{"id":71066,"date":"2014-04-09T19:24:55","date_gmt":"2014-04-09T17:24:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=71066"},"modified":"2016-12-23T10:55:16","modified_gmt":"2016-12-23T09:55:16","slug":"la-traviata-al-petruzzelli-di-bari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/la-traviata-al-petruzzelli-di-bari\/","title":{"rendered":"&#8220;La Traviata&#8221; al Teatro Petruzzelli di Bari"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Bari, Teatro Petruzzelli &#8211; Stagione d&#8217;Opera 2014<\/em><br \/>\n<strong>\u201cLA TRAVIATA\u201d<\/strong><br \/>\nMelodramma in tre atti, libretto di Francesco Maria Piave<br \/>\nMusica di<strong> Giuseppe Verdi<\/strong><br \/>\n<em>Violetta Val\u00e9ry<\/em> FRANCESCA DOTTO<br \/>\n<em>Flora Bervoix<\/em> ANNUNZIATA VESTRI<br \/>\n<em>Annina<\/em> SIMONA DI CAPUA<br \/>\n<em>Alfredo Germont<\/em> ATALLA AYAN<br \/>\n<em>Giorgio Germont\u00a0<\/em> ALESSANDRO LUONGO<br \/>\n<em>Gastone<\/em>\u00a0 MASSIMILIANO CHIAROLLA<br \/>\n<em>Il barone Duphol\u00a0<\/em> GIANFRANCO CAPPELLUTI<br \/>\n<em>Il marchese d\u2019Obigny\u00a0<\/em> DOMENICO COLAIANNI<br \/>\n<em>Il dottor Grenvil<\/em>\u00a0 ROCCO CAVALLUZZI<br \/>\n<em>Giuseppe<\/em>\u00a0 FRANCESCO CASTORO<br \/>\n<em>Un domestico di Flora<\/em>\u00a0 ANTONIO MUSERRA<br \/>\n<em>Un commissionario\u00a0<\/em> ANTONIO MUSERRA<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Petruzzelli<br \/>\nDirettore <strong>Daniele Rustioni<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Franco Sebastiani<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Ferzan \u00d6zpetek<\/strong><br \/>\nScene <strong>Dante Ferretti<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Alessandro Lai<\/strong><br \/>\nDisegno luci <strong>Giuseppe Di Iorio<\/strong><br \/>\nVideo ritratti <strong>Luciano Romano<\/strong><br \/>\nCoreografie <strong>Luigi Neri<\/strong><br \/>\nProduzione Fondazione Teatro di San Carlo di Napoli<br \/>\nin coproduzione con Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli<br \/>\nNuovo allestimento<br \/>\n<em>Bari, 1 Aprile 2014<br \/>\n<\/em>\u00abInseguendo Proust\u00bb: questo il presupposto poetico della lettura de &#8220;<strong>La traviata&#8221;<\/strong> che <strong>Ferzan \u00d6zpetek<\/strong> offre al folto pubblico del Petruzzelli (<em>sold out<\/em> per ognuna delle otto recite), cercando di condensare nel tempo del melodramma quello \u2018perduto\u2019 della <em>recherche<\/em>. Dei tanti volti di Proust si predilige qui quello del dandy protagonista d\u2019un decadentismo che nella mescolanza di Oriente e Occidente individua la cifra di un morboso disfacimento identitario e di un erotismo ambiguo.\u00a0 Da qui la richiesta a <strong>Dante Ferretti<\/strong> di confezionare per i primi due atti una scenografia sontuosa e tutta improntata alla contaminazioni con dettagli architettonici moreschi (e turcherie varie si sono declinate nei costumi, raffinatissimi per materiali e colori, di<strong> Alessandro Lai<\/strong>). La casa di Violetta diventa cos\u00ec un palazzo della Istanbul di primo Novecento a ridosso del crollo dell\u2019impero ottomano; e sempre alla metropoli turca degli anni tra Otto e Novecento,\u00a0 rimanda il cortile della casa di campagna e, successivamente, la grande scalinata (met\u00e0 praticabile, met\u00e0 su fondale dipinto) nel secondo atto. Nei primi due atti le suggestioni proustiane agiscono quindi a livello squisitamente visivo, senza peraltro mai intaccare la fedelt\u00e0 al dettato librettistico, seguito con un\u2019attenzione rispettosa e intelligente. Nel terzo atto invece \u00d6zpetek pone davvero Proust accanto a Piave e a Verdi: la didascalia del libretto non \u00e8 pi\u00f9 seguita e la stanza di Violetta si riduce al vuoto assoluto, a uno spazio oscuro dove i soli oggetti illuminati sono un comodino e il letto di morte. Durante il preludio strumentale Violetta attiva quella che Proust chiamava \u2018memoria involontaria\u2019, quella in grado di presentificare il passato, e \u00d6zpetek materializza i ricordi della donna facendo comparire in scena, inquadrati dall\u2019occhio di bue, personaggi noti (Flora, Gastone, d\u2019Obigny) e una coppia di giovani a noi ignoti (forse una felice scheggia mnemonica di Violetta). Si tratta di apparizioni rapidissime che alludono s\u00ec al passato ma che sono anche intrise di presente: i personaggi infatti interrompono le loro azioni per osservare, subito incupiti, Violetta moribonda. Un\u2019intuizione ch\u2019\u00e8 stata capace d\u2019incrementare la gi\u00e0 altissima tensione espressiva dell\u2019atto finale e che render\u00e0 memorabile questa coproduzione del Petruzzelli col San Carlo di Napoli. A ben vedere anche l\u2019enorme video ritratto (di <strong>Luciano Romano<\/strong>) che durante la sinfonia d\u2019apertura occupa per intero lo spazio del sipario va relazionato a un\u2019idea proustiana di tempo: il volto di Violetta l\u00e0 si muove (le riprese sono in slow motion) infatti attraverso minime trascolorazioni, accenni di sorrisi, micromovimenti di sopracciglia e palpebre, in un decorso temporale rarefatto e imprevedibile come lo stato d\u2019animo della malata di tisi.<br \/>\nL\u2019intensit\u00e0 e la correttezza della regia si sono duplicate nell\u2019interpretazione offerta da un cast in stato di grazia (qui si recensisce il secondo). La Violetta di <strong>Francesca Dotto<\/strong> \u00e8 un esempio di equilibrio cristallino, priva di eccessi attoriali, libera da scomodi paragoni con i grandi modelli vocali del passato e sostenuta da una correttezza di fraseggio che \u00e8 cifra delle nuove (e pi\u00f9 promettenti) generazioni di cantanti. <strong>Atalla Ayan<\/strong> presenta un Alfredo inedito: timbro scuro, mai una nota \u2018urlata\u2019, perfetta presenza scenica, pieno dominio della voce nella zona medio-grave ma sicurezza anche negli acuti; ne sortisce un personaggio pi\u00f9 fiero, un uomo d\u2019onore, meno succube dell\u2019autorit\u00e0 paterna, coerente e credibile (interpretazioni come quella del tenore brasiliano sono cos\u00ec interessanti da rimettere in discussione personaggi archetipici come Alfredo). Ottimo anche <strong>Alessandro Luongo<\/strong>: se Alfredo era pi\u00f9 \u2018scuro\u2019, Germont padre risultava pi\u00f9 \u2018chiaro\u2019, quasi mefistofelico, irrequieto nelle sfumature timbriche e nel fraseggio, impeccabile nell\u2019agogica. Anche in questo caso una revisione notevole del personaggio: non voce solenne, para-sacerdotale, dell\u2019autorit\u00e0 paterna, bens\u00ec cinico<em> raisonneur<\/em> sui rapporti tra i sessi, algido nei gesti e affettato nelle esternazioni affettive.<br \/>\n<strong>Daniele Rustioni<\/strong> ha compreso di aver a che fare con cantanti squisiti e durante i duetti ha rarefatto il sostegno dell\u2019orchestra alla soglia minima concessa, al fine d\u2019instaurare un delicatissimo rapporto con le voci e con i legni solisti. Una direzione anch\u2019essa \u2018nuova\u2019 nella misura in cui ha saputo mantenere una solidit\u00e0, verrebbe da dire metronomica, negli stacchi di tempo e una impalpabile liquidit\u00e0 nell\u2019impasto tra voci e strumenti (proustiano anche Rustioni!). Se a ci\u00f2 si aggiunge la consueta brillantezza del coro diretto da <strong>Franco Sebastiani<\/strong> e la preparazione delle parti di fianco (quasi per intero voci di nascita o formazione pugliese che da anni hanno consolidato radiose carriere in ambito nazionale), ben si comprendono gli applausi irrefrenabili di un pubblico numeroso e felice (ed era la penultima recita\u2026). <em>Foto di Carlo Cofano<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bari, Teatro Petruzzelli &#8211; Stagione d&#8217;Opera 2014 \u201cLA TRAVIATA\u201d Melodramma in tre atti, libretto di Francesco Maria Piave [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":66,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[1794,6230,5959,3660,4008,1361,1901,6396,153,108,5720,145,3873],"class_list":["post-71066","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-recensioni","tag-alessandro-luongo","tag-annunziata-vestri","tag-atalla-ayan","tag-daniele-rustioni","tag-dante-ferretti","tag-domenico-colaianni","tag-ferzan-ozpetek","tag-francesca-dotto","tag-giuseppe-verdi","tag-la-traviata","tag-massimiliano-chiarolla","tag-opera-lirica","tag-teatro-petruzzelli-di-bari"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71066","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/66"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71066"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71066\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88120,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71066\/revisions\/88120"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71066"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=71066"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=71066"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}