica \u00e8 stata la raffigurazione di Concepci\u00f2n da parte di <strong>Sth\u00e9phanie d\u2019Oustrac<\/strong>: dotata di un timbro vocale caldo e sensuale, affascinante nella sua vestaglia, quasi sexy, utilizza\u00a0 una comicit\u00e0 allusiva, con spinte in momenti di esilarante volgarit\u00e0, come quando si toglie la biancheria intima per ricevere il poeta Gonzalve, a cui cerca inutilmente di aprire la cintura dei pantaloni oppure quando allude al pendolo con movimenti della mano che evidenziano doti prettamente maschili. Il tenore <strong>Benjamin Hulett<\/strong> \u00e8 stato molto efficace nel raffigurare il vuoto Gonzalve, tutto vestito di arancione con pantaloni a zampa d\u2019elefante e con una capigliatura adatta a rappresentare l\u2019eccentrico poeta, che \u00e8 anche l\u2019unico personaggio ad avere dei momenti pi\u00f9 squisitamente lirici in tutta la partitura. Ottimo il baritono <strong>Jean Luc Ballestra<\/strong>, dal fisico possente e dai bicipiti veramente scolpiti nel ruolo del mulattiere Ramiro. Di rilievo anche la bella voce di basso baritono di <strong>Andrea Concetti<\/strong> come corpulento banchiere Don Inigo. Infine il marito Torquemada interpretato con sagacia e finta ingenuit\u00e0 dal tenore <strong>Fran\u00e7ois Piolino<\/strong>.<br \/>\n<strong><em>\u201cL\u2019Enfant et les sortileges\u201d<\/em><\/strong>, <strong>seconda opera della serata,<\/strong> \u00e8 stata realizzata in maniera altrettanto suggestiva dal regista. La fantasia lirica uscita dalla penna della scrittrice Colette \u00e8 una sorta di incubo di un bambino capriccioso, che non vuole fare i compiti e, punito dalla mamma, si scaglia contro tutto ci\u00f2 che lo circonda, dalla carta da parati, alla\u00a0 coda del gatto, alle poltrone, alle tazze, ai libri e gli oggetti si animano e trascinano il bambino in una frenetica allucinazione. Successivamente dopo la continuazione dell\u2019incubo nel giardino con alberi feriti, animali addolorati il gesto di piet\u00e0 nei confronti di uno scoiattolo ferito,determina una felice conclusione della storia con il ritorno della mamma. Opera altamente simbolica, surreale, \u201cL\u2019Enfant\u201d \u00e8 sicuramente di difficile realizzazione scenica. Laurent Pelly ci mostra immediatamente la cifra dello spettacolo con un enorme tavolo e una sedia gigante su cui \u00e8 seduto il bambino a fare i compiti: gi\u00e0 tutto deformato in una visione onirica di un incubo che sta per abbattersi su di lui. La mamma, altissima, che porta la merenda al bambino, ma irrisa dallo stesso, lo abbandona in questo sogno fantastico ma agghiacciante. In uno spazio tutto nero\u00a0 avanzano gli oggetti, animati e vengono a schiacciare il bambino di fronte alle sue responsabilit\u00e0: il divano e la poltrona che si muovono dal fondo e minacciosamente incombono, l\u2019orologio a pendolo che gira vorticosamente e non riesce a stabilire l\u2019ora perch\u00e9 il bambino gli ha staccato il bilanciere. Divertente il duetto della teiera che canta in inglese e della tazza, che gorgheggia su improbabili parole cinesi, con vaghe ma neanche troppo allusioni sessuali tra i due. Bellissima anche la realizzazione del fuoco, una lingua che esce dal camino pronta a colpire il bambino, reo di averlo distrutto. Vero capolavoro poi la rappresentazione della carta da parati strappata, con le pastorelle e i pastorelli che escono dal muro, lamentando la perdita della loro vita bucolica. Anche la principessa dei sogni, strappata dal libro, appare sulla sedia del bambino, agghindata graziosamente, con una deliziosa borsetta bianca, ma disperata per il dolore creatole dal fanciullo. Quindi l\u2019aritmetica schiaccia il bambino con una danza di esercizi difficilissimi da risolvere e un gruppo di ragazzi vestiti come lui lo coinvolge in un frenetico accerchiamento. Molto bello e anche in questo caso ricco di allusioni il duetto tra il gatto e la gatta: il gatto maschio che gioca con il gomitolo di lana ma poi viene sedotto dal fascino della gatta femmina, charmante nella sua attrazione amorosa. La scena del giardino si ammanta poi di una poeticit\u00e0 quasi sublime\u00a0 nella realizzazione di questi alberi animati e di animali umanizzati, che ricorda vagamente il mondo della \u201cPiccola volpe astuta\u201d di Janacek, messa in scena con successo sempre da Laurent Pelly, qualche anno fa a Firenze. Il finale molto toccante fa apparire la finestra da cui si intravede l\u2019ombra rassicurante della mamma e il bambino pu\u00f2 finalmente lanciare il grido sconvolgente \u201cMaman\u201d. Veramente emozionante!<br \/>\nGrande protagonista nel ruolo de <em>\u201cl\u2019Enfant\u201d<\/em> il giovane soprano <strong>Khatouna Gadelia<\/strong> \u00e8 riuscita\u00a0 a calarsi meravigliosamente nei panni del bambino, raffigurato come un impertinente quasi sgradevole e in grado di realizzare sulla scena un continuo movimento sul palcoscenico con degli atteggiamenti veramente appropriati per un fanciullo ora dispettoso, ora spaventatissimo, angosciato dai suoi incubi. Di timbro scuro, avvolgente, il mezzosoprano<strong> Hanna Hipp<\/strong> ha dato voce al personaggio cos\u00ec peculiare di Maman, ha fornito il brio necessario alla Tazza cinese e ammantato di mestizia il canto della Libellula.<strong> Gli interpreti della \u201cHeure espagnole\u201d sono riapparsi in pi\u00f9 ruoli,<\/strong> in particolare Sth\u00e9phanie d\u2019Oustrac ha prestato la sua vocalit\u00e0 sensuale alla Gatta e allo Scoiattolo, Andrea Concetti ha donato il suo timbro profondo al Divano e all\u2019Albero, Jean Luc Ballestra ha ottimamente interpretato l\u2019Orologio a pendola e ha raffigurato anche qui molto fisicamente il Gatto. Di grande raffinatezza\u00a0 Fran\u00e7ois Piolino come Teiera, Vecchietto dell\u2019aritmetica e la Rana. Molto brava anche il soprano di coloritura<strong> Kathleen Kim<\/strong> nei ruoli pi\u00f9 virtuosistici del Fuoco, della Principessa e dell\u2019Usignolo. Tutti molto bravi anche gli altri interpreti.<br \/>\nLo spettacolo \u00e8 riuscito poi cos\u00ec perfettamente per la fusione di intenti tra la regia e la direzione d\u2019orchestra affidata al direttore svizzero <strong>Charles Dutoit<\/strong>, gi\u00e0 applaudito nella scorsa stagione, nel \u201cSamson et Dalila\u201d. Il direttore \u00e8 riuscito ad evocare dalle partiture una miniera di raffinatezze cromatiche che,\u00a0 grazie al suo elegante gesto, sono state liberate nella sala del Teatro Costanzi. Cos\u00ec in particolare, ne \u201cL\u2019heure espagnole\u201d il direttore ha fatto scaturire dei suoni cos\u00ec realistici, dall\u2019iniziale ticchettio degli orologi, ai momenti pi\u00f9 caratteristici di una Spagna fuori del tempo, con citazioni di danze quali il flamenco, la jota, a squarci pi\u00f9 lirici come nell\u2019accompagnamento del poeta Gonzalve o nella esagerata disperazione di Concepci\u00f2n (\u201cOh la pitoyable aventure\u201d), reminiscenza della massenettiana Cendrillon, fino alla splendida conclusione del quintetto vocalizzato sul ritmo di habanera.\u00a0 Ne <em>\u201cL\u2019Enfant et les sortil\u00e8ges\u201d<\/em> il direttore ha poi realizzato un capolavoro ulteriore nel continuo trapasso di stile che permea il lavoro di Ravel: cos\u00ec dall\u2019inquietante introduzione ha realizzato quindi un ottimo tempo di minuetto per le poltrone, un geniale ritmo jazz di foxtrot per il duetto tra la teiera e la tazza, uno stile arcadico per le pastorelle, una marcetta per l\u2019aritmetica, fino all\u2019appassionato, commovente quadro del giardino, dove tutto il simbolismo sonoro viene raffigurato dal direttore con un tocco di poesia veramente degna del pi\u00f9 grande impressionismo. Molto buona anche la prestazione del Coro del Teatro dell\u2019Opera, guidato dal Maestro <strong>Roberto Gabbiani<\/strong> e del Coro di voci bianche, diretto da <strong>Jos\u00e8 Maria Sciutto<\/strong>. Alla fine della serata grande successo di pubblico..<em> Foto Laura Ferrari<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, Teatro dell\u2019Opera, Stagione Lirica 2013-2014 \u201cL\u2019HEURE ESPAGNOLE\u201d Com\u00e9die musicale in un atto. 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