{"id":73179,"date":"2019-10-04T00:10:20","date_gmt":"2019-10-03T22:10:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=73179"},"modified":"2019-10-05T01:55:05","modified_gmt":"2019-10-04T23:55:05","slug":"richard-strauss-celebrations-i-poemi-sinfonici-symphonia-domestica-eine-alpensinfonie-metamorphosen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/richard-strauss-celebrations-i-poemi-sinfonici-symphonia-domestica-eine-alpensinfonie-metamorphosen\/","title":{"rendered":"Richard Strauss  (1864 &#8211; 1949) &#8211; 5: &#8220;Symphonia domestica&#8221;, &#8220;Eine Alpensinfonie&#8221;, &#8220;Metamorphosen&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Richard Strauss <\/strong>(Monaco di Baviera 1864 \u2013 Garmisch-Partenkirchen 1949)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>&#8220;<\/strong><em><strong>Symphonia domestica&#8221; op. 53<\/strong><\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Introduzione e sviluppo dei tre gruppi di temi principali. Temi del marito: a) gem\u00e4lich (comodo), b) tr\u00e4umerisch (sognante), c) fuerig (focoso). Temi della moglie: a) Lebhaft und heiter (vivace e giocondo), b) gracioso. Tema del figlio: ruhig (tranquillo) \u2013 Scherzo: felicit\u00e0 dei genitori, giochi infantili, ninna nanna (la pendola suona le 7 di sera) \u2013 Adagio: lavori e propositi , scena d\u2019amore, sogni e preoccupazioni (la pendola suona le 7 del mattino) \u2013 Finale: risveglio e allegra baruffa (doppia fuga), riconciliazione e conclusione gioiosa.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Durata: 46\u2019 ca<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Richard Strauss: Symphonia Domestica - Lorin Maazel (HD 1080p - Audio video)\" width=\"940\" height=\"529\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/8sjBKiWQWNk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Dopo la composizione di <strong><em>Ein Heldenleben<\/em><\/strong> sembra che la giovanile quasi \u201ceroica\u201d vena sinfonica di Strauss cominci ad inaridirsi. In oltre 50 anni, dal 1898 alla morte <strong>Strauss<\/strong> ritorner\u00e0 all\u2019amato genere del poema sinfonico soltanto 3 volte, se si considera il tardo <strong><em>Metamorphosen<\/em><\/strong> che, chiamato dallo stesso compositore <em>studio sinfonico per 23 archi<\/em>, non \u00e8 un vero e proprio poema sinfonico nel senso stretto del termine. Qual \u00e8 la ragione di questa progressiva diminuzione dell\u2019interesse per la musica sinfonica da parte di Strauss? Certamente il teatro aveva assorbito le sue attenzioni e le sue energie e nei cinque anni, che trascorrono tra la composizione di <em>Ein Heldenleben<\/em> e quella della <em>Symphonia domestica<\/em>, aveva iniziato a dare al compositore tedesco le soddisfazioni sperate. Ottenuto un eclatante successo in occasione di una ripresa a Vienna, il 29 gennaio 1902, sotto la direzione di Mahler, della sua seconda opera, <em>Feuersnot<\/em>, Strauss, riappacificato con il pubblico e lontano dai toni polemici che avevano caratterizzato gli autobiografici poemi sinfonici della giovinezza, si ritaglia con la <em>Symphonia domestica<\/em> un\u2019oasi di serenit\u00e0 familiare. Gi\u00e0 nella dedica, che recita alla mia cara moglie, Pauline de Ahna, che aveva sposato il 10 settembre 1894, e al nostro bambino, si pu\u00f2 leggere la volont\u00e0 del compositore di presentare il ritratto di un uomo, vicino alla soglia dei quarant\u2019anni, soddisfatto non solo dei suoi successi professionali, ma soprattutto delle gioie della famiglia, rappresentata in questa composizione dalle proporzioni colossali.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Completata il 31 dicembre 1903 ed eseguita per la prima volta il 21 marzo 1904 alla Carnegie Hall di New York sotto la direzione di Strauss, la <em>Symphonia domestica<\/em> \u00e8 costituita da un unico movimento in quattro parti,<\/strong> nel quale vengono caratterizzate con temi e tonalit\u00e0 diverse la figura del padre, della madre e del bambino. <strong>Nell\u2019introduzione <\/strong>il padre si presenta nella tonalit\u00e0 di <em>fa maggiore<\/em> con un tema che riassume con una certa autoironia gli aspetti principali del carattere del compositore. Se, infatti, il motivo iniziale dei violoncelli appare ironicamente pomposo, l\u2019anima sognante e, al tempo stesso, focosa di Strauss trova la sua espressione nel lirico tema dell\u2019oboe, da una parte, e nello slanciato motivo degli archi dall\u2019altra. <strong>La moglie<\/strong>, presentata nella tonalit\u00e0 opposta (secondo i principi del sistema assiale), ma complementare, di <em>si maggiore<\/em>, \u00e8 descritta da due motivi tematici, dei quali il primo ne esprime il carattere allegro (Vivace e giocondo), mentre il secondo ne esalta la grazia. <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Infine il bambino, il cui unico tema \u00e8 esposto nella tonalit\u00e0 di <em>re minore<\/em>, intermedia tra quella di <em>fa maggiore<\/em> del padre e quella di si maggiore della madre, sembra non avere ancora una fisionomia propria, dal momento che ci \u00e8 presentato attraverso il punto di vista dei genitori e dei conoscenti. Se un oboe d\u2019amore, a cui \u00e8 affidato il lirico tema che rappresenta il bambino, ben esprime il tenero amore dei genitori per il figlio, la sezione successiva, una delle poche nelle quali si possono leggere in partitura delle didascalie, \u00e8 tutta costruita sui commenti ironici dei conoscenti che dicono: \u00e8 <em>tutto suo padre<\/em> o <em>\u00e8 tutto sua madre<\/em>. <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Lo <strong><em>Scherzo<\/em> <\/strong>disegna una quotidiana scena familiare; i temi dell\u2019Introduzione variati rappresentano i giochi che i genitori fanno con il bambino il quale, per\u00f2, non vuole andare a letto e per questo merita delle sculacciate rappresentate da un\u2019orchestra nervosa che si esibisce in <em>sforzati<\/em>. Alla fine dello <em>Scherzo<\/em> ritorna la serena atmosfera iniziale con il tema del bambino che viene contrappuntato dai clarinetti. <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Di carattere intimistico \u00e8 il successivo <strong><em>Adagio, <\/em><\/strong>di struttura tripartita, il cui inizio, dai colori e dalle sonorit\u00e0 soffuse, disegna un\u2019atmosfera notturna che nella prima e nella seconda parte vede protagonisti i due coniugi, i quali, dopo aver parlato del futuro del bambino, scambiandosi delle affettuosit\u00e0, si fanno trascinare dalla passione rappresentata da una sensuale e cromatica melodia. L\u2019incanto d\u2019amore per i due coniugi si dissolve quando il bambino, appena svegliato, richiama su di s\u00e9 la loro attenzione con il suo tema affidato ancora una volta all\u2019oboe d\u2019amore. Ormai la notte \u00e8 finita e i sette rintocchi dell\u2019orologio annunciano che un altro giorno, denso di impegni, sta nascendo. <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Ancora il figlio \u00e8 il protagonista della parte iniziale dell\u2019ultima sezione, nella quale un\u2019animata lite si stempera nella riconciliazione prima del gioioso finale, preceduto da una ripresa del tema dell\u2019oboe d\u2019amore a rimarcare la centralit\u00e0 del figlio in questo splendido quadro domestico.<br \/>\n<strong><em>&#8220;Eine Alpensinfonie&#8221; (Una sinfonia delle Alpi), poema sinfonico op. 64<\/em><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Notte; Sorgere del sole; L\u2019ascensione; Ingresso nel bosco; Cammino lungo il ruscello; Alla cascata; Apparizione; Sui prati fioriti; Sul pascolo; Fra macchie e fratte, per sentieri impervi; Sul ghiacciaio; Momenti di pericolo; Sulla cima; Visione; Si alza la nebbia; Il sole si oscura a poco a poco; Elegia; Quiete prima della tempesta; Uragano e tempesta, discesa; Tramonto; Ultima risonanza; Notte.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Durata: 52\u2019ca<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Richard Strauss - An Alpine Symphony, Op. 64 (Giuseppe Sinopoli &amp; S\u00e4chsische Staatskapelle Dresden)\" width=\"940\" height=\"529\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ltumZOfxpqM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>Una sinfonia delle Alpi <\/em><\/strong>\u00e8 il pi\u00f9 grande poema sinfonico di Richard Strauss non solo per le dimensioni della partitura, la cui esecuzione occupa oltre tre quarti d\u2019ora, ma anche per l\u2019organico che consta di circa 123 elementi, compresi 12 corni e 2 tromboni che suonano dietro le scene, un eolifono (una macchina del vento) e una macchina del tuono. Della grande maestria con cui \u00e8 trattata l\u2019orchestra in questa partitura, <strong>Strauss<\/strong> si rese conto soltanto alla fine delle prove quando esclam\u00f2: <em>\u201cFinalmente ho imparato ad orchestrare\u201d<\/em>. Quest\u2019affermazione \u00e8 vera solo in parte in quanto il compositore tedesco aveva gi\u00e0 dato convincenti prove della sua capacit\u00e0 di strumentatore in altri poemi sinfonici tra cui <em>Also sprach Zarathustra<\/em> che, tuttavia, non presenta un organico cos\u00ec vasto e importante. La scelta di utilizzare quest\u2019organico risponde alla volont\u00e0 di Strauss di realizzare, nel modo pi\u00f9 compiuto possibile, il programma filosofico prefissatosi ed espresso in poche parole nel suo diario il 18 maggio 1911 dopo aver appreso della morte di Gustav Mahler. A proposito della <em>Sinfonia delle Alpi<\/em>, il cui titolo originario era <em>L\u2019anticristo, Una sinfonia delle Alpi<\/em>, il compositore annot\u00f2 che questo poema sinfonico doveva esprimere:<em>\u201cla purificazione morale dell\u2019uomo grazie ai suoi soli sforzi, la liberazione dal lavoro, il culto dell\u2019eterna, splendida natura<\/em>\u201d. La natura, quindi, diventa espressione di un paganesimo di ascendenza nietzschiana che trova la sua ispirazione in una gita in montagna sulle Alpi bavaresi fatta dal compositore quando aveva appena quattordici anni. L\u2019episodio biografico e la conoscenza dell\u2019opera di Nietzsche gi\u00e0 nel 1902 avevano ispirato al compositore un poema sinfonico che realizzasse una sintesi perfetta tra di loro, ma il progetto fu momentaneamente accantonato per essere ripreso soltanto nel 1911. Strauss ultim\u00f2 la composizione della <em>Sinfonia<\/em> nella versione pianistica il 5 agosto 1913 mantenendo nell\u2019autografo il titolo originario, e complet\u00f2 l\u2019orchestrazione, che tante soddisfazioni gli avrebbe dato, soltanto l\u20198 febbraio del 1915. La prima esecuzione, diretta dallo stesso compositore, avvenne il 25 ottobre dello stesso anno a Berlino con l\u2019Orchestra reale di Dresda, dedicataria dell\u2019opera insieme al conte Nicolaus Seebach. La musica segue perfettamente il programma, corrispondente alla descrizione di una giornata trascorsa in montagna dall\u2019alba al tramonto e si avvale di una scrittura elaborata anche con tecniche contemporanee, di cui sono esempi la politonalit\u00e0 presente nella sovrapposizione di un accordo di <em>re minore<\/em> su uno di <em>si bemolle minore<\/em> all\u2019inizio della partitura, e i <em>clusters<\/em> diatonici della sezione iniziale, <strong><em>La notte<\/em><\/strong>. Qui gli archi tengono tutti i sette suoni della scala di <em>si bemolle minore<\/em> in una sonorit\u00e0 ovattata e quasi impercettibile, che si contrappone alla sezione successiva, <strong><em>Sorgere del sole<\/em><\/strong>, nella quale il tema iniziale \u00e8 esposto dall\u2019orchestra a pieno organico in <em>la maggiore<\/em>. Non meno suggestiva \u00e8 la sezione successiva, <strong><em>L\u2019ascesa<\/em><\/strong>, nella quale si afferma il tema del viandante che, reso dalle sonorit\u00e0 gravi degli archi e dei corni, s\u2019innalza fino a dare l\u2019impressione di toccare quasi il sole il cui tema ritorna esposto in fortissimo. Da questo momento in poi prende forma tutto il paesaggio alpino: il bosco (<strong><em>Entrata nel bosco<\/em><\/strong>), il cui mormorio \u00e8 reso dagli arpeggi degli archi; il ruscello (<strong><em>Cammino lungo il ruscello<\/em><\/strong>) con la cascata, il cui turbine d\u2019acqua \u00e8 reso da scale discendenti, e, infine, l\u2019apparizione della natura con i suoi prati fioriti, attraverso i quali il compositore cammina accompagnato dal tema del viandante, con i suoi pascoli, con i suoi sentieri impervi e le fratte, la cui struttura labirintica \u00e8 descritta da un fugato. Salendo ancora si giunge fino alla cima dove \u00e8 affidato all\u2019oboe il compito di esprimere tutta la meraviglia del paesaggio sottostante. Il culmine \u00e8 rappresentato dalla<strong><em>Visione<\/em><\/strong>, dove Strauss d\u00e0 prova della sua grande perizia contrappuntistica costruendo un grande fugato con i temi della cima, della montagna e del sole che risuona nelle canne dell\u2019organo, quasi a voler affermare una religione laica e pagana della natura. Questa, non molto dopo, esprime tutta la sua straordinaria forza nel temporale preannunciato da cupi tuoni, efficacemente riprodotti dal suono dei timpani in lontananza. La tempesta esplode in tutta la sua forza con l\u2019orchestra che disegna delle scale discendenti che si placano nel tramonto e, infine, nella notte, che conclude, in una struttura circolare, metafora del carattere omnicomprensivo della natura, il poema sinfonico con un dolcissimo accordo di <em>si bemolle minore<\/em>. I <em>clusters <\/em>diatonici, ripresi in questo finale, sembrano indicare che la natura \u00e8 stata rappresentata in tutte le sue forme, belle o terribili, ma sempre sublimi come la musica che le pu\u00f2 esprimere nel modo pi\u00f9 alto e compiuto.<br \/>\n<em><strong>&#8220;Metamorphosen&#8221; (Metamorfosi), studio per ventitre archi solisti<\/strong><\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Adagio ma non troppo, Agitato, Adagio ma non troppo, Molto lento<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Durata: 28&#8217;ca<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=rkFZslCvM68\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=rkFZslCvM68<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong><em>Metamorphosen <\/em><\/strong>\u00e8 una composizione scritta durante gli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale e <strong>presentata, per la prima volta, il 25 gennaio del 1946<\/strong> <strong>da Paul Sacher al Collegium Musicum di Zurigo<\/strong>. L\u2019opera vuole essere espressione dell\u2019intenso dolore provato dal compositore per le distruzioni subite dalla Germania durante la Seconda Guerra Mondiale e, in particolare, per il bombardamento del Teatro dell\u2019Opera di Monaco, definito dallo stesso Strauss &#8220;<em>il tempio pi\u00f9 sacro del mondo&#8221;, <\/em>in una lettera al librettista Joseph Gregor.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Il brano utilizza, come elemento motivico primario, un passaggio tratto dalla <em>Marcia funebre <\/em>dell\u2019<em>Eroica<\/em> di Beethoven che, durante le battute finali del pezzo, \u00e8 ripreso dagli strumenti gravi ed \u00e8 accompagnato dalle parole <em>In memoria di<\/em>, trascritte sulla partitura. La composizione fu interpretata, sia pure da un solo critico peraltro ostile, Matthijs Vermeulen, come una commemorazione di Hitler e del crollo del regime nazista. D\u2019altra parte \u00e8 ora generalmente accettato che il dolore e la malinconia di Strauss si riferiscono alla nazione tedesca, alla sua arte musicale e alla sua cultura. Strauss, sebbene non apertamente antinazista durante il Terzo Reich, privatamente avversava Hitler. <strong>Edward Said<\/strong>, in uno dei passi conclusivi del suo libro, <em>Le innovazioni musicali<\/em>, ha scelto proprio <em>Metamorphosen<\/em> come paradigma di un\u2019illuminata ed etica esperienza musicale capace di essere trasmessa all\u2019ascoltatore che non pu\u00f2 non condividerla:<\/span><br \/>\n<em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cNella prospettiva offerta da questo tipo di lavoro, come Metamorphosen, la musica diventa, cos\u00ec, l\u2019arte non prevalentemente o esclusivamente dipendente dal potere dell\u2019autore o di un\u2019autorit\u00e0 sociale, ma un modo della creativit\u00e0 dello spirito e la sintesi integrale della variet\u00e0 delle esperienze culturali e umane, con assoluta spontaneit\u00e0 e generosa abnegazione, senza coercizione; e, s\u00ec, in una forma espressiva utopica, se da noi un mondo \u00e8 utopico nella misura in cui indica il possibile, il raggiungibile, il conoscibile\u201d.<\/span><\/em><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Un giudizio tanto elogiativo raramente fu espresso in modo cos\u00ec eloquente e condiviso dalla critica, sebbene non fosse mancata qualche voce contraria, di cui \u00e8 un esempio l\u2019articolo pubblicato ad Amsterdam da un quotidiano che accusava apertamente Strauss di aver voluto, con questa sua opera, commemorare Hitler. La repentina risposta dello studioso svizzero Willi Shuh fu fondata sull\u2019argomento principale secondo cui l\u2019opera non aveva natura e finalit\u00e0 politiche, sebbene avesse precisi riferimenti storici perch\u00e9 i primi abbozzi, risalenti al giorno, nel mese di ottobre 1943, in cui il Teatro di Stato di Monaco di Baviera fu bombardato, portavano il titolo <em>Lutto per Monaco di Baviera<\/em>.<strong> L\u2019opera, nella sua versione definitiva, fu completata nel 1945 <\/strong>e corrisponde ad un lamento per il mondo dell\u2019arte, della musica, della cultura tedesca che era stato colpito dalla violenza barbara della guerra. L\u2019interpretazione del lavoro di Strauss come gesto di lealt\u00e0 verso il nazismo non ha alcun senso; sebbene Strauss nel 1930 non fosse stato in grado di distinguere tra il nazionalismo tedesco e le idee della cultura socialista, non si pu\u00f2 affermare, infatti, con certezza che egli ne abbia sostenuto tale associazione, come il nazismo aveva preteso di fare. L\u2019interpretazione contraria non pu\u00f2 essere sostenuta n\u00e9 in campo musicale, n\u00e9 in un pi\u00f9 ampio contesto culturale, anche se nell\u2019opera i riferimenti politici, niente affatto chiari, non mancano. Se Strauss, servendosi della musica, pianse, nel 1945, sulla distruzione della citt\u00e0 di Monaco di Baviera, qual \u00e8 la qualit\u00e0 morale di un atto che vuole essere insieme di lutto e di memoria? Il musicologo Rose Rosengard Subotnik, in un\u2019importante rassegna delle <em>Innovazioni<\/em> <em>musicali <\/em>di Edward Said, scrisse:<\/span><br \/>\n<em><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u201cRicordando come \u00e8 stato il bombardamento di un teatro d\u2019opera (nel Terzo Reich), piuttosto che l&#8217;uccisione di altri esseri umani, che ha richiamato l&#8217;espressione di dolore da Strauss, rimango turbato&#8230; Da Said, la scelta di questo particolare aspetto del lavoro di Strauss \u00e8 posta come argomento conclusivo del libro\u201d.<\/span><\/em><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Come uno degli ultimi lavori, <em>Metamorphosen<\/em>, autentico capolavoro, esibisce il tipo di armonie contrappuntistiche per le quali il compositore mostr\u00f2 una grande predilezione durante la sua attivit\u00e0 creativa. Dal punto di vista musicale l\u2019opera \u00e8 strutturata su due elementi tematici dei quali, il primo \u00e8 di carattere lirico e lamentoso, mentre il secondo, come gi\u00e0 accennato in precedenza, \u00e8 una rielaborazione del tema principale della <em>Marcia funebre <\/em>dell\u2019<em>Eroica <\/em>di Beethoven.<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"> Questi temi vengono sottoposti a continue rielaborazioni e a un fitto dialogo contrappuntistico in una scrittura di grande tensione espressiva e di altissimo magistero formale determinata anche dai cambi di andamento che inquadrano le diverse sezioni. Cos\u00ec all\u2019intimistico <em>Adagio ma non troppo<\/em>, segue una seconda sezione, <em>Agitato<\/em>, che sfocia, prima, nella ripresa della sezione iniziale e, poi, nella coda (<em>Molto lento<\/em>).<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Richard Strauss (Monaco di Baviera 1864 \u2013 Garmisch-Partenkirchen 1949) &#8220;Symphonia domestica&#8221; op. 53 Introduzione e sviluppo dei tre [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":73325,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,295],"tags":[14671,10928,10926,14675,10927],"class_list":["post-73179","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","category-richard-strauss","tag-approfondimenti","tag-eine-alpensinfonie","tag-metamorphosen","tag-richard-strauss","tag-symphonia-domestica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73179","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73179"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73179\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87054,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73179\/revisions\/87054"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/73325"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73179"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=73179"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73179"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}