{"id":70548,"date":"2014-03-26T17:11:06","date_gmt":"2014-03-26T16:11:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=70548"},"modified":"2016-12-15T12:36:39","modified_gmt":"2016-12-15T11:36:39","slug":"siegfried-alla-staatsoper-stuttgart","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/siegfried-alla-staatsoper-stuttgart\/","title":{"rendered":"&#8220;Siegfried&#8221; alla Staatsoper Stuttgart"},"content":{"rendered":"<p><em>Staatsoper Stuttgart, Stagione Lirica 2013\/2014<\/em><br \/>\n<strong>\u201cSIEGFRIED\u201d<\/strong><br \/>\nSeconda giornata della sagra scenica Der Ring des Nibelungen, in tre atti<br \/>\nLibretto e musica di <strong>Richard Wagner<\/strong><br \/>\n<em>Siegfried<\/em> DANIEL BRENNA<br \/>\n<em>Mime<\/em> WOLFGANG ABLINGER-SPERRHACKE<br \/>\n<em>Der Wanderer<\/em> MARKUS MARQUARDT<br \/>\n<em>Alberich<\/em> MICHAEL EBBECKE<br \/>\n<em>Fafner<\/em> ATTILA JUN<br \/>\n<em>Waldvogel<\/em> JOSEFIN FEILER<br \/>\n<em>Erda<\/em> REN\u00c9E MORLOC<br \/>\n<em>Br\u00fcnnhilde<\/em> CHRISTIANE LIBOR<br \/>\nCoro e Orchestra Staatsoper Stuttgart<br \/>\nDirettore <strong>Marc Soustrot<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Jossi Wieler<\/strong> e<strong> Sergio Morabito<\/strong>, ripresa da<strong> Lars Franke<\/strong><br \/>\nScene e Costumi <strong>Anna Viebrock<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Dieter Billino<\/strong><br \/>\n<em>Stuttgart, 23 marzo 2014<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il grande successo della nuova opera &#8220;Wunderzaichen&#8221;<i> <\/i>di Mark Andre, che ha fatto registrare addirittura tre repliche a teatro esaurito, la <strong>Staatsoper Stuttgart<\/strong> ha presentato la prima delle due produzioni wagneriane in cartellone quest&#8217; anno. In attesa del nuovo allestimento di &#8220;Tristan und Isolde&#8221; diretto da Sylvain Cambreling, previsto per luglio, il teatro ha riproposto la messinscena del Siegfried allestita nel 1999 da Jossi Wieler e Sergio Morabito, terza parte del famoso <em>Stuttgarter Ring<\/em> andato in scena tra il 1999 e il 2000 e affidato a quattro registi diversi: Joachim Schl\u00f6mer per &#8220;Das Rheingold&#8221;, Christof Nel\u00a0 per &#8220;Die Walk\u00fcre2, Jossi Wieler e Sergio Morabito per &#8220;Siegfried&#8221; e Peter Konwitscnhy per &#8220;G\u00f6tterd\u00e4mmerung&#8221;. Un allestimento che ricevette grandi consensi di pubblico e critica, ricordato ancora oggi tra i risultati artistici pi\u00f9 significativi della gestione di Klaus Zeheilein, trasmesso pi\u00f9 volte dai canali televisivi tedeschi e disponibile anche in DVD. Del resto, le produzioni wagneriane della Staatsoper Stuttgart hanno sempre goduto di notevole rinomanza. Negli anni Sessanta, la W\u00fcrttembergiche Staatsoper era addirittura definita la <i>Winterbayreuth<\/i><i> <\/i>per la qualit\u00e0 degli spettacoli e la presenza fissa nei cartelloni di artisti come Wieland Wagner e Wolfgang Windgassen, che hanno scritto pagine fondamentali nella storia interpretativa di Wagner. Una tradizione wagneriana che ha radici antiche: va ricordato che Stuttgart fu la prima citt\u00e0 tedesca ad allestire una propria messinscena del <i>Ring<\/i> dopo quella originale di Bayreuth e che il Bayreuther Festspiel ha sempre potuto contare su una forte presenza di orchestrali e coristi provenienti dalla Staatsoper. Ancora oggi, questo teatro annovera tra il pubblico molti appassionati wagneriani, tanto che le esecuzioni delle opere del compositore di Leipzig sono sempre tra quelle per cui occorre prenotare i posti con molto anticipo. Per chi viene ad assistere a una rappresentazione wagneriana a Stuttgart, tutto questo si nota dalla concentrazione assoluta con la quale il pubblico della Staatsoper assiste all&#8217; esecuzione e nell&#8217; affinit\u00e0 stilistica istintiva con cui orchestra e coro eseguono una musica che per i musicisti rappresenta davvero una sorta di lingua madre.<br \/>\nAnche in questa occasione, l&#8217; esecuzione musicale \u00e8 stata di notevole livello e qualitativamente ben superiore, tanto per fare un esempio, al mezzo disastro artistico accaduto a Bayreuth la scorsa estate con il nuovo <em>Ring<\/em>. Merito innanzi tutto della direzione di <strong>Marc Soustrot<\/strong>, che dopo l&#8217; eccellente esito della &#8220;G\u00f6tterd\u00e4mmerung&#8221; di un anno fa si \u00e8 confermato anche in questa circostanza interprete wagneriano di ottimo livello. Una narrazione orchestrale equilibrata, ricca di colori e di senso del racconto, grandiosa e appassionata, culminante in un duetto finale di intensissima espressivit\u00e0 e senso del fraseggio vario e appassionato.<br \/>\nMolto buona la resa di tutta la compagnia di canto, interamente rinnovata rispetto alle recite originali. Il tenore americano <strong>Daniel Brenna<\/strong>, che gi\u00e0 aveva interpretato qui il Tambourmajor del &#8220;Wozzeck&#8221; con esiti notevoli, \u00e8 stato un protagonista di voce solida e ben amministrata. Dopo un primo atto amministrato con una certa cautela, soprattutto nella tessitura durissima della scena conclusiva, Brenna ha fornito una prestazione in crescendo, con una resa complessiva perfettamente adeguata alle grosse difficolt\u00e0 vocali di una parte tra le pi\u00f9 faticose che esistano. Notevole anche la Br\u00fcnnhilde di <strong>Christiane Libor<\/strong>, una cantante che avevo gi\u00e0 notato qualche anno fa in una notevole interpretazione del ruolo di Eglantine, in una esecuzione dell&#8217; &#8220;Euryanthe&#8221; di Weber a Karlsruhe. Pur senza grandi invenzioni di fraseggio, la cantante ha impressionato per sicurezza vocale e capacit\u00e0 di reggere una tessitura impegnativa come poche altre. Autorevole nel fraseggio il Wanderer di <strong>Markus Marquardt<\/strong>, capace di accenti significativo ad onta di una voce di grana un po&#8217; ruvida e a volte appannata nelle note alte. Molto bravo anche il tenore austriaco <strong>Wolfgang Ablinger-Sperrhacke<\/strong> nella parte di Mime, un ruolo da lui gi\u00e0 interpretato in produzioni importanti andate in scena per il bicentenario wagneriano, come quelle di Amsterdam, Parigi e M\u00fcnchen. Interessante anche la Erda di <strong>Ren\u00e9e Morloc<\/strong>, per il bel timbro scuro e omogeneo in tutta la gamma. Adeguate le caratterizzazioni di <strong>Attila Jun<\/strong> come Fafner e <strong>Michael Ebbecke<\/strong> come Alberich, cos\u00ed come il Waldvogel della giovanissima <strong>Josefin Feiler<\/strong>, un prodotto dell&#8217; Opernstudio della Staatsoper. Riassumendo, di fronte agli autentici disastri vocali accaduti in teatri di gran nome lo scorso anno con le produzioni wagneriane, questa era un&#8217; esecuzione musicale che ha reso piena giustizia alla partitura.<br \/>\nPer quanto riguarda l&#8217; allestimento scenico di <strong>Jossi Wieler<\/strong> e <strong>Sergio Morabito<\/strong>, che rivedevo dopo diversi anni, devo dire che rispetto a molti allestimenti successivi questo non appare pi\u00f9 cos\u00ed scandaloso. L&#8217; idea di fondo \u00e8 quella di personaggi che si muovono in un mondo atemporale e spersonalizzato, reso in maniera efficace dalle scene di <strong>Anna Viebrock<\/strong>. Anche se in una simile ottica il mondo magico e mitico della natura tradotta in realt\u00e0 sonora dalla musica di Wagner passa in secondo piano, lo spettacolo si fa comunque apprezzare per una recitazione complessiva sobria, efficace e soprattutto senza cadute di gusto e volgarit\u00e0 inutili. In sintesi, uno dei migliori spettacoli wagneriani tra quelli andati in scena qui in Germania durante questa stagione, giustamente premiato da un vero trionfo di pubblico, con dieci minuti di applausi per tutti gli interpreti. <em>Foto A.T.Schaefer \u00a9 Staatsoper Stuttgart<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Staatsoper Stuttgart, Stagione Lirica 2013\/2014 \u201cSIEGFRIED\u201d Seconda giornata della sagra scenica Der Ring des Nibelungen, in tre atti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":70577,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[4363,10168,5610,10167,2307,1065,10166,3359,145,5679,173,2308,98,620,8233],"class_list":["post-70548","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-attila-jun","tag-christiane-libor","tag-daniel-brenna","tag-josefin-feiler","tag-jossi-wieler","tag-marc-soustrot","tag-markus-marquardt","tag-michael-ebbecke","tag-opera-lirica","tag-renee-morloc","tag-richard-wagner","tag-sergio-morabito","tag-siegfried","tag-staatsoper-stuttgart","tag-wolfgang-ablinger-sperrhacke"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70548","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=70548"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70548\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87792,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70548\/revisions\/87792"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/70577"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=70548"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=70548"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=70548"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}