{"id":74622,"date":"2014-07-10T01:15:07","date_gmt":"2014-07-09T23:15:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=74622"},"modified":"2016-12-07T03:30:18","modified_gmt":"2016-12-07T02:30:18","slug":"tickle-the-minikin-17th-century-lyra-viol-music","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/tickle-the-minikin-17th-century-lyra-viol-music\/","title":{"rendered":"&#8220;Tickle the Minikin&#8221;. 17th-century lyra viol music"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8220;Tickle the Minikin&#8221;<\/strong><em>. 17th-century lyra viol music<\/em>. <strong>Robert Smith<\/strong>, viola da gamba. <em>Pieces in Harpe Sette Sharpe<\/em>: Thomas Mace (1612\/13-c.1706), <em>Prelude;<\/em> Simon Ives (1600-1662), <em>Allemande;<\/em> Charles Coleman (1605-1664), <em>Courante;<\/em> Anon., <em>Carillon;<\/em> Thomas Mace, <em>Air;<\/em> John Taylor (dates unknown) &amp; Anon., <em>Allemande &amp; Sarabande<\/em>; Anon., <em>Thumping Almaine<\/em>. <em>Pieces in \u2018ededf\u2019<\/em>: John Jenkins (1592-1678), <em>Allemande;<\/em> William Young (+ 1662), <em>Allemande, Sarabande.<\/em> <em>Pieces in Lancashire Pipes Tuning<\/em>: Anon., <em>Prelude and Lancashire Pipes<\/em>; <em>Kate of Hardie, Piggies of Rumsey &amp; Lancashire Pipes<\/em>. <em>Pieces in French Sette<\/em>: John Jenkins, <em>Almaine, Courante, Allemande, Courante<\/em> I, II. <em>Pieces in High Harp Flat<\/em>: Anon., <em>Prelude;<\/em> John Jenkins, <em>Allemande, Courante;<\/em> Dietrich Steffkins (c. 1600-1673), <em>Courante, Sarabande;<\/em> John Jenkins, <em>Allemande;<\/em> Dietrich Steffkins, <em>Courante;<\/em> Anon., <em>Sarabande.<\/em> <em>Pieces in \u2018fedef\u2019<\/em>: Anon., Two <em>Airs;<\/em> <em>Alfonso Waye Tuning<\/em>: Anon., <em>Jemmye. Pieces in Harpe Sette Flat<\/em>: Anon., <em>Courante;<\/em> John Esto (dates unknown), <em>Allemande;<\/em> Simon Ives, <em>Sarabande;<\/em> John Esto\/William Young, <em>Allemande;<\/em> John Esto\/John Jenkins, <em>Courante;<\/em> John Esto, <em>Sarabande;<\/em> Anon., <em>Air.<\/em><br \/>\nRegistrato presso Zuidervermaning, Westzaan (Paesi Bassi), 18-20 agosto 2013, T.Time:64.35 &#8211; <strong>1 CD Resonus RES10132<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che cosa suonava un gentiluomo del XVII secolo, nella quiete domestica, per s\u00e9 e per la sua cerchia famigliare? Quale repertorio era in auge, quali gusti, e soprattutto quale lo strumento musicale perfetto a realizzarne l\u2019espressione?<\/strong> <em>Tickle the Mikikin<\/em>, ossia \u201cstuzzica la viola\u201d &#8211; un imperativo non privo di allusioni maliziose &#8211; \u00e8 un godibilissimo disco grazie al quale si ritrovano ottime risposte alle varie domande. E a rispondere \u00e8 il solo <strong>Robert Smith<\/strong>, solista di viola da gamba e violoncello barocco, allievo di Mieneke van der Velden (Amsterdam) e di Paolo Pandolfo (Basel), vincitore nel 2012 della Bach-Abel Viola da Gamba Competition di K\u00f6then (dove ottenne primo premio assoluto, premio del pubblico, premio speciale: pare che una sua trascrizione ed esecuzione su viola da gamba di un brano <em>heavy-metal<\/em> dei Metallica sia stata epocale), a capo dell\u2019<em>ensemble<\/em> barocco Fantasticus. Egli \u00e8 il solo a rispondere, in quanto sostanziale scopritore di un codice manoscritto risalente al 1670 circa (British Library Mus. 249), che riporta sessantadue brani per <strong>lyra-viol<\/strong> composti da autori vari (per lo pi\u00f9 anonimi), ventiquattro dei quali non hanno attestazioni in altre fonti, e di cui Smith diviene studioso ed esecutore. <strong>Lo strumento, che pu\u00f2 essere considerato una viola da gamba (il <em>lirone<\/em> di origine italiana) modificata al fine di rendere pi\u00f9 semplice la pratica esecutiva, fior\u00ec in particolare tra Inghilterra e Paesi Bassi nel XVII secolo<\/strong>. Come suppone Smith nelle interessanti note introduttive al disco, il manoscritto ora conservato a Londra (ma dalla vita tortuosa e non del tutto nota) dovette costituire una sorta di <em>playlist<\/em>, all\u2019epoca aggiornata secondo il gusto e la moda, del repertorio che un buon conoscitore di musica poteva eseguire personalmente, per diletto e per passione. La lyra-viol era uno strumento nuovo, relativamente semplice da suonare, ottimo per esecuzioni a solo; in pi\u00f9, la sua ricca letteratura (diciotto fonti a stampa, soltanto in Inghilterra, tra 1601 e 1682, e pi\u00f9 di settantacinque manoscritti coevi in area europea) faceva ricorso a una notazione complessa ma molto chiara, esplicita nelle richieste espressive, capace di raggiungere tutte le tonalit\u00e0: la tavolatura, vale a dire un fascio di sei linee, relative alle sei corde dello strumento, con lettere e numeri che simboleggiavano accorgimenti esecutivi, stilistici, espressivi (le giunture di tali lettere simboliche diventavano quindi la sigla-criterio con cui raggruppare e ordinare i brani, come lascia intendere anche il programma del <em>cd<\/em>). Smith non si limita a tratteggiare la fisionomia del musicista che pu\u00f2 aver organizzato e vergato il manoscritto Mus. 249 della British Library, ma ne tenta anche l\u2019attribuzione, optando per il cosmopolita Dietrich Steffkins (compositore) oppure per l\u2019inglese Samuel Pepys, che viaggi\u00f2 molto tra Inghilterra e Paesi Bassi nel corso del Seicento.<br \/>\nSmith ha dunque elaborato una scelta tra i tanti generi, per fornire un <em>bouquet<\/em> di stili e di ricerche espressive; lo confessa egli stesso, quando precisa quale strumento abbia utilizzato per lo studio delle musiche e per l\u2019incisione su disco: la sua viola da gamba a sette corde, modello Colichon, copia costruita da Pierre Bohr a Milano nel 2010. Siccome la lyra-viol non ha mai avuto la settima corda, di basso, l\u2019artista l\u2019ha rimossa dal suo strumento, per garantire un suono pi\u00f9 aperto e meglio risonante (dovuto all\u2019alleggerimento della settima corda). In effetti, <strong>la gamma sonora percepibile dalla registrazione \u00e8 molto ampia, e va dal calore e dalle bruniture di un violoncello romantico alla stridula nasalit\u00e0 di uno strumento decisamente pi\u00f9 antico<\/strong>. Ma Smith non indulge mai ad alcun atteggiamento \u201cintegralista\u201d, perch\u00e9 si sforza di mantenere l\u2019intonazione pura, senza stridori e senza note fisse.<br \/>\nLa pienezza del suono, un autentico prisma di colori e di stili, si apprezza nel repertorio internazionale, nei pezzi di bravura a ritmo di danza, riconoscibili ovviamente dalle agogiche titolature: l\u2019<em>Allemande et Sarabande<\/em> di John Taylor, la mesta <em>Allemande<\/em> di John Jenkins, per esempio. Viceversa, lo stile delle ballate popolari (per\u00f2 elegantemente rivisitate dal <em>glamour<\/em> dell\u2019intavolatura) e le sonorit\u00e0 delle cornamuse e dei pi\u00f9 umili fiati emergono dai brani anonimi composti secondo le modalit\u00e0 armoniche del Lancashire e, appunto, delle sue pive. Nel cuore della composita raccolta \u00e8 una sezione particolarmente coesa: cinque brani di Johns Jenkins, che costituiscono un\u2019ideale suite in stile francese: ricercata, elegante, quasi melliflua in confronto al vigore popolaresco di quanto precede e di quanto segue. Ma, anche nella fisionomia pi\u00f9 popolare della musica riportata nel <em>cd<\/em>, non va dimenticata la vocazione internazionale della letteratura per lyra-viol, come l\u2019etimologia di <em>Minikin<\/em> fa pensare: se il termine indica l\u2019estremit\u00e0 delle corde di uno strumento ad arco, viola o liuto, la derivazione \u00e8 da Munich\/M\u00fcnchen in Baviera, citt\u00e0 molto nota sin dal Seicento per la produzione di ottime corde. Con la grande musica, il mondo germanico e le sue tradizioni c\u2019entrano sempre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Tickle the Minikin&#8221;. 17th-century lyra viol music. Robert Smith, viola da gamba. 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