{"id":72016,"date":"2014-05-03T13:26:11","date_gmt":"2014-05-03T11:26:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=72016"},"modified":"2016-12-16T19:35:23","modified_gmt":"2016-12-16T18:35:23","slug":"prigionia-e-liberta-antonio-pappano-per-amnesty-international","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/prigionia-e-liberta-antonio-pappano-per-amnesty-international\/","title":{"rendered":"&#8220;Prigionia e libert\u00e0&#8221;: Antonio Pappano per Amnesty International"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Roma, Auditorium \u201cParco della Musica\u201d, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, stagione 2013-2014\u00a0<\/em><strong><br \/>\n<strong>Orchestra e Coro dell\u2019Accademia Nazionale di Santa Cecilia<\/strong><br \/>\n<\/strong>Direttore\u00a0<strong>Antonio Pappano <\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro<strong> Ciro Visco<br \/>\n<\/strong>Soprani <strong>\u00c1ngeles Blancas Gulin,\u00a0<\/strong> <strong>Rachel Willis-S<\/strong><strong>\u00f8rensen<\/strong><br \/>\nMezzosoprano <strong>Andrea Baker<\/strong><br \/>\nTenori <strong>Stuart Skelton, Carlo Putelli<\/strong><br \/>\nBaritoni <strong>Louis Otey, Antonio Pirozzi<\/strong><br \/>\n<em>Ludwig van Beethoven<\/em>: \u201cFidelio\u201d, <em>Introduzione e Aria di Florestano (scena del carcere) <\/em>\u201cGott! Welch Dunkel hier\u201d, atto II, scena I.<br \/>\n<em>Luigi Dallapiccola<\/em>: \u201cIl Prigioniero\u201d, <em>opera in un prologo e un atto da <\/em>La torture par l\u2019esp\u00e9rance<em> di Villiers de L\u2019Isle-Adam e da <\/em>La l\u00e9gende d\u2019Ulenspiegel et de Lamme Goedzak <em>di Charles de Coster (in forma di concerto)<br \/>\nLudwig van Beethoven<\/em>: Sinfonia n. 9 in re minore op. 125, <em>III (Adagio molto e cantabile. Andante moderato) e IV (Finale)<br \/>\nRoma, 29 aprile 2014\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><br \/>\n<strong>\u00abAvrei voluto dirigere l\u2019opera <em>Il Prigioniero <\/em>di Dallapiccola [\u2026] ma era troppo breve per essere presentata da sola. Cos\u00ec ho cercato un modo per ampliare il programma con una riflessione pi\u00f9 ampia sui temi della guerra, la lotta, la tortura, l\u2019ingiustizia e la libert\u00e0. L<em>\u2019Inno alla Gioia <\/em>della <em>Nona Sinfonia <\/em>di Beethoven \u00e8 stata la perfetta soluzione<\/strong>, infatti il finale del <em>Prigioniero<\/em> di Dallapiccola sfuma perfettamente nel terzo movimento della <em>Nona <\/em>di Beethoven. Potrebbe sembrare insolito dividere una Sinfonia ed eseguire solamente gli ultimi due movimenti, ma perch\u00e9 non immaginarla invece come una possibilit\u00e0 per il brano di fondersi con dell\u2019altro?\u00bb.<br \/>\nQueste sono le parole, riportate in introduzione del programma di sala, da Sir Antonio Pappano, e ampliate in un breve discorso introduttivo prima dell\u2019esecuzione del concerto: si tratta di un concerto che presenta una fusione particolarissima, un trittico senza soluzione di continuit\u00e0 che vede l\u2019esecuzione di un\u2019aria della <em>Fidelio<\/em>, un\u2019opera integrale di Dallapiccola in forma di concerto e gli ultimi due movimenti della <em>Nona <\/em>di Beethoven. <strong>Il <em>fil rouge<\/em><\/strong><strong>tematico \u00e8 il racconto musicale della prigionia, delle sue torture, e della successiva libert\u00e0.<\/strong> Il tutto si inserisce nelle celebrazioni del quarantesimo anniversario di <em>Amnesty International Italia<\/em>, che si batte proprio per il rispetto dei diritti umani e la liberazione degli oppressi e ingiustamente carcerati: \u00e8 noto, peraltro, l\u2019impegno politico-sociale per i diritti umani da sempre propugnato da Pappano.<br \/>\n<strong>La peculiarit\u00e0 veramente incredibile del programma, che ovviamente fa capo alla genialit\u00e0 del suo ideatore, \u00e8 la naturalezza con cui parti cos\u00ec differenti dell\u2019opera di Beethoven facciano perfettamente da <em>ouverture<\/em> e da conclusione (lieta, per fortuna: anche se spesso, nella realt\u00e0, ci\u00f2 non avviene) all\u2019opera <em>Il Prigioniero<\/em> di Dallapiccola<\/strong>. Pappano attacca a dirigere l\u2019aria dalla <em>Fidelio<\/em>; il preludio \u00e8 intensamente sofferto: il caliginoso ritmo ostinato degli archi viene amplificato dall\u2019eco degli accordi sentenziosi di ottoni e legni. Il tutto \u00e8 squarciato dalla splendida messa di voce che <strong>Stuart Skelton <\/strong>(Florestan) intona su \u00abGott\u00bb. La sua voce, dal vibrato stretto, ricca di armonici, spessa (non senza, <em>in nuce<\/em>, una sonorit\u00e0 gutturale) danno pathos al personaggio di Florestan, specialmente nel concitato delirio finale in cui crede di scorgere Leonore. <em>Coup de th\u00e9\u00e2tre<\/em>: Leonore entra veramente, ma \u00e8 la Madre del prigioniero. Subito seguono le lugubri note de <em>Il Prigioniero<\/em>, una partitura volutamente difficile e esteticamente ostica, che sintetizza gli orrori della guerra, cui il Dallapiccola dovette sottostare (la <em>premi\u00e8re <\/em>in forma di concerto \u00e8 del 1 dicembre 1949; l\u2019anno dopo, al Maggio Musicale Fiorentino, s\u2019ebbe la prima in forma scenica). La <strong>Blancas Gulin<\/strong> possiede l\u2019<em>allure <\/em>del ruolo della Madre: una voce profonda, squillante, cavernosa (peccato per una dizione funestata dalla perenne apertura delle vocali), corroborano un fraseggio variegato, che trascina gli ascoltatori nel monologo e nell\u2019onirica ballata, fino allo straziante acuto che si fonde in unisono \u2013 vera magia! \u2013 con il coro, che intoner\u00e0 sempre canti (intermezzi tra una sezione e l\u2019altra) in latino, di una tetra, satanica sacralit\u00e0, acuita dall\u2019uso di stilemi pesantemente arcaizzanti. Ecco che entra il baritono <strong>Louis Otey<\/strong>, il prigioniero, che scolpisce un lungo recitativo-duetto con la madre: la voce scura e potente ha un buon effetto sulla drammaturgia musicale del personaggio, e l\u2019interprete si comporta musicalmente sempre bene. Alcune frasi sono scolpite magnificamente \u2013 penso al \u00abSignore, aiutami a camminare\u00bb; l\u2019Aria in tre strofe (\u00abSull\u2019Oceano, sulla Schelda\u00bb) \u00e8 potente, tanto che l\u2019orchestra spesso subissa le voci. Otey si distingue anche per le terrorizzate mezze-voci, nel monologo della fuga, come nelle frasi che alterna nell\u2019atmosfera allucinata degli echi del coro in lontananza (stipato sulla galleria sopra il palco). Il Carceriere-Grande Inquisitore \u00e8 sempre Skelton, che si adatta bene al ruolo, dimostrando qui di saper anche spingere meno colla voce: si pensi alla fiabesca pacatezza della voce che trova sul \u00abTorna, sole, sulle citt\u00e0 liberate\u00bb \u2212 frase emblematica della tortura mediante la speranza \u2212, cantato talmente piano che \u00e8 l\u00ec l\u00ec a sfibrare il suono. Come Grande Inquisitore cambia ancora fraseggio, con mefistofelici filati che anticipano la disfatta, che con grande senso della drammaturgia Dallapiccola sceglie di non rappresentare. Pappano tiene un ritmo compatto, oscuramente incessante, cui concede qualche spettrale momento di distensione, con glissati aerei degli strumenti (archi soprattutto, ma anche i volteggi dei legni), caotici, che rapiscono l\u2019attenzione (si pensi alla descrizione del fioco crepitare delle lampade bluastre nel preludio alla scena terza, il sotterraneo dell\u2019Official di Saragozza, con l\u2019uso della celesta). Il tutto si spegne, nel finale, in sordina, cui Pappano fa seguire l\u2019attacco del III della <em>Nona<\/em>: qui <strong>l\u2019orchestra intera d\u00e0 il meglio di s\u00e9, un\u2019orchestra completa sotto ogni sfumatura sonora, raffinata e educata a ogni repertorio dall\u2019eclettica personalit\u00e0 musicale del suo attuale direttore stabile<\/strong>. Pappano sa conferire all\u2019atmosfera serafica, incantata, quasi angelica, delle variazioni del III, anche quel senso del dolore, della morte, che pervade tutta la <em>Nona<\/em>: il dolore di una vita, quella di Beethoven, cui venne tolto il privilegio dell\u2019udito, ma venne dato il dono di far sentire. Come attacca magnificamente il IV con il tema eseguito in piano dagli archi bassi, seguitando, poi, con tutto il <em>crescendo <\/em>di preparazione all\u2019<em>Inno alla Gioia<\/em>. \u00c8 Otey che officia la parte del basso (\u00abO Freunde\u00bb): la parte \u00e8 ben cesellata, anche se si \u00e8 avvezzi a sentire voci pi\u00f9 profonde in questo ruolo. <strong>Il coro dell\u2019ANSC \u00e8, come sempre, straordinario e ha nella <em>Nona<\/em> certamente un suo cavallo di battaglia<\/strong>: \u00e8 un piacere sentire tanto la gioia di \u00abSeid umschlungen, Millionen!\u00bb, come la nota tenuta in pianissimo alla fine di \u00abund der Cherub steht vor Gott\u00bb. Skelton \u00e8 il tenore di \u00abFroh, wie seine Sonne fliegen\u00bb; brave anche il soprano <strong>Willis-S\u00f8rensen<\/strong> e il mezzo <strong>Baker<\/strong>, soprattutto a non strafare urlando sopra le altre voci (cosa che spesso, ahim\u00e8, avviene). L\u2019apoteosi finale \u00e8 un crescendo di bellezza melodica immenso, cui il canone aggiunge la giusta dose di ieraticit\u00e0: <strong>gli applausi arrivano fragorosi <\/strong><strong>\u2212<\/strong><strong> dopo pi\u00f9 di un\u2019ora e mezza di concerto <\/strong><strong>\u2212<\/strong><strong>\u00a0per interpreti e direttore, che ci ha alfine condotti alla sperata catarsi<\/strong>. <em>Foto <span id=\"fbPhotoSnowliftCaption\" class=\"fbPhotosPhotoCaption\" tabindex=\"0\"><span class=\"hasCaption\">\u00a9 Riccardo Musacchio &amp; Flavio Ianniello<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, Auditorium \u201cParco della Musica\u201d, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, stagione 2013-2014\u00a0 Orchestra e Coro dell\u2019Accademia Nazionale di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":136,"featured_media":72018,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[4695,10552,4704,925,2908,8821,14678,178,131,10553,3645,1793,10550,10551,1880],"class_list":["post-72016","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-accademia-nazionale-di-santa-cecilia","tag-andrea-baker","tag-angeles-blancas-gulin","tag-antonio-pappano","tag-carlo-putelli","tag-ciro-visco","tag-concerti","tag-fidelio","tag-il-prigioniero","tag-louis-otey","tag-ludwig-van-beethoven","tag-luigi-dallapiccola","tag-orchestra-e-coro-dellaccademia-nazionale-di-santa-cecilia","tag-rachel-willis-sorensen","tag-stuart-skelton"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72016","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/136"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=72016"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72016\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/72018"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=72016"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=72016"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=72016"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}