{"id":70003,"date":"2014-03-10T14:15:32","date_gmt":"2014-03-10T13:15:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=70003"},"modified":"2014-03-10T14:15:32","modified_gmt":"2014-03-10T13:15:32","slug":"dalla-russia-con-furore-denis-matsuev-in-recital","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/dalla-russia-con-furore-denis-matsuev-in-recital\/","title":{"rendered":"Dalla Russia con furore: Denis Matsuev in recital"},"content":{"rendered":"<p><i>Roma, Auditorium \u201cParco della Musica\u201d, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, stagione 2013-2014 <\/i><br \/>\nPianoforte<i> <\/i><b>Denis Matsuev<\/b><br \/>\n<i>Peter Il\u2019j<\/i><i>\u010d \u010cajkovskij<\/i>: Le Stagioni op. 37b<br \/>\n<i>Franz Liszt<\/i>: Mephistowalzer n. 1 S 514<br \/>\n<i>Sergej Prokof\u2019ev<\/i>: Sonata n. 7 in si bemolle maggiore op. 83<br \/>\n<i>Roma, 7 marzo 2014<br \/>\n<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Russo, imponente, ben piantato, col <i>physique du r\u00f4le <\/i>di un giocatore di basket. Stiamo parlando di Denis Matsuev, talento russo vincitore nel \u201998 del prestigioso Concorso \u201c\u010cajkovskij\u201d e pianista di riferimento del panorama musicale internazionale<\/b>. Il suo amore per la patria lo porta a essere particolarmente devoto alla tradizione musicale russa: \u010cajkovskij e Rachmaninov sopra tutti.\u00a0\u00a0 <b>Nel suo <i>recital<\/i> per l\u2019Accademia Nazionale di Santa Cecilia sceglie, infatti, un programma quasi tutto russo, con l\u2019eccezione di Liszt<\/b>. <i>Le Stagioni <\/i>di \u010cajkovskij sono il suo pane quotidiano: le ha anche incise per la Sony Classics nel 2006, oltre a portarle sovente in concerto. \u010cajkovskij le scrisse come biglietto da visita per i salotti russi d\u2019eccellenza, il medesimo anno (1875) in cui cre\u00f2 il suo capolavoro pianistico assoluto, il <i>Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 op. 23<\/i>. Il pianismo di Matsuev si sposa particolarmente bene con i brani di <i>Giugno<\/i>, <i>Luglio<\/i>, <i>Agosto<\/i>, <i>Settembre<\/i>, <i>Novembre <\/i>e <i>Dicembre<\/i>. Magnifica la resa cullante della celebre barcarola di <i>Giugno<\/i>, dove riesce a rendere la melodia mendelssohniana acquatica (gradevolissima la <i>climax<\/i> dell\u2019inserto centrale); non dissimilmente, la gaia compattezza della liederistica <i>Luglio<\/i>, con lo schumanniano canto di una mietitrice, o l\u2019indaffarato\/placido <i>Agosto<\/i>, con i virtuosismi estremi; la caccia di <i>Settembre<\/i> \u00e8 narrata a effetto, con uso di timbriche eccellenti (sembra di sentire i corni); gli algidi suoni di <i>Novembre<\/i>, i giochi sulla neve, gli consentono il dispiegamento di una velocit\u00e0 d\u2019esecuzione notevole; a concludere, il caloroso valzer di <i>Dicembre<\/i>. Meno sentite le altre stagioni: il <i>timing<\/i> troppo sostenuto, in <i>Gennaio<\/i>, e l\u2019uso eccessivo della pedalistica sporcano a tratti il suono; dopo la parentesi (troppo) sfrenata della festa carnevalesca di <i>Febbraio<\/i>, v\u2019\u00e8 un <i>Marzo<\/i> carente di espressione lirica; a un <i>Aprile<\/i> estremamente virtuosistico, segue un <i>Maggio<\/i> in cui il lirismo \u00e8 pi\u00f9 accorto, ma siamo una spanna sotto rispetto alle esecuzioni magistrali sopra elencate. Se cura indubbiamente la <i>Stimmung<\/i> di ogni stagione, non ha ancora sviluppato appieno tutta una teoria della <i>d\u00e9licatesse<\/i> pianistica. \u00c8 lontano dalla concezione di tersa perfezione timbrica dell\u2019esecuzione di riferimento de <i>Le Stagioni<\/i>: la magnifica che Vladimir Ashkenazy diede per la Decca nel 1999.<br \/>\n<b>Si sar\u00e0 compreso che la forza del pianismo di Matsuev \u00e8 nella muscolatura del suono, nel virtuosismo spericolato: riesce a creare un volume sonoro impressionante e con le mani sempre ben arpionate alla tastiera, mai svolazzanti, eccelle nelle esecuzioni delle fioriture e delle scale (prodigiosi gli accavallamenti delle mani)<\/b>. Il tutto si riversa in un suo cavallo di battaglia, una delle versioni del <i>Mephistowalzer<\/i>, una vera ballata narrativa dove alla paganiniana evocazione del satanico violino si alternano squarci narrativi dell\u2019amore di Faust e Marguerite: e Matsuev non si risparmia da trilli cristallini, fenomenali, o da ogni tipo di mefistofelico virtuosismo. Questo suo impeto si riversa, si concreta pienamente e logicamente nella <i>Sonata n. 7<\/i> di Prokof\u2019ev, dalla carica altamente inquietante: composta tra il 1939 e il 1942, \u00e8 impregnata degli orrori della bellica modernit\u00e0 (di orrori cadenzati, meccanici), con una sottintesa critica, peraltro non colta dalla censura sovietica, grazie al cui placito ricevette il premio \u201cStalin\u201d. All\u2019arte pianistica di Matsuev sono congeniali l\u2019isterismo delle dissonanze, la voluta sporcizia sonora e il metallico percussionismo, corposamente potente, che trovano la loro perfetta realizzazione nella sfrenata danza primigenia, barbara del III movimento (<i>Precipitato<\/i>), dalla conclusione al cardiopalma, di una forza ritmica inarrestabile. Unica pausa pi\u00f9 cantabile \u00e8 il II (<i>Andante caloroso<\/i>), tutto imperniato su una citazione di Schumann. Il pubblico, che lo aveva omaggiato di calorosi applausi gi\u00e0 durante il concerto, gli tributa un\u2019ovazione al termine. Allora accade qualcosa di insolitamente curioso: Matsuev, quasi a interrompere gli applausi, a ogni sortita sul palco attacca un regalo pianistico. Incredibilmente, arriva a otto (!), spaziando dalla classica al jazz e alle colonne sonore (<i>Pink Panther<\/i>), palesando una cultura e una <i>verve<\/i>, un nerbo, non comuni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, Auditorium \u201cParco della Musica\u201d, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, stagione 2013-2014 Pianoforte Denis Matsuev Peter Il\u2019j\u010d \u010cajkovskij: [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":136,"featured_media":70004,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[4695,14678,3216,352,10030,8328],"class_list":["post-70003","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-accademia-nazionale-di-santa-cecilia","tag-concerti","tag-denis-matsuev","tag-franz-liszt","tag-peter-iljc-cajkovskij","tag-sergej-prokofev"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70003","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/136"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=70003"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70003\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/70004"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=70003"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=70003"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=70003"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}