{"id":69454,"date":"2014-02-22T01:12:54","date_gmt":"2014-02-21T23:12:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=69454"},"modified":"2014-02-27T12:07:24","modified_gmt":"2014-02-27T11:07:24","slug":"chopin-vs-liszt-michele-campanella-alla-iuc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/chopin-vs-liszt-michele-campanella-alla-iuc\/","title":{"rendered":"Chopin Vs. Liszt: Michele Campanella alla IUC"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><i>Istituzione Universitaria dei Concerti, Stagione 2013\/2014, Aula Magna de \u201cLa Sapienza\u201d Universit\u00e0 di Roma<br \/>\n<\/i>Pianoforte <b>Michele Campanella <\/b><br \/>\n<i>Fryderyk Chopin<\/i>: Ballata n. 3 in la bemolle maggiore op. 47; Trois Valses Brillantes op. 34, n. 1 in la bemolle maggiore, n. 2 in la minore, n. 3 in fa maggiore; Ballata n. 1 in sol minore op. 23<br \/>\n<i>Franz Liszt<\/i>: Mephisto Valse n. 4; Valse-Improptou; Ballata n. 2 in si minore; Valse Oubli\u00e9e n. 4; Valse de l\u2019op\u00e9ra Faust de Gounod<i><br \/>\nRoma, 18 febbraio 2014<br \/>\n<\/i><br \/>\nUn <i>recital <\/i>pianistico che regali un florilegio di composizioni tanto belle, quanto classiche, \u00e8 oggi, paradossalmente, pi\u00f9 unico che raro. L\u2019estrema ricerca del desueto, dell\u2019insolito, che caratterizza la corsa frenetica di interpreti e impresari alla composizione meno nota di un celebre autore, o a una di un autore magari meno noto, fa scoprire di certo qualche rara perla e ha il pregio di non cadere in tautologie. Ma, sovente, non ti lascia uscire dalla sala col cuore in gola.<br \/>\nE col cuore in gola, con la lacrima sul ciglio, a me \u00e8 capitato di uscire dal concerto di <b>Michele Campanella<\/b>: non solo perch\u00e9 ha scelto pezzi di Chopin e Liszt, suonandoli divinamente, ma anche perch\u00e9 ha scelto pezzi di Chopin e Liszt famosissimi, inflazionati fino al midollo, interpretati dai migliori pianisti di tutto il globo, di quelli che basta una sola nota per riconoscerli. Il peso di pi\u00f9 di un secolo di stratificazione d\u2019interpretazioni, che diviene tradizione per nutrire nuove interpretazioni, rende il compito assai arduo, titanico. Ma Campanella, lungi dal tentare una scalata della montagna interpretativa, propone una gita sui suoi pendii, un\u2019amena passeggiata; del resto <b>Campanella, pianista s\u00ec blasonato, vecchia scuola italiana, ma lontano dai riflettori sotto cui si beano tante <i>piano-stars<\/i> moderne<\/b>, propone \u2500 sul limitare della sua pi\u00f9 che quarantennale carriera \u2500 un pianismo senza pretese magniloquenti o altezzose retoriche interpretative, mirato all\u2019unico piacere di leggere un brano quasi solamente per il gusto di farlo \u2500 e arrivati a tali livelli d\u2019interpretazione, \u00e8 un\u2019azione assai igienica, che non stupisce in una mente il cui smalto appare ancora brillante.<br \/>\nIl concerto, che propone una sorta di virtuale battaglia tra due compositori, tra loro contemporanei, passati alla storia per le loro composizioni pianistiche (dacch\u00e9 il titolo <i>Chopin vs. Liszt: La Battaglia<\/i>), \u00e8 gi\u00e0 stato rodato in altre sedi; e, com\u2019\u00e8 tradizione alla IUC, Campanella d\u00e0 una breve ma pregna spiegazione delle sue scelte. Parte, significativamente, da una frase di Thomas Mann, contenuta nel libro <i>Considerazioni di un impolitico<\/i>: \u00abla bellezza \u00e8 nostalgia\u00bb. La bellezza per Chopin \u2500 dice \u2500 \u00e8 nostalgia di una pura, edenica felicit\u00e0 vissuta in un\u2019infanzia polacca mitizzata e idealizzata, tradotta in una musica assoluta, autentica nostalgia di un bello classicamente perfetto: lo si coglie nell\u2019enigma romantico di ballate cos\u00ec narrative, eppure che non si lasciano svestire, non mostrano il loro pi\u00f9 intimo programma musicale, il loro referente narrativo; o di valzer incistati di un languore danzante. Liszt, al contrario, trasfonde in musica tutto il suo sangue, la sua cultura, arrivando a concepire programmaticamente il sublime-orrido romantico: cos\u00ec si spiega il beffardo satanismo della <i>Mephisto Valse n. 4<\/i> o della <i>Valse de l\u2019op\u00e9ra Faust de Gounod<\/i>, una trascrizione diabolica e grandiosa di una valzer gounodiano. Chopin e Liszt, nati a un anno di distanza (rispettivamente nel 1810 e 1811), si conobbero, si stimarono ma poi si allontanarono, quando Chopin prefer\u00ec un aureo ritiro alla frenesia musicale di quella Parigi crogiolo di arti. Dopo la morte prematura di Chopin (1849), Liszt \u2500 asserisce Campanella, che dell\u2019ungherese ha fatto una ragione di vita \u2500 cominci\u00f2 a ingentilirsi e a comporre capolavori assoluti (come la <i>Valse Oubli\u00e9e<\/i>).<br \/>\n<b>Campanella apre il concerto con Chopin<\/b>, la <i>Ballata n. 3<\/i>; lascia cantare il brano, con un tocco pacato, ma mai opaco, soprattutto nell\u2019immortale tema-cuore, \u201cbarcaroleggiante\u201d, del brano; nella successiva sezione pi\u00f9 virtuosistica \u00e8 acquatico nelle veloci scale (mi ha ricordato il tocco ingemmato di Alfred Cortot), calcando forse un tantino con la sinistra: eppure, non indulge malinconicamente come fece Rachmaninov (abbiamo la fortuna di possedere incisioni d\u2019epoca), ma \u00e8 pi\u00f9 vicino alla poetica di un Horowitz. Parimenti \u00e8 notevole la sua interpretazione delle <i>Trois Valses Brillantes op. 34<\/i>: il primo, cos\u00ec energicamente coreutico, ricco di quei <i>ritardando<\/i> e <i>rubando <\/i>che rendono la musica di Chopin immediatamente distinguibile (risulta virtuoso nei salti e nelle scale), tanto messi in evidenza dal tocco di Benedetti Michelangeli; il secondo, melanconicamente arcadico, lunare, lo affronta con una magnifica sensibilit\u00e0 agogica, che ne risalta persino venature sanguignamente sentimentali \u2500 sulla scia di Richter; nel terzo \u00e8 da lodare per il districamento di quelle edere di gruppetti e fioriture, di ogni tipo, che decorano la ritmata melodia. Termina la sezione chopiniana con la <i>Ballata n. 1<\/i>, vera pietra miliare della storia della musica, che legge senza particolari affettazioni, godendola pi\u00f9 che facendola godere (per alcune scelte m\u2019\u00e8 sembrato, a orecchio, vicino al pianismo da virago della Argerich: guarda di lontano, con ammirazione, anche alla perfezione di Rubinstein, forse in assoluto il miglior interprete del brano): molto brillante nel finale. Dopo l\u2019intervallo passa a Liszt e, per marcare la sua abilit\u00e0 di poliedrico interprete, sceglie proprio la sfrenata <i>Mephisto Valse n. 4<\/i>, martellante, luciferina, intensa (Campanella l\u2019aveva poco prima descritta come la traduzione musicale del male ontologico, della violenza); passa poi alla pacata (reminiscenza di Chopin?), ma tecnicamente mostruosa, <i>Valse-Impromptu<\/i>; indi la celeberrima <i>Ballata n. 2<\/i>, potentemente narrativa, che alle marine agitazioni iniziali, alterna momenti paradisiaci, erotici, profondamente in contrasto con la tonalit\u00e0 d\u2019impianto (si minore), fino al potentissimo finale, un gorgo di virtuosismi di scale, che termina in un pacato oblio (la ballata dovrebbe narrare la triste storia degli amori di Ero e Leandro); ancora un intermezzo pacato, meditativo, struggente (la tarda <i>Valse Oubli\u00e9e<\/i>), conduce al gran finale, il <i>Valse de l\u2019op\u00e9ra Faust<\/i>, dove la fagocitazione del tema del valzer dal <i>Faust<\/i> di Gounod porta Liszt ancora verso una drammaticit\u00e0 luciferina, che conduce a un finale tormentato e agitatissimo, tradotto in un virtuosismo spericolato.<br \/>\n<b>Un autentico concerto-suicidio, per chiunque non abbia l\u2019esperienza e il gusto di Campanella<\/b>. <b>Chi vince tra Chopin e Liszt? Teoricamente la musica. Di fatto, per il cuore di Campanella \u2500 che tenta in tutti i modi di essere imparziale \u2500, il vincitore \u00e8 uno: Liszt. Lo sente come non sente Chopin<\/b>: infatti le composizioni in assoluto meglio eseguite sono la <i>Mephisto<\/i>, il fenomenale <i>Valse de l\u2019op\u00e9ra Faust<\/i> e, soprattutto, la <i>Ballata n. 2<\/i>, cui tributa la miglior interpretazione della serata. E non lascia il pubblico in delirio senza un <i>bis<\/i>\u2026 anzi tre! Un movimento di Scarlatti, la <i>Toccata op. 7<\/i> e l\u2019 eterea <i>Arabesque op. 18<\/i> di Schumann. Una sala, che lo ha gi\u00e0 visto in passato protagonista, in autentico tripudio, ne saluta l\u2019uscita dopo una fenomenale maratona pianistica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Istituzione Universitaria dei Concerti, Stagione 2013\/2014, Aula Magna de \u201cLa Sapienza\u201d Universit\u00e0 di Roma Pianoforte Michele Campanella Fryderyk [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":136,"featured_media":69455,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,352,5238,8730,3289],"class_list":["post-69454","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-franz-liszt","tag-fryderyk-chopin","tag-iuc-istituzione-universitaria-dei-concerti","tag-michele-campanella"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69454","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/136"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=69454"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69454\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/69455"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=69454"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=69454"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=69454"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}