{"id":70916,"date":"2014-04-05T17:34:41","date_gmt":"2014-04-05T15:34:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=70916"},"modified":"2016-12-11T04:02:13","modified_gmt":"2016-12-11T03:02:13","slug":"elegy-for-young-lovers-al-malibran-di-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/elegy-for-young-lovers-al-malibran-di-venezia\/","title":{"rendered":"&#8220;Elegy for Young Lovers&#8221; al Malibran di Venezia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venezia, Teatro Malibran &#8211; Stagione Lirica 2013\/2014<\/em><br \/>\n<strong>\u201cELEGY FOR YOUNG LOVERS\u201d<\/strong> (Elegia per giovani amanti)<br \/>\nOpera in tre atti<br \/>\nLibretto di W. H. Auden e Chester Kallman<br \/>\nMusica di <strong>Hans Werner Henze<\/strong><br \/>\nPrima rappresentazione assoluta: Schwetzingen, Schlosstheater, 20 maggio 1961<br \/>\nPrima rappresentazione della versione rivista dall\u2019autore: Venezia, Teatro La Fenice, 28 ottobre 1988<br \/>\n<em>Gregor Mittenhofer<\/em> GIUSEPPE ALTOMARE<br \/>\n<em>Dr. Wilhelm Reischmann<\/em> ROBERTO ABBONDANZA<br \/>\n<em>Toni Reischmann<\/em> JOHN BELLEMER<br \/>\n<em>Elizabeth Zimmer<\/em> ZUZANA MARKOV\u00c1<br \/>\n<em>Carolina von Kirchstetten<\/em> OLGA ZHURAVEL<br \/>\n<em>Hilda Mack<\/em> GLADYS ROSSI<br \/>\n<em>Josef Mauer<\/em> FRANCESCO BORTOLOZZO<br \/>\nmimi ROBERTO ADRIANI, DAVIDE TONUCCI<br \/>\nOrchestra del Teatro La Fenice<br \/>\nDirettore<strong> Jonathan Webb<\/strong><br \/>\nRegia, scene e costumi <strong>Pier Luigi Pizzi<\/strong><br \/>\nRegia ripresa da <strong>Massimo Gasparon<\/strong><br \/>\nLight designer <strong>Vincenzo Raponi<\/strong><br \/>\nAllestimento Fondazione Teatro delle Muse di Ancona<br \/>\n(spettacolo vincitore del premio speciale al Premio Abbiati 2005)<br \/>\n<em>Venezia, 2 aprile 2014<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un organico da camera, quello scelto da <strong>Hans Werner Henze<\/strong> per<strong> &#8220;Elegy for Young Lovers&#8221;<\/strong>, un&#8217;orchestra composta da appena ventisei esecutori, quasi sempre impegnati in passaggi solistici, nella quale tuttavia spicca una nutrita schiera di percussioni. Il modello \u00e8 costituito dalle chamber operas di Britten; la finalit\u00e0 \u00e8 quella di sottolineare ogni pi\u00f9 piccola sfumatura della psicologia dei personaggi, rivelare ci\u00f2 che arrivano a nascondere a se stessi, le loro meschinit\u00e0, i loro autoinganni. Ne \u00e8 nata una tragedia in musica through-composed, a partire da un libretto di straordinaria raffinatezza formale, frutto della collaborazione tra Wystan Hugh Auden, uno dei massimi poeti del Novecento, e il suo compagno Chester Kallmann: nella partitura le sinuose linee del canto, non di rado basate su salti intervallari di ampiezza estrema, si muovono con libert\u00e0 ad affermare contenuti che appartengono pi\u00f9 che altro alla dimensione fenomenica dei personaggi, mentre \u2013 come si \u00e8 appena affermato \u2013 il commento orchestrale scandaglia, con analoga autonomia, la realt\u00e0 profonda di ognuno di loro, creando intrecci di particolare interesse espressivo. Fondamentale in questo lavoro risulta il parametro timbrico. Henze, infatti, associa ad ogni personaggio o situazione un determinato strumento-conduttore: il flauto alla folle Hilda (inevitabile l&#8217;allusione alla Lucia), il corno inglese alla declinante Carolina, il fagotto al sussiegoso Dr. Reischmann, viola e violino rispettivamente a Toni ed Elisabeth (i giovani amanti) e l&#8217;intera sezione degli ottoni al patologico narcisismo di Mittenhofer. L&#8217;arpa, invece, evoca \u2013 nei momenti di \u201cispirato\u201d abbandono del poeta, impegnato in realt\u00e0 a trascrivere le visioni deliranti di Frau Meck o a recitare l&#8217;Elegy che ne ha tratto \u2013 l&#8217;orfica fascinazione della poesia. Una partitura, dunque, piuttosto complessa dal punto di vista sia musicale che drammaturgico.<br \/>\nEsemplare per molti aspetti la fortunata messinscena, a suo tempo realizzata dal collaudatissimo<strong> Pier Luigi Pizzi<\/strong>, per il Teatro delle Muse di Ancona (2005), successivamente riproposta a Napoli e a Bilbao, e ora ripresa per il Malibran dal regista<strong> M<\/strong><strong>assimo Gasparon<\/strong>, essendo Pizzi impossibilitato a curarla di persona. La scena fissa ricrea la grande sala con terrazza di un albergo sulle Alpi austriache. Sul fondo appare a tratti, appena illuminata da un sole malato \u2013 per poi sparire nella nebbia \u2013 la sagoma sinistra dello Hammerhorn: la montagna che custodisce il mistero in cui \u00e8 ancora avvolta la scomparsa, il giorno stesso delle nozze, dello sposo di Hilda Hack. La donna, impazzita dal dolore, lo attende in questo luogo da quarant&#8217;anni. Insieme a lei altri habitu\u00e9 dell&#8217;hotel: il poeta decadente Mittenhofer e la sua corte (la segretaria e al tempo stesso mecenate Carolina, il medico personale Reischmann, la giovane amante Elisabeth, ai quali si unir\u00e0 ad un certo punto il figlio del medico Toni). Al centro della terrazza lo scrittoio dell&#8217;egocentrico poeta, con ai lati una poltrona e, rispettivamente, una chaise-longue. In primo piano la sala, una sorta di siparietto dove i personaggi si lasciano andare a qualche confessione. La lettura di Pizzi tende a collocare la vicenda fuori del tempo: i costumi come gli arredi suggerisconno un non meglio precisato Novecento e nella loro essenzialit\u00e0 corrispondono ad una concezione del dramma che rifugge da ogni realismo, da ogni approccio razionale, facendo dell&#8217;ambientazione (gli oggetti collocati in uno spazio rarefatto, la stessa evanescente montagna che appare e scompare) un luogo della memoria o, se si vuole, dell&#8217;anima, un&#8217;oggettivazione del non senso delle vicende umane. Molto efficace ed apprezzata dal pubblico, in particolare, la soluzione adottata dal regista per rappresentare la tormenta di neve, in cui trovano la morte Elisabeth e Toni, per quanto derivata dalla tradizione: un enorme velo bianco che ondeggia e progressivamente copre ogni cosa. Ma, come si sa, Pier Luigi Pizzi non ha mai nascosto la sua presa di distanza da certi sperimentalismi a buon mercato come, pi\u00f9 in generale, dalla moda rampante delle attualizzazioni forzate.<br \/>\nSul versante musicale, di ottimo livello \u00e8 risultata la prestazione resa dagli strumentisti dell&#8217;Orchestra del Teatro La Fenice, guidati con gesto sicuro dal maestro<strong> Jonathan Webb<\/strong>, alle prese con una partitura tutt&#8217;altro che facile, che mette a dura prova le qualit\u00e0 degli esecutori, cui sovente sono richieste prestazioni virtuosistiche. Nulla da eccepire anche per quanto riguarda l&#8217;affiatamento tra la buca e il palcoscenico.<br \/>\nOttimo il cast. Ragguardevole, nella parte di Hilda Mack, il soprano <strong>Gladys Rossi<\/strong>, in possesso di una voce ferma ed estesa, che le ha consentito di intonare agevolmente acuti rotondi e di scendere con altrettanta disinvoltura nel registro grave in una parte davvero impegnativa, anche sul piano quantitativo, che prevede una linea di canto di ampia tessitura a suggerire una psiche turbata. Superba \u2013 quanto a presenza scenica, vocalit\u00e0 e fraseggio \u2013\u00a0 nella \u201cscena della follia\u201d come in quella in cui riacquista la ragione, alla notizia del ritrovamento del corpo del marito.<br \/>\nTotalmente nel ruolo anche<strong> O<\/strong><strong>lga Zhuravel<\/strong>, una Carolina von Kirchstetten, acida con tutti quanto ligia nel tutelare la maniacale ritualit\u00e0 che scandisce l&#8217;esistenza dell&#8217;idolatrato Maestro, bravissima nel far cogliere il proprio dissidio interiore di donna schiavizzata dal suo cinico proteg\u00e9, rosa dal segreto rimpianto di non aver conosciuto l&#8217;amore. Notevole la sua interpretazione nella scena dello svenimento rivelatore.<br \/>\nConvincente il Dr. Wilhelm Reischmann di <strong>Roberto Abbondanza<\/strong>, dal declamato incisivo e sorretto da una voce ben timbrata.<strong> Giuseppe Altomare<\/strong> \u00e8, analogamente, un Gregor Mittenhofer davvero convincente nell&#8217;esprimere la sua totale quanto malcelata anafettivit\u00e0: il baritono romano ha affrontato con efficacia interpretativa e adeguate doti vocali l&#8217;ardua parte a lui affidata, che \u2013 merita ricordarlo \u2013 ebbe come primo interprete Dietrich Fischer-Dieskau. Appassionati, come di prammatica, i due giovani amanti: l&#8217;ottimo<strong> John Bellemer<\/strong> (Toni Reischmann), dotato di un bel timbro tenorile e adeguate capacit\u00e0 di fraseggio, e l&#8217;avvenente <strong>Zuzana Markov\u00e1<\/strong> (Elizabeth Zimmer), che ha conferito al suo personaggio tutta la freschezza giovanile che gli compete, esprimendo appieno, tramite un uso intelligente della sua smagliante vocalit\u00e0, il conflitto interiore tra l&#8217;attaccamento al proprio passato di amante dell&#8217;ormai maturo artista e la presa di coscienza dell&#8217;amore sincero che nutre per Toni. Una citazione anche per <strong>Francesco Bortolozzo<\/strong>, in qualit\u00e0 di voce recitante, che ha delineato il personaggio di Josef Mauer con naturale spigliatezza. Applausi convinti da parte del pubblico che affollava il Malibran dopo la conclusione dello spettacolo, svoltosi senza intervalli secondo le indicazioni del regista. <em>Foto \u00a9 Michele Crosera<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro Malibran &#8211; Stagione Lirica 2013\/2014 \u201cELEGY FOR YOUNG LOVERS\u201d (Elegia per giovani amanti) Opera in tre [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[10219,10220,2189,1146,6631,7829,3854,550,5455,1484,2103,7646,1486],"class_list":["post-70916","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-recensioni","tag-elegy-for-young-lovers","tag-francesco-bortolozzo","tag-giuseppe-altomare","tag-gladys-rossi","tag-hans-werner-henze","tag-john-bellemer","tag-jonathan-webb","tag-massimo-gasparon","tag-olga-zhuravel","tag-pier-luigi-pizzi","tag-roberto-abbondanza","tag-teatro-malibran-di-venezia","tag-zuzana-markova"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70916","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=70916"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70916\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87530,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70916\/revisions\/87530"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=70916"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=70916"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=70916"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}