{"id":71004,"date":"2014-04-08T10:40:25","date_gmt":"2014-04-08T08:40:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=71004"},"modified":"2016-12-17T18:05:06","modified_gmt":"2016-12-17T17:05:06","slug":"intervista-al-basso-marco-vinco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/intervista-al-basso-marco-vinco\/","title":{"rendered":"Intervista al basso Marco Vinco"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Raffinato e applauditissimo interprete, apprezzato dal pubblico non solo per il suo talento canoro,\u00a0 ma anche per le sue eccellenti doti sceniche \u2013 affinate anche attraverso esperienze nel teatro di prosa \u2013 a trentasei anni il basso veronese Marco Vinco si \u00e8 gi\u00e0 esibito sui maggiori palcoscenici del mondo, dai pi\u00f9 rinomati teatri portoghesi e spagnoli a Montecarlo, Salisburgo, Berlino e poi oltremanica, al Covent Garden di Londra e ad Edimburgo arrivando fino a Tokio.\u00a0 In Italia ha cantato alla Scala di Milano, al Comunale di Firenze, al Carlo Felice di Genova, al Comunale di Bologna, alla Fenice di Venezia, all\u2019Opera di Roma, al Regio di Torino, al San Carlo di Napoli e, naturalmente, al Filarmonico e all\u2019Arena di Verona.\u00a0 Lo incontriamo in occasione delle rappresentazioni della <strong><em>Maria Stuarda<\/em> di Donizetti<\/strong>, nella quale riveste i panni di Giorgio Talbot;<strong> l\u2019opera \u00e8 in scena al Teatro Filarmonico di Verona dal 6 al 13 Aprile.\u00a0<\/strong> Vinco si dimostra subito un interlocutore loquace, empatico e brillante, la stessa felice impressione che ha gi\u00e0 convinto il pubblico di tanti illustri teatri.<br \/>\n<b>Partiamo da Maria Stuarda: studiando il ruolo di Talbot, quali aspetti ti preme mettere maggiormente in luce?\u00a0 <\/b><br \/>\nCredo di conoscere abbastanza bene Donizetti: oltre ai vari Dulcamara in<em> Elisir,<\/em> ho gi\u00e0 avuto la fortuna di rivestire i panni di Enrico VIII in <em>Anna Bolena<\/em> e del Duca Alfonso in <em>Lucrezia Borgia.<\/em> La scrittura vocale di Donizetti, soprattutto nelle opere serie, spesso inganna l\u2019ascoltatore che, rapito dalla raffinatezza della melodia, immagina che l\u2019interprete stia l\u00e0 sul palco a cantare pacificamente, rapito da una sorta di estasi musicale. Niente di pi\u00f9 falso.<br \/>\nIn realt\u00e0 quella di Donizetti \u00e8 una scrittura molto insidiosa: le tessiture sono acute, le frasi sono lunghe e l\u2019orchestra spesso raddoppia la melodia del cantante con violini o flauti.\u00a0 Si richiedono pertanto una notevole abilit\u00e0 tecnica, tenuta vocale, forza di accento e incisivit\u00e0 timbrica. Infine, non devono mancare raffinatezza e capacit\u00e0 interpretativa. Una bella \u201crogna\u201d insomma, ma soprattutto \u201cbella\u201d!<br \/>\n<b>Qual \u00e8 stato il ruolo pi\u00f9 impegnativo che hai ricoperto e quale quello che senti a te pi\u00f9 congeniale?<br \/>\n<\/b>Il pi\u00f9 impegnativo \u00a0direi senz\u2019altro \u201cLe Blonde\u201d nel <i>Don Calandrino<\/i> di Cimarosa, che ho cantato a Salisburgo, sotto la direzione di Riccardo Muti. Una scrittura al limite dell&#8217;impossibile. Alla fine ho avuto un grandissimo successo personale ma Dio solo sa quanta fatica mi sia costato. Il ruolo pi\u00f9 congeniale? \u00a0\u00c8 impossibile dirlo perch\u00e9 dipende dal momento che si sta vivendo. E la vita, si sa, \u00e8 in continuo cambiamento. Posso dire che se in questo preciso momento mi chiedessero \u201ccosa vuoi cantare stasera?\u201d, direi: Leporello.<br \/>\n<b>A quale opera ti senti pi\u00f9 legato come interprete? E come ascoltatore? <\/b><br \/>\nCome interprete direi tutto il Mozart della trilogia, ma soprattutto Figaro delle <i>Nozze<\/i> che \u00e8 stato il primo grande ruolo che mi ha lanciato a livello internazionale. Ho ancora bellissimi ricordi di quella produzione: il Festival di Aix En Provence, nel 2001. Come ascoltatore direi invece Verdi: un vizio di famiglia.<em> Nabucco, Trovatore, Rigoletto, Don Carlo&#8230;<\/em> Su tutti, per\u00f2, direi Trovatore: a forza di ascoltarlo credo di aver consumato il cd &#8211; edizione storica della Scala del 1963 diretta dal grande Tullio Serafin, naturalmente con i miei zii <i>(Ivo Vinco e Fiorenza Cossotto, NdR) <\/i>che cantano.\u00a0 <b><br \/>\nDi quale teatro ti ha maggiormente emozionato calcare le scene? <\/b><br \/>\nCome \u201cTeatro\u201d direi, banalmente, la Scala. Come \u201cLuogo\u201d in generale, dico senza dubbio l&#8217;Arena di Verona.<br \/>\n<b>Nel corso della tua carriera sei sempre stato molto apprezzato per le tue doti sceniche: dedichi molto tempo allo studio delle caratteristiche psicologiche dei tuoi personaggi o ti lasci guidare dalle scelte del regista?\u00a0 <\/b><br \/>\nDedicare tempo ai personaggi significa per me, innanzitutto, dedicare tempo alla vita: osservare la realt\u00e0, entrare nelle cose, nelle persone, porsi continuamente domande, ridere, piangere, amare: solo cos\u00ec mi sento in grado di \u201cinter-pretare\u201d. Infatti, a mio avviso, l&#8217;interpretazione non \u00e8 mai un\u2019idea astratta che applico ad un personaggio immaginario ma \u00e8 la mia vita personale in rapporto a ci\u00f2 che mi colpisce di quel personaggio. Si tratta sempre di una relazione, un\u2019 inter-dipendenza, un \u201centrare\u201d dentro. Quando mi viene detto \u201ctu riesci a far vivere i tuoi personaggi\u201d io rispondo che in realt\u00e0 loro sono gi\u00e0 vivi. Ma forse sono semplicemente pazzo!<br \/>\n<b>Tutt\u2019altro. Concedimi una piccola provocazione: in un\u2019epoca di grandi \u201crottamazioni\u201d, quali ritieni che siano gli aspetti su cui si possono avanzare istanze di rinnovamento nell\u2019ambito del teatro lirico? Quali invece i punti fermi? <\/b><br \/>\nQui ci vorrebbe un\u2019intervista a parte, tanto \u00e8 complesso l&#8217;argomento. Mi limito a dire che l\u2019arte \u00e8 un fenomeno in continuo mutamento, da sempre e per sempre. La storia evolve, i gusti cambiano. L\u2019innovazione quindi non solo \u00e8 accettata, ma auspicabile. Guai se non ci fosse! Occorre una precisazione: una cosa \u00e8 nuova in relazione ad una che la precede. Se non conosci la cosa precedente, come fai a rinnovare? Detto altrimenti: se non \u00a0conosci la \u201ctradizione\u201d, come puoi pensare di \u201crompere con la tradizione\u201d? La questione non \u00e8 tanto \u201cse\u201d rinnovare, ma \u201ccosa\u201d rinnovare. \u00c8 innanzi tutto un problema di conoscenza. Se i cosiddetti \u201crottamatori della lirica\u201d fossero meno ignoranti e conoscessero veramente il passato, la storia, la tradizione, forse sarebbero meno capricciosi nelle loro scelte, ed in teatro si vedrebbero cose pi\u00f9 belle, pi\u00f9 \u201cnuove\u201d nel vero senso del termine.<br \/>\n<b>Sei laureato in Giurisprudenza. In che modo questi studi hanno influito sulla tua vita e sulla tua carriera?<br \/>\n<\/b>Sicuramente metodo, forma mentis rigorosa, disciplina, senso di responsabilit\u00e0. Insomma&#8230; tutte cose che per un cantante sono dannosissime!<br \/>\n<b>Bassi e tenori, gioie e dolori. I pregiudizi sulle voci hanno un fondamento?<br \/>\n<\/b>No, figurati! Conosco anche un paio di tenori che capiscono le barzellette. Ah no, non erano due, forse era uno solo (pausa). No, aspetta, quello in realt\u00e0 era baritono&#8230;.<br \/>\n<b>Cosa ritieni che lo spettacolo lirico abbia ancora da comunicare ad un pubblico abituato a ritmi sempre pi\u00f9 frenetici, ben diversi da quelli dilatati dell\u2019opera?<\/b><br \/>\nRispondo sinteticamente: la bellezza!<br \/>\n<b>Nella tua formazione musicale, quanto \u00e8 stato importante il Conservatorio?<br \/>\n<\/b>Io mi sono diplomato in Conservatorio, \u00a0ma il mio vero maestro l&#8217;ho avuto in casa: mio zio Ivo. Sono stato molto fortunato. Gli devo tutto e gli sono profondamente affezionato.<br \/>\n<b>Sembra che ogni cantante abbia una propria teoria in merito a quale dovrebbe essere il ruolo di un docente di canto. Qual \u00e8 la tua?\u00a0 <\/b><br \/>\nNon credo di poter aggiungere molto alla innumerevoli opinioni sull\u2019argomento: molto semplicemente, credo che un docente vada valutato solo in base ai risultati che ottiene.<br \/>\n<b>Cosa si prova prima di entrare in scena? Hai qualche rituale particolare o scaramantico che ti va di condividere?<br \/>\n<\/b>Come diceva il grande Eduardo De Filippo: \u201cessere scaramantico \u00e8 da ignorante!\u201d. Poi faceva una grande pausa riflessiva e aggiungeva: \u201cper\u00f2 non esserlo porta male!\u201d.\u00a0 A parte gli scherzi, non credo di avere particolari manie. L\u2019emozione c\u2019\u00e8, ma non solo \u00e8 nel conto: \u00a0\u00e8 assolutamente necessaria.<br \/>\n<b>A quali artisti del passato o ancora in carriera ti senti di accostarti?<br \/>\n<\/b>Moltissimi e nessuno. Come dicevo prima, inter-pretare significa mettere in relazione se stessi con la realt\u00e0, con le persone. Non significa imitare, copiare. Io, pur provando ammirazione per moltissimi cantanti passati, non voglio imitarli, non voglio copiarli. Cerco di essere me stesso. La gente questo lo capisce e lo apprezza.<br \/>\n<b>Da giovane in carriera, che consigli senti di poter dare a chi si accosta al variegato mondo della lirica?<br \/>\n<\/b>Un consiglio su tutti: andare avanti per la propria strada secondo le proprie convinzioni. Il cammino \u00e8 complicato e spesso, specie all\u2019inizio, la selva potr\u00e0 sembrare oscura. Insomma, per dirla con Dante, \u201cnon ragioniam di lor, ma guarda e passa\u201d.<br \/>\n<b>Chiudiamo parlando dei tuoi prossimi impegni: quali sono i progetti \u00a0dopo la prossima performance veronese?<br \/>\n<\/b>Prima di lasciare Verona canter\u00f2 un paio di <i>Stabat Mater<\/i> a Pasqua qui al Teatro Filarmonico. Poi me ne andr\u00f2 al Massimo di Palermo per <i>Don Giovanni<\/i>, a Valencia per un <i>Requiem<\/i> di Verdi, a Saint Denis per una <i>Petite Messe <\/i>di Rossini. Torner\u00f2 in Arena per <i>Turandot.<\/i> Poi a Dresda per <i>Elisir d&#8217;Amore<\/i>, per <i>Boh\u00e8me<\/i> di nuovo a Verona. Poi a Palma de Mallorca per <i>Barbiere di Siviglia<\/i>, allo Staatsoper di Vienna per <i>Cenerentola<\/i> e <i>Anna Bolena<\/i>, al Covent Garden per <i>Boh\u00e8me<\/i>&#8230; L\u2019importante, per\u00f2, \u00a0\u00e8 non pensar troppo al futuro e godersi una cosa alla volta. Sembra una banalit\u00e0 ma non lo \u00e8 affatto. Se si \u00e8 troppo proiettati nel futuro ci si perde il meglio. L\u2019adesso.<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Raffinato e applauditissimo interprete, apprezzato dal pubblico non solo per il suo talento canoro,\u00a0 ma anche per le [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":141,"featured_media":71010,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[14667,2751],"class_list":["post-71004","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","tag-interviste","tag-marco-vinco"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71004","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/141"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71004"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71004\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71010"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71004"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=71004"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=71004"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}