{"id":73972,"date":"2014-06-22T23:47:49","date_gmt":"2014-06-22T21:47:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=73972"},"modified":"2016-12-17T19:33:34","modified_gmt":"2016-12-17T18:33:34","slug":"teatro-olimpico-di-vicenzacosi-fan-tutte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/teatro-olimpico-di-vicenzacosi-fan-tutte\/","title":{"rendered":"Teatro Olimpico di Vicenza:&#8221;Cos\u00ec fan tutte&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Vicenza, Teatro Olimpico \u2013 XXIII Settimane Musicali al Teatro Olimpico<\/em><br \/>\n<strong>\u201cCOS\u00cc FAN TUTTE ossia LA SCUOLA DEGLI AMANTI\u201d<\/strong><br \/>\nDramma giocoso in due atti su libretto di Lorenzo Da Ponte<br \/>\nMusica di\u00a0<strong>Wolfang Amadeus Mozart<\/strong><br \/>\n<em>Fiordiligi <\/em>ARIANNA VENDITTELLI<br \/>\n<em>Dorabella, dame ferraresi e sorelle\u00a0 <\/em>RAFFAELLA LUPINACCI<br \/>\n<em><em>Despina<\/em> <\/em>GIOVANNA DONADINI<em><br \/>\nGuglielmo, ufficiale, amante di Fiordiligi<\/em> MARCO BUSSI<br \/>\n<em>Ferrando, ufficiale, amante di Dorabella\u00a0 <\/em>DANIELE ZANFARDINO<br \/>\n<em>Don Alfonso, vecchio filosofo\u00a0 <\/em>LORENZO REGAZZO<em><br \/>\n<\/em>Orchestra di Padova e del Veneto<br \/>\nCoro \u201cI Polifonici Vicentini\u201d<br \/>\nDirettore\u00a0<strong>Giovanni Battista Rigon<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro\u00a0<strong>Pierluigi Comparin<\/strong><br \/>\nMaestro al cembalo<strong> Alberto Boischio<br \/>\n<\/strong>Regia\u00a0<strong>Lorenzo Regazzo<\/strong><br \/>\nScene e Costumi\u00a0<strong>Michele Lisi<\/strong><br \/>\n<em>Vicenza, 20 Giugno 2014\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel <em>Cos\u00ec fan tutte <\/em>il salace gioco di coppie, gli scambi, i travestimenti non permettono di identificare un vero e proprio protagonista: ogni personaggio ha il suo momento di riflessione personale e, nel caso dello spettacolo andato in scena all\u2019Olimpico, anche fisica, davanti allo specchio posto sulla destra della scena. Gli elementi scenici sono pochi ed essenziali: al centro due divani disposti simmetricamente \u2013 i giochi di simmetrie in <em>Cos\u00ec fan tutte <\/em>sono vitali. In primo piano, un tavolo, che sotto la tovaglia \u00e8 completamente ricoperto di fotografie di volti femminili, dando gi\u00e0 una connotazione quasi universale alle vicende della trama.\u00a0 A destra lo specchio e un paravento, <em>t\u00f2pos<\/em> immancabile del segreto e delle passioni celate. Sulla sinistra troviamo l\u2019elemento meno immediato:un baule carico di giocattoli, cubi, bambolotti, che tra le mani dei protagonisti acquisteranno una simbologia, se non proprio raffinata, perlomeno interessante.<br \/>\nLa regia dello spettacolo, che andr\u00e0 ancora in scena stasera, domani e mercoled\u00ec, \u00e8 affidata al basso <strong>Lorenzo Regazzo <\/strong>(Don Alfonso), onnipresente in scena. Le sue soluzioni sono state sicuramente efficaci: l\u2019attenzione non cade mai, anzi, in questo allestimento le doti sceniche dei cantanti sembrano diventare quasi pi\u00f9 essenziali di quelle vocali. Nonostante l\u2019audacia talvolta un po\u2019 forzata degli espedienti registici, lo spettacolo non fa rimpiangere allestimenti pi\u00f9 abbottonati e convince il pubblico, che si esalta con applausi scroscianti a scena aperta.\u00a0 L\u2019epoca di ambientazione \u00e8 assolutamente contemporanea. Ferrando e Guglielmo si presentano in scena in divisa da mar\u00f2 (scatenando, com\u2019era naturale, reazioni contrastanti); le due sorelle indossano magliette con la foto dei rispettivi fidanzati; Despina, una <strong>Giovanna Donadini <\/strong>davvero eccezionale, nella sua tenuta blu da bidella arricchisce di significato il sottotitolo dell\u2019opera: \u201cla scuola degli amanti\u201d.\u00a0 Quando rientreranno in scena travestiti i due giovani soldati indosseranno la classica divisa scozzese, con tanto di kilt e cappello a pon-pon (originariamente dovevano essere albanesi).\u00a0 Eccellente la prestazione dei cantanti pi\u00f9 giovani, selezionati attraverso il bando promosso dall\u2019associazione culturale Settimane Musicali al Teatro Olimpico. Scenicamente i pi\u00f9 spigliati sono <strong>Raffaella Lupinacci <\/strong>(una magnifica Dorabella) e <strong>Marco Bussi <\/strong>(ottimo Guglielmo) che catalizzano l\u2019attenzione del pubblico con la loro spontaneit\u00e0 e briosa disinvoltura. La Lupinacci sostiene il ruolo della lasciva Dorabella con una grazia maliziosa che ben si accosta alle sue eccellenti doti vocali: il fraseggio \u00e8 curatissimo, il timbro caldo e avvolgente in tutte le zone. Bussi travolge con la sua dirompente presenza scenica e si impone per la cura della linea melodica. Il tenore <strong>Daniele Zanfardino <\/strong>sostiene mirabilmente il complesso ruolo di Ferrando con raffinatezza e il suo timbro, naturalmente cristallino, si ammanta di accenti addolorati nell\u2019aria di grande effetto <em>Tradito, schernito.\u00a0 <\/em>Non altrettanto coinvolgente la recitazione di <strong>Arianna Vendittelli<\/strong>, che non sembra trovarsi perfettamente a proprio agio nei panni della sorella pi\u00f9 fedele; il ruolo, d\u2019altra parte, \u00e8 ingrato: Fiordiligi \u00e8 il personaggio che nel corso dell\u2019opera subisce la trasformazione pi\u00f9 lenta e complessa, un vero \u201cstillicidio\u201d del cuore fedele. Dal punto di vista vocale la Vendittelli si difende bene, a conferma dei numerosi riconoscimenti gi\u00e0 conseguiti: qualche suono \u00e8 ancora un po\u2019 indietro, ma non abbastanza da intaccare la sensazione che ci troviamo davanti a una promessa.\u00a0 Durante il celeberrimo <em>Come scoglio<\/em> probabilmente non ha aiutato la dispersione registica (in scena gli altri protagonisti, stravaccati sui divani, erano impegnati a sfogliare riviste o scattarsi <em>selfie<\/em> con il cellulare) che, come accennavo poco fa, talvolta non si \u00e8 rivelata vincente sia per l\u2019accumulo di dettagli che per il gusto quasi <em>trash<\/em> di alcune trovate (spogliarelli, palpeggiamenti, video col cellulare, cioccolatini a forma di cuore distribuiti tra il pubblico) che sono risultate, se non dissacranti, quanto meno in forte contrasto con l\u2019atmosfera solenne del meraviglioso Teatro Olimpico e con la musica sublime cui si accompagnavano.\u00a0<strong> Lorenzo Regazzo<\/strong> si erge a protagonista supremo e motore mobilissimo di questo astuto meccanismo, assumendosene piena responsabilit\u00e0 e contemporaneamene riconfermando il suo celebrato talento vocale. La sua tecnica formidabile, accostata ad una presenza scenica talvolta fin troppo manierata, contribuiscono al grande successo della serata.\u00a0 Ma \u00e8 <strong>Giovanna Donadini<\/strong> che riesce a chiamare l\u2019applauso pi\u00f9 fragoroso. Gi\u00e0 felicemente nota presso numerosi teatri nazionali ed internazionali, la sua Despina \u00e8 incantevole: ambigua, disillusa, spregiudicata e a tratti tenerissima, talmente convincente anche nei gesti pi\u00f9 estremi da non risultare mai volgare; \u00e8 perfettamente a suo agio anche laddove un\u2019artista meno dotata avrebbe destato solo fastidio. Nella sua aria pi\u00f9 celebre <em>Una donna a quindici anni<\/em> emergono molte delle caratteristiche vocali che fanno della Donadini una delle pi\u00f9 apprezzate interpreti mozartiane: il legato condotto con eleganza, i suoni puliti mai gonfiati e la piena comprensibilit\u00e0 della pronuncia (caratteristica ampiamente condivisa con Regazzo).\u00a0 Eccellente la prestazione del Maestro concertatore <strong>Giovanni Battista Rigon<\/strong>, che guida la prestigiosa <strong>Orchestra di Padova e del Veneto<\/strong> con gesto ampio ma sempre cristallino, attacchi precisissimi e una perfetta scelta dei tempi. Fondatore, insieme alla moglie, delle <em>Settimane Musicali al Teatro Olimpico<\/em>, Rigon si riconferma una delle bacchette pi\u00f9 esperte nel repertorio mozartiano, coadiuvato da un organico orchestrale preciso e sempre concentrato: dall\u2019inizio alla fine la qualit\u00e0 del suono rimane sempre altissima.\u00a0\u00a0 Una menzione speciale va fatta al coro <strong>I Polifonici Vicentini<\/strong> (istruiti da <strong>Pierluigi Comparin<\/strong>), che brilla per puntualit\u00e0 e intonazione.\u00a0\u00a0 Non chiarissimo il ruolo dell\u2019attrice vestita di bianco che pascolava per la scena apparentemente a caso, pettinando bambole e giocherellando sul tappeto. Forse, in un\u2019opera di scambi di coppie, equivoci, malizia e disperazione, l\u2019unica vera protagonista \u00e8 la vanit\u00e0, intesa nel suo duplice significato di illusione e vanagloria.\u00a0\u00a0 La \u201cscuola degli amanti\u201d \u00e8 tutto meno che una scuola dell\u2019amore; non tanto per il sessismo con cui tutte le donne vengono etichettate come destinate all\u2019infedelt\u00e0, quanto per la spaventosa incomunicabilit\u00e0 di fondo: l\u2019assenza di un contatto vero non solo tra i quattro amanti, ma anche tra le stesse sorelle, o tra i soldati e Don Alfonso, che si giocano la fedelt\u00e0 delle fidanzate in una competizione che ha poco a che vedere con l\u2019affetto e molto invece con la vanit\u00e0.<em> Foto Luigi Di Frenza<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vicenza, Teatro Olimpico \u2013 XXIII Settimane Musicali al Teatro Olimpico \u201cCOS\u00cc FAN TUTTE ossia LA SCUOLA DEGLI AMANTI\u201d [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":141,"featured_media":73995,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[589,1363,350,145,1887,1854,253,10109],"class_list":["post-73972","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-cosi-fan-tutte","tag-giovanni-battista-rigon","tag-lorenzo-regazzo","tag-opera-lirica","tag-settimane-musicali-al-teatro-olimpico","tag-teatro-olimpico-di-vicenza","tag-wolfgang-amadeus-mozart","tag-xxiii-edizione-delle-settimane-musicali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73972","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/141"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73972"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73972\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/73995"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73972"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=73972"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73972"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}