{"id":69594,"date":"2014-02-28T01:03:25","date_gmt":"2014-02-28T00:03:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=69594"},"modified":"2016-12-30T10:06:35","modified_gmt":"2016-12-30T09:06:35","slug":"pinchas-steinberg-dirige-prokofev-e-cajkovskij","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/pinchas-steinberg-dirige-prokofev-e-cajkovskij\/","title":{"rendered":"Pinchas Steinberg dirige Prokof\u2019ev e  \u010cajkovskij"},"content":{"rendered":"<p><i>Torino, Teatro Regio, I Concerti 2013-2014<\/i><br \/>\n<b>Orchestra e Coro del Teatro Regio<\/b><br \/>\nDirettore <b>Pinchas Steinberg <\/b><br \/>\nMaestro del Coro <b>Claudio Fenoglio <\/b><br \/>\nMezzosoprano <b>Natascha Petrinsky <\/b><br \/>\n<i>Sergej Prokof\u2019ev<\/i>: \u201cAleksandr Nevskij\u201d, cantata per mezzosoprano, coro e orchestra op. 78<br \/>\n<i>P\u00ebtr Il\u2019i\u010d \u010cajkovskij<\/i>: Sinfonia n. 4 in fa minore op. 36<br \/>\n<i>Torino, 19 febbraio 2014<br \/>\n<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>La sera del 19 febbraio 1914, sul palcoscenico del Teatro Regio di Torino aveva luogo la prima rappresentazione assoluta di <i>Francesca da Rimini<\/i> di Riccardo Zandonai.<\/b> L\u2019opera \u00e8 uno dei rari titoli di teatro musicale italiano del Novecento (Puccini escluso) ad aver avuto un duraturo successo di pubblico e una ricca prassi esecutiva; certo, il suo fascino, col passare dei decenni, \u00e8 divenuto via via un po\u2019 <i>fan\u00e9<\/i>, ma non \u00e8 mai totalmente scomparsa dalle scene, e non sono mancati, in tempi recenti, teatri italiani e stranieri (il Verdi di Salerno, l\u2019Op\u00e9ra di Monte-Carlo, l\u2019Op\u00e9ra di Parigi) che l\u2019abbiano ripresa e valorizzata con interpreti di rilievo. Tutti, compresi coloro che, come il sottoscritto, non amano particolarmente il teatro musicale del Decadentismo, si attendevano come atto dovuto che, la sera del centenario, sul palcoscenico del Regio tornasse <i>Francesca da Rimini<\/i>, celebrata in grande stile con una produzione memorabile. Invece \u2013 che sia oblio della propria storia, che sia (come affermato dal sovrintendente Vergnano rispondendo a una domanda in conferenza stampa) una banale, ma forse ancor pi\u00f9 preoccupante, motivazione economica: la <i>Turandot<\/i> in scena in queste settimane costa meno e, con undici recite esaurite, fa incassare molto di pi\u00f9 al botteghino \u2013 a Torino, se non fosse per l\u2019iniziativa di piccole realt\u00e0 concertistiche e culturali, il centenario sarebbe passato sotto silenzio. Non bastano certo una buona produzione (gi\u00e0 recensita da Giordano Cavagnino e dal sottoscritto) dell\u2019ultimo titolo pucciniano, n\u00e9 un concerto raffinato e interessante di musica russa, per giustificare e scusare una mancanza di queste proporzioni; ma, reso a Cesare ci\u00f2 che \u00e8 di Cesare (nel caso: reso alla storia ci\u00f2 che le compete), possiamo spendere alcune parole per raccontare quello che, sul palcoscenico del Regio, \u00e8 avvenuto il 19 febbraio 2014. E, sicuramente, \u00e8 avvenuto qualcosa di piacevole.<br \/>\n<b>La cantata <i>Aleksandr Nevskij<\/i><\/b><i> <\/i>costituisce uno di quei rari casi in cui la sala da concerto segue quella cinematografica e non viceversa: Prokof\u2019ev la scrisse infatti nel 1938-39, rielaborando le musiche che egli stesso aveva composto per l\u2019omonimo film di Sergej Ejzen\u0161tejn. Si tratta di un grande affresco di epica russa che nella sala del Regio, complici l\u2019ottimo coro del teatro e la direzione curata e sensibile di <b>Pinchas Steinberg<\/b>, \u00e8 suonato al tempo stesso maestoso e commovente. Nel primo episodio (<i>La Russia sotto il giogo dei Mongoli<\/i>) l\u2019orchestra ha nitidamente delineato l\u2019atmosfera desolata dell\u2019oppressione, quindi, con l\u2019ingresso del coro, nel secondo quadro (<i>Canto di Aleksandr Nevskij<\/i>) si \u00e8 entrati nella dimensione dell\u2019epos, caratterizzata prima dalla solennit\u00e0 religiosa, poi, nelle scene successive (<i>I Cavalieri della Croce a Pskov <\/i>e <i>Sorgi, popolo russo<\/i>), dalla contrapposizione tra le dissonanze e le asperit\u00e0 che individuano i nemici, la cui presenza \u00e8 paragonata a un indebito artificio, e le melodie semplici, fondate su intervalli tipici della musica popolare, che tratteggiano la genuinit\u00e0 del popolo russo. Il quinto episodio (<i>La battaglia sul ghiaccio<\/i>) \u00e8 un esempio di musica a programma in cui si percepisce il mondo del cinema che irrompe nell\u2019orchestra classica sulle spoglie del poema sinfonico ottocentesco; la raffigurazione della battaglia, da parte dell\u2019orchestra \u2013 sempre capace di valorizzare coi giusti colori le atmosfere suggerite dal compositore \u2013 \u00e8 stata quanto mai vivida, sia nei tratti pi\u00f9 brutali e ferini, sia nella stasi opaca che segue i combattimenti. Il passo solistico affidato al mezzosoprano (<i>Il campo della morte<\/i>) \u00e8 un canto sconsolato, affidato alla voce calda e accorata di <b>Natascha Petrinsky<\/b>, in cui nuova forza etica sorge dallo spettacolo devastante del campo di battaglia coperto di vittime. Infine, la scena conclusiva (<i>Ingresso di Aleksandr Nevskij in Pskov<\/i>), con il ritorno dell\u2019innodia epica, travolge in un\u2019entusiasmante apoteosi esecutori e pubblico.<br \/>\nUn po\u2019 meno travolgente ed entusiasmante \u00e8 risultata, al paragone,<b> <\/b>la<b> <i>Sinfonia n. 4 <\/i>di \u010cajkovskij<\/b>. Il primo movimento di quest\u2019opera rivela, fin dalle indicazioni agogiche (<i>Andante sostenuto \u2013 Moderato con anima (in movimento di Valse) \u2013 Moderato assai, quasi Andante \u2013 Allegro con anima<\/i>), una complessit\u00e0 che \u00e8 difficile restituire con immediatezza all\u2019ascoltatore; i momenti migliori sono stati i toccanti ritorni del tema di danza, mesto, lento e straniante, di sapore cameristico. E di sapore cameristico (anche dove sia prevista la piena orchestra) sono le pagine pi\u00f9 geniali della sinfonia, dall\u2019<i>Andantino in modo di canzona<\/i> \u2013 il cui tema, rimpallato senza che mai riesca a prendere il volo, disegna un\u2019atmosfera di profonda oppressione, sia pure mascherata in un panno di velluto \u2013 allo <i>Scherzo<\/i>, con la fresca ma pungente ironia del suo <i>pizzicato ostinato<\/i>. La <i>performance<\/i> torinese ha valorizzato la straordinariet\u00e0 dei movimenti centrali, molto curati nelle dinamiche e nelle atmosfere, mentre solo in parte \u00e8 riuscita a dare coerenza alla materia sonora che sostanzia i grandi ensemble orchestrali dei movimenti estremi. Forse, nonostante la maggiore notoriet\u00e0 della sinfonia di \u010cajkovskij, sarebbe stato pi\u00f9 efficace invertire l\u2019ordine d\u2019esecuzione dei brani in programma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Teatro Regio, I Concerti 2013-2014 Orchestra e Coro del Teatro Regio Direttore Pinchas Steinberg Maestro del Coro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":56,"featured_media":81141,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[5799,3324,922,8328,919],"class_list":["post-69594","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-natascha-petrinsky","tag-petr-ilic-cajkovskij","tag-pinchas-steinberg","tag-sergej-prokofev","tag-teatro-regio-di-torino"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69594","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/56"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=69594"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69594\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88235,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69594\/revisions\/88235"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/81141"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=69594"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=69594"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=69594"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}