{"id":69931,"date":"2014-03-16T00:06:06","date_gmt":"2014-03-15T23:06:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=69931"},"modified":"2014-03-16T00:21:59","modified_gmt":"2014-03-15T23:21:59","slug":"jules-massenet-ballet-music-bacchus-herodiade-thais-le-cid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/jules-massenet-ballet-music-bacchus-herodiade-thais-le-cid\/","title":{"rendered":"Jules Massenet (1842-1912): Ballet Music"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>&#8220;<\/strong><strong>Bacchus&#8221;, Atto III Tableau<\/strong> 2:<strong> Les Mysteres dionysiaques <\/strong>(Allegro moderato-Nocturne, Faunes et Satyres, La Procession des Offrandes, Chasseresses et Bacchantes, Initiation I, Initiation II, Initiation III, Initiation IV, Le Bapteme par le Vin, Bacchanale); <strong>&#8220;<\/strong><strong>Herodiade&#8221;, Atto IV: Ballet <\/strong>(Les Egyptiennes, Les Babyloniennes, Les Gauloises, Les Pheniciennes, Final);<strong> &#8220;Tha\u00efs&#8221;, Ballet Music\u00a0 <\/strong>(I. Andante, II. Largo, III. Presto vivace, IV. Andante cantabile, Scherzetto molto vivace, VI. Allegretto moderato, VII. Tr\u00e8s Lent, VIII. Andante religioso, IX. Allegro vivace frenetico, X. Allegro moderato); <strong>&#8220;<\/strong><strong>Le Cid&#8221;, Ballet Suite\u00a0<\/strong>(I. Castillane, II. Andalouse, III. Aragonaise, IV. Aubade, V. Catalane, VI. Madril\u00e8ne, VII. Navarraise).<\/em> <strong>Barcelona Symphony Orchestra, Patrick Gallois <\/strong> (direttore). Registrazione:Novembre 2013. Time: 77\u201933\u2019\u2019<strong> \u00a01 CD Naxos: 85731 <\/strong><br \/>\nDa<a href=\"http:\/\/www.spreaker.com\/user\/www.gbopera.it\/jules-massenet-ballet-music\"> qui <\/a>l&#8217;ascolto dell&#8217;album<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Estremamente radicato nella tradizione francese del Grand-Op\u00e9ra, il balletto costituisce uno dei momenti pi\u00f9 importanti e qualificanti della produzione operistica di Massenet, dove diventa un\u2019occasione per dare libero sfogo alla vena sinfonica del compositore francese<\/strong>. Scritti con una particolare cura dei dettagli e soprattutto delle scelte timbrico-armoniche, molti balletti di Massenet hanno trovato spazio nel repertorio sinfonico e hanno avuto una fortuna maggiore rispetto alle opere da cui sono tratte.<strong> Questo \u00e8 il caso di <i>Bacchus<\/i>, opera composta nel 1909 su libretto di Catulle Mend\u00e8s<\/strong>, che, alla prima rappresentazione, avvenuta all\u2019Op\u00e9ra di Parigi il 5 maggio 1909, and\u00f2 incontro a un clamoroso insuccesso non solo presso il pubblico, ma anche presso la critica. Le recensioni sui giornali dell\u2019epoca, che non furono tenere nei confronti di quest\u2019opera, apprezzarono, tuttavia, la qualit\u00e0 del balletto. Fourcaud, su \u00abLe Gaulois\u00bb, pur stroncando l\u2019opera definita <i>oscura e incoerente<\/i>, salv\u00f2 <i>le scene di movimento<\/i> che, a suo dire, <i>non mancano di variet\u00e0<\/i>, aggiungendo:<i> &#8220;La musica sostiene vigorosamente le masse che si muovono. Sono dei grandi tableaux dipinti con mano molto sicura e colorati con i pi\u00f9 brillanti colori della tavolozza orchestrale&#8221;<\/i>. \u00a0In termini elogiativi si espresse sul balletto Arthur Pougin che, dalle colonne di \u00abLe M\u00e9nestrel\u00bb, rivista pubblicata dalla Heugel, la stessa casa editrice delle opere del compositore francese, afferm\u00f2: <i>\u201cNon ho ancora detto una parola del balletto, della grande festa dionisiaca, in cui il musicista aveva ogni licenza di lasciarsi trascinare dalla sua ispirazione e da tutta la sua fantasia. Che ritmi, che grazia, che colore, che variet\u00e0!\u201d<\/i> <strong>Collocato alla fine del terzo atto, il balletto descrive <i>Les Myst\u00e8res dionisyaques<\/i> in una serie di 10 numeri<\/strong> nei quali momenti di sfrenata danza orgiastica si alternano ad altri di carattere sensuale come l\u2019iniziale <i>Nocturne<\/i>, costruito su un tema lirico che crea un\u2019atmosfera di mistero, o la seconda <i>Initiation<\/i> con le sue sensuali appoggiature. I protagonisti dei <i>Myst\u00e8res<\/i>, come Fauni e Satiri, vengono presentati sia in danze sfrenate, quasi demoniache, sia \u00a0con contorni sfuggenti come quelli presenti nella prima <i>Initiation<\/i>. <strong>Quarta opera di Massenet, <i>H\u00e9rodiade<\/i>, composta tra il 1878 e il 1881, a differenza di <i>Bacchus<\/i> ottenne, alla prima rappresentazione avvenuta al Th\u00e9\u00e2tre Royal de la Monnaye di Bruxelles il 19 dicembre 1881, un successo strepitoso<\/strong> tanto che la regina Maria Enrichetta, tra il secondo e il terzo atto, si compliment\u00f2 con il compositore il quale, due giorni dopo, fu nominato cavaliere dell\u2019Ordine di Leopoldo. Anche la stampa francese, accorsa a questa <i>premi\u00e8re<\/i> in terra belga si espresse in termini elogiativi e Victor Wilder, dalle colonne di \u00abLe Men\u00e9strel\u00bb, afferm\u00f2: <i>\u201c<\/i><i>Vi \u00e8 una transazione tra l\u2019antico e il nuovo testamento, come quella che Verdi<\/i><i>\u00a0ha tentato con Aida sul terreno italiano. Questa fusione si \u00e8 operata con una felicit\u00e0 eccezionale nella gran parte del primo quadro, dove del resto l\u2019originalit\u00e0 del signor Massenet si manifesta con pi\u00f9 splendore e, cos\u00ec nella scena del tempio israelita, con le sue incantevoli danze ieratiche e la sua melodica liturgia ebraica\u201d. <\/i>Inserite all\u2019interno del primo Tableau dell\u2019atto quarto, le cinque <i>incantevoli danze<\/i> evocano musicalmente alcuni popoli mediorientali. La prima danza rappresenta <i>Les Egyptiennes<\/i> che sembrano materializzarsi nel sensuale e avvolgente tema affidato ai legni (oboe e clarinetto), mentre la prosopopea militare di <i>Les Babyloniennes<\/i> si esprime in una scrittura marziale che solo nella parte centrale si colora di elementi orientali nelle vitree sonorit\u00e0 dei legni che dialogano con gli archi. Dopo <i>Les Gauloises<\/i>, evocati da un semplice e leggero tema, quasi un moto perpetuo, affidato agli archi, protagonisti anche di <i>Les Ph\u00e8niciennes<\/i> dove si esibiscono su un sensuale tema prima dello sfrenato finale, al quale non sono estranee, soprattutto nell\u2019orchestrazione, influenze delle danze dell\u2019atto secondo dell\u2019<i>Aida<\/i> verdiana. <strong>Rappresentata per la prima volta all\u2019Op\u00e9ra il 16 marzo 1894 con Sybil Sanderson\u00a0nella parte dell\u2019eponima protagonista, <i>Tha\u00efs<\/i> ottenne un grande successo di pubblico al quale non corrispose l\u2019apprezzamento della stampa che si dimostr\u00f2 piuttosto fredda<\/strong>. Charles Darcours dalle colonne di \u00abLe Figaro\u00bb afferm\u00f2: <i>\u201c\u00c8 probabile che la partitura di Tha\u00efs sar\u00e0 oggetto delle critiche a cui, dopo l\u2019effetto della rappresentazione, il compositore deve essere il primo ad attendersi. Il signor Massenet, del resto, ha abbastanza spesso trovato il successo, ed \u00e8 un artista di un troppo incontestabile valore perch\u00e9 la verit\u00e0 non gli sia dovuta. Ci\u00f2 che si rimprovera all\u2019opera nuova, \u00e8, nel suo insieme, di mancare di rilievo. Il signor Massenet \u00e8 talmente padrone del suo pensiero e della sua scrittura che egli fa sempre la \u00abmusica che vuole\u00bb. Si preferirebbe vederlo commettere di tanto in tanto qualche errore, che riscatterebbe grazie a uno di questi slanci di cui non si \u00e8 padroni. Ci sono delle pagine ispirate in Werther<\/i><i>\u00a0\u2013 suo capolavoro, forse \u2013 non se ne incontrano in Tha\u00efs dove tutto \u00e8 bene, ma della quale nessuna parte si stacca con potenza. Forse la produzione del signor Massenet \u00e8 troppo frettolosa e costringe la sua ispirazione a un colore troppo regolare\u201d. <\/i>Le eccessive critiche indussero Massenet a rivedere la partitura di <i>Tha\u00efs<\/i> che con un nuovo quadro (<i>Oasis<\/i>) trionf\u00f2 all\u2019Op\u00e9ra il 13 aprile 1898. Per l\u2019occasione il compositore riscrisse anche le danze riducendone il numero da 10 a 7 per \u00a0venire incontro ai gusti del pubblico e della stampa contrariamente a quello che pensava Darcours. Senza negare la bellezza del nuovo <i>Tableaux<\/i> (<i>Oasis<\/i>) e dei miglioramenti apportati in questa seconda versione, bisogna, comunque, ammettere che la prima edizione di <i>Tha\u00efs<\/i> non \u00e8 affatto un\u2019opera poco ispirata e scritta frettolosamente, ma un lavoro meditato nel quale si possono apprezzare anche alcune gemme come il balletto originario, riproposto in questo Cd, che spicca non solo per la scelta di Massenet di rappresentare il contrasto tra amore sensuale e fede religiosa ma anche per un\u2019orchestrazione raffinata. Ci\u00f2 appare evidente nell\u2019effetto timbrico che apre il primo numero del balletto (<i>Andante<\/i>), al quale, tuttavia, nella parte finale, non sono estranee influenze wagneriane soprattutto nell\u2019uso degli ottoni. In queste danze la commistione di sacro e profano, che contraddistingue il soggetto dell\u2019opera, trova una perfetta sintesi nell\u2019alternanza di sensuali oasi liriche a cui si contrappone un momento di puro raccoglimento spirituale nell\u2019<i>Andante religioso<\/i>, aperto dal suono dell\u2019organo. <strong>La Spagna con i suoi ritmi e i suoi colori rivivono, infine, nelle danze di <i>Le Cid, <\/i>opera composta nel 1885<\/strong> in un periodo particolarmente felice per il compositore francese reduce dal grande successo ottenuto con <i>Manon<\/i>; <i>Le Cid<\/i> fu rappresentato, infatti, riscuotendo un successo strepitoso, all\u2019Op\u00e9ra di Parigi per la prima volta il 30 novembre 1885 mentre, in quella stessa serata, nell\u2019altro principale teatro della capitale francese, l\u2019Op\u00e9ra-Comique, <i>Manon<\/i> stava per essere applaudita per l\u2019ottantesima volta. Massenet dominava, quindi, la scena parigina occupando contemporaneamente i due prestigiosi teatri con due suoi lavori che avrebbero riscosso grandi e importanti successi anche all\u2019estero. Il balletto si configura come una splendida <i>suite<\/i> di 7 danze spagnole. All\u2019iniziale <i>Castillane<\/i> seguono: una malinconica <i>Andalouse<\/i> con il suo lirico tema; una travolgente <i>Aragonaise<\/i>; una marziale <i>Aubade<\/i>; una brillante <i>Catalane<\/i>; una <i>Madril\u00e8ne<\/i> che si distingue per la raffinata orchestrazione con il flauto che dialoga con il corno inglese nella parte introduttiva e, infine, una sfrenata <i>Navarraise<\/i>. <strong>Buona appare, nel complesso, l\u2019esecuzione di questi ballabili incisi\u00a0 dall\u2019OBC (Orquestra Simf\u00f2nica de Barcelona i Nacional de Catalunya) diretta da Patrick Gallois<\/strong> che si \u00e8 mostrato attento ad esaltare il carattere organico di queste pagine musicali intrise di rimandi interni. Per quanto riguarda <i>Bacchus <\/i>la sua concertazione, che si segnala per una corretta scelta dei tempi, trova i suoi momenti migliori nelle pagine pi\u00f9 concitate della partitura, mentre la realizzazione delle dinamiche segue una linea \u00a0interpretativa che, nei brani di pi\u00f9 intenso lirismo, tende a smorzare i contrasti dinamici alla ricerca di una maggiore cura dell\u2019insieme e di un suono pi\u00f9 rotondo e corposo e, quindi, sensuale. Ci\u00f2 appare evidente nel lirico tema di <i>Nocturne<\/i>, dove l\u2019iniziale accordo di settima di seconda specie, pur prescritto <i>forte<\/i>, si risolve, grazie ad una sonorit\u00e0 piena, in un sensuale sospiro che non contrasta in modo stridente con il pianissimo voluto dal compositore alla fine del disegno discendente. \u00a0<strong>Nei ballabili tratti da <i>H\u00e9rodiade<\/i> la concertazione di Gallois si segnala per la scelta di marcare con pi\u00f9 decisione i contrasti dinamici<\/strong> e per la volont\u00e0 di trovare un bel suono sia nella sezione degli archi che in quella dei legni per i quali gioca un ruolo certamente importante la formazione di flautista del direttore francese. Nel finale della quarta danza i legni eseguono, in un contrappunto che assume i contorni di un vero e proprio merletto, il tema principale affidato agli archi con i quali trovano un perfetto equilibrio. L\u2019esecuzione della terza danza, costruita su un moto perpetuo in cui sono molto importanti i <i>crescendi <\/i>e i <i>diminuendi<\/i> che la rendono viva, si segnala per una scrupolosa osservanza delle dinamiche. <strong>Anche per quanto riguarda le danze di <i>Tha\u00efs<\/i>, la concertazione di Gallois appare attenta alla scelta dei tempi e alle sonorit\u00e0<\/strong> ora aggraziate, eleganti ma anche rotonde, come nel tema affidato agli archi nel secondo numero (<i>Largo<\/i>), ora estremamente forti, quasi sgarbate negli accordi eseguiti a piena orchestra che producono violenti contrasti dinamici. <strong>Attenta alle dinamiche appare, infine, la concertazione delle danze del <i>Cid<\/i>.<\/strong> Se, da una parte, la formazione di flautista consente a Gallois, anche in queste danze, di trarre un bel suono dai legni sia nella malinconica <i>Andalusa<\/i>, forse un po\u2019 lenta, sia nella bellissima parte iniziale della <i>Madril\u00e8ne<\/i>, dove corno inglese e flauto intrecciano un dialogo quasi cameristico su una melodia in cui i ribattuti appaiono amalgamati in un unico suono, dall\u2019altra, il direttore mostra la sua volont\u00e0 di orientare le scelte dinamiche al contesto. Nella stessa <i>Madril\u00e8ne<\/i>, infatti, lo <i>sforzato<\/i>, con cui \u00e8 contrassegnato il mordente a chiusura della frase del flauto o del corno inglese nel momento in cui \u00e8 ripreso in eco dagli archi gravi, si tramuta in un semplice accento perfettamente adatto al contesto cameristico di questa prima parte della danza. L\u2019attenzione alla linea del canto sembra guidare una buona parte delle scelte interpretative di Gallois e soprattutto quelle riguardanti i tempi che, a un primo ascolto, possono apparire in queste danze del <i>Cid<\/i> un po\u2019 lenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Bacchus&#8221;, Atto III Tableau 2: Les Mysteres dionysiaques (Allegro moderato-Nocturne, Faunes et Satyres, La Procession des Offrandes, Chasseresses [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":69935,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[10013,10011,146,10014,334,10015,10016,1437],"class_list":["post-69931","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cd-e-dvd","tag-bacchus","tag-barcelona-symphony-orchestra","tag-cd","tag-herodiade","tag-jules-massenet","tag-le-cid","tag-patrick-gallois","tag-thais"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69931","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=69931"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69931\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/69935"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=69931"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=69931"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=69931"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}