{"id":69118,"date":"2014-02-15T11:33:43","date_gmt":"2014-02-15T10:33:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=69118"},"modified":"2014-02-25T14:50:22","modified_gmt":"2014-02-25T13:50:22","slug":"giuseppe-verdioberto-conte-di-san-bonifacio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/giuseppe-verdioberto-conte-di-san-bonifacio\/","title":{"rendered":"Giuseppe Verdi:&#8221;Oberto, Conte di San Bonifacio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><i>Dramma lirico su libretto di Antonio Piazza rielaborato da Temistocle Solera. <b>Adrian Gans <\/b>(Oberto), <b>Francesca Lombardi Mazzulli <\/b>(Leonora), <b>Manuela Custer <\/b>(Cuniza), <b>Norman Reinhardt <\/b>(Riccardo), <b>Naroa Intxausti <\/b>(Imelda). <\/i>The Philarmonic Orchestra, direttore: <b>Michael Hofstetter<\/b>, Choir and Supplementary Choir of the Gie\u00dfen Stadttheater. Registrazione Dicembre 2012.<strong> 2CD Ohems classics OC 959 &#8211; 2013<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.spreaker.com\/user\/www.gbopera.it\/g-verdi-oberto-atto-1\">Atto primo<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.spreaker.com\/user\/www.gbopera.it\/g-verdi-oberto-atto-2\">Atto secondo<\/a><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>Il bicentenario verdiano del 2013 \u00e8 stata anche occasione per riportare l\u2019attenzione su titoli meno frequentati<\/strong> del compositore emiliano ma non per questi privi di importanza storica e musicale. Fra questi \u201cOberto conte di San Bonifacio\u201d ha sicuramente un ruolo centrale ed \u00e8 stato oggetto di numerose riprese in vari teatri europei. Rappresentata alla Scala il 17 novembre del 1839 rappresenta il primo incontro di Verdi con il teatro musicale ma l\u2019interesse non si riduce alla curiosit\u00e0 storica in quanto in \u201cOberto\u201d \u00e8 gi\u00e0 possibile riconoscere i germi di quello che sar\u00e0 il teatro verdiano successivo. Per quanto ovviamente dipendente dai modelli della maturit\u00e0 donizettiana l\u2019opera infatti mostra come Verdi fosse a quel momento (aveva 26 anni) un compositore gi\u00e0 dotato di buona maturit\u00e0 e autonomia compositiva e soprattutto in esso gi\u00e0 si riconoscono elementi che diverranno una costante della produzione del maestro tanto sul piano musicale quanto e ancor pi\u00f9 su quello drammaturgico, si pensi al ruolo centrale della paternit\u00e0 e delle sue degenerazioni, al tema del contrasto fra amor filiale e amore sentimentale, la centralit\u00e0 del sentimento d\u2019onore tanto per fare alcuni esempi particolarmente eloquenti.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/oberto-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-69128\" alt=\"Oberto - cd retro\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/oberto-2-234x200.jpg\" width=\"234\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/oberto-2-234x200.jpg 234w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/oberto-2-900x768.jpg 900w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/oberto-2-150x127.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/oberto-2-366x312.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/oberto-2-770x656.jpg 770w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/oberto-2.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 234px) 100vw, 234px\" \/><\/a><strong>La casa discografica Ohems classics ha registrato la ripresa di questo titolo verdiano eseguita presso il teatro dell\u2019opera di Gie\u00dfen in Germania,<\/strong> incisioni di fronte alla quale ci si trova in un certo senso spaesati nell\u2019esprimere un giudizio; se infatti si considera il prodotto come testimonianza di una recita in un teatro sostanzialmente di provincia e lontano dal prestigio dei maggiori teatri anche solo tedeschi non si pu\u00f2 non riconoscere la bont\u00e0 complessiva dell\u2019operazione mentre se si tratta di analizzarla come prodotto discografico \u00e8 innegabile che vengano maggiormente in evidenza gli aspetti lacunosi specie se confrontato con le limitate ma musicalmente interessanti registrazioni del medesimo titolo presenti sul mercato discografico. \u00a0 <strong>Punto di forza di questa registrazione \u00e8 sicuramente la direzione di Michael Hofstetter,<\/strong> il giovane maestro tedesco fornisce infatti un\u2019esecuzione pi\u00f9 che convincente. Ben sostenuto dall\u2019orchestra filarmonica cittadina \u2013 a conferma del livello medio decisamente alto delle compagini orchestrali tedesche anche lontano dalle piazze pi\u00f9 prestigiose \u2013 Hofstetter opta per una lettura di grande interesse. Imprime alla vicenda un passo serrato, estremamente teatrale e privo di cadute di tensione che ben rende il carattere impetuoso e giovanile della partitura ma al contempo evita di appesantire troppo il suono orchestrale alla ricerca di una tinta \u201cverdiana\u201d ovviamente ancora lontana dell\u2019essere compiuta in un lavoro cos\u00ec giovanile. Quindi la preferenza va ad un suono terso, cristallino e ad una tinta espressiva che non sacrifica la tensione ma la legge ancora secondo un gusto di pretta derivazione donizettiana piuttosto che cercare di anticipare impropriamente modi del Verdi pi\u00f9 maturo. Scelte che hanno un ulteriore vantaggio nel venire maggiormente incontro ad un cast non certo caratterizzato da voci imponenti ed eroiche.<br \/>\n<strong> La direzione di Hofstetter avrebbe meritato migliore compagnia di canto<\/strong> rispetto a quella avuta a disposizione in quest\u2019occasione. Nel ruolo del protagonista il basso statunitense <strong>Adrian Gans<\/strong> mostra un interessante materiale vocale e l\u2019impressione che si ricava dall\u2019ascolto \u00e8 quella di una voce di grande presenza, sicuramente efficace sul vivo del palcoscenico. Pur non personalissima essa risulta di bel colore e significativa sonorit\u00e0 mentre nel settore acuto si evidenziano maggiori situazioni di sforzo dovuti alla tessitura ibrida del personaggio intermedia fra il basso e il baritono e in cui \u00e8 evidente l\u2019eco di certe figure donizettiane dall\u2019analoga tipologia vocale che si pu\u00f2 far risalire in ultima analisi ai ruoli scritti da Rossini per Filippo Galli (non a caso i maggiori interpreti moderni di Oberto da Ramey a Pertusi sono stati anche i maggiori specialisti dei ruoli Galli). La pronuncia italiana non \u00e8 sempre chiarissima \u00e8 questo risulta evidente non solo grande declamato d\u2019entrata \u201c<i>Oh\u00a0patria\u00a0terra,\u00a0alfin\u00a0ti\u00a0rivedo<\/i>\u201d ma anche in tutti quei momenti dove pi\u00f9 stretto \u00e8 il rapporto con la parola come la cabaletta del II atto \u201c<i>Ma\u00a0tu,\u00a0superbo\u00a0giovane<\/i>\u201d in cui gi\u00e0 compare in nuce quella che sar\u00e0 la parola scenica verdiana. Mentre l\u2019accento a tratti morchioso tende a dare del personaggio un aspetto troppo <i>villain<\/i> non totalmente confacente ad un personaggio magari ossessionato dalla smania di vendetta ma sempre caratterizzato da una nobilt\u00e0 di fondo.<br \/>\nSe la prova di Gans da luogo a valutazioni contrastanti quella dei due giovani lascia spazio a maggiori perplessit\u00e0. <strong>Francesca Lombardi Mazzulli<\/strong> non convince come Leonora. La scelta di offrire una lettura del personaggio pi\u00f9 belcantista e legata ai precedenti donizettiani \u00e8 di per se una scelta corretta ma si dovrebbe disporre di una cantante per voce e temperamento portata ai ruoli pi\u00f9 drammatici della maturit\u00e0 del compositore bergamasco invece ci si trova di fronte ad una voce sostanzialmente lirica messa in grande difficolt\u00e0 dalle grandi frasi declamate \u2013 spesso con forza \u2013 richieste dal personaggio di Leonora. Inoltre se il timbro \u00e8 piacevole e la coloratura ben svolta il settore acuto tende a risultare fisso con risultati prossimi al fischio decisamente poco piacevoli specie nel caso di salite ripetute all\u2019acuto come nella stretta del finale primo.<br \/>\nIl tenore<strong> Norman Reinhardt<\/strong> affronta la non facile parte di Riccardo di Salinguerra, figura interessante perch\u00e9 anch\u2019essa destinata ad essere l\u2019archetipo di una tipologia fra le pi\u00f9 originali del teatro verdiano, quella del tenore usato per figure anti-eroiche e profondamente negative seppur con un velo di superficiale simpatia che troveranno nel Duca di Mantova del \u201c<i>Rigoletto<\/i>\u201d la pi\u00f9 compiuta incarnazione. All\u2019ascolto di Reinhardt non va purtroppo al di la di una generica correttezza. Il timbro \u00e8 piacevole anche se non personalissima e gli acuti \u2013 pur dando sempre l\u2019impressione di essere eccessivamente spinti \u2013 hanno uno squillo apprezzabile, l\u2019interprete \u00e8 per\u00f2 troppo generico e la mancanza di suono nel settore grave lo spinge a forzare rendendo troppo volgare la declamazione di certi frasi come si evidenzia in alcuni interventi nel quartetto del II atto. L\u2019ascolto sembra inoltre indicare una voce povera di proiezione \u2013 in rapporto tanto con il coro quanto con gli altri protagonisti \u2013 anche se la mancanza di un ascolto teatrale impedisce di approfondire la sensazione.<br \/>\nIn contrasto la prova del mezzosoprano <strong>Manuela Custer<\/strong> come Cuniza risulta molto pi\u00f9 convincente. Certo la cantante novarese non dispone di un materiale vocale dell\u2019imponenza di tante interpreti storiche del ruolo ma all\u2019interno della lettura di Hofstetter questo non rappresenta un limite ma anzi permette un\u2019interessante caratterizzazione del personaggio. Il timbro chiaro e luminoso contribuisce ad avvicinare Cuniza a certe figure di seconda donna del melodramma del primo Ottocento affidate per tradizione a mezzosoprani ma pensate originariamente per soprani corti diverse come estensione pi\u00f9 che come timbro dai soprani primi (e per di pi\u00f9 si tratta di figure giovanili, spesso pi\u00f9 giovani della prima donna il che farebbe pensare ad un rapporto invertito sul piano timbrico). Una linea di canto di grande correttezza \u2013 sono nei punti pi\u00f9 gravi della tessitura si rivela povera di suono \u2013 e un fraseggio attento e puntuale gli consentono di tratteggiare un personaggio di grande nobilt\u00e0 e originalit\u00e0 espressiva.\u00a0 Completa il cast la spagnola <strong>Naroa Intxausti<\/strong> che affronta con corretta professionalit\u00e0 la breve parte di Imelda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dramma lirico su libretto di Antonio Piazza rielaborato da Temistocle Solera. 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