{"id":73058,"date":"2014-05-26T19:22:06","date_gmt":"2014-05-26T17:22:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=73058"},"modified":"2016-12-14T03:05:04","modified_gmt":"2016-12-14T02:05:04","slug":"teatro-di-san-carlo-di-napolipagliacci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/teatro-di-san-carlo-di-napolipagliacci\/","title":{"rendered":"Teatro di San Carlo di Napoli:&#8221;Pagliacci&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Napoli,<\/em> <i>Teatro di San Carlo, Stagione Lirica 2013 \/2014<\/i><br \/>\n<b>&#8220;PAGLIACCI&#8221;<\/b><br \/>\nDramma in un prologo e due atti<br \/>\nLibretto e musica di <b>Ruggero Leoncavallo<\/b><br \/>\n<i>Nedda \/ Colombina<\/i> ALEXIA VOLGARIDOU<br \/>\n<i>Canio \/ Pagliaccio<\/i> ANTONELLO PALOMBI<br \/>\n<i>Tonio \/ Taddeo<\/i> CLAUDIO SGURA<br \/>\n<i>Beppe \/ Arlecchino<\/i> MERT SUNGU<br \/>\n<i>Silvio<\/i> LUCA GRASSI<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro di San Carlo di Napoli<br \/>\nDirettore <strong>Nello Santi<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Sergio Caputo<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Daniele Finzi Pasca <\/strong><br \/>\nCreative Associate <strong>Julie Hamelin <\/strong><br \/>\nCoreografie <strong>Maria Bonzanigo <\/strong><br \/>\nScene <strong>Hugo Gargiulo <\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Giovanna Buzzi <\/strong><br \/>\nDisegno Luci <strong>Daniele Finzi Pasca<\/strong> e <strong>Alexis Bowles<br \/>\n<\/strong>Allestimento del Teatro di San Carlo<strong><br \/>\n<\/strong><em style=\"text-align: justify;\">Napoli, 22 maggio 2014<\/em><br \/>\nUna meraviglia continua e fluida inonda lo sguardo degli spettatori presenti alla prima sancarliana del capolavoro verista \u201cPagliacci\u201d di Ruggero Leoncavallo, che il Massimo napoletano ripropone per la regia di <strong>Daniele Finzi Pasca<\/strong>. Teatro gremito di un pubblico in tripudio ed estasi a fine rappresentazione, con maestranze soddisfatte, cast commosso e lunghissimi applausi per il Direttore <strong>Nello Santi<\/strong>. Esaltazione, soddisfazione e commozione legittimate da una performance di alto livello. L\u2019acqua che il regista colloca sul pavimento della scena dopo l\u2019Intermezzo, come catarsi, sublima, purifica e cancella \u201cci\u00f2 che fu\u201d, bagna tutti, ora come lacrima ora come guizzo. Come accennato, si tratta di un allestimento gi\u00e0 presentato e accolto con toni entusiastici da pubblico e critica, nella stagione estiva del 2011 (al San Carlo le recite di \u201cPagliacci\u201d sono state numerosissime durante il Novecento, fino al 1974). Sicuramente, gran merito del successo riscontrato va al disegno registico di Daniele Finzi Pasca, il quale riesce a trasformare in fantastico e surreale un dramma di stampo verista senza, tuttavia, snaturarne il senso intrinseco. Pi\u00f9 che il tormento del tradimento o la riflessione sul valore ontologico del \u201cpagliaccio\u201d (riflessione abbondante in letteratura) la sua regia induce a cogliere l\u2019ineluttabile fusione di finzione e realt\u00e0, qui portata alle estreme conseguenze con il &#8220;pubblico di scena&#8221; travestito da pagliacci e marionette e i pagliacci\u2013attori vestiti da nobiluomini che si insinuano nell\u2019impianto\u00a0fiabesco. Un ribaltamento di concetti in cui l\u2019espediente del metateatro \u00e8 amplificato e ulteriormente legittimato. L\u2019orchestra, come accennato prima, diretta da Nello Santi, presenta una condotta uniforme e apprezzabile\u00a0 per sonorit\u00e0, amalgama timbrico e equilibrio dei volumi. Una lettura, la sua, che rimane sostanzialmente fedele a una certa tradizione interpretativa chiaramente verista. Le scene, firmate da <strong>Hugo Gargiulo<\/strong>, essenziali e suggestive, presentano ampi spazi con tagli di luce netti e forti, il cui disegno \u00e8 curato dallo stesso regista. Gli straordinari costumi portano la firma di <strong>Giovanna Buzzi<\/strong>, gi\u00e0 collaboratrice del Finzi Pasca per le Olimpiadi invernali, e sono ulteriormente esaltati dal make-up curato da Chiqui Barb\u00e8. Stoffe multicolori abilmente accostate illuminano la scena e fanno splendere ulteriormente la buona prestazione del Coro di Voci Bianche diretto da <strong>Stefania Rinaldi<\/strong> e del Coro diretto da <strong>Salvatore Caputo<\/strong>.\u00a0 Un plauso ed una considerazione <em>a latere<\/em> merita l\u2019<em>ensemble<\/em> di acrobati provenienti dalla <strong>Compagnia Finzi Pasca\u00a0<\/strong>e gi\u00e0 protagonisti principali di lavori del\u00a0<em>Cirque du Soleil<\/em> e \u00a0del\u00a0<em>Cirque \u00c9loize<\/em>. In qualche punto della messinscena i loro volteggi, di una bellezza e leggiadria disarmanti, distolgono \u201cemotivamente\u201d dalla vicenda, in altri la esaltano sublimandola e divenendo l\u2019<em>alter ego <\/em>collettivo ed animato di Nedda, <strong>Alexia Voulgaridou<\/strong>, con la quale sono in continuo contatto scenico; contatto che si arrester\u00e0 solo con la Morte. L\u2019uccisione da parte di Canio di Nedda- Colombina vive, infatti, come un\u2019eco di sangue attraverso il simbolico annientamento di tutte le sue \u201combre\u201d che trasformeranno lo specchio d\u2019acqua in scena in mare di orrore. Il pur bravo soprano non brilla per smalto e risonanza e il risultato complessivo mostra un certo squilibrio fra il lirismo e l&#8217;impeto drammatico. La sofisticatezza gestuale riservatale dalla regia nella compenetrazione intima e complice con il coro di acrobati, la rende, in quest\u2019allestimento, personaggio etereo e tuttavia \u201cpura\u201d. Il Canio di <strong>Antonello Palombi<\/strong>, forse il pi\u00f9 emozionato fra i cantanti (almeno al momento degli applausi), regala una piacevole esecuzione, anche se scenicamente pecca di qualche vuoto emotivo in\u00a0\u00abVesti la giubba<em>\u00bb<\/em>. La corposit\u00e0 della sua voce oscilla in qualche momento soprattutto nella zona del \u201cpassaggio \u201d, riuscendo, per\u00f2, subito a recuperare \u201ci remi\u201d di una vocalit\u00e0 importante come la sua e ad affrontare con maestria la zona acuta. L\u2019interpretazione, come sottolineato, risulta per\u00f2 qua e l\u00e0 orfana di \u201cvisceralit\u00e0\u201d. Efficace scenicamente il Tonio, <strong>Claudio Sgura<\/strong>, nell\u2019interpretazione del <em>quid<\/em> diabolico insito nel suo personaggio. Sul piano vocale si notano delle discrepanze tra il registro centrale corposo e risonante\u00a0 e quello acuto, tendenzialmente teso e povero di smalto. <strong>Luca Grassi,<\/strong> nei panni di Silvio, appare scenicamente ed\u00a0 emotivamente un po&#8217; distaccato. Di certo, Grassi \u00e8 un baritono elegante nel fraseggio, dalla voce facile, morbida, timbrata. Non convince del tutto\u00a0 l\u2019esecuzione vocale di <strong>Mert Sungu <\/strong>(Peppe), tenore leggero che, in qualche punto, \u00e8 parso a disagio e messo\u00a0 in difficolt\u00e0 dalle sonorit\u00e0 orchestrali.\u00a0 Uno spettacolo intenso, arricchito da due inserti musicali per pianoforte riportati in digitale ed eseguiti da Leoncavallo stesso su rullo meccanico Welte-Mignon nel 1905 (uno, Intermezzo dall\u2019opera stessa prima del Prologo, l\u2019altro, <em>Flirt Waltzer<\/em>\u00a0composto sempre da Leoncavallo, prima che abbia inizio lo spettacolino in scena).\u00a0 Settanta minuti intensi in cui la <em>contaminatio<\/em> dei linguaggi espressivi e caleidoscopici dell\u2019Arte raggiunge un <em>acme<\/em> di bellezza, quella bellezza capace di annullare l\u2019orrore della cronaca, quella bellezza del <em>divertissement<\/em> di cui si ha davvero bisogno e da cui ci si lascia volentieri attrarre ora che, ancora pi\u00f9 di allora, finzione e realt\u00e0 son una cosa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Napoli, Teatro di San Carlo, Stagione Lirica 2013 \/2014 &#8220;PAGLIACCI&#8221; Dramma in un prologo e due atti Libretto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":73133,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[10822,5127,10907,10906,4891,145,408,340,680],"class_list":["post-73058","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-daniele-finzi-pasca","tag-giovanna-buzzi","tag-hugo-gargiulo","tag-maria-bonzanigo","tag-nello-santi","tag-opera-lirica","tag-pagliacci","tag-ruggero-leoncavallo","tag-teatro-san-carlo-di-napoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73058","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73058"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73058\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/73133"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73058"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=73058"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73058"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}