{"id":69779,"date":"2014-03-06T20:41:23","date_gmt":"2014-03-06T19:41:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=69779"},"modified":"2019-04-05T09:06:04","modified_gmt":"2019-04-05T07:06:04","slug":"altro-viaggio-dinverno-alla-scala","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/altro-viaggio-dinverno-alla-scala\/","title":{"rendered":"Ferruccio Furlanetto interpreta Schubert alla Scala"},"content":{"rendered":"<p><i>Milano, Teatro alla Scala &#8211; Recital di canto 2013\/2014<\/i><br \/>\nBasso, <b>Ferruccio Furlanetto<\/b><br \/>\nPianoforte, <b>Igor Tchetuev <\/b><br \/>\n<i>Franz Schubert<\/i>: &#8220;Winterreise&#8221;, op. 89 D 911 (<i>Viaggio d\u2019inverno<\/i>)<br \/>\nCiclo liederistico su liriche di Wilhelm M\u00fcller<br \/>\n<i>Milano, 3 marzo 2014<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 trascorso neppure un anno (era il 5 aprile 2013) da quando al Teatro alla Scala \u00e8 risuonato il ciclo schubertiano della <i>Winterreise<\/i>, che ora torna per inaugurare la stagione 2013-2014 dei Recital di canto. Sembra quasi fatto apposta perch\u00e9 il pubblico confronti le due esecuzioni, l\u2019ultima di <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2013\/04\/viaggio-dinverno-alla-scala-con-matthias-goerne\/\">Matthias Goerne<\/a> e quella attuale di Ferruccio Furlanetto; in realt\u00e0 non c\u2019\u00e8 dubbio che la scelta di programmazione sia piuttosto discutibile, e per almeno due motivi. La vicinanza cronologica di due serate vocali dall\u2019identico programma ha infatti indotto buona parte del pubblico a disertare il teatro (il che \u00e8 sempre un peccato): decine di palchi e circa un terzo della platea restano vuoti. Il protagonista, in secondo luogo, \u00e8 s\u00ec un cantante di comprovata capacit\u00e0 e fama, ma il repertorio previsto si pu\u00f2 difficilmente definire a lui congeniale, anche se negli ultimi anni ha profuso in esso molte energie.<br \/>\n<strong>Furlanetto ha debuttato alla Scala nel maggio 1979, doppiando Nicolai Ghiaurov come Banco nel famoso <i>Macbeth<\/i> <\/strong>diretto da Claudio Abbado con la regia di Giorgio Strehler; nell\u2019aprile 2010 ha sostenuto il suo ultimo ruolo operistico, come Jacopo Fiesco nel <i>Simon Boccanegra<\/i> diretto da Daniel Barenboim. Una carriera scaligera di tutto riguardo, forse culminata con il <i>Boris Godunov<\/i> del 2002 diretto da Valerij Gergiev, che gli vale il plauso rispettoso e affettuoso del pubblico, sia all\u2019ingresso sia al termine del concerto.<br \/>\n<strong>Attacca il primo Lied del ciclo, <i>Gute Nacht<\/i> (<i>Buona notte<\/i>), e sembra soltanto accennare<\/strong>: \u00e8 un modo per entrare in punta di piedi nell\u2019atmosfera vocale del <i>Viaggio d\u2019inverno<\/i>. A differenza delle ultime prestazioni in ruoli melodrammatici, la voce non ha fortunatamente risonanze cavernose, anche se \u00e8 povera di colori. Di conseguenza manca quell\u2019espressivit\u00e0 che i versi di M\u00fcller e la musica di Schubert continuamente richiedono. Il porgere vocale \u00e8 senza dubbio garbato, ma nulla di pi\u00f9. A partire dal secondo tassello del mosaico (<i>Die Wetterfahne<\/i>, <i>La banderuola<\/i>) ci si rende conto che l\u2019empito drammatico riesce pi\u00f9 consono alla voce di Furlanetto, ma anche che l\u2019opportunit\u00e0 espressiva \u00e8 purtroppo stemperata in una costante monoritmicit\u00e0. Per quanto riguarda la linea di canto nel suo complesso, nelle note basse Furlanetto sortisce l\u2019effetto un po\u2019 curioso di un Fafner che piange disperato (e il vibrato inizia a farsi sentire dal n. 3. <i>Gefrorne Tr\u00e4nen<\/i>, <i>Lacrime di ghiaccio<\/i>), mentre nei passaggi dolorosi in corrispondenza delle note acute la voce si apre con portamenti e fissit\u00e0 di discutibile effetto. Va per\u00f2 detto che la pronuncia del tedesco non solo \u00e8 corretta, ma anche molto curata. In alcune messe di voce di <i>Der Lindenbaum<\/i> (<i>Il tiglio<\/i>, n. 5) affiora il sospetto che l\u2019intonazione non sia del tutto impeccabile. Furlanetto non ha voce adatta al Lied schubertiano (nonostante l\u2019annosa pratica in tale repertorio) non per il timbro della sua voce o per capacit\u00e0 interpretativa; quello e questa sono anzi pi\u00f9 che plausibili (a parte l\u2019indulgere a stucchevoli portamenti). Il motivo principale \u00e8 l\u2019incapacit\u00e0 di alleggerire il peso della voce di frase in frase: il cantante a volte accenna o canta sottovoce, ma non \u00e8 la stessa cosa. La scelta di tempi tutti rilassati, inoltre, non aiuta a mantenere il coinvolgimento emotivo dell\u2019ascoltatore. Anche a questo proposito occorre precisare: il problema non \u00e8 il tempo lento, ma \u00e8 la totale mancanza di variazioni ritmiche nel corso di tutta l\u2019esecuzione; se il tempo resta metronomicamente identico, e se nella voce alligna la scarsit\u00e0 dei colori, il risultato inevitabile \u00e8 la noia. Ed \u00e8 un vero peccato, perch\u00e9 qualche cosa di buono nella prova di Furlanetto c\u2019\u00e8, ed \u00e8 il senso doloroso del viaggio invernale, \u00e8 la <i>solitudine<\/i> angosciata del protagonista (appunto l\u2019<i>Einsamkeit<\/i> del n. 12) a partire da una voce scabra, tagliente, profonda, che non nutre alcun compiacimento nei confronti della parola poetica.<br \/>\n<strong>Il melomane ama molto i confronti, e spesso dalle comparazioni trae alimento la sua stessa passione per il canto e per le voci:<\/strong> il canto di Furlanetto permette di notare come un interprete di scuola tedesca sublimi nella mezza voce e nel fraseggio (addirittura delle singole consonanti) gli affetti che scaturiscono dal testo poetico e musicale; l\u2019interprete italiano, al contrario, tende a risolvere le richieste espressive con emissione pi\u00f9 marcata, cio\u00e8 con la voce che si apre verso l\u2019alto (con risultati anche un po\u2019 sopra le righe, come nel n. 18. <i>Der st\u00fcrmische Morgen<\/i>, <i>Mattina tempestosa<\/i>, un po\u2019 troppo gridato). Va riconosciuto a Furlanetto un grande studio del complesso ciclo, come conferma l\u2019ottimo controllo vocale nello struggente n. 21 (<i>Das Wirtshaus<\/i>, <i>L\u2019osteria<\/i>) o nell\u2019impervio finale (n. 24. <i>Der Leiermann<\/i>, <i>L\u2019uomo dell\u2019organetto<\/i>: cantato veramente bene, anche se con tempo eccessivamente slentato). Il pubblico presente segue con intensa concentrazione i ventiquattro Lieder, eseguiti senza alcuna pausa; e alla fine tributa al basso applausi convinti e prolungati. <strong>Bravissimo il giovane Igor Tchetuev,<\/strong> pianista ucraino dal tocco veramente delicato, tutto al servizio della voce, abile nel differenziare i piani sonori e a creare quinte paesaggistiche in fuga prospettica, in termini di profondit\u00e0 del suono. Completa la sua sintonia con Furlanetto, di cui \u00e8 l\u2019accompagnatore d\u2019elezione (anche alla Scala, dove si sono gi\u00e0 esibiti insieme in un recital liederistico nel febbraio 2008: ma allora dominavano Rachmaninov e Musorgskij).<em>Foto Marco Brescia \u00a9 Teatro alla Scala<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milano, Teatro alla Scala &#8211; Recital di canto 2013\/2014 Basso, Ferruccio Furlanetto Pianoforte, Igor Tchetuev Franz Schubert: &#8220;Winterreise&#8221;, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":70053,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005,22371],"tags":[14678,913,2426,9986,4129,4861],"class_list":["post-69779","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","category-franz-schubert","tag-concerti","tag-ferruccio-furlanetto","tag-franz-schubert","tag-igor-tchetuev","tag-teatro-alla-scala-di-milano","tag-winterreise"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69779","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=69779"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69779\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/70053"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=69779"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=69779"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=69779"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}