{"id":70277,"date":"2014-03-17T13:41:12","date_gmt":"2014-03-17T12:41:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=70277"},"modified":"2014-03-17T13:53:18","modified_gmt":"2014-03-17T12:53:18","slug":"il-peso-di-essere-un-enfant-prodige-leonora-armellini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/il-peso-di-essere-un-enfant-prodige-leonora-armellini\/","title":{"rendered":"Il peso di essere un enfant prodige: Leonora Armellini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><i>Istituzione Universitaria dei Concerti, Stagione 2013\/2014, Aula Magna de \u201cLa Sapienza\u201d Universit\u00e0 di Roma<br \/>\n<\/i>Pianoforte <b>Leonora Armellini<\/b><br \/>\n<i>Fryderyk Chopin<\/i>: Andante spianato e grande Polacca brillante op. 22, Due notturni op. 48, Allegro di concerto in la maggiore op. 46, Notturno in do diesis minore op. postuma, 12 Studi op. 25<br \/>\n<i>Roma, 15 marzo 2014<br \/>\n<\/i><br \/>\n<b>I suoi ventidue anni li dimostra tutti, Leonora Armellini; viso fresco e angelico, incedere timido, ma inchino lento e consumato da chi abbia gi\u00e0 una certa esperienza nel settore<\/b>. La sua giovane et\u00e0, infatti, non \u00e8 indicativa della stupefacente carriera internazionale che sta portando avanti: <i>recitals<\/i> in tutto il mondo, un premio vinto al celebre Concorso \u201cChopin\u201d di Varsavia (nel 2010, quando aveva solo diciotto anni).<br \/>\n<b>Il concerto proposto alla IUC \u00e8 un <i>tour de force <\/i>di una certa difficolt\u00e0 e lo si comprende agevolmente anche dando un colpo d\u2019occhio al programma: forse troppo per una ragazza della sua et\u00e0 (?)<\/b>. Inizia con l\u2019<i>Andante spianato e grande Polacca brillante op. 22<\/i>: nell\u2019<i>Andante<\/i> sovente calca troppo la mano sinistra e non riesce a esprimere la piena organicit\u00e0 del brano, pur fraseggiando ariosamente pi\u00f9 di una frase; meglio nella <i>Polacca<\/i> (scritta in origine con l\u2019accompagnamento dell\u2019orchestra, ma suonata tradizionalmente anche senza), dove sciorina degni passaggi virtuosistici. Nei due notturni dell\u2019op. 48, pur suonandoli bene, \u00e8 alquanto carente d\u2019atmosfera, dell\u2019<i>allure <\/i>che dovrebbe (logicamente) possedere un notturno, e indugia in qualche dinamica voluminosamente troppo espansa: se qualcosa dell\u2019atmosfera si perde, la Armellini fa godere tutta una serie di frasi squisite (soprattutto nel celeberrimo, languido <i>Notturno n. 2 in fa diesis minore<\/i>). La prima parte del concerto si conclude col monumentale <i>Allegro di concerto in la maggiore op. 46<\/i>: buon virtuosismo, ma poca brillantezza. Una prima parte piena, polposa, volendo anche sfiancante per un interprete dalla non consumata esperienza. Dopo l\u2019intervallo, dove il prof. Franco Piperno procede alla premiazione delle migliori recensioni, scritte da studenti di vari istituti superiori del comprensorio, di concerti della IUC, la Armellini riprende con una altrettanto corposa seconda parte: l\u2019aperitivo del <i>Notturno in do diesis minore<\/i>, cui seguono i famosissimi <i>12 studi op. 25<\/i> (e non ne presceglie un\u2019antologia\u2026ma li suona tutti!). Col <i>Notturno in do diesis <\/i>centra una delle migliori esecuzioni della serata, impreziosita da un trillo agilmente perlaceo. Poi inizia la maratona dell\u2019integrale dell\u2019op. 25<b>; \u00e8 proprio in questo difficilissimo ciclo di studi che lo stato attuale del pianismo della Armellini diviene palese: l\u2019indiscutibile talento \u00e8 ancora acerbo, le manca forse un\u2019esperienza musicale e interiore pi\u00f9 matura, per dare compiuta scultura sonora a queste opere, per una cui perfetta resa non basta oggettivamente un\u2019esecuzione tecnicamente ottima<\/b>. Qualche limatura ulteriore sul senso architettonico della partitura e sulle dinamiche sonore le faranno fare un notevole salto di qualit\u00e0. Della raccolta, lo studio n. 3 \u00e8 quello che le riesce meglio, assieme al n. 2 (magistrale il virtuosismo spericolato unito alla cura e pulizia sonora) e il n. 11 (\u201cVento d\u2019inverno\u201d), dove incasella splendide scale cromatiche discendenti e aggraziati abbellimenti. Negli altri, qua e l\u00e0 fa emergere qualche imperfezione: un\u2019impercettibile perdita di abbrivio nel n. 1 (\u201cArpa Eolica\u201d); una perdita di <i>verve <\/i>nel n. 4, nel n. 10 e nel n. 12 (\u201cOceano\u201d, dove avr\u00e0 giocato un\u2019ovvia, fisiologica stanchezza); un suono un po\u2019 confuso da qualche pedalata di troppo nel n. 5, dove preserva per\u00f2 un buon nucleo cantabile. In regalo al pubblico, poi, dona una delicata esecuzione (ci credereste? Forse il brano da lei meglio interpretato della serata!) della mendelssohniana <i>Barcarola veneziana<\/i> op. 19 n. 6. Al termine del concerto, il pubblico le tributa un caloroso applauso, condito da diversi \u00abbrava\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Istituzione Universitaria dei Concerti, Stagione 2013\/2014, Aula Magna de \u201cLa Sapienza\u201d Universit\u00e0 di Roma Pianoforte Leonora Armellini Fryderyk [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":136,"featured_media":70278,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,5238,8730,8386],"class_list":["post-70277","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-fryderyk-chopin","tag-iuc-istituzione-universitaria-dei-concerti","tag-leonora-armellini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70277","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/136"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=70277"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70277\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/70278"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=70277"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=70277"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=70277"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}