{"id":70146,"date":"2014-03-14T00:18:48","date_gmt":"2014-03-13T23:18:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=70146"},"modified":"2019-04-05T09:06:04","modified_gmt":"2019-04-05T07:06:04","slug":"ian-bostridge-canta-schubert-con-lorchestra-rai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/ian-bostridge-canta-schubert-con-lorchestra-rai\/","title":{"rendered":"Ian Bostridge canta Schubert con l&#8217;Orchestra RAI"},"content":{"rendered":"<p><em>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2013-2014<\/em><br \/>\n<strong>Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI <\/strong><br \/>\nDirettore <b>Pietari Inkinen<\/b><br \/>\nTenore <b>Ian Bostridge<\/b><br \/>\n<i>P\u00ebtr Il\u2019i\u010d \u010cajkovskij <\/i>: <i>Serenata<\/i> in do maggiore op. 48 per orchestra d\u2019archi<br \/>\n<i>Franz Schubert <\/i>: Tre <i>Lieder<\/i> per voce e orchestra (orchestrazione di <i>Detlev Glanert<\/i>). <i>Viola<\/i> D 786 (testo di Franz Schobert) &#8211; <i>Waldesnacht<\/i> D 708 (testo di Friedrich Schlegel) &#8211; <i>Das Lied im Gr\u00fcnen<\/i> D 917 (teso di Johann Anton Friedrich Reil)<br \/>\n<i>Jean Sibelius <\/i>: Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 43<br \/>\n<i>Torino, 7 marzo 2014<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019esercizio che Detlev Glanert ha compiuto nel 2012 orchestrando tre <i>Lieder<\/i> di Schubert originariamente accompagnati al pianoforte rientra di sicuro tra quegli imponderabili non strettamente necessari nella storia dell\u2019arte e della cultura<\/strong> (la parte strumentale aveva davvero bisogno di una \u201ccura ricostituente\u201d del genere?). Ma se l\u2019effetto \u00e8 quello di condurre un artista come Ian Bostridge a Torino con l\u2019Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, allora ben vengano rielaborazioni come questa! L\u2019orchestrazione di Glanert \u00e8 del resto molto tradizionale, nel concentrarsi per esempio su flauti e corni, rispettivamente ad attacco e in clausola di frase, ossia nel ricorrere ad accorgimenti in sintonia con la temperie romantica.<br \/>\n<strong>Ascoltare la voce autenticamente liederistica di Bostridge \u00e8 sempre un\u2019esperienza di arricchimento interpretativo<\/strong>: \u00e8 fluente, affascinante perch\u00e9 non troppo chiara, ben sostenuta e vibrante di armonici. Si percepisce un lieve scollamento di registro tra le note basse e quelle alte, perch\u00e9 il tenore deve sostenere sonorit\u00e0 molto diverse rispetto a quelle del solo pianoforte. In <i>Viola<\/i> emerge tutta la vena narrativa e drammatica del <i>Lied<\/i> (dalla voce, ancor pi\u00f9 che dall\u2019orchestra). Nell\u2019evocare le campanelle del bucaneve, davvero la voce di Bostridge tintinna, mentre l\u2019accorto direttore mantiene lievi le sonorit\u00e0 orchestrali. <i>Waldesnacht<\/i> (<i>Notte nel bosco<\/i>) presenta invece una strumentazione pi\u00f9 robusta, ondeggiante come una modulazione, wagneriana e minimalista al tempo stesso (il canto del tenore vi si proietta sopra, non senza qualche piccola incongruenza: a volte qualche nota risuona un po\u2019 fissa, ma eleganza ed espressivit\u00e0 la fanno subito dimenticare). Nell\u2019ultimo dei tre <i>Lieder<\/i> (<i>Das Lied im Gr\u00fcnen<\/i>, <i>La canzone nel verde<\/i>) le strutture iterate dall\u2019orchestra a ritmo sostenuto rischiano di sovrastare la voce, o anche di distrarre dal canto; ma Bostridge conclude la terna vocale suscitando grande approvazione da parte del pubblico.<br \/>\nLa gemma vocale schubertiana \u00e8 incastonata tra due fasce di programma totalmente strumentali, che permettono di apprezzare bene le capacit\u00e0 del giovane direttore Pietari Inkinen. <strong>Nell\u2019iniziale <i>Serenata<\/i> di \u010cajkovskij<\/strong> \u00e8 ottima la ricerca sulle nervature dei violoncelli; sgranando tutte le singole note e scandendo ogni frase con vigore, <strong>il direttore porge una versione sopra le righe, artefatta, finta, d\u2019una falsa e rassicurante bellezza<\/strong>. Ed \u00e8 giusto cos\u00ec: l\u2019intensit\u00e0 anche eccessiva denota l\u2019impossibilit\u00e0 di recuperare il passato (ossia lo stile mozartiano) in un\u2019epoca di torbida sofferenza; un Mozart perduto per sempre, e perci\u00f2 imbalsamato nello struggimento o nel falso luccichio, un Mozart che pare soffrire della stessa malattia del compositore russo, e che cerca di mascherarla con un continuo canto e controcanto melodici. Se il reale intento di \u010cajkovskij era di vagheggiare la perdita totale del candore e della serenit\u00e0, l\u2019esecuzione \u00e8 plausibile proprio per gli eccessi di vigore e il risalto del posticcio. L\u2019unico inconveniente di un\u2019impostazione del genere \u00e8 l\u2019inevitabile povert\u00e0 nell\u2019agogica: quando tutto deve essere vigoroso, intenso, brillante, rimarcato, tutto &#8211; dopo un po\u2019 &#8211; finisce per annoiare.<br \/>\nNella seconda parte del concerto Inkinen si cimenta con la Sinfonia n. 2 di Sibelius, offrendone una lettura molto interessante: sin dal I movimento (<i>Allegretto &#8211; Poco allegro<\/i>) dominano le tinte dei corni e del basso tuba, mentre le frasi affidate agli archi restano pi\u00f9 in ombra, come frammentate. <strong>Il Sibelius di Inkinen non si abbandona mai, infatti, alla luminosit\u00e0 italiana di quando la sinfonia fu composta (a Rapallo, tra 1901 e 1902); piuttosto, vagheggia le brume e i ghiacci del nord con nostalgia triste<\/strong>. E la ricerca delle sonorit\u00e0 passa attraverso Wagner: Inkinen \u00e8 il direttore che ha concertato tra 2012 e 2013 <i>L\u2019Anello del Nibelungo<\/i> al Teatro Massimo di Palermo, e conferma una fede wagneriana pi\u00f9 che giustificata nell\u2019approccio al repertorio tardo-romantico. Nell\u2019articolato II movimento (<i>Tempo andante, ma rubato &#8211; Allegro &#8211; Andante sostenuto<\/i>) \u00e8 molto bello l\u2019abbrivio drammatico che il direttore imprime alle frasi discendenti degli archi, e che poi si ripete fino alle fine del tempo (un sinistro tremulo, a completamento della fanfara delle trombe). Molto ben riuscita, del pari, la polifonia del motivo discendente che costituisce l\u2019ossatura del <i>Vivacissimo &#8211; Lento e soave &#8211; Tempo I<\/i> a seguire; ma tutto resta sempre punteggiato dalle cupe striature degli ottoni, che dall\u2019alto infondono il colore definitivo alla sinfonia. Imponenti gli squilli dei tromboni nell\u2019avvio del <i>Finale. Allegro moderato<\/i> (poi sviluppantesi in <i>Moderato assai &#8211; Tempo I &#8211; Molto largamente<\/i>), quando i vari blocchi e frammenti di materiale musicale si ricompongono gradatamente; ma, anche nell\u2019armonizzare e nel collegare, il direttore conserva una percezione netta delle pause, esasperandone il carattere brusco e inatteso. E soprattutto, nel finale il tempo \u00e8 staccato con giusto brio, a evitare quella pesantezza che in Sibelius costituisce un rischio spesso in agguato. Pregevole, nella coda, il bilanciamento tra tema enunciato dagli archi e tema dei fiati, fino agli ultimi accordi, assertivi, distesi, luminosissimi. A questo punto s\u00ec, davvero Sibelius fa sentire la luce e il calore della Liguria; gli applausi molto intensi del pubblico non lasciano dubbi: a cantare sono finalmente \u00able trombe d\u2019oro della solarit\u00e0\u00bb. <em>Foto Michele Rutigliano<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2013-2014 Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI Direttore Pietari Inkinen Tenore Ian [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":70165,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005,22371],"tags":[2426,4725,8725,6483,2290,6409],"class_list":["post-70146","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","category-franz-schubert","tag-franz-schubert","tag-ian-bostridge","tag-jean-sibelius","tag-orchestra-sinfonica-nazionale-della-rai","tag-petr-ilic-cajkovskij","tag-pietari-inkinen"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70146","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=70146"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70146\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/70165"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=70146"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=70146"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=70146"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}