{"id":74908,"date":"2014-07-18T16:05:59","date_gmt":"2014-07-18T14:05:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=74908"},"modified":"2016-12-16T21:17:45","modified_gmt":"2016-12-16T20:17:45","slug":"arena-di-veronaplacido-domingo-canta-verdi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/arena-di-veronaplacido-domingo-canta-verdi-2\/","title":{"rendered":"Arena di Verona:Pla\u0301cido Domingo canta Verdi"},"content":{"rendered":"<p><em>Verona, Arena Opera Festival 2014<br \/>\n<\/em><strong>Orchestra dell&#8217;Arena di Verona\u00a0 <\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Daniel Oren<br \/>\n<\/strong>Baritono<strong> Pla\u0301cido Domingo<br \/>\n<\/strong>e con la partecipazione di<br \/>\nTenore\u00a0<strong> Francesco Meli<\/strong>,<br \/>\nSoprani<strong> Serena Gamberoni, Virginia Tola <\/strong><br \/>\nMezzosoprano <strong>Alice Marini<\/strong><br \/>\nBassi <strong>Seung Pil Choi, Deyan Vatchkov<br \/>\n<\/strong>A causa del maltempo \u00e8 stata eseguita solo la prima parte del concerto che comprendeva brani da <em>La Traviata<\/em> e da<em> Un ballo in maschera<\/em> di <strong>Giuseppe Verdi<br \/>\n<\/strong><em>Verona, 17 luglio 2014<strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un\u2019Arena di Verona col tutto esaurito come non \u00e8consuetudine vedere,<\/strong> luccichio di candele tradizionali e di abiti sgargianti, persone che parlano tutte le lingue del mondo, atmosfera un po\u2019glamour, un grande direttore sul podio e cantanti di prim\u2019ordine. E purtroppo anche l\u2019immancabile temporale estivo che ha risparmiato la prima parte del concerto ma non la seconda, saltata per intero (anche quest\u2019anno il Gala alle 22:00\u2026ma se lo si iniziava alle 21:00 forse si riusciva ad assistere a tutta la seconda parte!). Dopo un minuto di silenzio dedicato allo scomparso Lorin Maazel e alle vittime dell\u2019incidente aereo in Ucraina, prendeva avvio il primo Gala dell\u2019estate veronese, omaggio del festival areniano a Domingo, e viceversa, con il meraviglioso Preludio da <em>La traviata. <\/em><br \/>\n<strong>Sul podio Daniel Oren ha offerto una prova davvero convincente e entusiasmante<\/strong> sotto ogni profilo: non si \u00e8risparmiato nel chiedere dinamiche ampie all\u2019orchestra, nel riservarsi qualche piccola meraviglia interpretativa, nel far emergere sempre i colori degli strumenti in maniera puntuale e pertinente alla partitura. Con la sua esperienza e la sua capacit\u00e0ha seguito i cantanti in interpretazioni senza scollamenti musicali ed interpretativi. L\u2019orchestra si \u00e8 sciolta pian piano alle indicazioni del direttore, offerto un ottimo timbro all\u2019esordio del Preludio della <em>Traviata<\/em> (ma il direttore si vedeva chiaramente che chiedeva pi\u00f9 dinamica nel tema di &#8220;Amami Alfredo&#8221;, ottimamente reso poi con la cantante) e compattezza nei fugati del <em>Ballo<\/em>, un\u2019intensa espressivit\u00e0soprattutto nei momenti delicati e di maggior pathos. Purtroppo \u00e8 risultata un po\u2019sguaiata in alcuni fortissimi e c\u2019\u00e8 stata qualche d\u00e9faillance negli interventi esclusivamente orchestrali tra terzetto e quartetto della stessa partitura, ma qui i poveri orchestrali cominciavano ad essere minacciati dal vento che spostava le piante e faceva svolazzare le code dei frac, e lampi enormi preannunciavano un temporale di abnormi dimensioni (poi rivelatosi solo della pioggerella che per\u00f2ha impedito del tutto la ripresa dello spettacolo).<br \/>\nIl canto \u00e8 cominciato sulle arie tenorili de<em> La traviata<\/em> e con la voce di una stella della lirica che non potr\u00e0 che continuare a confermarsi ed a brillare sempre pi\u00f9. <strong>Francesco Meli<\/strong> ha fornito una prova per cui si fatica a trovare aggettivi. Il tenore ha dato sfoggio di una voce, dal timbro semplicemente meraviglioso, che inondava l\u2019intero anfiteatro. La si poteva percepire accarezzare la pietra romana e le orecchie di un pubblico incantato: piena e omogenea in tutti i registri, con acuti sicuri e generosi, squillanti e morbidi allo stesso tempo. Il tutto impreziosito dalla possibilit\u00e0 di percepire ogni parola e da una interpretazione vera, con frasi tenute e legate, con agilit\u00e0ben scandite, e qualche cambio di inflessione al posto giusto e al momento giusto. In \u201cOh mio rimorso oh infamia\u2026\u201d forse si \u00e8sentito in pericolo di essere sovrastato dal direttore e dall\u2019orchestra che per un momento han pensato di essere in buca e non a ridosso del cantante, ma \u00e8stato un attimo e poi tutto si \u00e8concluso in un scrosciare di applausi.<br \/>\n<strong>Virginia Tola<\/strong> ha affrontato due ruoli verdiani davvero impervi e diversi: Violetta e Amelia. Dopo l\u2019ostentata, ma non poteva essere altrimenti, sicurezza di Meli, il duetto Germont\/Violetta \u00e8 iniziato in punta di piedi. Il soprano ha dimostrato comunque sicurezza della propria parte e un\u2019interpretazione senza eccessi drammatici ma con moltissime sfumature e pianissimi ad apparire o scomparire che davvero lasciavano col fiato sospeso. Il meglio di s\u00e9 l\u2019ha dato per\u00f2 in \u201cAmami Alfredo\u201de ancor di pi\u00f9 nella parte di Amelia, fresca di debutto in Arena per l\u2019intero titolo. Nell\u2019aria \u201cMorr\u00f2 ma prima in grazia\u2026\u201dla giovane Virginia Tola \u00e8 apparsa totalmente calata nel ruolo e con un timbro di voce veramente adatto al personaggio drammatico. Anche qui ha preferito all\u2019energia che pu\u00f2 diventare incontrollata una solida tecnica e una visione pi\u00f9 intimista del personaggio e del momento, scelta che combacia con le caratteristiche del personaggio. Amelia \u00e8 una donna fedele e una madre affettuosa, sovrastata da una forza amorosa pi\u00f9 grande di lei alla quale non riesce a resistere: perci\u00f2 \u00e8 pienamente giustificabile che il suo dolore sia grande ma contenuto in se stessa e che alla prospettiva di morire ci pensi con disperazione si, ma anche con la rassegnazione di essere stata la causa della rovina della sua famiglia. Intensit\u00e0 espressiva e grande padronanza tecnica nella cadenza finale: scende con un bel timbro fino al Re, attacca il Do bemolle con morbidezza e sicurezza nel piano, per poi ridiscendere riempiendo il timbro e infine risalendo con facilit\u00e0e dando un\u2019ultimo sussulto di vigore, orgoglio e disperazione sul Mi bemolle del \u201cvedr\u00e0\u201d.<br \/>\nIl quintetto del Ballo ha registrato l\u2019ottima <strong>Serena Gamberoni<\/strong>, che ha offerto una performance di alto livello, come \u00e8sua consuetudine nel ruolo di Oscar. A ci\u00f2, si deve rimarcare la bellezza creata dalla marcata differenza di timbro fra le due soprano, chiara e leggera Gamberoni, pi\u00f9 scura e drammatica Tola, che ha arricchito non poco il quintetto, dove quasi fino alla fine si sentivano distintamente e con estrema goduria dei sensi tutte e cinque le voci. A margine di ci\u00f2meritano una nota le voci dei ruoli minori:<strong> Seung Pil Choi<\/strong> e <strong>Deyan Vatchkov<\/strong> hanno ben figurato nei ruoli che d\u2019altra parte appartengono loro ne Un ballo in maschera di questa stagione, puntuali ed espressivi, e <strong>Alice Marini<\/strong> ha davvero incuriosito nelle poche battute concessele in Annina. Il suo comportamento dimesso per dar luce ai veri protagonisti della serata non ha potuto per\u00f2 oscurare il suo splendido timbro di voce.<br \/>\n<strong>La performance dell\u2019idolo dell\u2019Arena, \u00e8 andata in continuo crescendo,<\/strong> partendo un po\u2019esitante nel duetto con Violetta, migliorandosi durante i 18\u2019della scena, e offrendo sempre migliore musicalit\u00e0 in \u201cDi Provenza il mar, il suol\u2026\u201de in \u201cEri tu\u2026\u201d. In quest\u2019ultima aria dal<em> Ballo<\/em>, Domingo ha sfoderato davvero tutti i colori che una voce umana pu\u00f2 produrre. L\u2019apice dell\u2019aria \u00e8 stato quando alle parole \u201coh dolcezze perdute\u201dcoincideva davvero un timbro di voce cos\u00ec dolce da mettersi sullo stesso piano del flauto col quale dialogava e da arrivare al cuore dell\u2019ascoltatore. Il finale dell\u2019aria \u00e8 stato appassionato ed \u00e8 parso che Domingo abbia messo sul palco davvero tutto s\u00e9 stesso, un esempio per tutti. Il fatto che affronti il repertorio da baritono con una voce che rimane da tenore, che ci\u00f2 non sia del tutto necessario, e che conservi la tempra ma non l\u2019abilit\u00e0 tecnica, crea delle perplessit\u00e0 a molti appassionati, che tanto hanno apprezzato la sua carriera. Tuttavia emerge una considerazione: finch\u00e9 il pubblico lo segue e finch\u00e9 lui sfrutta la sua popolarit\u00e0 per promuovere il melodramma e i giovani interpreti, questa diventa un\u2019operazione preziosa in un momento di difficolt\u00e0 economica in tutti i settori dello spettacolo dal vivo. Infatti, raramente si \u00e8 vista un\u2019Arena riempita in ogni suo angolo, code di almeno un centinaio di metri al cancello dei posti in platea e gradinate non numerate complete gi\u00e0 tre quarti d\u2019ora prima dell\u2019inizio dello spettacolo. Inoltre il programma della serata \u00e8 stato stilato sicuramente tenendo conto delle esigenze degli interpreti, Domingo in primis, ma dando un ampio ritratto di Verdi, facendo un\u2019ottima operazione culturale e direi anche di promozione della lirica, visto che l\u2019anfiteatro veronese costituisce per molte persone la prima esperienza di ascolto dell\u2019opera. Se da una parte, infatti,<em> La traviata<\/em> \u00e8 sempre ben seguita da parte del pubblico, non lo \u00e8 cos\u00ec per le due altre opere.<em> Un ballo in maschera<\/em> trova favori nei teatri, ma quest\u2019anno, proposto in Arena, non ha riscontrato l\u2019affluenza che il capolavoro di Verdi meriterebbe. E allora, difficile immaginarlo, ma sarebbe bello che qualcuno che ha partecipato al Gala per la presenza di Domingo, si fosse incuriosito e abbia acquistato un biglietto per le future repliche del <em>Ballo<\/em>. E cos\u00ec \u00e8 ancor maggiore il rammarico per la mancata esecuzione degli estratti da <em>I due Foscari<\/em>. Considerata a ragione sempre meno un\u2019opera \u201cminore\u201d(se analizzassimo davvero tutte le rotture con la tradizione italiana, la maggior cura nell\u2019orchestrazione, le reminiscenze tematiche che introducono i personaggi o anche solo il coraggio di mettere in scena un dramma cos\u00ec statico, privo di effetti d\u2019azione, sostanzialmente monocolore, ci renderemmo conto che qui Verdi ha svolto un lavoro gi\u00e0 da gran maestro della musica e del teatro), dopo anni di dimenticatoio viene riproposta sempre pi\u00f9frequentemente. Si pu\u00f2 dire quasi che, avendo dedicato ai <em>Foscari<\/em> l\u2019intera seconda parte, il concerto si innesti in quell\u2019azione di recupero di questa tragedia lirica che, rappresentata saltuariamente nel Novecento, la vede ora sempre pi\u00f9presente nei pi\u00f9importanti teatri del mondo: per citarne alcune, La Scala Marzo 2009 con Ranzani, Regio di Parma ottobre 2009 con Renzetti, Teatro Massimo di Palermo novembre 2012 con Ranzani, Teatro dell\u2019Opera di Roma marzo 2013 con Muti, Covent Garden di Londra ottobre 2014 con Pappano. Operazione quindi riuscita solo negli intenti e fermata da madre natura. In quest\u2019ottica, ci si aspetta che Fondazione Arena riproponga lo spettacolo in altre varianti per le future edizioni del festival.\u00a0<em>Foto Ennevi per Fondazione Arena di Verona<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verona, Arena Opera Festival 2014 Orchestra dell&#8217;Arena di Verona\u00a0 Direttore Daniel Oren Baritono Pla\u0301cido Domingo e con la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":355,"featured_media":74909,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[8273,155,11203,14678,2351,2380,536,153,108,6545,268,777,6351,188,2981],"class_list":["post-74908","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-alice-marini","tag-arena-di-verona","tag-arena-opera-festival-2014","tag-concerti","tag-daniel-oren","tag-deyan-vatchkov","tag-francesco-meli","tag-giuseppe-verdi","tag-la-traviata","tag-orchestra-dellarena-di-verona","tag-placido-domingo","tag-serena-gamberoni","tag-seung-pil-choi","tag-un-ballo-in-maschera","tag-virginia-tola"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74908","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/355"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=74908"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74908\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87856,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/74908\/revisions\/87856"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/74909"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=74908"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=74908"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=74908"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}