{"id":71699,"date":"2014-04-26T17:57:59","date_gmt":"2014-04-26T15:57:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=71699"},"modified":"2015-03-17T22:07:47","modified_gmt":"2015-03-17T21:07:47","slug":"wolfgang-amadeus-mozart-1756-1791betulia-liberata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wolfgang-amadeus-mozart-1756-1791betulia-liberata\/","title":{"rendered":"Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791):&#8221;Betulia Liberata&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Azione sacra in due parti, KV118 (74c) (1771) per soli, coro e orchestra su libretto di Pietro Metastasio. <strong>Margot Oitzinger <\/strong>(Giuditta), <strong>Christian Zenker <\/strong>(Ozia), <strong>Markus Volpert <\/strong>(Achior), <strong>Marelize Gerber <\/strong>(Amital), <strong>Ulrike Hofbauer <\/strong>(Cabri), <strong>Barbara Kraus <\/strong>(Carmi). <\/em><strong>L\u2019Orfeo Barockorchester<\/strong>, <strong>Michi Gaigg <\/strong>(direzione). Registrazione: Upper, Austria, Stiftkirche Waldhausen, 6-9 agosto 2012. T.Time:122&#8242;.55&#8243;\u00a0 <strong>Challenge Classics CC7290<br \/>\n<\/strong>Composta da un quindicenne Mozart nel 1771 \u201cBetullia liberata\u201d \u00e8 un oratorio per soli, coro e voci su un testo di Pietro Metastasio del 1734 gi\u00e0 utilizzato da altri compositori. La versione mozartiana pu\u00f2 risultare non scevra di immaturit\u00e0 se la si ascolta con la mente rivolta ai grandi capolavori della maturit\u00e0 mozartiana ma al contempo non pu\u00f2 non stupire il talento e la sapienza compositiva del ragazzo salisburghese, capace gi\u00e0 di confrontarsi alla pari con i maggiori compositori della sua generazione.<br \/>\nLa presente edizione pu\u00f2 contare su un complesso di altissimo livello, fra quelli pi\u00f9 interessanti emersi sulla scena europea nelle scorse stagioni <strong>L\u2019Orfeo barorckorchester guidata da Michi Gaigg<\/strong>, la sua fondatrice (nel 1996) e direttrice stabile. Violinista e direttore d\u2019orchestra la musicista austriaca \u00e8 stata allieva di Nikolaus Harnoncourt, forse fra le pi\u00f9 dotate, e poi collaboratrice di altri assoluti specialisti del repertorio barocco quali Br\u00fcggen, Curtis, Koopman ed Hogwood.<br \/>\nLa qualit\u00e0 orchestrale della presente esecuzione conferma in pieno questi elementi. La Gaigg alla guida della sua orchestra offre una lettura finalizzata a mettere in evidenza i rapporti con la tradizione dell\u2019oratorio italiano cui il giovane Mozart all\u2019epoca guardava come proprio riferimento. Il suono orchestrale \u00e8 sempre molto bello \u2013 il rigore filologico non sacrifica fortunatamente la godibilit\u00e0 dell\u2019ascolto \u2013 pieno e vitale, si apprezza in particolare la pulizia e lo squillo degli ottoni, sezione spesso problematica in queste orchestre su strumenti antichi o all\u2019antica. Sul piano stilistico la Gaigg punta ad una lettura di grande nobilt\u00e0 e rigore, perfetta per questo tipo di repertorio concedendo al contempo un buon accompagnamento ai cantanti che risultano sempre ben sostenuti e accompagnati. Sul piano strettamente musicale ci si trova quindi in presenza di un\u2019edizione di sicuro rilievo e di qualit\u00e0 decisamente molto alta.<br \/>\nLa compagnia di canto risulta un po&#8217; alterna\u00a0 pur presentando alcuni elementi di sicuro interesse risulta decisamente meno omogenea nella sua riuscita complessiva anche se si riconosce un attento lavoro soprattutto sul piano stilistico ed espressivo pienamente in linea con la cura riscontrata nell\u2019esecuzione musicale. La protagonista <strong>Margot Oitzinger<\/strong> \u00e8 musicalissima e canta con gusto, propriet\u00e0 e ottimo senso dello stile ma la voce \u00e8 \u2013 almeno a parere dello scrivente \u2013 suona un po\u2019 leggera per il ruolo di Giuditta che tende infatti a mancare di quel piglio solenne se non eroico che il personaggio sembrerebbe richiedere in molti passi in cui si desidererebbe un accento pi\u00f9 scandito e solenne; anche la voce pi\u00f9 da mezzosoprano che da autentico contralto contribuisce a questo senso di scarsa epicit\u00e0. Di contro la linea vocale e il senso musicale sono pregevoli e le difficolt\u00e0 sul piano strettamente vocale sono ben risolte.<br \/>\nIl tenore <strong>Christian Zenker<\/strong> \u00e8 un Ozia che si fa apprezzare per piglio e carattere; la voce presenta decisamente un buon corpo e un volume interessante in questo repertorio e anche l\u2019accento \u00e8 scandito con forza e vigore tanto da far immaginare con facilit\u00e0 un suo impegno in pi\u00f9 maturi ruoli mozartiani analogamente impostati in chiave declamatoria, Tito fra tutti. L\u2019impervia \u201cD\u2019ogni colpa, la colpa maggiore\u201d \u00e8 superata con slancio anche se nel finale si nota pi\u00f9 di una difficolt\u00e0 nei passaggi di coloratura, per altro non estremi.<br \/>\nPunto debole del cast \u00e8 l\u2019Achior di <strong>Markus Volpert<\/strong>. In primo luogo voce troppo leggera, sostanzialmente da baritono chiaro, impropria per epoca e stile in questo repertorio dove si vorrebbe un vero basso o un basso baritono di spessore. Inoltre la linea di canto e spesso sconnessa, l\u2019accento alquanto grossolano e la pronuncia italiana decisamente mediocre \u2013 si vedono i recitativi affrontati con propriet\u00e0 dagli altri interpreti pur di madre lingua tedesca e veramente difficili da accettare per un orecchio italiano quando cantati da Volpert \u2013 la sua presenza in una produzione nel complesso con ben realizzata appare difficile da spiegare. Positivo invece il giudizio sulle voci sopranili. Si distingue l\u2019ottima prova di <strong>Marelize Gerber<\/strong> (Amital), giovane soprano austriaco dalla voce luminosa e squillante e dall\u2019ottima tecnica che gli permette di dominare con facilit\u00e0 una scrittura decisamente acuta. Le arie di Amital: \u201cNon hai core\u201d e \u201cCon troppa rea vilt\u00e0\u201d sono fra i momenti musicalmente fra pi\u00f9 riusciti della composizione, fra quelli in cui si scorge con pi\u00f9 chiarezza il genio mozartiano pronto a sbocciare definitivamente e l\u2019ottima interpretazione della Gerber permette di apprezzarli al meglio. Ben riuscita anche la differenziazione fra gli altri due ruoli di soprano, <strong>Ulrike Hofbauer<\/strong> coglie bene la natura sostanzialmente lirica di Carmi cantando con voce un po\u2019 flebile ma di timbro morbido e luminoso l\u2019aria \u201cMa qual virt\u00f9 non cede\u201d mentre <strong>Barbara Kraus<\/strong> nel ruolo pi\u00f9 eroico e virtuosistico di Cabri affronta il ruolo con buon piglio e slancio sicuro dando una lettura pienamente convincente di un pezzo di bravura come \u201cQuei moti che senti\u201d. Una registrazione degna\u00a0 di notevole interesse.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Azione sacra in due parti, KV118 (74c) (1771) per soli, coro e orchestra su libretto di Pietro Metastasio. 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