{"id":72553,"date":"2014-05-15T15:40:41","date_gmt":"2014-05-15T13:40:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=72553"},"modified":"2016-12-02T17:30:40","modified_gmt":"2016-12-02T16:30:40","slug":"eleonora-abbagnato-e-le-stelle-dellopera-di-parigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/eleonora-abbagnato-e-le-stelle-dellopera-di-parigi\/","title":{"rendered":"Eleonora Abbagnato e le stelle dell&#8217;Op\u00e9ra di Parigi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Parma, Teatro Regio, ParmaDanza 2014<\/em><br \/>\n<strong>Eleonora Abbagnato e le stelle dell&#8217;Op\u00e9ra di Parigi &#8211; Gala<\/strong><br \/>\nSupervisione artistica <strong>Eleonora Abbagnato<\/strong><br \/>\nA cura di <strong>Daniele Cipriani<\/strong><br \/>\n<strong>\u201cCarmen\u201d<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Roland Petit<\/strong><br \/>\nMusica <strong>Georges Bizet<\/strong><br \/>\nInterpreti <strong>Eleonora Abbagnato<\/strong> e <strong>Nicolas Le Riche<\/strong><br \/>\n<strong>\u201cIn the Middle Somewhat Elevated\u201d<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>William Forsythe<\/strong><br \/>\nMusica <strong>Thom Willems<\/strong><br \/>\nInterpreti <strong>Amandine Albisson Pivat<\/strong> e <strong>Audric Bezard<\/strong><br \/>\n<strong>\u201cOdyss\u00e9e\u201d<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Nicolas Le Riche<\/strong><br \/>\nMusica <strong>Arvo P\u00e4rt<\/strong><br \/>\nInterpreti <strong>Clairemarie Osta<\/strong> e <strong>Nicolas Le Riche<\/strong><br \/>\n<strong>\u201cFugitif\u201d<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>S\u00e9bastien Bertaud<\/strong><br \/>\nMusica <strong>Swod<\/strong><br \/>\nInterpreti <strong>Amandine Albisson Pivat <\/strong>e <strong>Audric Bezard<\/strong><br \/>\nPrima nazionale<br \/>\n<strong>\u201cLe Parc\u201d<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Angelin Preljocaj<\/strong><br \/>\nMusica <strong>Wolfgang Amadeus Mozart<\/strong><br \/>\nInterpreti <strong>Eleonora Abbagnato<\/strong> e <strong>Benjamin Pech<\/strong><br \/>\n<strong>\u201cIn the Night\u201d<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Jerome Robbins<\/strong><br \/>\nMusica <strong>Fr\u00e9d\u00e9ric Chopin<\/strong><br \/>\nPianoforte <strong>Daniele Buccio<\/strong><br \/>\nInterpreti <strong>Clairemarie Osta<\/strong> e <strong>Benjamin Pech<\/strong><br \/>\n<strong>Ketevan Papava<\/strong> e <strong>Roman Lazik<\/strong> (Opera di Vienna)<br \/>\n<strong>Eleonora Abbagnato<\/strong> e <strong>Nicolas Le Riche<\/strong><br \/>\nDirettore di scena <strong>Piero Martelletta<\/strong><br \/>\nAssistente Daniele Cipriani Entertainment <strong>Annalisa Delfina Pozzi<\/strong><br \/>\n<em>Parma, 13 maggio 2014<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stata indubbiamente una serata molto bella quella che ha visto <strong>Eleonora Abbagnato<\/strong> come seconda protagonista di ParmaDanza 2014, affiancata dai colleghi dell\u2019Op\u00e9ra di Parigi. Bellissime coreografie, ottimi danzatori\u2026 cosa volere di pi\u00f9? Un gala raffinato che ha dato modo di assistere a lavori poco rappresentati in Italia (o, pi\u00f9 probabilmente, sconosciuti ai direttori artistici) senza dover visionare simulacri di balletto romantico o coreografie \u201cnuove\u201d spacciate per\u2026 nuove. Lasciando da parte il lato mondano che non ci interessa, il nome di Eleonora Abbagnato al momento \u00e8 dato fra i pi\u00f9 gettonati per la futura dirigenza del Corpo di Ballo del Teatro dell\u2019Opera di Roma, compagnia che \u2013 pur contando su una generazione di giovani e validi talenti &#8211; sembra mancare di una dirigenza forte e in grado di imprimere direttive artistiche precise. Ma la tappa pi\u00f9 importante all\u2019interno della carriera artistica della ballerina palermitana \u00e8 stata la nomina a <em>danseuse \u00e9toile <\/em>nel 2013 nel Balletto dell\u2019Op\u00e9ra di Parigi, a seguito di una recita di <em>Carmen<\/em>, diventando cos\u00ec la prima ballerina italiana ad ottenere il grado massimo previsto dalla gerarchia della Compagnia parigina. Danzatrice poco versata nel balletto ottocentesco, ha legato il suo nome ad un repertorio di respiro pi\u00f9 narrativo e postclassico.<br \/>\nEd \u00e8 proprio con <strong><em>Carmen<\/em><\/strong> di <strong>Roland Petit<\/strong> che si \u00e8 aperta la serata di Parma, col celebre passo a due della terza scena. Balletto nato nel 1949 per i Ballets de Paris, <em>Carmen<\/em> fu subito un grande successo: i primi interpreti furono proprio Petit a fianco della moglie, Zizi Jeanmaire. Accanto ai successi non tardarono ad arrivare per\u00f2 pareri negativi, se non provvedimenti pi\u00f9 drastici: caso celebre fu quello del Canada dove il balletto fu censurato. In effetti, quella di <em>Carmen<\/em> \u00e8 una partitura dalla pennellata sensuale e mediterranea, molto asciutto nella drammaturgia incentrata essenzialmente sul rapporto Carmen \u2013 Don Jos\u00e9. L\u2019Abbagnato si presenta in scena, idealmente guardando da una finestra\u2026 ed \u00e8 subito Carmen. Seduce e allo stesso tempo allontana l\u2019amato con la figura, i <em>pench\u00e9<\/em> in <em>decal\u00e9<\/em>, la schiena nuda cui fanno da contraltare le movenze mascoline, pensate da Petit per infondere forza e femminilit\u00e0 alla celebre sigaraia. Affiancata da <strong>Nicolas Le<\/strong> Riche, i duehanno conferito davvero il massimo cui si possa chiedere a questo brano, vero incontro-scontro di passionalit\u00e0 e fierezza.<br \/>\nIl secondo passo a due \u00e8 stato tratto dal celebre <strong><em>In the Middle Somewhat Elevated<\/em><\/strong> di <strong>William Forsythe<\/strong> su musiche di <strong>Tom Willems<\/strong>: ne sono stati interpreti <strong>Amandine Albisson Pivat<\/strong> e <strong>Audric Bezard. <\/strong>Pagina veramente storica di Forsythe, messo in scena proprio per la prima volta per il Balletto dell\u2019Op\u00e9ra nel 1987, fu la consacrazione per l\u2019ex direttore del Frankfurt Ballet, dopo l\u2019accoglienza non propriamente calorosa riservata a <em>France Dance<\/em>, sempre allestito per la Compagnia parigina nel 1983. Di Forsythe abbiamo parlato a lungo e spesso, quindi basta ricordarne semplicemente il <em>modus operandi<\/em>, ovvero la decodificazione della danza accademica per esplorarne le infinite possibilit\u00e0: davvero infinite, tanto pi\u00f9 che alla prima rappresentazione di <em>In the Middle<\/em> l\u2019ordine delle sequenze venne modificato da Forsythe poco prima della rappresentazione. <strong>Amandine Albisson Pivat<\/strong> e <strong>Audric Bezard<\/strong>, ancorch\u00e9 apprezzabili, hanno mancato soprattutto di tempra\u2026 quella autenticamente spregiudicata che caratterizzava i danzatori di Francoforte e che oggi poche compagnie possono vantare.<br \/>\n<strong>Nicolas Le Riche <\/strong>ha poi danzato una propria creazione, <strong><em>Odyss\u00e9e <\/em><\/strong>su musica di <strong>Arvo P\u00e4rt<\/strong>, accanto a <strong>Clairemarie Osta<\/strong>. Coreografia di bell\u2019impatto visivo e poco plastico (considerati i costumi neri e larghi che ricoprivano i danzatori), \u00e8 giocata su piccoli passi iniziali, quasi premuti a terra per eccessiva forza di gravit\u00e0: un cammino che semplicemente non sembrerebbe voler inizio perch\u00e9 impedito dalla pesantezza del corpo. Di qui in poi la coreografia diventa pi\u00f9 elaborata con belle prese aree e un buon dominio dello spazio, per poi ritornare ai piccoli passi iniziali che segnano il separarsi della coppia. Bella <em>ringkomposition<\/em>, anche grazie al fascio di luce rossa spiovente posizionato al centro della scena.<br \/>\n<strong>Amandine Albisson Pivat<\/strong> e <strong>Audric Bezard <\/strong>sono poi tornati ad interpretare <strong><em>Fugitif<\/em><\/strong> &#8211; duo estratto da un numero di respiro pi\u00f9 ampio &#8211; di <strong>S\u00e9bastien Bertaud, <\/strong><em>sujet<\/em> in forze al Balletto dell\u2019Op\u00e9ra ma gi\u00e0 autore di diverse coreografie. Brano molto plastico, di base accademica ma fluidissimo nella dinamica, ha messo ben in risalto i corpi e il <em>mood<\/em> fra i due.<br \/>\nChiude questa prima parte, legata \u2013 come abbiamo visto \u2013 al mondo della danza francese, il passo a due dal terzo atto di <strong><em>Le Parc<\/em><\/strong> di <strong>Angelin Preljocaj<\/strong> su musica di <strong>Wolfgang Amadeus Mozart<\/strong>. Il balletto, nato per il Balletto dell\u2019Op\u00e9ra nel 1994, venne rappresentato anche alla Scala di Milano nel 2007. Questo terzo passo a due rappresenta il climax del rapporto che si sviluppa nel corso dell\u2019intero balletto tra dama e libertino: dal contatto minimo e \u2018centellinato\u2019 del passo a due del primo atto si passa qui ad un vero e proprio contatto, prodromo all\u2019amore che ormai pu\u00f2 nascere simboleggiato dal lungo roteare dei due interpreti durante un lunghissimo bacio. <strong>Eleonora Abbagnato<\/strong> e <strong>Benjamin Pech<\/strong> sono stati esecutori autentici e appassionati.<br \/>\nHa chiuso la serata <strong><em>In the Night<\/em><\/strong> di <strong>Jerome Robbins<\/strong> su musica di <strong>Fr\u00e9d\u00e9ric Chopin<\/strong> (Notturni op. 27 n. 1, op. 55 n. 1 &amp; 2, op. 9 n. 2), balletto molto sofisticato e allo stesso tempo di ironia graffiante, pressoch\u00e9 sconosciuto in Italia. Il titolo dice gi\u00e0 tutto: \u00e8 notte. Quale momento migliore per l\u2019amore? Tre sono le declinazioni del rapporto amoroso: una coppia giovane e piena di speranze (<strong>Clairemarie Osta <\/strong>e<strong> Benjamin Pech<\/strong>), una coppia borghese alla ricerca della passione perduta (<strong>Ketevan Papava<\/strong> e <strong>Roman Lazik<\/strong>, provenienti dal Wiener Staatsballett) e una coppia dalla propensione\u2026 \u201cmelodrammatica\u201d (<strong>Eleonora Abbagnato <\/strong>e <strong>Nicolas Le Riche<\/strong>). Bellissima esecuzione complessiva, anche se irresistibile ci \u00e8 sembrata la tenerezza della coppia Osta \u2013 Pech e la passione irrefrenabile dell\u2019Abbagnato avvolta nel vaporoso costume rosso e nero. Ottimo l\u2019accompagnato al pianoforte di <strong>Daniele Buccio<\/strong>. Un unico neo: aver collocato il pianoforte in scena\u2026 la met\u00e0 sinistra della platea \u00e8 stata un po\u2019 svantaggiata nella visione.<br \/>\nTanti e meritati applausi a tutti quanti gli interpreti. <i>Foto Roberto Ricci \u2013 Teatro Regio di Parma<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parma, Teatro Regio, ParmaDanza 2014 Eleonora Abbagnato e le stelle dell&#8217;Op\u00e9ra di Parigi &#8211; Gala Supervisione artistica Eleonora [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":61,"featured_media":72563,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[10720,5169,10721,8444,133,5522,10729,6055,10719,10726,3911,10727,10725,8100,10722,10661,5176,10728,10724,3599],"class_list":["post-72553","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-amandine-albisson-pivat","tag-angelin-preljocaj","tag-audric-bezard","tag-benjamin-pech","tag-carmen","tag-clairemarie-osta","tag-daniele-buccio","tag-eleonora-abbagnato","tag-in-the-middle-somewhat-elevated","tag-in-the-night","tag-jerome-robbins","tag-ketevan-papava","tag-le-parc","tag-nicolas-le-riche","tag-odyssee","tag-parmadanza-2014","tag-roland-petit","tag-roman-lazik","tag-sebastien-bertaud","tag-william-forsythe"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72553","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/61"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=72553"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72553\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87185,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72553\/revisions\/87185"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/72563"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=72553"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=72553"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=72553"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}