{"id":69631,"date":"2014-03-01T16:00:17","date_gmt":"2014-03-01T15:00:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=69631"},"modified":"2016-12-16T17:47:28","modified_gmt":"2016-12-16T16:47:28","slug":"la-messa-in-si-minore-pappano-e-il-sacro-di-bach-allansc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/la-messa-in-si-minore-pappano-e-il-sacro-di-bach-allansc\/","title":{"rendered":"La Messa in si minore: Pappano e il sacro di Bach all\u2019ANSC"},"content":{"rendered":"<p><i>Roma, Auditorium \u201cParco della Musica\u201d, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, stagione 2013-2014<\/i><br \/>\n<b>Orchestra e Coro dell\u2019Accademia Nazionale di Santa Cecilia<\/b><br \/>\nDirettore<i> <\/i><b>Antonio Pappano<\/b><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Ciro Visco<\/strong><br \/>\nSoprano <b>Lucy Crowe<\/b><br \/>\nContralto <b>Sara Mingardo<\/b><br \/>\nTenore <b>Kurt Streit<\/b><br \/>\nBasso <b>John Relyea<\/b><br \/>\n<i>Johann Sebastian Bach<\/i>: Messa in si minore BWV 232 per soli, coro e orchestra<br \/>\n<i>Roma, 25 febbraio 2014<br \/>\n<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Deo soli gloria<\/i>: questa \u00e8 la dedica che Bach appose alla fine del suo grandioso lavoro sacro, la <i>Messa in si minore<\/i>, che lo accompagn\u00f2 fino alla morte<\/b>. Un vero e proprio regalo a Dio, senza una reale committenza. Per tessere la musica di questo capolavoro, Bach utilizz\u00f2 diversi autoimprestiti: fondamentalmente, il <i>Sanctus<\/i> (1724) e il nucleo-messa del <i>Kyrie-Gloria<\/i> (1733), che assembl\u00f2 assieme a altre sue composizioni tra il 1747 e il 1749. La stessa struttura della messa sfidava le oramai consolidate tradizioni luterane: l\u2019<i>Ordinarium<\/i> (<i>Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus <\/i>e <i>Agnus Dei<\/i>), infatti, non era generalmente accompagnato da musica, giacch\u00e9 si preferiva lasciare l\u2019accompagnamento musicale ai testi in tedesco. L\u2019 Ur-messa <i>Kyrie-Gloria <\/i>nasce proprio in humus cattolica; era infatti stata dedicata al duca di Sassonia Friederich August II, abiuratore del luteranesimo per il cattolicesimo, quando aveva preso la corona della cattolicissima Polonia col nome di August III. E fu proprio per ingraziarsi l\u2019elettore di Sassonia che Bach compose l\u2019Ur-messa \u2500 sperava di essere nominato a capo di una delle cappelle di corte di Dresda, citt\u00e0 all\u2019avanguardia nel panorama musicale tedesco. La <i>Messa in si<\/i> \u00e8, per questo, un lavoro enciclopedico: non solo travalica il messaggio e i modi singoli delle due diverse tradizioni di fede cristiana, ma \u00e8 un esemplare recipiente della perizia di Bach in tutti i generi musicali allora conosciuti, dal concerto all\u2019opera lirica. Si tratta, a tutti gli effetti, di una sorta di enciclopedico omaggio che Bach aveva voluto tributare alla musica a lui contemporanea.<br \/>\nPenultimo appuntamento in seno al \u201cProgetto Bach\u201d (che chiuder\u00e0 con le <i>Variazioni Goldberg<\/i> interpretate da Schiff), la <i>Messa in si <\/i>\u00e8 certamente lo sforzo di maggior impegno sfoggiato dall\u2019Accademia Nazionale di Santa Cecilia per omaggiare uno dei padri della musica moderna. <b>Antonio Pappano, una delle migliori bacchette del panorama internazionale, certamente tra le pi\u00f9 versatili, propone ancora un\u2019interpretazione di valore assoluto. L\u2019inglese anela a una potenza ieratica, surreale, privilegiando una lettura intimistica, soffusa, eccetto quando la partitura non richieda un tono maggiormente grandioso<\/b> (<i>Et resurrexit<\/i> e <i>Gloria in excelsis<\/i>): ha un po\u2019 della grazia intimistica di Carlo Maria Giulini e un pizzico della teutonica monumentalit\u00e0 di Karl Richter. Essere andato a lavare i panni nella <i>Matth\u00e4uspassion<\/i> \u2500 da lui eseguita nel marzo dello scorso anno \u2500, pu\u00f2 aver solo giovato alla comprensione del sacro bachiano in musica. <b>Vero protagonista della <i>Messa<\/i> \u00e8 il coro (Ciro Visco): e si tratta di uno dei migliori cori d\u2019Italia, anzi del mondo<\/b>. Impressionante l\u2019esecuzione del <i>Kyrie<\/i>, dove le varie voci si sovrappongono in fughe, in una trama fitta, spesso sfumata, la cui patetica sacralit\u00e0 \u00e8 valorizzata dall\u2019attenta direzione di Pappano. Di tutt\u2019altra espressivit\u00e0 il <i>Gloria in excelsis<\/i>, dove si assiste a una polifonia paradisiaca, terminante nel <i>Cum Sancto Spiritu<\/i> dall\u2019abbrivio e sviluppo epici e vigorosi. Il coro riesce, dunque, a incarnare sempre il senso del brano: il lucente, solare <i>Credo in unum Deum<\/i>; il mistico e misterioso <i>Et incarnatus est<\/i> con l\u2019h\u00e4ndeliano-vivaldiano <i>Et resurrexit<\/i>, al cui centro v\u2019\u00e8 il penetrante <i>Crucifixus<\/i>; il cuore apocalittico, ma soffuso, del <i>Confiteor<\/i>, alle parole <i>et expecto resurretionem<\/i>; gli indimenticabili giri di accordi in scala che scandiscono il <i>Sanctus<\/i>, terminato dal fresco anelito di beatitudine dell\u2019<i>Osanna in excelsis<\/i>; e, infine, la placida conclusione del <i>Dona nobis pacem<\/i>.<br \/>\n<b>All\u2019interno di questi affreschi corali, Bach ha inserito duetti e arie nel pi\u00f9 squisito gusto operistico contemporaneo<\/b>, nella consapevolezza che, non avendo scritto mai opere, avrebbe avuto \u00abquest\u2019unica opportunit\u00e0 di pensare a cantanti di stile e qualit\u00e0 operistica, al punto da voler adattare lo stile delle arie e dei duetti a un\u2019impronta di cantabilit\u00e0 pi\u00f9 suadente di quanto non fosse abituale nelle sue composizioni sacre\u00bb (Stefano Catucci, dal programma di sala). Su tutti i quattro solisti, <b>Sara Mingardo<\/b> si staglia indiscussa, coadiuvata dal fatto che Bach era particolarmente affascinato dalla voce e dal registro dei castrati; la sua bella voce contraltile, corposa, pastosa, regala momenti indimenticabili nelle sue arie: <i>Laudamus te<\/i>, con la bellissima introduzione degli archi; <i>Qui sedes ad dexteram Patris<\/i>, preceduta dai virtuosismi dell\u2019oboe; e soprattutto la languida, melodiosa <i>Agnus Dei<\/i>, ricca di superbe messe di voce. Voce acuta, metallica, tecnicamente buona, ma che non scalda il cuore, quella del soprano <b>Lucy Crowe<\/b>, che canta dignitosamente i suoi duetti: il <i>Christe eleison<\/i> (un Bach che stupisce, nient\u2019affatto sofferto, anzi tripudiante di melodia), il <i>Domine Deus<\/i> e l\u2019<i>Et in unum Dominum<\/i>. Una linea nobile, scultorea, profonda ha la voce del basso<strong> John Relyea<\/strong>, che riesce meglio nella pompa della <i>Quoniam Tu solus Sanctus<\/i>, introdotta dai corni e dai fagotti, piuttosto che nell\u2019<i>Et in Spiritum Sanctum<\/i>. Sottotono il tenore <strong>Kurt Streit:<\/strong> seppure abbia la voce tipicamente barocca, adatta al ruolo (estensione acuta, poca potenza ma capacit\u00e0 di agilit\u00e0), la poca voluminosit\u00e0 degli armonici, la granulosit\u00e0 e acidula punta di qualche sua emissione inficiano in generale la sua performance, anche se non dispiace nell\u2019aria <i>Benedictus<\/i>, la parentesi intimistica dell\u2019<i>Osanna<\/i>, dove possiamo ascoltare il virtuosistico preludio-assolo del flauto, dialogante col violoncello.<br \/>\n<b>\u00a0\u00a0\u00a0 A conti fatti, ci\u00f2 che stupisce di pi\u00f9 \u00e8 l\u2019indefessa tenuta dei complessi: <\/b>Pappano, la magnifica orchestra \u2500 che un coro di autorevoli voci internazionali consacrano come la migliore d\u2019Italia, e non a torto \u2500 e il coro. La resa sonora, studiata proprio per ricreare un\u2019atmosfera di raccoglimento ecclesiastico, con una partitura che poteva facilmente sfuggire dalle mani per diventare una sorta di scimmiottamento di tanta produzione sacra otto-novecentesca \u2500 di cui, ovviamente, non condivide n\u00e9 gli intenti n\u00e9 il respiro \u2500, ha il pregio della bellezza estetica unita alla ricerca filologica: potranno apprezzare quanti la vorranno ascoltare su Rai Radio 3. Lungi dall\u2019ironia bonaria che Rossini, dissimulatore perfino di s\u00e9 stesso, profuse nella <i>Petit<\/i>, la <i>Messa in si<\/i> di Bach \u00e8 un fregio musicale che l\u2019autentica religiosit\u00e0 del tedesco volle tributare a Dio, mostrandogli come tutta la musica del creato fosse degna della sua perfezione. <em>Foto Riccardo Musacchio &amp; Flavio Ianniello<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, Auditorium \u201cParco della Musica\u201d, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, stagione 2013-2014 Orchestra e Coro dell\u2019Accademia Nazionale di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":136,"featured_media":69635,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[4695,925,8821,14678,488,896,3769,9949,486],"class_list":["post-69631","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-accademia-nazionale-di-santa-cecilia","tag-antonio-pappano","tag-ciro-visco","tag-concerti","tag-johann-sebastian-bach","tag-john-relyea","tag-lucy-crowe","tag-orchestra-e-coro-dellaccademia-nazionale-di-santa-cecilia-di-roma","tag-sara-mingardo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69631","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/136"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=69631"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69631\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/69635"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=69631"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=69631"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=69631"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}