{"id":71965,"date":"2019-09-20T09:00:05","date_gmt":"2019-09-20T07:00:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=71965"},"modified":"2019-10-05T01:54:08","modified_gmt":"2019-10-04T23:54:08","slug":"richard-strauss-celebrations-i-poemi-sinfonici-till-eulenspiegels-lustige-streiche-e-also-sprach-zarathustra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/richard-strauss-celebrations-i-poemi-sinfonici-till-eulenspiegels-lustige-streiche-e-also-sprach-zarathustra\/","title":{"rendered":"Richard Strauss (1864 &#8211; 1949) &#8211; 3: &#8220;Till Eulenspiegels lustige Streiche&#8221; e &#8220;Also sprach Zarathustra&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Richard Strauss<\/strong> (Monaco di Baviera 1864 \u2013 Garmisch-Partenkirchen 1949)<em><br \/>\n<strong> Till Eulenspiegels lustige Streiche (I tiri burloni di Till Eulenspiegel), poema sinfonico da un&#8217;antica melodia, in forma di rond\u00f2 op. 28<\/strong><br \/>\n<\/em>Gem\u00e4chlich (Comodo),Volles Zeitmass, sehr lebhaft (Rigorosamente in tempo, molto vivace), Gem\u00e4chlich (Comodo), Sehr lebhaft (Molto vivace),Leichtfertig (Leggero), Sehr lebhaft (Molto vivace), Epilog: Im Zeitmass des Anfangs, Sehr lebhaft (Epilogo: Tempo come il pincipio, Molto vivace)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Durata: 15\u2019ca<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ZU556MvQN6c\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ZU556MvQN6c<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>Till Eulenspiegels lustige Streiche <\/em><\/strong>(<em>I tiri burloni di Till Eulenspiegel<\/em>) di <strong>Richard Strauss<\/strong>, il cui sottotitolo, che recita <em>Nach alter Schelmenweise \u2013 in Rondeauform<\/em> <em>(Da un\u2019antica melodia di bricconi in forma di Rond\u00f2)<\/em>, associa il carattere birichino del personaggio alla melodia che lo rappresenta, \u00e8 un fulgido esempio di come una forma classica, il <em>Rond\u00f2<\/em>, possa esprimere in modo compiuto un programma letterario, costituito, in questo caso, dalle avventure dell\u2019eponimo protagonista. Qui la forma del <em>Rond\u00f2<\/em> \u00e8 l\u2019unica a rivelarsi idonea a rappresentare le avventure burlesche di Till Eulenspiegel, uno <em>sciocco<\/em> che, secondo una leggenda popolare diffusa oralmente nella Germania centrale, sarebbe vissuto nella prima met\u00e0 del Trecento viaggiando attraverso i territori del Sacro Romano Impero tra cui anche l\u2019Italia e i Paesi Bassi. Di questo personaggio cos\u00ec popolare, forse realmente vissuto e morto a M\u00f6lln nel 1350, si tramandano gli scherzi con i quali metteva alla berlina i difetti dei suoi contemporanei e le precipitose fughe dalle ire delle persone oggetto delle sue burle<strong>.<\/strong> La prima attestazione letteraria risale ad un anonimo testo del 1510, intitolato <em>Ein kurtzweilig Lesen von Dyl Ulenspiegel, geboren u\u00df dem Land zu Brun\u00dfwick, wie er sein leben volbracht hat&#8230;<\/em> (<em>Un divertente libro intorno a Dyl Ulenspiegel proveniente dalla terra di Brunswick<\/em>) e attribuito a Hermann Bote. La fama di Till divenne tale che Charles Coster, nella sua <em>L\u00e9gende et les aventures h\u00e9roiques joyeuses et glorieuses d&#8217;Ulenspiegel et de Lamme Goedzak au pays des Flandres et ailleurs<\/em> (<em>Leggenda ed avventure eroiche giocose e gloriose di Ulenspiegel e di Lamme Goedzak nei Paesi Bassi e altrove<\/em>) pubblicata nel 1867, lo innalz\u00f2 ad eroe nazionale fiammingo, collocandolo in un\u2019epoca posteriore a quella in cui sarebbe realmente vissuto cio\u00e8 nel periodo delle lotte per l\u2019indipendenza dei Paesi Bassi contro il re spagnolo Filippo II. Fra le varie opere dedicate a questo personaggio, <strong>Strauss<\/strong> fu ispirato probabilmente dall\u2019opera comica di Cyrill Kistler, <em>Eulenspiegel<\/em>, alla cui prima, avvenuta a W\u00fcrzburg il 5 aprile 1889, il compositore assistette rimanendo particolarmente colpito dal carattere birichino e burlesco del protagonista. Inizialmente Strauss aveva pensato di scrivere un\u2019opera, ma abbandon\u00f2 presto il progetto a favore di un poema sinfonico, la cui trama non fu esplicitata in modo chiaro nemmeno dallo stesso compositore; a Franz W\u00fcllner che avrebbe dovuto dirigere la prima esecuzione del poema sinfonico, Strauss scrisse, infatti:<br \/>\n<em>\u201c\u00c8 impossibile per me inviarle un programma di Eulenspiegel; dovessi mettere in parole a ci\u00f2 che avevo in mente nel comporre le diverse parti, sembrerebbe bizzarro e potrebbe anche offendere. Lasciamo dunque agli ascoltatori di rompersi il capo con le loro proprie mani briccone. Per aiutarli a comprendere meglio, sembra sufficiente che lei ponga in rilievo i due temi di Eulenspiegel, che, nei pi\u00f9 diversi travestimenti, umori, e situazioni, lo pervadono interamente fino alla catastrofe quando, dopo essere stato condannato a morte, Till \u00e8 impiccato. Per il resto, indovinino loro gli scherzi musicali che un briccone ha offerto loro\u201d.<\/em><br \/>\nIn realt\u00e0 anche in questo poema sinfonico \u00e8 innegabile un\u2019identificazione autobiografica tra Strauss e il suo personaggio; probabilmente il compositore, come \u00e8 stato ampiamente notato dalla critica, con questo poema sinfonico volle consegnare un\u2019immagine di s\u00e9 nuova e diversa da quella eroico-erotica offerta in precedenza con il <em>Don Juan<\/em>, ponendo l\u2019accento sul carattere beffardo del personaggio, vero <em>alter ego<\/em> di Strauss stesso che, in questo modo, si pu\u00f2 prendere gioco simpaticamente dei suoi detrattori e di quel pubblico che non molto tempo prima aveva fischiato la sua opera, <em>Guntram<\/em>.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Completato il 6 maggio 1895<\/strong>, il poema sinfonico, eseguito per la prima volta a Colonia il 5 novembre sotto la direzione di <strong>Franz W\u00fcllner<\/strong>, si sviluppa efficacemente, come gi\u00e0 accennato in precedenza, nella forma del <em>Rond\u00f2<\/em>. Introdotto da quattro misure che, come ha notato Richard Specht nel suo saggio <em>Richard Strauss und sein Werke<\/em> (<em>Richard Strauss e la sua opera<\/em>, Vienna-Lipsia, 1921, p. 181), corrispondono alla tradizionale formula d\u2019inizio delle favole <em>c\u2019era una volta<\/em>, il corno espone il tema di Till\u00a0 la cui struttura melodica si adatta perfettamente alle caratteristiche tecniche ed espressive dello strumento. Con questo tema sembra che Strauss abbia voluto porre l\u2019accento sul carattere eroico del personaggio sempre pronto a qualunque azione, mentre con la successiva idea tematica, derivata dall\u2019antica melodia popolare adombrata nel titolo ed esposta dal clarinetto, ne ha messo in luce l\u2019aspetto burlesco. Il compositore, dopo aver rielaborato il tema della melodia popolare nell\u2019introduzione e averlo strettamente legato a quello di Till, ha fatto s\u00ec che quest\u2019ultimo ne fosse, a sua volta, una rielaborazione per moto contrario. Questi due elementi tematici costituiscono la base dell\u2019intero brano che, dal punto di vista formale, \u00e8 una sintesi tra la forma del <em>rond\u00f2<\/em> e quella del tema e variazioni. I due temi vengono sottoposti, infatti, a continue variazioni che esprimono le diverse manifestazioni burlesche di un unico personaggio; il tema della burla viene cos\u00ec sottoposto a delle varianti di scrittura che riguardano soprattutto la scelta dei timbri degli strumenti incaricati quasi di mascherare il protagonista. <strong>Il primo episodio <\/strong>\u00e8 proprio una <em>mascherata<\/em> dalla quale Till deve fuggire alla chetichella negli esitanti e furtivi interventi dei legni. Non contento, il nostro Till si rituffa in una nuova impresa con un fare burlesco e, al tempo stesso, misterioso, reso dalla variazione del tema della burla appena accennato e singhiozzante come i passi furtivi del primo flauto, prima, e dei violini, dopo. Prime vittime di Till sono i venditori ambulanti nella piazza del mercato dove l\u2019irruzione impetuosa del nostro protagonista a cavallo \u00e8 resa efficacemente tramite l\u2019ardita scala ascendente affidata al clarinetto basso; qui si ha un\u2019esplosione di timbri e sonorit\u00e0 orchestrali. Non ha ancora finito di prendersi gioco dei venditori ambulanti che Till ne combina un\u2019altra delle sue; eccolo, infatti, travestito, come il suo tema, qui variato, da prete che, nell\u2019organistica scrittura timbrica esaltata dall\u2019uso dei clarinetti e dei fagotti, mette in scena una predica blasfema. Questo scherzo suscita le ire della folla e Till non pu\u00f2 non preoccuparsi cercando di fuggire con disegni veloci e sfuggenti che ridisegnano il tema della burla in una nuova forma. Il pericolo scampato non dissuade, tuttavia, Till da una nuova birichinata; il nostro divertente ed impertinente protagonista si lancia in un\u2019avventura galante, rappresentata, inizialmente, dal tema della burla e, in seguito, da una rielaborazione ammiccante del tema di Till che maschera i suoi veri sentimenti con una melodia affidata agli archi. La burla, tuttavia, non ha esito felice per Till che, nonostante un ammiccante violino solista e la perorazione del tema dell\u2019avventura galante da parte dei violini, degli oboi e del corno inglese, deve sopportare il rifiuto della fanciulla espresso attraverso una rielaborazione del tema burlesco da parte dei flauti. Quasi per contrappasso la burla \u00e8 finita per ritorcersi contro Till che deve subire anche la vendetta delle sue vittime. La successiva disputa lo vede impegnato contro i suoi avversari impersonati da tre fagotti, dal controfagotto e dal clarinetto basso che rielaborano, in una forma allargata, il tema burlesco, trasformandolo in un rimprovero. Till, per nulla intimorito, prima, esplode in uno sberleffo enorme ben rappresentato dallo stesso tema della burla del quale viene ripreso soltanto il primo inciso e, dopo, in una canzone melodicamente costruita con lo stesso tema. Per Till, per\u00f2, si avvicina la fine il cui punto culminante \u00e8 costituito dal suo arresto rappresentato magnificamente dal tema della burla, rielaborato in una struttura singhiozzante, e da quello del protagonista il quale, nella parte degli strumenti gravi, si oppone all\u2019arresto; i poliziotti hanno ragione del nostro protagonista che viene tradotto davanti al tribunale, dove la minaccia dell\u2019imminente condanna si materializza nell\u2019inquieto rullo del tamburo militare e nell\u2019incedere solenne dei legni e degli ottoni che nel loro attacco giambico sembrano alzare una spada di Damocle sul nostro personaggio. La giuria, secondo le regole, pronuncia la motivazione della condanna, rappresentata dalle burle perpetrate da Till ed esposte dal loro tema ripreso nella sua forma originale. <strong>Per Till \u00e8 pronunciata una sentenza di morte<\/strong>, la cui esecuzione ha un forte valore drammatico rappresentato dalla scala discendente affidata ai legni. Il poema sinfonico potrebbe concludersi con questo drammatico momento, ma Strauss introdusse un Epilogo nel quale ritornano i due temi principali: il primo, quello della burla, nella sua forma iniziale, mentre il secondo, quello di Till, \u00e8 trasformato in una versione pi\u00f9 gaia<strong>.<\/strong> Till \u00e8 morto, ma la sua gioia e il suo atteggiamento scanzonato continuano a vivere allo stesso modo del suo riso sardonico, non molto diverso da quello dello stesso Strauss che, cosciente del grande valore artistico della sua musica, sembra prendersi gioco e ridere, attraverso il suo personaggio, proprio di quel pubblico che fino a poco prima lo aveva sonoramente fischiato.<br \/>\n<em><strong>Also sprach Zarathustra (Cos\u00ec parl\u00f2 Zarathustra), libero poema sinfonico da Friedrich Nietzsche op. 30<\/strong><\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Einleitung (Introduzione) &#8211; Von der Hinterweltlern (Degli abitanti del mondo non visto) -Von der grossen Sehnsucht (Del grande anelito) -Von der Freuden und Leidenschaften (Delle gioie e delle passioni) &#8211; Grablied (Canto della tomba) &#8211; Von der Wissenschaft (Della scienza) &#8211; Der Genesende (Il risanato) &#8211; Tanzlied (Canzone a ballo)- Nachtlied (Canto notturno) -Nachtwanderlied (Canto del viandante notturno)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Durata: 35&#8242; ca<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Also sprach Zarathustra Conducted by Karajan (Full)\" width=\"940\" height=\"529\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/6SFAAsdqkuQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>&#8220;Giunto a trent&#8217;anni, Zarathustra lasci\u00f2 il suo paese e il lago natio, e si ritir\u00f2 sui monti. L\u00e0, per dieci anni, senza stancarsi, godette del suo spirito e della sua solitudine. Ma alla fine il suo cuore mut\u00f2, e un giorno si alz\u00f2 con l&#8217;aurora, avanz\u00f2 verso il sole e cos\u00ec gli parl\u00f2: \u201cO astro grande! Cosa sarebbe mai la tua gioia se non vi fossero coloro che tu illumini! Per dieci anni sei venuto quaggi\u00f9 nella mia caverna: e certamente ti sarebbero divenuti noiosi la tua luce e il tuo percorso senza di me, la mia aquila e il mio serpente. Ma noi ti aspettavamo tutte le mattine, tu ci davi la tua ricchezza e ne ricevevi in cambio le nostre benedizioni. Vedi! Sono nauseato della mia saggezza, come l&#8217;ape che ha fatto troppa provvista di miele; ho bisogno di mani che si tendano verso di me. Io vorrei denaro da elargire, finch\u00e9 i saggi tra gli uomini si rallegrassero di nuovo della loro follia e i poveri della loro ricchezza. Per giungere a questo debbo discendere: come fai tu, quando a sera tramonti dietro il mare e porti la tua luce nel regno dei morti, tu, astro pieno di ricchezza e di vita! Io debbo, come te, tramontare, come dicono gli uomini, verso i quali io voglio discendere. Perci\u00f2 benedicimi, occhio tranquillo, che puoi contemplare senza invidia anche una gioia troppo grande! Benedici il calice che vuol traboccare, finch\u00e9 ne scaturisca l&#8217;acqua dorata che porti ovunque il riflesso della tua gioia! Guarda: il calice vuole di nuovo vuotarsi, e Zarathustra vuole di nuovo essere uomo.\u201d Cos\u00ec cominci\u00f2 la discesa di Zarathustra&#8221;<\/em>.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00c8 questa l\u2019introduzione del celeberrimo libro di<strong> Nietzsche, <em>Also sprach Zarathustra<\/em> (<em>Cos\u00ec parl\u00f2 Zarathustra<\/em>),<\/strong> che <strong>Strauss<\/strong> pubblic\u00f2 come programma, insieme ai titoli dei vari episodi che si susseguono senza soluzione di continuit\u00e0, all\u2019inizio della partitura del suo poema sinfonico liberamente ispirato all\u2019opera del filosofo tedesco. Allo stesso modo del filosofo persiano che, dopo anni di meditazione, aveva deciso di uscire dalla caverna per iniziare la sua opera di riformatore religioso, anche il trentenne Strauss sembra prefiggersi lo scopo di affermare se stesso come compositore scrivendo una partitura dall\u2019organico orchestrale enorme, che sembra voler esprimere l\u2019avvento di un musicista nuovo, quasi una specie di superuomo della musica; in esso, infatti, risultano alquanto ampliate: la sezione dei legni con l\u2019aggiunta di un ottavino, un oboe, un clarinetto piccolo, un clarinetto basso e un fagotto; quella degli ottoni con l\u2019aggiunta di due corni e di un basso tuba, e quella delle percussioni, dove figurano anche la grancassa e il glockenspiel. Nella partitura \u00e8 introdotto anche un organo che contribuisce a rappresentare in modo compiuto lo &#8220;<em>stile biblico&#8221; <\/em>dell\u2019opera e, al tempo stesso, a rimarcare quel significato religioso e profetico che il filosofo tedesco aveva voluto dare al suo messaggio. Proprio allo stesso modo del superuomo preconizzato da Nietzsche con il compito di creare valori nuovi per l\u2019umanit\u00e0 del futuro, Strauss si sentiva chiamato a creare valori nuovi nel campo di un\u2019arte, la musica, intesa come il mezzo pi\u00f9 idoneo ad esprimere l\u2019idea dello sviluppo religioso e scientifico dell\u2019intera umanit\u00e0. Ci\u00f2 non significa che Strauss, con questo poema sinfonico, abbia voluto esprimere in forma musicale la filosofia contenuta nel testo di Nietzsche, ma abbia voluto servirsi della musica come mezzo efficace di interpretazione e di comunicazione di cui alcune importanti tracce sono presenti sia nel sottotitolo della composizione, dove si legge <em>frei nach Friedrich Nietzsche<\/em> (<em>liberamente da Friedrich Nietzsche<\/em>), sia nella nota di sala che egli fece circolare per la prima esecuzione dell\u2019opera e nella quale si legge:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>\u201cIo non ho inteso scrivere una musica filosofica n\u00e9 tradurre musicalmente la grande opera di Nietzsche. Io ho voluto comunicare con i mezzi della musica un\u2019idea dello sviluppo della razza umana, religioso e scientifico, conforme all\u2019idea di Nietzsche sul superuomo. L\u2019intero poema sinfonico \u00e8 inteso come un omaggio al genio di Nietzsche che trova la sua massima espressione in questo libro<\/em> Also sprach Zarathustra\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">La filosofia di Nietzsche aveva affascinato Strauss sin dal 1892, quando il compositore, ancora convalescente dopo un\u2019infiammazione polmonare, si era recato in Egitto alla ricerca di un clima pi\u00f9 favorevole. Fu allora che la filosofia di Nietzsche gli apparve quasi come una vera e propria rivelazione, come si evince da quanto lo stesso compositore ricord\u00f2 in seguito:<\/span><br \/>\n<em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cIn Egitto, leggendo le opere di Nietzsche, mi resi conto che la polemica contro la religione cristiana che vi \u00e8 contenuta corrispondeva ai miei sentimenti: si rafforz\u00f2 e si motiv\u00f2 la mia inconsapevole antipatia [\u2026] per una religione che, tramite il sacramento della confessione, assolve il credente dalla responsabilit\u00e0 delle sue azioni e delle sue omissioni\u201d.<br \/>\n<\/span><\/em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il poema sinfonico, per\u00f2, fu composto quattro anni dopo tra il mese di febbraio e quello di agosto del 1896 e fu eseguito per la prima volta, sotto la direzione dell\u2019autore, a Monaco il 27 novembre 1896 ottenendo un notevole successo di cui Strauss si dichiar\u00f2 orgoglioso in una lettera indirizzata alla moglie, nella quale si legge:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201c<em>Io fui orgoglioso \u2013 di gran lunga il pi\u00f9 importante dei miei lavori, il pi\u00f9 perfetto nella forma, il pi\u00f9 ricco nel contenuto e il pi\u00f9 individuale nel colore. I climax sono immensi e segnati in modo perfetto<\/em>\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Per ammissione dello stesso Strauss, quindi, il poema, pur essendo il <em>pi\u00f9 ricco nel contenuto<\/em>, non \u00e8 una traduzione musicale dell\u2019opera di Nietzsche, ma, in realt\u00e0, una vera e propria storia del genere umano conforme all\u2019idea del superuomo. In questa chiave interpretativa va, dunque, letta la struttura dell\u2019opera composta da un preludio e da otto episodi che si rifanno ai titoli di otto parabole del libro. Una storia del genere umano non potrebbe avere inizio senza una preventiva caratterizzazione della realt\u00e0 naturale affidata ad un tema, reso celebre dalla colonna sonora del film di <strong>Stanley Kubrick<\/strong> <em><strong>2001 Odissea nello spazio<\/strong> <\/em>e soltanto erroneamente considerato come simbolo del superuomo; Richard Specht, biografo di Strauss, nel suo saggio <em>Richard Strauss und sein Werk<\/em> (<em>Richard Strauss e la sua opera<\/em>, Vienna-Lipsia, 1921, p. 138) non ha alcun dubbio, infatti, ad associare il tema alla realt\u00e0 naturale, qui, a mio avviso, ripresa in uno stato aurorale attraverso la ricerca delle origini stesse del fenomeno musicale. Questo tema iniziale parte da un unico primigenio <em>do <\/em>che funge da pedale, ma anche da suono fondamentale della serie degli armonici, conformemente alla quale \u00e8 strutturato; dopo questo <em>do<\/em> basso, tenuto dall\u2019organo, dal controfagotto e dai contrabbassi, le trombe, seguite da tutti gli altri strumenti dell\u2019orchestra, eseguono, infatti, i primi sei suoni della serie degli armonici nelle prime sei battute, mentre il <em>crescendo<\/em> conduce a un <em>forte<\/em>, come a voler riprodurre l\u2019immenso e primordiale <em>big bang<\/em>, che origin\u00f2 una realt\u00e0 naturale ancora confusa e indistinta, ben rappresentata dall\u2019incertezza sulla <em>terza<\/em> dell\u2019accordo tonale, prima, <em>minore<\/em> e, poi, <em>maggiore<\/em>. Quest\u2019incertezza, tuttavia, viene superata e si passa alla piena affermazione nel modo maggiore delle misure successive, dove possiamo notare l\u2019utilizzazione di tutta la scala di <em>do <\/em>maggiore per rappresentare l\u2019ordine all\u2019interno di una realt\u00e0 naturale la cui formazione \u00e8 ancora <em>in fieri<\/em>.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Formatosi e ordinatosi il mondo nelle parti strutturali costitutive attraverso l\u2019imperiosa affermazione della tonalit\u00e0 di <em>do maggiore<\/em>, spetta agli uomini interrogarsi sulla sua origine e sul suo destino finale; nel primo episodio <strong><em>Von der Hinterweltlern<\/em> (<em>Degli abitanti del mondo non visto<\/em> o anche <em>Dei trascendentalisti<\/em>)<\/strong> la critica nei confronti del Cristianesimo, assertore di un mondo creato da Dio, si esercita attraverso la ripresa di un brano gregoriano, il tema del <em>Credo in unum Deum<\/em>, esposto dai corni e ripreso dall\u2019organo che lo trasforma in un motivo devozionale. Con l\u2019utilizzo del canto sacro della Chiesa Latina sembra che Strauss voglia esprimere perfettamente la parole di apertura del brano del testo:<\/span><br \/>\n<em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cUna volta anche Zarathustra volle gettare la sua illusione oltre l&#8217;umanit\u00e0, come tutti i trascendentalisti. Il mondo mi si present\u00f2 allora come opera di un Dio sofferente e tormentato. Il mondo mi sembr\u00f2 il sogno e la poesia di un Dio; nebbia colorata agli occhi di un divino essere malcontento\u201d.<\/span><\/em><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Gi\u00e0 annunciato furtivamente nel primo episodio, all\u2019inizio del secondo, <strong><em>Von der grossen Sehnsucht<\/em> (<em>Del grande anelito<\/em>)<\/strong>, \u00e8 presentato un tema cromatico di grande efficacia espressiva per la sua capacit\u00e0 di rappresentare in forma musicale il desiderio dell\u2019uomo di elevarsi al di sopra della realt\u00e0 naturale contingente. Non a caso questo tema si mescola con quello del canto dei credenti, qui rappresentato dalla citazione del <em>Magnificat<\/em> nella parte dell\u2019organo, e, altres\u00ec, con quello della natura la cui ricerca delle cause ultime appare spasmodica. Questo stato di insoddisfazione, destinata a non trovare mai appagamento, sembra accentuato nel successivo episodio, <strong><em>Von der Freuden und Leidenschaften<\/em> (<em>Delle gioie e delle passioni<\/em><\/strong>), dove, tuttavia, al tema, inquieto e fortemente cromatico degli strumenti gravi dell\u2019orchestra, si contrappone la sinuosa ed accattivante melodia dei violini raddoppiati dai due oboi, quasi a voler esprimere in forma musicale le affermazioni dello <em>Zarathustra<\/em> di Nietzsche:<\/span><br \/>\n<em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cUna volta tu avevi delle passioni e le dicevi cattive. Ma ora non hai che virt\u00f9: esse sono venute fuori dalle tue stesse passioni. Tu hai collocato la tua pi\u00f9 alta m\u00e8ta in queste passioni: e cos\u00ec esse sono divenute le tue virt\u00f9 e le tue felicit\u00e0\u201d.<\/span><\/em><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Ogni cosa, tuttavia, sembra vana e tutte le passioni come, del resto, tutti i temi esposti da Strauss nel poema fino a questo momento, trovano la loro quiete nel successivo episodio, <strong><em>Das Grablied<\/em> (<em>Canto della tomba<\/em>)<\/strong>, dove per\u00f2 i violini nella parte acuta si producono in una vana tensione verso l\u2019infinito.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Segue <strong><em>Von der Wissenschaft<\/em> (<em>Della scienza<\/em>)<\/strong> che rappresenta uno dei momenti pi\u00f9 intensi e densi di significato dell\u2019intero poema; in questo episodio, infatti, la scelta, da parte di Strauss, di avvalersi di una fuga, obbedisce alla volont\u00e0 di rappresentare la scienza con la forma musicale idonea ad esprimerla ai massimi livelli. Il soggetto della fuga, inoltre, accoglie in s\u00e9 il tema della natura e quello dell\u2019arte, quest&#8217;ultimo esposto in <em>si minore, <\/em>che, se, da un lato, \u00e8, sul piano tonale, agli antipodi del <em>do<\/em> <em>maggiore<\/em>, dall\u2019altro si fonde con esso in una suprema comprensione della natura e dell\u2019essere. Tale comprensione \u00e8 rappresentata, nel prosieguo del soggetto, dall\u2019utilizzo dell\u2019intero totale cromatico in un linguaggio marcatamente moderno. La stessa scelta di utilizzare risposte reali \u00e8 altrettanto moderna, in quanto crea una sovrapposizione di quinte che, se portata all\u2019infinito, conduce per un\u2019altra via al totale cromatico gi\u00e0 introdotto nel soggetto e idoneo ad esprimere, sia pure in forma di metafora, la suprema e reciproca comprensione dell\u2019uomo e della matura. In questo, almeno apparente, trionfo della scienza sembra insinuarsi uno stato di inquietudine; \u00e8 il tema della stanchezza che, esposto dai clarinetti, si presenta come un secondo soggetto e diventa un elemento costitutivo del successivo episodio, <strong><em>Der Genesende<\/em> (<em>Il risanato<\/em>)<\/strong>, dove sembra diventare l\u2019espressione della malattia dell\u2019uomo dalla quale l\u2019umanit\u00e0 si pu\u00f2 salvare soltanto con una riscoperta della natura conosciuta in profondit\u00e0 grazie alla scienza. Non a caso proprio in questo episodio appaiono la prima parte del tema della <em>fuga<\/em> e, infine, in una suprema affermazione dell\u2019uomo ormai diventato superuomo nell\u2019ambito della stessa natura, il tema iniziale perorato dall\u2019intera orchestra. <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Finalmente tutti i temi, liberati dalle ansie terrene e, soprattutto, dalle preoccupazioni di miti, o supposti tali, della religione, della morale e della scienza, possono esprimere l\u2019abbandono ad un\u2019atmosfera festosa attuata nella forma di una sfrenata danza orgiastica protagonista del <strong><em>Tanzlied<\/em> (<em>Canzone a ballo<\/em>)<\/strong>. Segue il silenzio dai toni crepuscolari del successivo episodio <strong><em>Nachtlied <\/em>(<em>Canto notturno<\/em>)<\/strong> che, con la sua forte tensione lirica, prelude al magistrale finale, <strong><em>Nachtwanderlied<\/em> (<em>Canto del viandante notturno<\/em>)<\/strong>, nel quale il tema della natura si spegne in un pianissimo sottolineato dal <em>pizzicato <\/em>degli archi gravi e dagli organistici accordi dei legni con cui le arpe, acutissime, come i violini, contribuiscono a creare un\u2019atmosfera celestiale. L\u2019orchestra raggiunge cos\u00ec la perfezione del suo virtuosismo e la musica, portatrice del messaggio di Zarathustra-Strauss, celebra la sua apoteosi.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Richard Strauss (Monaco di Baviera 1864 \u2013 Garmisch-Partenkirchen 1949) Till Eulenspiegels lustige Streiche (I tiri burloni di Till [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":71979,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,295],"tags":[14671,10541,10539,14675,10538],"class_list":["post-71965","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","category-richard-strauss","tag-approfondimenti","tag-cosi-parlo-zarathustra","tag-i-tiri-burloni-di-till-eulenspiegel","tag-richard-strauss","tag-till-eulenspiegels-lustige-streiche"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71965","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71965"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71965\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":97283,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71965\/revisions\/97283"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71979"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71965"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=71965"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=71965"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}