{"id":71215,"date":"2014-04-15T00:42:09","date_gmt":"2014-04-14T22:42:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=71215"},"modified":"2019-04-29T22:15:59","modified_gmt":"2019-04-29T20:15:59","slug":"valentina-lisitsa-e-john-axelrod-in-vesti-ungheresi-a-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/valentina-lisitsa-e-john-axelrod-in-vesti-ungheresi-a-torino\/","title":{"rendered":"Valentina Lisitsa e John Axelrod in vesti ungheresi a Torino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2013-2014<\/em><br \/>\n<strong>Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI<\/strong><br \/>\nDirettore <b>John Axelrod<\/b><br \/>\nPianoforte <b>Valentina Lisitsa<\/b><i> <\/i><br \/>\n<i>Franz Liszt <\/i>: Fantasia su temi popolari ungheresi per pianoforte e orchestra<br \/>\n<i>Franz Liszt<\/i> : <i>Totentanz<\/i> (<i>Danse macabre<\/i>), parafrasi sul <i>Dies irae<\/i> per pianoforte e orchestra<br \/>\n<i>Zolt\u00e1n Kod\u00e1ly<\/i> : Danze di Gal\u00e1nta<br \/>\n<i>Johannes Brahms<\/i> : Danze ungheresi (n. 1 in sol minore, orchestrazione di Johannes Brahms; n. 2 in re minore e n. 7 in fa maggiore, orchestrazione di Andreas Hall\u00e9n; n. 6 in re maggiore e n. 5 in sol minore, orchestrazione di Albert Parlow)<br \/>\n<i>Torino, 11 aprile 2014<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse il pubblico pi\u00f9 smaliziato reagisce con qualche gesto di impazienza, ma \u00e8 inevitabile che in una stagione sinfonica di ventiquattro concerti se ne manifesti qualcuno che ammicca vistosamente a un repertorio di facile presa, complici magari esponenti in auge dello <i>star system<\/i> pi\u00f9 rampante. Per questo non deve stupire che i cascami <i>pompier<\/i> del mondo musicale ungherese, per come filtrato da Franz Liszt e da Johannes Brahms, siano stati affidati a una pianista talentuosa, avvenente, fortemente mediatizzata come l\u2019ucraina <a href=\"http:\/\/www.valentinalisitsa.com\">Valentina Lisitsa<\/a> (che dal proprio canale YouTube rende accessibili tutte le sue interpretazioni), e a un direttore d\u2019orchestra americano dal porgere molto <i>friendly<\/i> come John Axelrod. Non c\u2019\u00e8 da rammaricarsi, dunque, se per una volta il <i>Kitsch<\/i> ha il sopravvento sul buon gusto, l\u2019effetto plateale sulla riflessione, l\u2019enfasi sull\u2019espressivit\u00e0. Avvolta in un vaporoso abito color fucsia, tutto <i>voiles<\/i> e pieghe, la Lisitsa entra in scena insieme ad Axelrod per eseguire la <i>Fantasia su temi popolari ungheresi<\/i> di Liszt. Il suo tocco pu\u00f2 anche essere delicato, ma non \u00e8 mai privo di risonanze metalliche, spia del vigore, anche della violenza con cui la pianista si accosta al testo musicale. Dopo l\u2019enunciazione del primo tema importante, molto forte e marcato, <b>il momento migliore \u00e8 nella sezione centrale, di dialogo con l\u2019orchestra per piccole frasi: le sonorit\u00e0 sono fresche e contenute<\/b>. Nella virtuosistica stretta finale viene meno lo sforzo muscolare, ma resta quel timbro metallico poco gradevole; e in un pezzo che oggi suona cos\u00ec stereotipato (non privo di dettagli davvero <i>kitsch<\/i>), non \u00e8 il meglio che si possa desiderare. Axelrod, d\u2019altra parte, a suo agio con le orchestrazioni reboanti, riesce a collegare bene le varie famiglie strumentali. L\u2019errore consiste forse nell\u2019eseguire tutto Liszt allo stesso modo, perch\u00e9 <b>con la <i>Totentanz<\/i> lo stile della Lisitsa si rivela assai pi\u00f9 adeguato<\/b> (e lo stesso si pu\u00f2 dire del sornione Axelrod); ora le lame di luce scabra del suono del pianoforte si adattano molto meglio al macabro evocato dalle danze. L\u2019artista \u00e8 molto abile a superare (quasi indenne) tutte le difficolt\u00e0 tecniche e le acrobazie delle ultime tre variazioni, e al termine del brano \u00e8 sommersa da un mare ondeggiante di applausi calorosissimi. Come se i due Liszt non bastassero a presentare le proprie predilezioni, la Lisitsa sceglie tre brani fuori programma ancora di forte impatto emotivo: dopo l\u2019<i>Ave Maria<\/i> di Schubert nella trascrizione lisztiana (facile a prevedersi: \u00e8 uno dei <i>bis<\/i> pi\u00f9 proposti dalla pianista), fa capolino un doppio Chopin (tra cui quello \u201crivoluzionario\u201d dello Studio op. 10 n. 12). Anche Chopin \u00e8 reso con accentuazione esasperata del cromatismo e con sonorit\u00e0 molto asciutte; sebbene attenuato, il suono della Lisitsa non \u00e8 mai dolce, e soprattutto non offre mai un apprezzabile ventaglio di colori. Ma il pubblico apprezza moltissimo, tributandole autentica ovazione.<br \/>\nLa seconda parte del concerto \u00e8 interamente orchestrale, e procede con le bellissime <i>Danze di G\u00e1lanta<\/i> di Zolt\u00e1n Kod\u00e1ly: scritte nel 1953, sono esattamente di un secolo posteriori alla <i>Fantasia<\/i> lisztiana con cui il concerto si apre. <b>Con la sua irruenza Axelrod coglie ancora di sorpresa l\u2019Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI<\/b>, perch\u00e9 nell\u2019avvio c\u2019\u00e8 qualche incertezza; ma per fortuna diventa quasi subito protagonista la voce solista del clarinetto (il bravissimo Enrico Maria Baroni), delicata e carezzevole. Nei numeri che seguono <b>si apprezza la ricerca di colori diversi, anche se la trama e la grana orchestrali non sono sempre ben definite<\/b> (Axelrod ha un po\u2019 la tendenza ad appiattire i particolari del testo sinfonico). Il grande senso del ritmo appassiona comunque il pubblico, specialmente con l\u2019antologia di <i>Danze ungheresi<\/i> di Brahms: \u00e8 condivisibile la scelta di cominciare con la n. 1, perch\u00e9 si tratta dell\u2019unica che sia stata orchestrata dallo stesso Brahms, a partire dalla versione originale per pianoforte a quattro mani. Nella celebre n. 6 il direttore gioca su contrasti ritmici anche troppo smaccati, in linea con quel tipo di effetti \u201cfacili\u201d rincorsi gi\u00e0 dalla pianista nella prima parte del concerto. <b>Ma l\u2019argomento pi\u00f9 robusto sullo stile esecutivo si ha con l\u2019avvio dell\u2019ultima danza in programma, l\u2019ancor pi\u00f9 celebre n. 5: sempre pi\u00f9 sornione, mentre d\u00e0 l\u2019attacco Axelrod rivolge ammiccante uno sguardo compiaciuto al pubblico<\/b>, e allora \u00e8 inevitabile il richiamo al <i>cartoon<\/i> di Bugs Bunny che fa lo stesso gesto quando attacca al pianoforte la <i>Rapsodia ungherese<\/i> n. 2 di Liszt \u2026 Anzich\u00e9 richiamo \u00e8 un presagio; perch\u00e9 dopo il grandissimo trionfo decretato dagli spettatori (si poteva attendere esito diverso?), il direttore concede un <i>bis<\/i> orchestrale, per completare degnamente la serata. Qual \u00e8 il brano scelto? Appunto, la <i>Rapsodia ungherese<\/i> n. 2 di Liszt \u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2013-2014 Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI Direttore John Axelrod Pianoforte Valentina [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":71219,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,352,1940,7436,6483,10291,8521],"class_list":["post-71215","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-franz-liszt","tag-johannes-brahms","tag-john-axelrod","tag-orchestra-sinfonica-nazionale-della-rai","tag-valentina-lisitsa","tag-zoltan-kodaly"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71215","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71215"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71215\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87336,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71215\/revisions\/87336"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71219"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71215"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=71215"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=71215"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}