{"id":71713,"date":"2014-04-27T20:55:49","date_gmt":"2014-04-27T18:55:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=71713"},"modified":"2014-04-28T09:58:57","modified_gmt":"2014-04-28T07:58:57","slug":"berlino-matthaus-passion-alla-philharmonie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/berlino-matthaus-passion-alla-philharmonie\/","title":{"rendered":"Berlino: &#8220;Matth\u00e4us-Passion&#8221; alla Philharmonie"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Berlino, Philharmonie<\/em><br \/>\n<strong>Orchester der KlangVerwaltung<\/strong><br \/>\n<strong>T\u00f6lzer Knabenchor<br \/>\nChorgemeinschaft<br \/>\n<\/strong>Direttore <strong>Enoch zu Guttenberg<\/strong><br \/>\nSoprano <strong>Caroline Ulrich<br \/>\n<\/strong>Alto<strong> Olivia Vermeulen<br \/>\n<\/strong>Tenore<strong> Manuel K\u00f6nig<br \/>\n<\/strong>Basso <strong>Stephan Genz<\/strong><br \/>\nEvangelist<strong> Daniel Johannsen<br \/>\n<\/strong>Christus<strong> Falko H\u00f6nisch<br \/>\n<\/strong><em>Johann Sebastian Bach: <\/em>Matth\u00e4us Passion BWV244 per soli, coro e orchestra<br \/>\n<em>Berlino, 17 aprile 2014<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Philarmonie di Berlino \u00e8 un oggetto dorato con superfici e volumi dalla logica inafferrabile, una sorta di roccia aliena modellata da venti capricciosi e precisi. L\u2019interno appare pi\u00f9 rassicurante nonostante l\u2019inconsueta forma pentagonale che circonda lo spazio esecutivo e, a fronte di un tale monumento al modernariato recente, \u00e8 interessante il legno dei rivestimenti: spesso e rifinito con l\u2019apparente noncuranza di un\u2019elegante ristrutturazione per una villa in campagna. L\u2019effetto comunque \u00e8 straordinario e, quello che pi\u00f9 conta, assolutamente funzionale all\u2019ascolto: eccellente la definizione, l\u2019equilibrio e la qualit\u00e0 dei silenzi, favoriti anche da una decadenza piuttosto rapida nella tenuta del suono.<br \/>\nAssistere il gioved\u00ec santo, e in un tale contesto, al rito della Matth\u00e4us-Passion non pu\u00f2 non caricarsi quindi di significati che travalicano l\u2019aspetto puramente musicale. All\u2019epoca di Bach l\u2019esecuzione delle passioni, che come genere toccava l\u2019apice della popolarit\u00e0 proprio nei primi decenni del \u2018700, avveniva il Venerd\u00ec Santo all\u2019interno di una complessa e lunghissima para-liturgia che impegnava il fedele dalla mattina alla sera, in una riflessione totalizzante sul sacrificio di Cristo. Impensabile ovviamente al giorno d\u2019oggi una compenetrazione cos\u00ec assoluta tra vita quotidiana e trascendenza, almeno per l\u2019uomo comune. Tuttavia \u00e8 innegabile il fascino di un\u2019opera che, oltre alla sublime musica di Bach, deve la sua immortalit\u00e0 alla capacit\u00e0 di ricreare una logica artistica e spirituale dove luogo e tempo, vita e divenire, appaiono dipendenti da un ethos assoluto e superiore anche per chi, come chi vi scrive, non fosse credente.<br \/>\n\u00c8 evidente quindi che la difficolt\u00e0, per qualunque esecuzione dei capolavori del Kantor, sia dovuta in gran parte proprio alla necessaria presenza di un etica interpretativa che non pu\u00f2 dipendere solo dalla correttezza o dal rispetto di una prassi consolidata, ma soprattutto da un equilibrio difficile tra necessit\u00e0 e attesa, dramma e contemplazione, pathos e logos, verit\u00e0 e artificio.<br \/>\nEra presente tale equilibrio nell\u2019esecuzione del gioved\u00ec santo alla Philarmonie? Assolutamente si, ma non si \u00e8 trattato di un equilibrio apollineo e levigato, ma di un\u2019appassionata ricerca, rischiosa talvolta, capace di emozionare e di mostrare prospettive nuove anche in panorami apparentemente convenzionali.<br \/>\nTutto ci\u00f2 tra l\u2019altro non per opera di strapagati divi delle major internazionali, ma semplicemente di un ottimo insieme, affiatato, equilibrato e di alto livello in tutti gli elementi, che da tempo ha superato qualunque difficolt\u00e0 tecnica in tale repertorio ed \u00e8 capace di esprimere una poetica esecutiva assai superiore a certe blasonate incisioni sul mercato.<br \/>\nUn insieme, comunque, dal curriculum rispettabilissimo e che pu\u00f2 permettersi il lusso di presentare gli straordinari <strong>T\u00f6lzer Knabenchor<\/strong> come voci bianche nelle brevi parti di ripieno: \u00e8 stata quindi sicuramente apprezzabile la scelta di affidare loro anche la variazione timbrica nel corale doppio della seconda parte, in alternanza con un\u2019incantevole esecuzione a cappella del coro principale.<br \/>\nProprio su una raffinatissima concertazione dei corali il direttore <strong>Enoch zu Guttenberg<\/strong> ha costruito i pilastri della propria personale interpretazione: niente visioni monolitiche che tendono a uniformare l\u2019espressione e l\u2019agogica ma, al contrario, \u00e8 stata evidente una grande flessibilit\u00e0 nei tempi e un\u2019accentuata drammatizzazione, talvolta quasi teatrale, pienamente coerente col significato poetico dei versi. Non a caso raramente \u00e8 cos\u00ec curata in un insieme corale la capacit\u00e0 di proiezione del testo: il risultato \u00e8 stato talmente convincente da superare facilmente l\u2019abitudine a esecuzioni certamente pi\u00f9 compassate. Si pu\u00f2 discutere su certi accenti o se l\u2019estrema variet\u00e0 nelle riprese dei tanti e notissimi corali possa minare l\u2019architettura generale, ma la coerenza assoluta della direzione \u00e8 stata capace di mantenere con rigore la particolare espressivit\u00e0 dell\u2019insieme.<br \/>\nOvviamente il risultato \u00e8 stato possibile grazie anche a un ottimo ensemble corale: <strong>il Chorgemeinschaft di Neubeuern<\/strong>, fondato nel 1967 proprio da Enoch zu Guttenberg, <strong>ha assecondato il proprio direttore con una flessibilit\u00e0 e una ricchezza di dettagli incredibile<\/strong> per un coro formato, nell\u2019occasione, da un centinaio di elementi. Siamo quindi lontani dalle dimensioni minime degli organici \u201cfilologici\u201d: eppure l\u2019agile leggerezza, la perfetta intonazione, l\u2019equilibrio dinamico e timbrico, le sicure messe di voce, il coordinamento nel fraseggio e le infinite sfumature sembravano provenire da un ensemble molto pi\u00f9 ridotto. I piani dinamici sono stati assai ben differenziati: il \u201cBarabbam!\u201d \u00e8 un\u2019esplosione e ritmicamente caratterizzati sono apparsi tutti gli interventi delle \u201cturbae\u201d, ma anche la leggerezza e la precisione dei \u201cWo-hin?\u201d \u00e8 stata stupefacente.<br \/>\n<strong>Tutto quanto detto sul coro pu\u00f2 essere tranquillamente trasferito per l\u2019Orchester der KlangVerwaltung<\/strong>: un organico abbastanza ampio, con strumenti moderni (sicuramente pi\u00f9 adatti agli ampi spazi della Philarmonie) utilizzati per\u00f2 con la consapevolezza che cinquanta anni di ricerca sulle prassi esecutive del periodo barocco non sono trascorsi invano. Eccellente il controllo del vibrato, giustamente utilizzato solo nei momenti topici del fraseggio, e precisissimo l\u2019insieme delle articolazioni con tutte le sfumature nei punti necessari: sarebbe bastato sentire la leggerezza danzante del tempo composto iniziale, prima dell\u2019attacco di \u201cKommt, ihr T\u00f6chter\u201d, per rendersi conto della cifra espressiva impressa all\u2019esecuzione. La qualit\u00e0 strumentale, evidente soprattutto negli strumenti concertanti delle arie, \u00e8 stata di ottimo livello, senza eccezioni: una citazione per l\u2019eccellente primo flauto e per i due primi violini che hanno superato agevolmente le notevoli insidie delle loro arie. Anche il doppio continuo, concertato con insolita variet\u00e0, ha dato un apporto fondamentale alla precisione dell\u2019esecuzione, collaborando spesso anche alla differenziazione dei vari momenti espressivi.<br \/>\n<strong>Il gruppo degli ottimi solisti \u00e8 apparso omogeneo ed equilibrato: su tutti lo straordinario evangelista di Daniel Johansen,<\/strong> capace di unire una ricchissima gamma espressiva a un\u2019eccellente pronuncia del testo, una vocalit\u00e0 morbida e ricca di armonici alla notevole resistenza richiesta dalle tre ore di esecuzione. Emozionante, a questo proposito, la morte di Cristo, grazie anche a un pathos raggiunto con un\u2019abile mutazione timbrica; veramente da incorniciare. Di gran classe il Cristo di<strong> Falko H\u00f6nisch<\/strong> che, dotato di una timbratura abbastanza chiara, ha caratterizzato la propria interpretazione con la classica nobile compostezza del proprio ruolo. Da questo punto di vista, per il taglio generale dato a tutta l\u2019opera, non sarebbe dispiaciuta talvolta una maggiore intensit\u00e0 drammatica. Eccellente anche l\u2019alto <strong>Olivia Vermeulen<\/strong>: bellissima vocalit\u00e0, perfetto controllo del vibrato, una messa di voce spettacolare e un\u2019espressione capace di accenti commoventi. \u201cErbarme dich, mein Gott\u201d \u00e8 stata assolutamente emozionante, da brividi. Il soprano <strong>Carolina Ullrich<\/strong> ha mostrato una buona tecnica e una vocalit\u00e0 interessante, con talvolta alcune acerbit\u00e0 espressive che non hanno comunque inficiato l\u2019interpretazione del proprio ruolo. La sua esecuzione nel duetto \u201cSo ist mein Jesus nun gefangen\u201d, ottimamente concertato dal direttore, \u00e8 stata decisamente apprezzabile, con un abbandono estatico raggiunto occasionalmente in altre parti dell\u2019opera. Buono anche il temperamento nelle arie, e soprattutto nei recitativi, del basso <strong>Stephan Genz<\/strong>, che ha intelligentemente utilizzato i propri mezzi vocali soprattutto nella caratterizzazione dei vari personaggi, mentre \u00e8 apparso un po\u2019 sotto tono il tenore<strong> Manuel K\u00f6nig<\/strong>: il vibrato irregolare ed eccessivamente largo nel registro medio &#8211; acuto ha talvolta influenzato la condotta espressiva e le necessarie variazioni dinamiche nelle sue arie. Tutto ci\u00f2 comunque, va detto, sempre all\u2019interno di una fondamentale correttezza esecutiva e in rapporto a un alto livello esecutivo generale.<br \/>\n\u201cWir setzen uns mit Tr\u00e4nen nieder\u201d arriva alla fine quasi come una sublime liberazione dalla vita terrena, dalla morte, dalla tensione di un affresco narrativo e musicale ineguagliabile. Tra i tantissimi applausi commossi e riconoscenti Enoch zu Guttenberg va ad abbracciare per primo il suo splendido Evangelista: una serata da ricordare. All\u2019uscita l\u2019aria \u00e8 pungente, come le luci della Potsdamer Platz poco lontano. Ma \u00e8 leggera, si sente appena\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span class=\"Apple-style-span\" style=\"-webkit-border-horizontal-spacing: 3px; -webkit-border-vertical-spacing: 3px; font-family: Rockwell;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Berlino, Philharmonie Orchester der KlangVerwaltung T\u00f6lzer Knabenchor Chorgemeinschaft Direttore Enoch zu Guttenberg Soprano Caroline Ulrich Alto Olivia Vermeulen [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":144,"featured_media":71714,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[9537,10447,10445,14678,10450,10453,10451,488,10449,7404,10448,10443,3098,10444],"class_list":["post-71713","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-berliner-philharmonie-it","tag-caroline-ulrich","tag-chorgemeinschaft","tag-concerti","tag-daniel-johannsen","tag-enoch-zu-guttenberg","tag-falko-honisch","tag-johann-sebastian-bach","tag-manuel-konig","tag-matthaus-passion","tag-olivia-vermeulen","tag-orchester-der-klangverwaltung","tag-stephan-genz","tag-tolzer-knabenchor"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71713","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/144"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71713"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71713\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71714"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71713"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=71713"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=71713"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}