{"id":73890,"date":"2014-06-19T21:59:40","date_gmt":"2014-06-19T19:59:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=73890"},"modified":"2019-04-05T09:03:51","modified_gmt":"2019-04-05T07:03:51","slug":"il-centenario-di-cabiria-alla-rai-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/il-centenario-di-cabiria-alla-rai-di-torino\/","title":{"rendered":"Il centenario di \u201cCabiria\u201d alla RAI di Torino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d <\/em><br \/>\n<em>\u201cIl suono delle immagini\u201d &#8211; Capolavori del cinema muto con l\u2019Orchestra Sinfonica della RAI<\/em><br \/>\n<strong>Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI<\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Timothy Brock<\/strong><br \/>\nBaritono <strong>Mauro Borgioni<\/strong><br \/>\n<strong>Coro Maghini<\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Claudio Chiavazza<br \/>\n\u201cCABIRIA\u201d<\/strong> (1914) di <strong>Giovanni Pastrone<\/strong><br \/>\nMusiche di <strong>Ildebrando Pizzetti<\/strong> (<em>Ouverture. Sinfonia del fuoco<\/em>) e di <strong>Manlio Mazza<\/strong><br \/>\nRestauro della partitura e adattamenti di <strong>Timothy Brock <\/strong><br \/>\n<em>Torino, 17 giugno 2014 <\/em><br \/>\n\u00abIl filosofo Wittgenstein scrisse di aver riso quando sent\u00ec qualcuno osservare quanto mirabili dovessero apparire i fulmini agli uomini primitivi, come se oggi fossero meno straordinari. Cos\u00ec \u00e8 per un film come <em>Cabiria<\/em>, che non richiede nessuna particolare indulgenza o spiegazione\u00bb. Con queste parole Martin Scorsese tronca ogni possibile considerazione ironica sul valore tematico ed estetico di un celebre lungometraggio, che nel 2014 compie esattamente cento anni. Ma non di solo cinema si deve parlare, perch\u00e9 l\u2019Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI ha voluto celebrare degnamente l\u2019anniversario a Torino, diventando protagonista di una proiezione dell\u2019opera di <strong>Giovanni Pastrone<\/strong> accompagnata dall\u2019esecuzione della partitura originale, per baritono, coro e grande orchestra, firmata da <strong>Ildebrando Pizzetti<\/strong> e <strong>Manlio Mazza<\/strong>; l\u2019<strong>OSN RAI<\/strong>, dunque, diretta da uno specialista dell\u2019accompagnamento filmico come <strong>Timothy Brock<\/strong>, ha offerto un articolato concerto, protrattosi ininterrottamente lungo le tre ore abbondanti della durata della pellicola. Il Maestro Brock, responsabile del restauro e dell\u2019adattamento della partitura, ha eseguito la <em>Sinfonia del fuoco<\/em> di Pizzetti, composta quale sontuosa <em>ouverture<\/em> corale, e mediazione musicale tra l\u2019idea poetica alla base del film e la sua realizzazione visiva e drammatica. Ma l\u2019evocazione dell\u2019aspetto letterario porta immediatamente con s\u00e9 il nome di <strong>Gabriele d\u2019Annunzio<\/strong> quale eccezionale estensore delle didascalie (nonch\u00e9 creatore dei nomi dei personaggi), a complemento della sceneggiatura di Pastrone. Una presenza, quella di d\u2019Annunzio, solitamente considerata ingombrante, pervasiva, trattata per lo pi\u00f9 con malcelata insofferenza: oltre al cartiglio conclusivo (\u00abOr chi canta le guerre puniche? Chi si rammemora di Capua e del Metauro? Chi d\u2019Utica e di Zama? \/ Non io fui vinto da cavalieri, non da fanti, non da navi: ma da una novissima forza che scaglia dardi per gli occhi\u2026\u00bb), chi ha avuto modo di vedere <em>Cabiria<\/em> ricorder\u00e0 certamente l\u2019immagine finale del Vate, che suggellava la pellicola quale autentico <em>deus ex machina<\/em>. In realt\u00e0 il restauro del 2006 a cura del Museo Nazionale del Cinema di Torino ha espunto l\u2019iconografia personalistica del poeta, risalente a edizioni successive a quella originaria (l\u2019ultima apocrifa, basti dire, \u00e8 del 1931).<br \/>\nChe il centenario di <em>Cabiria<\/em> fosse celebrato presso l\u2019<em>Auditorium<\/em> RAI \u201cArturo Toscanini\u201d di Torino era destino inesorabile; cento anni fa, infatti, il 18 aprile 1914, l\u2019opera fu proiettata per la prima volta e commentata musicalmente all\u2019interno del Teatro Vittorio Emanuele, poi divenuto Teatro del Popolo, poi abbattuto per lasciare spazio a nuova costruzione, proprio quella dell\u2019attuale <em>Auditorium<\/em> RAI. Cabiria dunque \u00e8 rinata esattamente dove nacque al mondo un secolo fa (la <em>premi\u00e8re<\/em> fu in realt\u00e0 duplice, come usava all\u2019epoca, in contemporanea con il teatro Lirico di Milano). Dal 1914 la piccola bambina bionda rapita dalle falde dell\u2019Etna, le gesta di Maciste, il fuoco di Moloch, quello dell\u2019estro dannunziano e quello della sinfonia pizzettiana sono diventati leggenda sul film e sulla sua lavorazione. \u00abCabiria pu\u00f2 considerarsi, sotto un certo aspetto, un lussuoso catalogo di profezie cinematografiche. Sui suoi fotogrammi \u00e8 registrato tutto il programma avvenire del cinematografo\u00bb; cos\u00ec si legge al cap. XXXIV dell\u2019anonima <em>Vita laboriosa e geniale di Giovanni Pastrone<\/em> (1935). Tra il 1913 e il 1914 il regista riusc\u00ec in effetti a realizzare un <em>kolossal ante litteram<\/em>; si pu\u00f2 anzi affermare che Cabiria sia all\u2019origine di tutt\u2019un filone di cinema grandioso, di \u00abcomponimenti misti di storia e di invenzione\u00bb (Manzoni <em>docet<\/em>), poich\u00e9 unisce le piccole o grandi storie individuali (create dall\u2019immaginazione), come quelle di Cabiria, Fulvio Axilla e Maciste, alla Storia (grande e maiuscola per definizione) degli illustri eroi, come Annibale e Scipione, Sofonisba e Massinissa, Siface e Lelio, Archimede e Marcello. Di ricorrenza in ricorrenza, anzi, si potrebbe azzardare ancora che la storia di Roma (<em>come Livio scrive, che non erra<\/em>) e delle potenze vicine e nemiche, Cartagine ed Egitto <em>in primis<\/em>, abbia sostanziato almeno mezzo secolo di cinema internazionale, appunto dalla <em>Cabiria<\/em> di Pastrone e d\u2019Annunzio alla <em>Cleopatra<\/em> di Joseph L. Mankiewicz (di cui il 2013 ha celebrato il cinquantenario). Il pionieristico prodotto dell\u2019Itala Film determina poi la vocazione alla <em>grandeur<\/em> americana, se \u00e8 vero che David W. Griffith abbia prodotto la sua monumentale <em>Intolerance<\/em> per gareggiare con <em>Cabiria<\/em> (e <em>trait d\u2019union<\/em> a posteriori sar\u00e0 dunque un film garbato e amabilmente archeologico come <em>Good Morning Babilonia<\/em> dei fratelli Taviani, ancor pi\u00f9 delle felliniane <em>Notti di Cabiria<\/em>).<br \/>\nMa la musica, che \u00e8 anche quanto di pi\u00f9 soggetto all\u2019evoluzione del gusto e delle tendenze esecutive? che dire della musica?<br \/>\nIl film \u00e8 infatti per eccellenza consegnato a un \u2018movimento\u2019 (il <em>kinema<\/em>, appunto) sempre uguale, in cui nulla pi\u00f9 pu\u00f2 mutare, mentre la musica eseguita dal vivo \u00e8 la componente vitale, che permette la compartecipazione vera degli spettatori a quanto si proietta sulla parete bianca. Anche la musica nata per <em>Cabiria<\/em> costituisce una sorta di archetipo nella cultura cinematografica italiana: da un lato coinvolge il musicista che con d\u2019Annunzio avrebbe collaborato a lungo in seguito, ossia Pizzetti (del 20 marzo 1915 \u00e8 la prima scaligera della loro <em>Fedra<\/em>; ma del rapporto tra Pizzetti e il cinema vanno ricordati altri tre importanti esiti: le musiche per <em>Scipione l\u2019Africano<\/em> di Carmine Gallone, del 1937, per <em>I Promessi Sposi<\/em> di Mario Camerini, del 1941, e ancora per <em>Il mulino del Po<\/em> di Alberto Lattuada, del 1949), dall\u2019altro si affida a un abile rapsodo della tradizione, come Mazza, ottimo conoscitore delle tradizioni nazionali e non, per giunta buon strumentatore, in grado di cucire sulle migliaia di metri di pellicola decine di brani musicali pi\u00f9 o meno celebri, senza dubbio pertinenti allo spirito emotivo della scena, comunque riadattati alle esigenze filmiche. Perch\u00e9 il lavoro musicale pi\u00f9 imponente e minuzioso \u00e8 sicuramente quello di Mazza, non gi\u00e0 di Pizzetti, che opera svincolato dai ritmi e dalle inevitabili limitazioni imposti dalla pellicola; Mazza ebbe il compito di commentare ogni scena, minuto per minuto, mentre Pizzetti dovette musicare l\u2019invocazione &#8211; anch\u2019essa scritta da d\u2019Annunzio &#8211; al dio fenicio Moloch, cui la piccola Cabiria \u00e8 votata in sacrificio.<br \/>\nMolti i brani celebri rielaborati da Mazza: dalla gluckiana <em>Danza degli spiriti beati<\/em> alle mendelssohniane <em>Ebridi<\/em>; ed \u00e8 un piccolo colpo di genio aver abbinato alla sequenza di Annibale che valica le Alpi con gli elefanti al seguito (scena girata nelle valli di Lanzo, in provincia di Torino, dove si suppone che davvero Annibale sia passato) i ballabili del rossiniano <em>Guillaume Tell<\/em>, ripetutamente scanditi dal corno delle Alpi. A questo proposito il lavoro di regia musicale di Timothy Brock va apprezzato ancora di pi\u00f9 di quello direttoriale, poich\u00e9 nemmeno in occasione della proiezione della copia restaurata al Teatro Regio di Torino nel 2006 alla partitura era stata riservata tale e tanta attenzione; al contrario, in quell\u2019occasione risultarono vistose le mancanze e le sfasature tra progressione visiva e commento musicale. E per questo Brock ricevette l\u2019incarico di restaurare <em>ex novo<\/em> la partitura, con l\u2019obbiettivo di avvicinarsi il pi\u00f9 possibile alla corrispondenza immagini\/suoni che aveva caratterizzato la prima del 1914. Con tutta la sua esperienza di compositore e di specialista nel restauro di partiture nate per il cinema, Brock \u00e8 riuscito nell\u2019opera improba: ridare a tutte le sequenze dei cinque episodi in cui <em>Cabiria<\/em> si articola le loro musiche originali, con le riprese, le ripetizioni, le variazioni, le clausole imposte dai tempi di scorrimento dei fotogrammi. Poi va elogiato anche il Brock direttore d\u2019orchestra, alla guida dell\u2019OSN RAI: piglio militaresco, grazia danzante, ritmi incalzanti si avvicendano con propriet\u00e0 e buon gusto; gli orchestrali rispondono sempre adeguatamente, anche se nell\u2019ultima ora della <em>corv\u00e9e<\/em> (wagneriana, per durata e per intensit\u00e0 delle richieste esecutive) alcuni strumentisti accusano qualche pi\u00f9 che giustificabile segno di stanchezza.<br \/>\nOttimo il <strong>Coro Maghini<\/strong>, preparato da <strong>Claudio Chiavazza<\/strong>: si ascolta soltanto prima dell\u2019inizio della proiezione, insieme al baritono <strong>Mauro Borgioni<\/strong>, tutti impegnati nella <em>Sinfonia del fuoco<\/em> di Pizzetti. Borgioni \u00e8 cantante dalla voce bene impostata, tutta protesa in avanti; con una dizione molto nitida e un porgere potente si \u00e8 rivelato perfettamente convincente. Come tutto quanto, del resto, e come i calorosi applausi del pubblico, al termine dell\u2019<em>Ouverture<\/em>, delle prime due parti, e poi alla fine, hanno fatto intendere: l\u2019emozione di assistere alla proiezione di un capolavoro della storia del cinema accompagnata da grande musica \u00e8 talmente rara da risultare ogni volta meravigliosa. Le immagini finali di Cabiria e di Fulvio Axilla in viaggio per mare verso l&#8217;Italia, con Maciste pronubo che suona il flauto di Pan, resteranno nella memoria anche perch\u00e9 con esse ritorna un&#8217;ultima volta il tema iniziale &#8211; marino e mitologico quant&#8217;altri mai &#8211; delle <em>Ebridi<\/em> di Mendelssohn.\u00a0 <em>Fotografie Michele Rutigliano<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d \u201cIl suono delle immagini\u201d &#8211; Capolavori del cinema muto con l\u2019Orchestra Sinfonica della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":73900,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005,22369],"tags":[11171,10084,14678,7570,9577,11172,191,11173,3050,6483,11174],"class_list":["post-73890","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","category-ildebrando-pizzetti","tag-cabiria","tag-claudio-chiavazza","tag-concerti","tag-coro-maghini","tag-gabriele-dannunzio","tag-giovanni-pastrone","tag-ildebrando-pizzetti","tag-manlio-mazza","tag-mauro-borgioni","tag-orchestra-sinfonica-nazionale-della-rai","tag-timothy-brock"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73890","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73890"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73890\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/73900"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73890"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=73890"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73890"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}