{"id":73446,"date":"2014-06-04T18:03:12","date_gmt":"2014-06-04T16:03:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=73446"},"modified":"2016-12-02T17:16:17","modified_gmt":"2016-12-02T16:16:17","slug":"il-ritorno-del-wiener-staatsballett-al-teatro-ristori-di-verona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/il-ritorno-del-wiener-staatsballett-al-teatro-ristori-di-verona\/","title":{"rendered":"Il ritorno del Wiener Staatsballett al Teatro Ristori di Verona"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Verona, Teatro Ristori, Stagione di Danza 2013\/2014<\/em><br \/>\n<strong>Primi Ballerini, Solisti, Corpo di Ballo del Wiener Staatsballett<\/strong><br \/>\nDirezione artistica <strong>Manuel Legris<\/strong><br \/>\n<strong>\u201cIl Lago dei cigni\u201d \u2013 pas de cinq<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Rudolf Nureyev<\/strong><br \/>\nMusica <strong>P\u00ebtr Il&#8217;i\u010d \u010cajkovskij<\/strong><br \/>\nInterpreti <strong>Greig Matthews, Ioanna Avraam, Natascha Mair, Alexandru Tcacenco, Dumitru Taran<\/strong><br \/>\n<strong>\u201cBlack cake\u201d \u2013 pas de deux<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Hans van Manen<\/strong><br \/>\nMusica <strong>Igor&#8217; Stravinskij<\/strong><br \/>\nInterpreti <strong>Dagmar Kronberger, Eno Peci<\/strong><br \/>\n<strong>\u201cVaslaw\u201d<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>John Neumeier<\/strong><br \/>\nMusica <strong>Johann Sebastian Bach<\/strong><br \/>\n<em>Vaslaw <\/em><strong>Masayu Kimoto<\/strong><br \/>\n<em>Primo passo a due <\/em><strong>Eszter Led\u00e1n, <\/strong><strong>Alexandru Tcacenco<\/strong><br \/>\n<em>Secondo passo a due<\/em> <strong>Anita Manolova, Richard Szab\u00f3<\/strong><br \/>\n<em>Terzo passo a due<\/em> <strong>Alice Firenze, Dumitru Taran<\/strong><br \/>\n<em>Assolo <\/em><strong>Greig Matthews<\/strong><br \/>\n<em>Passo a tre<\/em> <strong>Masayu Kimoto, Ketevan Papa, Ryan Booth<\/strong><br \/>\nPianoforte <strong>Igor Zapravdin<\/strong><br \/>\n<strong>\u201cOther Dances\u201d<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Jerome Robbins<\/strong><br \/>\nMusica <strong>Fryderyk Chopin<\/strong><br \/>\nInterpreti <strong>Kiyoka Hashimoto, Denys Cherevychko<\/strong><br \/>\n<strong>\u201cAllegro Brillante\u201d<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>George Balanchine<\/strong><br \/>\nMusica <strong>P\u00ebtr Il&#8217;i\u010d \u010cajkovskij<\/strong><br \/>\nInterpreti principali <strong>Olga Esina, Robert Gabdullin<\/strong><br \/>\n<em>Verona, 29 maggio 2014<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Balletto del Teatro Mariinskij \u2013 quindi, una delle compagnie di balletto pi\u00f9 prestigiose al mondo \u2013 da una quindicina d\u2019anni a questa parte, fa ogni anno una <em>tourn\u00e9e<\/em> nella citt\u00e0 di Baden-Baden in concomitanza delle festivit\u00e0 natalizie: quindi, chi ama rivedere le coreografie e gli interpreti del celebre <em>ensemble<\/em> di San Pietroburgo sa di poter contare su questo prezioso appuntamento. Che c\u2019entra tutto questo con l\u2019ultimo spettacolo di danza andato in scena al Teatro Ristori di Verona? Nulla, se non l\u2019augurio che la presenza del <strong>Wiener Staatsballett<\/strong> guidato da <strong>Manuel Legris<\/strong> possa diventare una costante nel tempo a Verona nel mese di maggio. Ad oggi, siamo a due anni consecutivi: confidiamo nel futuro. I motivi per cui si torna con piacere a vedere una compagnia di ballo sono sempre gli stessi: coreografie e interpreti. Nient\u2019altro. E dal 2010 (anno in cui Legris \u00e8 stato nominato direttore della Compagnia) il Wiener Staatsballett non ha fatto che mietere successi di pubblico come di critica. Tra le tappe italiane in cui la Compagnia si \u00e8 messa in luce, ricordiamo anche la serata di Gala presentata al Ravenna Festival nel 2011 e la partecipazione al Festival di Spoleto nel 2012, in cui vennero abbinati due lavori molto diversi fra loro (<em>Glow-Stop<\/em> di Jorma Elo e <em>Marie Antoinette<\/em> di Patrick de Bana), sintomatici di una continua volont\u00e0 di espansione del repertorio. N\u00e9 sono mancati riconoscimenti altrove, come la presenza al Festival <em>Les Et\u00e9s de la Danse<\/em> a Parigi lo scorso anno in un programma molto variegato che ha visto anche la rappresentazione del <em>Don Chisciotte<\/em> nella versione di Rudolf Nureyev.<br \/>\nEd \u00e8 proprio nel segno di Nureyev che si \u00e8 aperta la serata veronese, con il <strong><em>Pas de cinq<\/em> <\/strong>tratto da <strong><em>Il lago dei cigni<\/em> <\/strong>che il celebre danzatore coreograf\u00f2 per il Balletto viennese nel 1964: i primi interpreti di questo <em>Lago<\/em> furono proprio Nureyev accanto a Ully W\u00fchrer, mentre alla registrazione-video Siegfried fu ancora Nureyev e Odette \/ Odile Margot Fonteyn. La versione del \u201964 \u00e8 stata recentemente ripresa alla Staatsoper, andando cos\u00ec ad incrementare la ripresa del corpus nureyeviano. Quasi scontato rimarcare il ruolo che Nureyev &#8211; allora a capo del Balletto dell\u2019Op\u00e9ra &#8211; gioc\u00f2 all\u2019interno della carriera di Manuel Legris, nominandolo nel 1986 <em>danseur \u00e9toile<\/em> sulla scena del Metropolitan Opera di New York, senza essere stato prima nominato <em>premier danseur<\/em>. Importante ricordare come a conclusione di ogni stagione, a Vienna oggi sia celebrato un Nureyev Gala, quest\u2019anno giunto alla quarta edizione. Per tornare all\u2019esecuzione del <em>Pas<\/em>, \u00e8 stata forse l\u2019esibizione meno riuscita della serata a causa delle interpreti femminili in alcuni momenti troppo \u2018legate\u2019 (<strong>Ioanna Avraam<\/strong> e <strong>Natascha Mair<\/strong>), mentre <strong>Greig Matthews<\/strong> si \u00e8 imposto nel ruolo centrale del Principe in forza del salto e della complessiva pulizia esecutiva; molto bene gli altri due interpreti maschili (<strong>Alexandru Tcacenco<\/strong> e <strong>Dumitru Taran<\/strong>).<br \/>\nPagina sardonica e, ahinoi, sconosciuta in Italia quella di <em><strong>Black Cake<\/strong> <\/em>di <strong>Hans van Manen<\/strong> sullo <em>Scherzo \u00e0 la Russe<\/em> di <strong>Igor&#8217; Stravinskij<\/strong>. Ci vorrebbero almeno dieci articoli per introdurre con un minimo di completezza la figura di van Manen e ci\u00f2 non \u00e8 fattibile. Ci limitiamo a ricordarne il prolificissimo legame con l\u2019Het Nationale Ballet e, nello specifico di <em>Black Cake<\/em>, la propensione del coreografo olandese per l\u2019indagine della quotidianit\u00e0 (anche semplicemente mirata al rapporto di coppia) e per gli espliciti riferimenti ai balli di sala (oltre a <em>Black Cake<\/em>, ricordiamo <em>Five Tangos<\/em> e <em>Twilight<\/em> su musica di John Cage). In questo famoso duo, il secondo estrapolato dall&#8217;\u2019intero balletto, \u00e8 la donna che sembrerebbe avere la meglio sul partener che \u00e8 costretto quasi a \u201cgattonare\u201d a terra per poterne seguire i passi. <strong>Dagmar Kronberger<\/strong> e <strong>Eno Peci<\/strong> si sono rivelati interpreti ironici e molto musicali.<br \/>\nHa chiuso la prima parte della serata, <strong><em>Vaslaw<\/em> <\/strong>di <strong>John Neumeier<\/strong> su musica di <strong>Johann Sebastian Bach<\/strong>. I miti di Djagilev e, soprattutto, Ni\u017einskij alimentano da sempre l\u2019immaginario del coreografo dell\u2019Hamburg Ballet. Il piccolo spazio del Teatro Ristori si \u00e8 rivelato l\u2019ideale per questa coreografia cos\u00ec emozionale, nata nel 1979 e che gi\u00e0 racchiude i semi per lavori come <em>Nijinsky<\/em> e <em>Le Pavillon d&#8217;Armide<\/em>. Il perno centrale di questo lavoro \u00e8, per l\u2019appunto, Vaslaw \u2013 qui interpretato da un sorprendente <strong>Masayu Kimoto<\/strong> \u2013 intento a esplorare lo spazio con movimenti che da armoniosi si fanno via via pi\u00f9 irti, improvvisi e scattosi per poi tornare all\u2019armonia iniziale. A lui si intervallano altri danzatori e, in questa continua tensione contrappuntistica, appaiono quasi sottaciute immagini di alcuni celebri ruoli di Ni\u017einskij (Fauno, Spettro della Rosa, Schiavo di Armida\u2026).<br \/>\n\u00c8 poi stato proposto <em><strong>Other Dances<\/strong> <\/em>di <strong>Jerome Robbins<\/strong>, su musica di <strong>Fryderyk Chopin<\/strong> (Mazurka, op. 17, n. 4 Mazurka, op. 41, n. 3 Waltz, op. 64, n. 3 Mazurka, op. 63, n. 2 Mazurka, op. 33, n. 2), vero brano di bravura creato per Natalia Makarova e Mikhail Baryshnikov nel 1976 sulle scene del Metropolitan Opera House (<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=dKYUAp9nxmc\" target=\"_blank\">qui<\/a> \u00e8 possibile vedere la registrazione di quell\u2019esibizione). Hanno fatto molto bene <strong>Kiyoka Hashimoto<\/strong> e <strong>Denys Cherevychko<\/strong> ma il \u2018furor\u2019 virtuosistico del duo originale \u00e8 difficilmente replicabile\u2026 Ad ogni modo, Cherevychko si \u00e8 messo particolarmente in luce per il bellissimo salto e l\u2019elasticit\u00e0 della batteria.<br \/>\nHa chiuso la serata una grande pagina balanchiniana: <em><strong>Allegro Brillante<\/strong> <\/em>su musica di <strong>P\u00ebtr Il&#8217;i\u010d \u010cajkovskij<\/strong>. In questo breve (ma densissimo quanto a coreografia) balletto si \u00e8 imposta <strong>Olga Esina<\/strong>, conferendo <em>allure<\/em> e bellezza \u2018imperiali\u2019 al ruolo della ballerina centrale. Al suo fianco, <strong>Robert Gabdullin<\/strong> \u00e8 stato un partener elegante. Ottimo il Corpo di ballo, in particolare la sezione maschile nelle delicate asincronie previste nei momenti d\u2019insieme.<br \/>\nCalorosissima la risposta del pubblico a questi cinque sguardi alla danza del \u2018900.\u00a0 <em>Foto Studio Brenzoni<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verona, Teatro Ristori, Stagione di Danza 2013\/2014 Primi Ballerini, Solisti, Corpo di Ballo del Wiener Staatsballett Direzione artistica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":61,"featured_media":73448,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[11006,11015,11008,11010,8216,11007,5361,11005,11009,995,3911,3945,11014,7734,11012,11004,2535,11013,11016,4976,11011,7733],"class_list":["post-73446","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-alexandru-tcacenco","tag-allegro-brillante","tag-black-cake","tag-dagmar-kronberger","tag-denys-cherevychko","tag-dumitru-taran","tag-eno-peci","tag-greig-matthews","tag-hans-van-manen","tag-il-lago-dei-cigni","tag-jerome-robbins","tag-john-neumeier","tag-kiyoka-hashimoto","tag-manuel-legris","tag-masayu-kimoto","tag-natascha-mair","tag-olga-esina","tag-other-dances","tag-robert-gabdullin","tag-teatro-ristori-di-verona","tag-vaslaw","tag-wiener-staatsballett"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73446","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/61"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73446"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73446\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/73448"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73446"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=73446"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73446"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}