{"id":74429,"date":"2014-07-05T08:35:31","date_gmt":"2014-07-05T06:35:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=74429"},"modified":"2016-12-06T02:06:03","modified_gmt":"2016-12-06T01:06:03","slug":"la-vedova-allegra-chiude-la-stagione-del-teatro-regio-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/la-vedova-allegra-chiude-la-stagione-del-teatro-regio-di-torino\/","title":{"rendered":"\u201cLa vedova allegra\u201d chiude la stagione del Teatro Regio di Torino"},"content":{"rendered":"<p><em>Torino, Teatro Regio &#8211; Stagione d\u2019Opera e Balletto 2013-2014<\/em><br \/>\n<strong>\u201cLA VEDOVA ALLEGRA\u201d<\/strong><br \/>\nOperetta in tre atti su libretto di Viktor L\u00e9on e Leo Stein<br \/>\ndalla commedia L\u2019Attach\u00e9 d\u2019ambassade di Henri Meilhac<br \/>\nTraduzione ritmica italiana di Ferdinando Fontana<br \/>\nRevisione del libretto a cura di Hugo de Ana. Revisione delle liriche a cura di Marco Melloni<br \/>\nMusica di <strong>Franz Leh\u00e1r<\/strong><br \/>\n<em>Hanna Glawari, ricca vedova<\/em> SVETLA VASSILEVA<br \/>\n<em>Il barone Mirko Zeta, ambasciatore pontevedrino a Parigi<\/em> NICOL\u00d2 CERIANI<br \/>\n<em>Valencienne, sua moglie<\/em> DANIELA MAZZUCCATO<br \/>\n<em>Il conte Danilo Danilowitsch, segretario dell\u2019ambasciata pontevedrina<\/em> ALESSANDRO SAFINA<br \/>\n<em>Camille de Rossillon<\/em> IVAN MAGR\u00cc<br \/>\n<em>Il visconte Cascada<\/em> DARIO GIORGEL\u00c8<br \/>\n<em>Raoul de St-Brioche<\/em> MAX RENE COSOTTI<br \/>\n<em>Bogdanowitsch<\/em> PAOLO MARIA ORECCHIA<br \/>\n<em>Kromow<\/em> DONATO DI GIOIA<br \/>\n<em>Pritschitsch,<\/em> <em>colonnello Pontevedrino<\/em> STEFANO CONSOLINI<br \/>\n<em>Sylviane<\/em> MARTA CALCATERRA<br \/>\n<em>Olga<\/em> FRANCESCA ROTONDO<br \/>\n<em>Praskowia<\/em> FRANCESCA FRANCI<br \/>\n<em>Njegus, impiegato di cancelleria dell\u2019ambasciata pontevedrina<\/em> ANTONELLO COSTA<br \/>\n<strong>Orchestra e Coro del Teatro Regio di Torino<\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Christoph Campestrini<\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Claudio<\/strong> <strong>Fenoglio<\/strong><br \/>\nRegia, scene e costumi <strong>Hugo de Ana<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Leda Lojodice<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Andrea Anfossi<\/strong><br \/>\nAllestimento Li. Ve. Lirica Veneto<br \/>\n<em>Torino, 1 luglio 2014<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un clima gi\u00e0 balneare quello in cui si muove e si svolge artisticamente <em>La vedova allegra<\/em> a chiusura della stagione del Teatro Regio di Torino: balneare e leggermente passatista, perch\u00e9 lo scintillio che accompagna l\u2019ambientazione parigina ha molto dello stile degli anni Ottanta, nei costumi che rivisitano la <em>belle \u00e9poque<\/em>, nelle coreografie compassate, nel modo di recitare sfrontato (e sempre troppo gridato) degli interpreti, perfino nella regia e nella scenografia, che pure vorrebbero essere innovative (risalendo soltanto al 2009). Ed \u00e8 forse comprensibile che in tempi di crisi, in tempi molto difficili per l\u2019arte e per lo spettacolo in generale, si cerchi inconsapevolmente rifugio un po\u2019 nostalgico in anni in cui si stava assai meglio. <strong>L\u2019operetta \u00e8 di per s\u00e9 una forma di nostalgia; rappresentata come andava di moda qualche decennio fa, <em>La vedova allegra<\/em> torinese \u00e8 quindi la nostalgia di una nostalgia, a cominciare dall\u2019<em>allure<\/em> della protagonista, Svetla Vassileva<\/strong> nelle vesti di Hanna Glawari: vesti, e acconciatura, e perfino stile di recitazione che guardano all\u2019icona (a onor del vero oggi un po\u2019 <em>d\u00e9mod\u00e9<\/em>) di Marilyn Monroe. L\u2019allestimento di Hugo de Ana vorrebbe ricreare quelle opposizioni di grandezza e comicit\u00e0 tipiche di un film dei Fratelli Marx (in particolare, per l\u2019ambientazione nel mondo della diplomazia, <em>La guerra lampo dei fratelli Marx<\/em>, ossia <em>Duck Soup<\/em>, del 1933; non a caso tre dei personaggi dell\u2019operetta sono vestiti e truccati come Groucho, Chico e Harpo); il risultato \u00e8 per\u00f2 una fisionomia da avanspettacolo, o peggio ancora da commediola cinematografica degli anni Trenta-Quaranta, con la grafica dei titoli in videoproiezione, il bianco e nero leggermente seppiato, il compiacimento dei <em>frac<\/em> e degli sparati (ancora un po\u2019 e si vedrebbero i telefoni bianchi sul palco). Il blocco scenico, peraltro, \u00e8 formato da strutture vitree e mobili a parallelepipedo, le cui rotazioni moltiplicano i riflessi e il gioco degli specchi, anche se l\u2019effetto complessivo \u00e8 quello di ingombro, di esagerazione di vetrine, luci e lampadari, di volumi troppo accentuati alla ricerca di una <em>grandeur<\/em> che comunque non si realizza. Anche a causa di scelte logisticamente sbagliate: nel corso dell\u2019introduzione &#8211; per esempio &#8211; ha luogo una coreografia, resa per\u00f2 invisibile dalle videoproiezioni dei titoli e dei nomi degli interpreti. <strong>Ma quel che \u00e8 peggio \u00e8 la rivisitazione del libretto, divenuto un <em>pastiche<\/em> linguistico di gusto insopportabile<\/strong>. Dato che il buon esito di un\u2019operetta \u00e8 affidato anche alla qualit\u00e0 della recitazione e del testo recitato, sar\u00e0 opportuno essere precisi: il testo tedesco di L\u00e9on e Stein fu ritmicamente tradotto in italiano da Ferdinando Fontana (il librettista pucciniano di <em>Edgar<\/em> e <em>Le villi);<\/em> la sua versione ritmica, non priva di goffaggini e forzature, \u00e8 stata rivisitata da de Ana (ma probabilmente anche da qualche interprete dello spettacolo), con l\u2019aggiunta di battute di argomento politico, di riferimenti all\u2019attualit\u00e0, di doppi sensi osceni o volgarotti, di <em>gags<\/em> banalissime, e soprattutto di interventi vernacolari che distruggono ogni pretesa di buon gusto e di raffinatezza. Per nulla necessarie, poi, le interpolazioni musicali da Bizet o da Offenbach inserite nella partitura di Leh\u00e1r. A far le spese di tutte queste decisioni \u00e8, purtroppo, anche la resa musicale.<br \/>\n<strong>Christoph Campestrini<\/strong> dirige l\u2019orchestra del Teatro Regio con sufficiente brillantezza, anche se in modo un po\u2019 troppo \u201cleggero\u201d; i numerosi wagnerismi presenti nell\u2019introduzione, per esempio, non emergono con il giusto rilievo. E la concertazione \u00e8 sovente difettosa, specialmente negli attacchi dei cantanti nei numeri d\u2019insieme.<br \/>\nSulle tavole del Regio si avvicendano glorie dell\u2019operetta italiana (e non solo dell\u2019operetta), come <strong>Daniela Mazzuccato<\/strong> e <strong>Max Ren\u00e9 Cosotti<\/strong>, e artisti molto assidui nelle produzioni del Regio, come <strong>Svetla Vassileva<\/strong>, ottima interprete \u010dajkowskiana e pucciniana. Ma tutti tendono al grido, al canto di forza, all\u2019emissione muscolare; perch\u00e9 sentire l\u2019esigenza di forzare a tal punto la voce, con inevitabili conseguenze negative? La Vassileva \u00e8 credibile come personaggio, forse incline a qualche bamboleggiamento di troppo, ma non lo \u00e8 come cantante: sottopone la propria voce a uno sforzo tale da rendere oscillante l\u2019emissione. La stanchezza non tarda a manifestarsi, dunque, se gi\u00e0 la romanza iniziale del II atto si apre con una filatura opaca, per proseguire con messe di voce malferme e stridule. <strong>Alessandro Safina<\/strong>, nel ruolo del conte Danilo, ha voce un po\u2019 troppo leggera per il registro baritonale, e dunque non riesce a sostenere adeguatamente n\u00e9 le note basse n\u00e9 gli acuti (\u00abTace il labbro\u00bb, nel III atto, \u00e8 l\u2019unica pagina di vero impegno da parte sua, cui seguono applausi unanimi, ma non del tutto convinti). <strong>Daniela Mazzuccato<\/strong>, nel ruolo di Valencienne, \u00e8 non solo colei che recita meglio di tutti, ma anche la pi\u00f9 corretta a impostare la voce (che pure accusa qualche segno di cedimento). <strong>Ivan Magr\u00ec<\/strong> \u00e8 il tenore che interpreta Camille de Rossillon, con voce generosa e piglio autenticamente \u201ctenorile\u201d, anche se non sempre educato e forbito sul piano dello stile: il duetto con Valencienne nel II atto \u00e8 probabilmente il momento pi\u00f9 riuscito della serata, grazie allo slancio che Magr\u00ec imprime alla sua parte. Tutti gli altri recitano cantando (anzich\u00e9 cantare recitando) con stile conforme a quello generale dell\u2019esecuzione. Buono, come sempre, il coro del Teatro Regio istruito da <strong>Claudio Fenoglio<\/strong>.<br \/>\nDe Ana \u00e8 il responsabile di regia, scene e costumi; \u00e8 suggestivo il fondo nero o bluastro in cui lo spazio del palcoscenico resta indistinto, lasciando appena scorgere bassorilievi bronzei con stilizzazioni Liberty; ma quando variano le luci e la disposizione dei volumi, i blocchi vitrei ricordano pi\u00f9 le piranesiane e inquietanti <em>Carceri d\u2019invenzione<\/em> che non gli spazi di un\u2019allegra vicenda. Con il II e il III atto, ingentiliti da cascate di lill\u00e0 e da piccole lanterne cubiche poste a terra, la scena migliora un poco. L\u2019ultimo atto \u00e8 poi il pi\u00f9 ricco di colori e di numeri coreografici. Figuranti e ballerini sono molto bravi ma, come si \u00e8 detto, le coreografie di <strong>Leda Lojodice<\/strong> dovrebbero essere aggiornate (e possibilmente con un tocco di <em>glamour<\/em> in pi\u00f9).<br \/>\nIl pubblico del Regio mostra, per lo pi\u00f9, di gradire lo spettacolo, con applausi abbastanza numerosi dopo i vari numeri, e a conclusione dei primi due atti; ma naturalmente le acclamazioni pi\u00f9 prolungate giungono alla fine, e per tutti gli interpreti. Sia detto come umilissimo monito, o se si preferisce come semplice auspicio: <strong>terminare una stagione ricca di titoli e di belle produzioni con la ripresa di un\u2019operetta pu\u00f2 essere operazione plausibile e premiante per il teatro. Ma se l\u2019accostamento stilistico riesce cos\u00ec antiquato, o decisamente \u201cvecchio\u201d, \u00e8 da sperare che per il Regio essa non diventi una consuetudine.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Teatro Regio &#8211; Stagione d\u2019Opera e Balletto 2013-2014 \u201cLA VEDOVA ALLEGRA\u201d Operetta in tre atti su libretto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":74432,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[1851,11311,11308,11309,4688,4387,4171,11312,11304,5231,11307,3829,11303,5215,991,101,11310,7219,11302,11305,5910,2635,5635,145,7376,2637,3474,11301],"class_list":["post-74429","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alessandro-safina","tag-andrea-anfossi","tag-antonello-costa","tag-christoph-campestrini","tag-claudio-fenoglio","tag-dario-giorgele","tag-donato-di-gioia","tag-elena-marzoni-kalabakas","tag-ferdinando-fontana","tag-francesca-franci","tag-francesca-rotondo","tag-franz-lehar","tag-henri-meilhac","tag-hugo-de-ana","tag-ivan-magri","tag-la-vedova-allegra","tag-leda-lojodice","tag-leila-fteita","tag-leo-stein","tag-marco-melloni","tag-marta-calcaterra","tag-max-rene-cosotti","tag-nicolo-ceriani","tag-opera-lirica","tag-paolo-maria-orecchia","tag-stefano-consolini","tag-svetla-vassileva","tag-viktor-leon"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74429","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=74429"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74429\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87340,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74429\/revisions\/87340"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/74432"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=74429"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=74429"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=74429"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}