{"id":69659,"date":"2014-03-01T20:00:40","date_gmt":"2014-03-01T19:00:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=69659"},"modified":"2014-03-06T02:38:59","modified_gmt":"2014-03-06T01:38:59","slug":"ildar-abdrazakovpower-players","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/ildar-abdrazakovpower-players\/","title":{"rendered":"Ildar Abdrazakov:&#8221;Power players&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><i><a href=\"http:\/\/www.spreaker.com\/user\/www.gbopera.it\/ildar-abdrazakov-power-players\">Russian Arias for Bass <\/a>&#8211; Brani\u00a0 da: \u201cAleko\u201d (Rachmaninov), \u201cRuslan y Ludmila\u201d, <\/i>\u201c<i>\u017dizn&#8217; za carja<\/i>\u201d <i>(Glinka), \u201cDemon\u201d (Rubinstein), \u201cKnja\u017e Igor\u201d (Borodin), \u201cEvgenij Onegin\u201d, \u201cIolanta\u201d (<\/i><i>\u010cajkov\u0161kij), \u201cVojna i mir\u201d (Prokof\u2019ev), \u201cSadko\u201d (Rimskij-Korsakov), \u201cBoris Godunov (Musorgskij). <\/i><b>Kaunas C<\/b><b>ity Symphony Orchestra, Kaunas State Choir.<\/b> <b>Constantine Orbelian <\/b>(direttore)<b><\/b>. T.Time:66&#8242;.49&#8243; <strong>1 CD DELOS DE3456<\/strong><br \/>\nCliccando sul titolo \u00e8 possibile ascoltare questo album<br \/>\n<strong> Il basso Ildar Abdrazakov \u00e8 sicuramente uno dei cantanti pi\u00f9 interessanti presenti oggi sulla scena internazionale<\/strong> e forse la pi\u00f9 significativa voce di basso quanto riguarda il repertorio italiano \u2013 specie verdiano \u2013 e quello russo. Nonostante la giovane et\u00e0 \u2013 Abdrazakov \u00e8 nato ad Ufa nella regione degli Urali meridionali nel 1976 \u2013 in questi anni ha gi\u00e0 conquistato i maggiori palcoscenici internazionali e affrontato i ruoli pi\u00f9 prestigiosi scritti per la sua corda vocale, il pubblico italiano lo ricorder\u00e0 soprattutto per il \u201c<i>Mo\u00efse et Pharaon<\/i>\u201d scaligero con la direzione di Riccardo Muti o per il \u201c<i>Don Carlo<\/i>\u201d torinese diretto da Gianandrea Noseda, uno dei momenti culminanti delle celebrazioni verdiane del 2013.<br \/>\n<strong>Arriva ora per l\u2019etichetta Delos il primo recital discografico,<\/strong> interamente dedicato al repertorio russo. Il titolo \u201c<i>Power players<\/i>\u201d \u00e8 per altro abbastanza ingannevole, se le dinamiche e le tragedie del potere sono un elemento frequente nell\u2019opera russa i brani scelti non sono tutti connotati in tal senso \u2013 e si nota la totale assenza di un\u2019opera politica per definizione come \u201c<i>Chovan\u0161\u010dina<\/i>\u201d \u2013 trattandosi piuttosto di una selezione delle arie pi\u00f9 note e amate per basso del repertorio russo otto &#8211; novecentesco.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/DE3456r.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-69662\" alt=\"Ildar Abdrazakov\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/DE3456r-233x200.jpg\" width=\"233\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/DE3456r-233x200.jpg 233w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/DE3456r-447x384.jpg 447w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/DE3456r-150x128.jpg 150w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/DE3456r-366x313.jpg 366w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/DE3456r.jpg 512w\" sizes=\"auto, (max-width: 233px) 100vw, 233px\" \/><\/a><strong>Il cantante \u00e8 accompagnato per l\u2019occasione dai complessi della citt\u00e0 lituana di Kaunas \u2013 la Kaunas City Symphony Orchestra<\/strong> e il <strong>Kaunas State Choir<\/strong> \u2013 che forniscono una prestazione di solida professionalit\u00e0 ma priva di particolari slanci ed in alcuni momenti si nota l\u2019assenza di una maggior brillantezza e presenza sonora tanto pi\u00f9 che la direzione di <strong>Constantine Orbelian<\/strong> presenta non solo grande propriet\u00e0 stilistica ma apprezzabili doti di cantabilit\u00e0 e espressivit\u00e0 che emergono maggiormente nei brani lirici dove l\u2019orchestra riesce a seguirlo al meglio mentre in quelli pi\u00f9 drammatici in cui le masse orchestrali sono chiamate a maggior impegno resta come un\u2019ombra di incompiutezza.<br \/>\n<strong>Il recital si apre con la cavatina di Aleko \u201c<i>Ves\u2019tabar spit\u2026<\/i>\u201d<\/strong> dall\u2019omonima opera di Rachmaninov. Pur scritta originariamente per baritono, l\u2019aria \u2013 in virt\u00f9 della tessitura sostanzialmente medio grave \u2013 \u00e8 stata da sempre affrontata anche dai grandi bassi di scuola slava e Abdrazakov si inserisce al meglio in questa tradizione fornendone un\u2019interpretazione pi\u00f9 che convince specie nel registro acuto sicuro e squillante. Di particolare interesse i due <strong>successivi estratti da \u201c<i>Ruslan y Ludmila<\/i>\u201d il capolavoro fiabesco di Glinka<\/strong> dall\u2019omonimo poema di Pu\u0161kin caratterizzato da moduli vocali di pretta matrice italiana. La significativa frequentazione del repertorio belcantista da parte di Abdrazakov lo rende interprete ideale per la musica di Glinka riuscendo a far convivere la dimensione espressiva e stilista di matrice nazionale con le forme vocali derivate dall\u2019Italia. La grande scena di Ruslan \u201c<i>O pole, o pole<\/i>\u201d \u00e8 un autentico banco di prova per il cantante sia sul piano vocale per la tessitura decisamente acuta della parte sia per le differenze espressive che la caratterizzano. La prima parte \u201c<i>O pole, o pole\u201d<\/i> \u00e8 un ampio arioso con la voce che si dipana su una scrittura orchestrale molto ricca non immemore della lezione di Weber in cui la descrizione della desolazione del campo di battaglia si unisce all\u2019intensit\u00e0 della preghiera che il giovane eroe rivolge a Perun \u2013 il sommo Dio del pantheon slavo. Sezione che Abdrazakov regge con facilit\u00e0 \u2013 al pi\u00f9 si pu\u00f2 percepire qualche piccola durezza in acuto \u2013 dominando le masse orchestrali e facendo valere una dizione scandita e solenne ma ad un certo punto \u2013 dopo che l\u2019intervento del Dio ha rivelato la collocazione della spada magica necessaria per compiere l\u2019impresa \u2013 l\u2019arioso si trasforma in un\u2019autentica cabaletta \u201c<i>Dai, Perun, bulatnyi mech\u2026<\/i>\u201d in cui lo slancio vocale deve esprimere la determinazione di Ruslan che il pensiero di Ludmila e la protezione divina rendono ormai certo del successo e qui Abdrazakov pu\u00f2 far valere la sua conoscenza del belcanto italiano superando con sicurezza i passi di coloratura \u2013 non estremi ma comunque presenti \u2013 e scandendo con assoluta efficacia il ritmo crescente del brano.\u00a0\u00a0 Se la grande scena di Ruslan appare caratterizzata da moduli stilistici ed espressivi diversi il rond\u00f2 di Farlaf \u201c<i>Ya ves\u2019drozhu<\/i>\u201d ci porta pienamente nel campo dell\u2019opera buffa italiana; questo vichingo pavido e fanfarone si esprime infatti con virtuosistici sillabati di pretta derivazione rossiniana che forniscono ad Abdrazakov la piena possibilit\u00e0 di far valere le proprie doti di belcantista e una naturalezza con questo tipo di vocalit\u00e0 non cos\u00ec frequente fra i cantanti di aria slava.<br \/>\n<strong>Dal \u201c<i>Knja\u017e Igor<\/i>\u201d (\u201c<i>Il principe Igor<\/i>\u201d) di Borodin \u00e8 presentata la prima aria del protagonista \u201c<i>Ni sna ne otdykha<\/i>\u201d<\/strong> e se si pu\u00f2 nutrire qualche dubbio su come la voce di Abdrazakov possa rendere in scena un ruolo pensato per baritono in modo da segnare un netto distacco anche timbrico fra l\u2019eroismo magari ingenuo ma sincero del principe e la diversa negativit\u00e0 dei suoi antagonisti \u2013 il barbaro Khan Konchak e il subdolo traditore Galitskij \u2013 affidati ad autentici bassi resta il fatto che al semplice ascolto discografico non si pu\u00f2 non restare ammirati da una voce cos\u00ec ampia e sonora e da un accento cos\u00ec nobile e intenso senza dimenticare la facilit\u00e0 con cui viene affrontata una tessitura decisamente molto acuta per una voce di basso.<br \/>\n<strong>La successiva serie di arie di carattere essenzialmente lirico e malinconico fornisce forse meno spunti di riflessione ma all\u2019ascolto conferma la bellezza vocale e l\u2019intensit\u00e0 espressiva del canto di Abdrazakov<\/strong> sempre grande nobilt\u00e0 e intensit\u00e0 e dove emerge una voce di bellissimo colore e grande omogeneit\u00e0 con un perfetto controllo del fiato e acuti timbrati e squillanti. Pagine come <strong>l\u2019aria del Demone dall\u2019omonima opera di Anton Rubinstein, quella celeberrima del principe Gremin dall\u201dEvgenij Onegin\u201d di <\/strong>\u010cajkov\u0161kij o la melanconica meditazione del Feldmaresciallo Kutuzov \u201c<i>Velichavaya v solnechnykh<\/i>\u201d <strong>da \u201c<i>Vojna i mir<\/i>\u201d (\u201c<i>Guerra e pace<\/i>\u201d) di S. Prokof&#8217;ev <\/strong>esaltano al meglio le doti del cantante. Per certi versi sorprendente l\u2019aria del Re Renato in \u201c<i>Iolanta<\/i>\u201d dello stesso \u010cajkov\u0161kij pagina da autentico basso profondo che impegna spesso il cantante nel settore pi\u00f9 grave della voce \u00e8 per la quale Abdrazakov trova uno spessore vocale quasi inatteso per una voce come la sua sostanzialmente da basso-baritono mentre per l\u2019aria di Ivan Susanin da \u201c<i>\u017dizn&#8217; za carja<\/i>\u201d (\u201c<i>Una vita per lo Zar<\/i>\u201d) di Glinka valgono le considerazioni fatte per \u201c<i>Ruslan y Ludmila<\/i>\u201d anche se l\u2019andamento \u00e8 pi\u00f9 declamato e meno aperto a stilemi di matrice italiana.<br \/>\n<strong> L\u2019aria del mercante variago \u201c<i>A skaly\u00a0 groznyie drab\u2019atsa<\/i>\u201d da \u201c<i>Sadko<\/i>\u201d di Nikolaj Rimskij-Korsakov<\/strong> invece non raggiunge pienamente l\u2019effetto desiderato principalmente per l\u2019accompagnamento orchestrale privo di quella grandiosit\u00e0 con cui l\u2019orchestrazione rimskijana evoca le tempeste del grande Nord e lo stesso cantante sembra non riuscire ad esprimere al meglio le proprie possibilit\u00e0 soprattutto sul piano espressivo.<br \/>\n<strong>Infine sono presenti due estratti dal \u201c<i>Boris Godunov<\/i>\u201d di Musorgskij<\/strong> opera simbolo della tradizione musicale russa. Dell\u2019opera sono presentati due brani di carattere molto diverso, la canzone di Kazan cantata da Varlaam \u201c<i>Kak vo gorode bylo vo Kazane<\/i>\u201d di taglio decisamente folklorico e la grande scena dell\u2019incoronazione con coro ed \u00e8 ovviamente questo brano \u2013 posto in chiusura del CD \u2013 a suscitare maggiore interesse. L\u2019approccio di Abdrazakov \u00e8 decisamente interessante, il cantante cerca infatti gi\u00e0 in questo punto una lettura pi\u00f9 sfumata del personaggio evitando di puntare solo sulla ieratica sontuosit\u00e0; il Boris di Abdrazakov non si presenta tanto come un\u2019epifania della regalit\u00e0 divina ma come un sovrano profondamente umano, il cantante rinuncia ad una declamazione aspra e scandita \u2013 come vorrebbe una certa tradizione russa \u2013 e la sostituisce con un canto legato, di grande morbidezza e intensit\u00e0 che trasmette l\u2019idea di un sovrano illuminato, affettuoso con il suo popolo e attento ai suoi bisogni in ultima analisi quello che Boris vorrebbe essere e che la storia gli impedir\u00e0. Sicuramente un personaggio tanto complesso richiede di essere ancora approfondito ma quanto si ascolta sembra indicare in Abdrazakov un interprete di prima importanza per la parte gi\u00e0 nel prossimo futuro ed \u00e8 un vero peccato che il Coro di Stato di Kaunas risulti troppo povero di suono e di slancio per dare piena riuscita alla pagina nel suo complesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Russian Arias for Bass &#8211; Brani\u00a0 da: \u201cAleko\u201d (Rachmaninov), \u201cRuslan y Ludmila\u201d, \u201c\u017dizn&#8217; za carja\u201d (Glinka), \u201cDemon\u201d (Rubinstein), [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":166,"featured_media":69660,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[9503,9955,146,9954,1072,7333,2811,8328,4954],"class_list":["post-69659","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cd-e-dvd","tag-alexander-borodin","tag-anton-rubinstein","tag-cd","tag-costantine-orberlian","tag-ildar-abdrazakov","tag-mikhail-glinka","tag-modest-musorgskij","tag-sergej-prokofev","tag-sergej-rachmaninov"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69659","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/166"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=69659"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69659\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/69660"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=69659"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=69659"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=69659"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}