{"id":69765,"date":"2014-03-04T11:49:13","date_gmt":"2014-03-04T10:49:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=69765"},"modified":"2016-12-16T18:33:50","modified_gmt":"2016-12-16T17:33:50","slug":"andras-schiff-termina-il-progetto-bach-le-variazioni-goldberg","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/andras-schiff-termina-il-progetto-bach-le-variazioni-goldberg\/","title":{"rendered":"Andr\u00e1s Schiff termina il \u2018Progetto Bach\u2019: le Variazioni Goldberg"},"content":{"rendered":"<p><i>Roma, Auditorium \u201cParco della Musica\u201d, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, stagione 2013-2014<\/i><br \/>\nPianoforte<i> <\/i><b>Andr\u00e1s Schiff<\/b><br \/>\n<i>Johann Sebastian Bach<\/i>: Variazioni Goldberg BWV 988<br \/>\n<i>Roma, 28 febbraio 2014\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u2018Progetto Bach\u2019, all\u2019Accademia Nazionale di Santa Cecilia, volge al termine; a concluderlo la terza delle esecuzioni integrali bachiane, al pianoforte, di quest\u2019anno: le <i>Variazioni Goldberg<\/i>. Al piano, Andr\u00e1s Schiff, che ne ha gi\u00e0 lasciato \u2500 addirittura \u2500 tre diverse incisioni (Decca, 1982; Teldec, 1990; ECM, 2003). Le <i>Goldberg<\/i> sono una sorta di mistica, neoplatonica <i>summa <\/i>dell\u2019arte per tastiera dell\u2019epoca; le variazioni, in numero di trenta, sono affiancate da canoni, in serie, fino alla nona, con un\u2019evidente attenzione per la ripetizione del numero tre, e sono state composte \u2500 queste s\u00ec, veramente \u2500 per essere eseguite una dopo l\u2019altra, a differenza dei libri del <i>Clavicembalo ben temperato<\/i>. Proprio per questo, poco regge l\u2019aneddoto secondo cui Bach le don\u00f2 a von Keyserling, malato d\u2019insonnia (e di bellezza), che voleva allietare la sua psiche facendo suonare il clavicembalo al suo giovane musico, Johann Gottlieb Goldberg, con qualcosa di talmente bello da riuscire a alleviare il suo tormento. Pi\u00f9 probabilmente, Bach scrisse tale <i>summa<\/i>,<i> <\/i>dall\u2019equilibratissima armonia, proprio per s\u00e9.<br \/>\nHo gi\u00e0 indugiato a descrivere la perizia pianistica di <b>Schiff, forse oggi il miglior interprete mondiale di Bach (?)<\/b>. Un\u2019ennesima maratona non lo spaventa di certo, lui che \u00e8 avvezzo a portare sul palcoscenico cicli integrali: si ferma, infatti, durante l\u2019esecuzione, non pi\u00f9 di una manciata di minuti per concedere a qualche indisciplinato starnuto di trovar sfogo. Per il resto, silenzio. E musica: <b>magistrale la gestione delle dinamiche sonore, della resa timbrica dell\u2019opera<\/b>. Non manca peraltro qualche sua personale innovazione alla tradizione interpretativa: lo si percepisce subito dall\u2019attacco dell\u2019<i>Aria<\/i>, meno meditativa di tante altre interpretazioni, con trilli, acciaccature, appoggiature ben marcate, agogica sostenuta, scevra da ogni sovrainterpretazione romantica o positivista (alla Busoni, per intenderci). Ogni variazione mette il pianista di fronte a difficolt\u00e0 tra loro (quasi) insormontabili; eppure, con quale <i>aplomb<\/i> Schiff le risolve: i gruppetti e le fioriture della n. 7; il virtuosismo spedito nella linea cromatica acquatica della n. 11; il virtuosismo assoluto, trascendentale della n. 14; i virtuosismi spericolati delle n. 8 e 20; il carattere sorridente della n. 23, non meno impervia delle precedenti; lo stallo lunare della n. 25, da cui poi prende avvio la sezione finale, con la surreale n. 28, il massiccio scorrere della n. 30 e la ripresa dell\u2019<i>Aria<\/i>, dopo la bucolica n. 30, <i>Quodlibet<\/i>. Dopo la ripetizione dell\u2019<i>Aria<\/i>, ecco compiutosi un ciclo (uroboro). <b>L\u2019interpretazione bachiana di Schiff \u00e8 sempre priva d\u2019effetti romantici (nessun uso dei pedali): le mani si muovono sulla tastiera come su un telaio, rendendo il suono terso, sgranato, con note giustapposte sempre distinguibili, perlacee<\/b>.<br \/>\nTra le grandi incisioni del passato, quella cui Schiff guarda scopertamente di pi\u00f9 \u00e8 certamente la versione magistrale di Glenn Gould, di cui per\u00f2 deterge alcuni estri. Applausi a non finire in sala lo costringono, quasi, a uscire timidamente pi\u00f9 di una volta. Penso non si possano usare parole migliori di quelle di Carlo Fiore (dal programma di sala) per descrivere la portata rivoluzionaria del pianismo di Schiff: \u00abil pensiero musicale di Schiff, leggibile nel 2003 come ulteriore messa a fuoco di quanto intuito vent\u2019anni (e poi dieci) prima, segna con forza il definitivo passaggio da un\u2019epoca di scuole pianistiche \u201cideologiche\u201d a un\u2019epoca di scuole pianistiche scientifiche, dove ogni scelta espressiva ha un esito funzionale in due direzioni, quella della lettura analitica del testo musicale e quella semantica dell\u2019idioma strumentale come ricchezza in quanto tale e non come ostacolo\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, Auditorium \u201cParco della Musica\u201d, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, stagione 2013-2014 Pianoforte Andr\u00e1s Schiff Johann Sebastian Bach: [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":136,"featured_media":69766,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[4695,9604,14678,488,9976],"class_list":["post-69765","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-accademia-nazionale-di-santa-cecilia","tag-andras-schiff","tag-concerti","tag-johann-sebastian-bach","tag-variazioni-goldberg"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69765","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/136"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=69765"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69765\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/69766"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=69765"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=69765"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=69765"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}