{"id":68963,"date":"2014-02-11T02:31:07","date_gmt":"2014-02-11T00:31:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=68963"},"modified":"2015-04-25T15:06:36","modified_gmt":"2015-04-25T13:06:36","slug":"modenala-clemenza-di-tito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/modenala-clemenza-di-tito\/","title":{"rendered":"Modena:&#8221;La Clemenza di Tito&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><i>Modena, Teatro Comunale, Stagione lirica 2013\/14<\/i><br \/>\n<b>\u201cLA CLEMENZA DI TITO\u201d<\/b><br \/>\nOpera seria in due atti. Libretto di Caterino Tommaso Mazzol\u00e0, Pietro Metastasio.<br \/>\nMusica di <b>Wolfgang Amadeus Mozart\u00a0 <\/b><br \/>\n<i>Tito Vespasiano<\/i> PAOLO FANALE<br \/>\n<i>Vitellia <\/i>TERESA ROMANO<br \/>\n<i>Servilia <\/i>RUZAN MANTASHYAN<br \/>\n<i>Sesto <\/i>GABRIELLA SBORGI<br \/>\n<i>Annio <\/i>AURORA FAGGIOLI<br \/>\n<i>Publio<\/i> VALERIU CARADJA<br \/>\nOrchestra Regionale dell&#8217;Emilia Romagna<br \/>\nCoro Lirico Amadeus-Fondazione Teatro Comunale di Modena<br \/>\nDirettore <b>Eric Hull <\/b><br \/>\nMaestro del coro <b>Stefano Col\u00f2 <\/b><br \/>\nRegia <b>Walter Pagliaro <\/b><br \/>\nScene e costumi <b>Luigi Perego <\/b><br \/>\nLuci <b>Andrea Ricci <\/b><br \/>\nCoproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia<br \/>\nAllestimento della Fondazione Lirico-Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari<br \/>\n<i>Modena, 7 febbraio 2014\u00a0\u00a0 <\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2292.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-68966\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2292-290x200.jpg\" alt=\"La Clemenza d iTito\" width=\"290\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2292-290x200.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2292-150x103.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2292-366x251.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2292-770x530.jpg 770w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2292.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>Ci sono opere difficili. Ci sono opere che non \u00e8 obbligatorio fare.<\/strong> E fra tutte le opere difficili <i>La clemenza di Tito <\/i>di Mozart occupa un posto piuttosto alto della lista. Innanzi tutto \u00e8 difficile trovare un cast adeguato (specialmente per il difficile ruolo di Vitellia). L\u2019opera non \u00e8 nemmeno cos\u00ec ignota da giustificarsi come riscoperta musicologica e il pubblico ne conosce almeno due arie (\u201cParto, ma tu ben mio\u201d e \u201cNon pi\u00f9 di fiori\u201d) per averle sentite in numerosi recital. Ma soprattutto \u00e8 difficile far funzionare<i> La clemenza<\/i> da un punto di vista teatrale.<br \/>\n<strong>Mozart avrebbe preferito ben altro libretto che non questo vetusto testo di Metastasio<\/strong> (scritto nel 1734 e musicato per la prima volta da Caldara) sulla sovrumana bont\u00e0 di un sovrano, scelto dall\u2019impresario Guardasoni nel desiderio di adulare il nuovo imperatore Leopoldo II e la corte, che invece ne fu annoiata a morte. Il poeta di corte Caterino Mazzol\u00e0 aveva rimodernato il testo, dando a Mozart la possibilit\u00e0 di utilizzare forme pi\u00f9 moderne (duetti, terzetti, concertati) che non la solita alternanza di recitativi ed arie solistiche tipiche dell\u2019opera seria di 60 anni prima. Mozart si \u00e8 molto impegnato a seguire le oscillazioni psicologiche dei suoi personaggi, scrivendo della meravigliosa musica da concerto (giustamente celebri sono le arie col clarinetto e il corno di bassetto concertanti), che nei suoi stilemi espressivi guarda al vecchio mondo dell\u2019opera seria, ma nelle sue strutture fluide presagisce gi\u00e0 le soluzioni che saranno poi di Beethoven e Weber. Ma resta il fatto che questo <strong>\u00e8 un dramma in cui non succede niente di niente e i personaggi sono insopportabilmente nobili e<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2434.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-68968\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2434-137x200.jpg\" alt=\"La Clemenza di iTito\" width=\"137\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2434-137x200.jpg 137w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2434-528x768.jpg 528w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2434-103x150.jpg 103w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2434-366x531.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2434.jpg 705w\" sizes=\"auto, (max-width: 137px) 100vw, 137px\" \/><\/a> monocordi,<\/strong> salvo la viperina Vitellia, il cui pentimento per\u00f2 \u00e8 molto lontano dall\u2019essere credibile.<br \/>\nPer tutto il primo atto Vitellia vuole convincere il suo psicolabile spasimante Sesto a uccidere Tito, da cui si ritiene molto offesa perch\u00e9 anzich\u00e9 sposare lei prima se la fa con Berenice (che non compare in scena) e poi con Servilia. Dal canto suo, Sesto \u00e8 dubbioso, perch\u00e9 Vitellia \u00e8 molto bella ma Tito \u00e8 molto buono. Alla fine si fa convincere ma, un attimo dopo, Vitellia scopre che Tito, nella sua grande bont\u00e0, ha deciso di rinunciare a Servilia, la quale gli ha confessato di essere innamorata di Annio, e che l\u2019imperatore, sia pure come terza scelta, ha deciso di prendere lei in sposa. Ormai per\u00f2 \u00e8 troppo tardi per fermare la congiura (di cui Sesto \u00e8 gi\u00e0 pentito): il Campidoglio \u00e8 in fiamme e Tito \u00e8 morto. Nel secondo atto si scopre che Tito non era morto davvero. Sesto viene arrestato. Tito (che \u00e8 tanto buono) vuole salvarlo e capire le motivazioni del suo gesto. Ma Sesto tace, per salvare Vitellia, la quale per\u00f2 si pente e si autodenuncia. Prevedibilmente Tito, che se non si fosse capito \u00e8 proprio buono, tanto buono, perdona tutti.<br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__1731.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-68964\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__1731-137x200.jpg\" alt=\"La Clemenza d iTito\" width=\"137\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__1731-137x200.jpg 137w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__1731-528x768.jpg 528w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__1731-103x150.jpg 103w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__1731-366x531.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__1731.jpg 705w\" sizes=\"auto, (max-width: 137px) 100vw, 137px\" \/><\/a>Quando, a ragione, si dice che la musica della <i>Clemenza di Tito<\/i> \u00e8 \u201cda concerto\u201d non si vuole dire che Mozart si sia disinteressato al dramma. T<\/strong>utt\u2019altro. In particolare i numeri scritti dal Mazzol\u00e0, come il finale del I Atto e i due terzetti dell\u2019Atto II, sono veri capolavori di teatro. Ma si tratta di un teatro paradossale, un teatro dell\u2019ascolto, tutto intimo e psicologico, un teatro programmaticamente antiteatrale, in cui la cristallizzazione del sentimento tipica dell\u2019opera seria raggiunge vette parossistiche proprio in quei momenti d\u2019insieme che avrebbero dovuto movimentare l\u2019azione. In maniera non dissimile dal <i>Fidelio<\/i>, <i>La clemenza di Tito <\/i>\u00e8 perfetta per l\u2019esecuzione in forma di concerto, in cui l\u2019ascoltatore pu\u00f2 concentrarsi unicamente sulla musica, vera depositaria del dramma. Se deve essere portata in scena, non \u00e8 certo una regia didascalica come quella di Walter Pagliaro che pu\u00f2 darle vita. Seguire il libretto come se fosse un testo di prosa va benissimo per <i>Tosca <\/i>o <i>Rigoletto<\/i> e pu\u00f2 funzionare anche per <i>Le nozze di Figaro, <\/i>ma ne <i>La clemenza di Tito <\/i>la musica va molto al di l\u00e0 delle parole (anche solo a livello di tempistica) e il regista deve essere in grado di capire o immaginare dove stia andando. La regia di Pagliaro quindi, pur non facendo nulla di sbagliato, non fa nemmeno nulla di giusto.\u00a0 Non si passer\u00e0 sotto silenzio per\u00f2 un esilarante scivolone in cui il regista si \u00e8 abbandonato a uno dei pi\u00f9 ridicoli errori del teatro d\u2019opera: visualizzare le metafore. In un recitativo in cui Tito, che come al solito si lamenta del peso del potere, invidia la sorte di un \u201cvillanel mendico\u201d, che pu\u00f2 dormire sogni tranquilli perch\u00e9 non deve temere di essere tradito (ma solo di morire di fame\u2026), Pagliaro fa sbucare un pastorello che si mette a dormire per terra per circa 15 secondi, per poi tornarsene da dove era venuto. Per un attimo il pubblico teme che il tenore possa confondersi e passare all\u2019<i>Arlesiana\u2026<\/i><br \/>\n<strong>Per quanto riguarda la musica, come di consueto, mancava almeno la met\u00e0 delle appoggiature che sarebbero<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2370.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-68967\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2370-290x200.jpg\" alt=\"La Clemenza di Tito\" width=\"290\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2370-290x200.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2370-150x103.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2370-366x251.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2370-770x530.jpg 770w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2370.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a> necessarie in ogni frase di un recitativo e in moltissime frasi delle arie.<\/strong> Ma si sa: nel secolo scorso (il secolo dei totalitarismi) i musicisti si sono stati abituati a eseguire esattamente le note che trovano scritte sulla partitura in loro possesso e difficilmente possono essere convinti che la notazione musicale sia una convenzione arbitraria e che le convenzioni di scrittura di Mozart fossero diverse da quelle di Rachmaninov, come ampiamente testimoniato da numerosi trattati del suo tempo (questi sconosciuti). Cercando di apprezzare il lato positivo, ci si potrebbe rallegrare che almeno un 50% delle appoggiature necessarie fosse presente. Considerando quello che si fa con Mozart e Rossini nei teatri italiani ancora nel 2014, non \u00e8 una brutta media. Il direttore Eric Hull ha prediletto tempi piuttosto lenti, ulteriormente frenati poi dai cantanti (Sesto e Vitellia in primis), e sembra aver adottato uno stile di direzione molto non-interventista ed eccessivamente fiducioso, dove invece sarebbe un approccio pi\u00f9 deciso sarebbe stato opportuno, specialmente dal momento che quest\u2019opera prevede due o tre cambi di tempo quasi in ogni numero musicale. Come risultato, la coesione ritmica tra un\u2019orchestra svogliata e cantanti troppo auto-indulgenti ha lasciato molto spesso a desiderare, rendendo l\u2019ascolto piuttosto faticoso.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2264.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-68965\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2264-290x200.jpg\" alt=\"La Clemenza di Tito\" width=\"290\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2264-290x200.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2264-150x103.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2264-366x251.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2264-770x530.jpg 770w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/LaClemenzaDiTito__2264.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>Temperamentosa, dotata di bei centri ed una ricchissima voce di petto (che talora si spinge pi\u00f9 in alto di quanto sarebbe consigliabile per la salute vocale o per il gusto &#8211; almeno per il gusto quello di chi scrive), il soprano lirico-drammatico <strong>Teresa Romano<\/strong> sarebbe \u2013 <i>rara avis<\/i>\u00a0 \u2013 una Vitellia perfetta, se anche gli acuti fossero a posto. Disgraziatamente non lo sono o almeno non lo erano in questa circostanza, in cui sono apparsi \u201caperti\u201d e nel Finale dell\u2019Atto I ad un passo dallo strillo. Anche <strong>Gabriella Sborgi<\/strong> (Sesto), artista ammirevole per la sua versatilit\u00e0 (solo pochi mesi fa molto apprezzata da chi scrive come Mrs Grose nel <i>Turn of the Screw <\/i>a Bologna), ha una bella voce di mezzosoprano, ma il suo vibrato largo la rende una mozartiana piuttosto improbabile. Nella grande aria del primo atto era impossibile distinguere le agilit\u00e0 dal vibrato. Un simile problema affligge anche <strong>Aurora Faggioli<\/strong> (Annio), nonostante la voce pi\u00f9 piccola e a dispetto della sua giovanissima et\u00e0. Tutte e tre le artiste hanno avuto pi\u00f9 di un momento felice (ad esempio, nel caso della Sborgi e della Romano, le parti pi\u00f9 cantabili delle loro arie del secondo atto), ma l\u2019impressione generale \u00e8 quella di una sostanziale estraneit\u00e0 al linguaggio musicale mozartiano. In mezzo a tanti traballamenti, la voce limpida del garbato sopranino <strong>Ruzan Mantashyan<\/strong> \u00e8 giunta come un raggio di sole e dispiace che Mozart abbia destinato a Servilia una sola breve arietta (quantunque incantevole). Adeguato il Publio del baritono <strong>Valeriu Caradja,<\/strong> seppure con una voce un po\u2019 \u201cindietro\u201d nei recitativi.<br \/>\nL\u2019unica motivazione plausibile per questo allestimento della <i>Clemenza<\/i> \u00e8 stato il Tito di <strong>Paolo Fanale,<\/strong> giovane tenore lirico siciliano che sta facendo una meritata carriera internazionale che l\u2019ha di recente portato al Met (come Fenton), grazie ad una voce fresca, squillante e naturale, accoppiata ad una buona tecnica e ad una bella presenza fisica. La sua dizione chiara \u00e8 stata una benedizione per i tantissimi recitativi del ruolo e rispetto ai colleghi ha dimostrato anche una maggiore disponibilit\u00e0 a eseguire le corrette appoggiature. Il ruolo, scritto per il tenore Baglioni, che fu il primo Don Ottavio praghese, si basa soprattutto sul centro della voce, ma ci sono anche colorature ed acuti (spesso scomodi). Fanale ha saputo essere all\u2019altezza di tutte e tre le sfide e la grande aria \u201cSe all\u2019impero, amici dei\u201d \u00e8 stata senza dubbio il momento migliore dello spettacolo. Non sono sicuro che questo basti a giustificare un allestimento di questa opera difficile, ma bisogna sapersi accontentare. P.V.Montanari<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Modena, Teatro Comunale, Stagione lirica 2013\/14 \u201cLA CLEMENZA DI TITO\u201d Opera seria in due atti. 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