{"id":75022,"date":"2014-07-21T17:42:11","date_gmt":"2014-07-21T15:42:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=75022"},"modified":"2017-01-04T01:48:37","modified_gmt":"2017-01-04T00:48:37","slug":"turandot-al-teatro-lirico-di-cagliari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/turandot-al-teatro-lirico-di-cagliari\/","title":{"rendered":"&#8220;Turandot&#8221; al Teatro Lirico di Cagliari"},"content":{"rendered":"<p><em>Cagliari, Teatro Lirico \u2013 Stagione Lirica e Balletto 2014<\/em><br \/>\n<strong>\u201cTURANDOT\u201d<\/strong><br \/>\nOpera in tre atti su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni<br \/>\nMusica di <strong>Giacomo Puccini<\/strong><br \/>\n<em>Turandot <\/em>MARIA BILLERI<br \/>\n<em>Altoum<\/em> DAVIDE D&#8217;ELIA<br \/>\n<em>Timur <\/em>RAFAL SIWEK<br \/>\n<em>Calaf <\/em>ROBERTO ARONICA<br \/>\n<em>Li\u00f9<\/em> MARIA KATZARAVA<br \/>\n<em>Ping <\/em>GEZIM MYSHKETA<br \/>\n<em>Pong<\/em> MASSIMILIANO CHIAROLLA<br \/>\n<em>Pang<\/em> GREGORY BONFATTI<br \/>\n<em>Un Mandarino <\/em>GEORGE ANDGULADZE<br \/>\n<em>Il Principe di Persia <\/em>MAURO SECCI<br \/>\n<em>Prima ancella<\/em> GRAZIELLA ORTU<br \/>\n<em>Seconda ancella<\/em> LUANA SPINOLA<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari<br \/>\nCoro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica &#8220;Giovanni Pierluigi da Palestrina&#8221; di Cagliari<br \/>\nDirettore <strong>Giampaolo Bisanti<\/strong><br \/>\nM<em>aestro del coro <\/em><strong>Marco Faelli<\/strong><br \/>\nM<em>aestro del coro di voci bianche<\/em> <strong>Enrico Di Maira<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Pier Francesco Maestrini<\/strong><br \/>\nScene <strong>Pinuccio Sciola<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Marco Nateri<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Simon Corder<\/strong><br \/>\ncampionamenti audio e programmazione dell&#8217;ambiente esecutivo <strong>Marcellino Garau<\/strong><br \/>\nNuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari<br \/>\n<em>Cagliari, 16 Luglio 2014<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per <em>Turandot<\/em>, terzo titolo del cartellone di Lirica e Balletto del Teatro di Cagliari, l\u2019idea di fondo \u00e8 stata quella di creare uno spettacolo fantastico e senza tempo. In scena da venerd\u00ec 27 giugno, l\u2019ultima opera di Giacomo Puccini \u00e8 in replica per una quindicina di rappresentazioni, con punte da tutto esaurito nelle serate in abbonamento e otto recite fuori abbonamento per il progetto &#8220;<em>Turandot<\/em> per i turisti&#8221; che il Teatro Lirico di Cagliari ha realizzato nel periodo pi\u00f9 caldo della stagione estiva. Si tratta di un gradito ritorno per il capolavoro pucciniano, a distanza di dieci anni dall\u2019ultima rappresentazione a Cagliari (Marzo 2004), che adesso viene presentato nella versione originale incompiuta, interrotta al terzo atto con l\u2019aria di Li\u00f9 \u00abTu che di gel sei cinta\u00bb, cos\u00ec come fu rappresentata da Toscanini alla prima scaligera del 1926, quando sospese l\u2019esecuzione proprio l\u00e0 dove Puccini aveva terminato l\u2019opera in partitura, dopo la morte di Li\u00f9.<br \/>\nIl nuovo allestimento del <strong>Teatro Lirico di Cagliari<\/strong> \u00e8 firmato per la regia dal fiorentino Pier Francesco Maestrini e, per l\u2019impianto scenico, dallo scultore <strong>Pinuccio Sciola<\/strong>, al suo debutto nella lirica. L\u2019esotismo come fatto linguistico, in grado di rinnovare le strutture della musica occidentale e la melodia patetica del pi\u00f9 consueto stile pucciniano si intrecciano quindi con la potenza del calcare e del basalto della Sardegna, in un connubio originale e spettacoloso. Ma ci si imbatte nei monoliti rocciosi di Sciola ben prima che si alzi il sipario sul palcoscenico, perch\u00e8 davanti all\u2019ingresso del Teatro Comunale campeggia un grattacielo di pietra ispirato alle torri di guardia e alle grandi mura della citt\u00e0 imperiale, descritta nel libretto originario di Giuseppe Adami e Renato Simoni. Sculture che interpretano la complessit\u00e0 della Citt\u00e0 Proibita di allora e della Pechino contemporanea, architetture massicce da cui l\u2019artista del paese museo di San Sperate \u00e8 riuscito perfino a tirare fuori il suono, che ha fatto conoscere al mondo. E, in effetti, il pubblico ha certamente percepito il grande impatto dell\u2019impianto scenico realizzato con le sculture di pietra (che, se sfiorate, emettono suoni), proposte con una raffinata policromia di bianchi e grigi, accentuata dalle luci di<strong> Simon Corder<\/strong>.<br \/>\nUna scommessa in pi\u00f9, dunque, che ha avuto certamente dei costi, ma \u00e8 stata vinta con grande intelligenza tattica e strategica. L\u2019opera, infatti, \u00e8 una nuova produzione che si avvale della regia di<strong> Pier Francesco Maestrini<\/strong>, con i costumi di <strong>Marco Nateri<\/strong>. Maestro concertatore e direttore \u00e8 il maestro milanese<strong> Giampaolo Bisanti<\/strong>, giovane artista tra i migliori interpreti del grande repertorio musicale. Via i draghi dorati, le lampade cinesi, l\u2019ambientazione tradizionale: la Cina tratteggiata da Maestrini e Sciola \u00e8 modernissima, le scene corali riportano senza scampo alla repressione odierna, la straziante tortura di Li\u00f9 appare straordinariamente attuale e ha connotati davvero cosmopoliti. Un incubo minaccioso, insomma, pi\u00f9 che una fiaba, in cui la monumentalit\u00e0 complessiva si estende all\u2019effettismo grandioso della parte musicale.<br \/>\nAnche Bisanti ha infatti compiuto delle scelte controcorrente: potendo disporre di un\u2019imponente massa strumentale, il direttore ha accentuato il sincretismo musicale di <em>Turandot <\/em>celebrando la dimensione novecentesca delle musiche Puccini e la loro relazione con Debussy, Stravinskij e Sch\u00f6nberg; ma ha soprattutto evocato il cromatismo del <em>Tristano<\/em> e il suo accordo: un <em>topos<\/em> tardoromantico che, non dimentichiamolo, diviene alla fine dell\u2019Ottocento e all\u2019inizio del Novecento anche il simbolo della crisi tonale. Il tema della \u00abprincipessa di morte\u00bb, cadenzato dall\u2019orchestra all\u2019unisono su quattro ottave richiama un mondo barbarico, illuminato da sinistri bagliori, fuori dalla storia, ma al tempo stesso immortale.<br \/>\nAd interpretare il ruolo della principale protagonista, il teatro cagliaritano ha chiamato<strong> Maria Billeri<\/strong>, che si \u00e8 mossa a suo agio e con la dovuta grinta nella parte. Voce importante, la Billeri ha ben risolto la figura problematica della principessa, disegnando un\u2019identit\u00e0 conturbante, tra mito crudele e raggelante infantilismo. Ugualmente spigliato, in palcoscenico, il Calaf di <strong>Roberto Aronica<\/strong>, che sfoderava un bel timbro luminoso e una vocalit\u00e0 duttile, meritando applausi a scena aperta. <strong>Maria Katzarava<\/strong> interpretava Li\u00f9 con una bellissima tavolozza di sfumature e un&#8217;espressivit\u00e0 fatta di particolari, di morbidezza e calda profondit\u00e0. Efficacissimo il trio di Ping, Pong, Pang (<strong>Gezim Myshketa<\/strong>, <strong>Massimiliano Chiarolla<\/strong> e <strong>Gregory Bonfatti<\/strong>), intenso l\u2019Imperatore di <strong>Davide D\u2019Elia<\/strong>, autorevole e commovente <strong>Rafal Siwek<\/strong> nelle vesti del re tartaro Timur. La lucida concertazione e la direzione di Giampaolo Bisanti hanno avuto certamente la meglio su una partitura molto intricata, grazie all\u2019ottima prova dell\u2019Orchestra e del Coro del Teatro Lirico di Cagliari (guidato da <strong>Marco Faelli<\/strong>) e del Coro di voci bianche del Conservatorio Pierluigi da Palestrina di Cagliari (diretto da <strong>Enrico Di Maira<\/strong>). Al termine della rappresentazione molti applausi per tutti e un\u2019autentica ovazione per Pinuccio Sciola. Repliche fino al 16 Agosto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cagliari, Teatro Lirico \u2013 Stagione Lirica e Balletto 2014 \u201cTURANDOT\u201d Opera in tre atti su libretto di Giuseppe [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":157,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[11515,1102,136,5780,2986,2772,10904,5720,145,2484,11514,11513,4342,5524,144],"class_list":["post-75022","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-recensioni","tag-davide-delia","tag-gezim-myshketa","tag-giacomo-puccini","tag-giampaolo-bisanti","tag-gregory-bonfatti","tag-maria-billeri","tag-maria-katzarava","tag-massimiliano-chiarolla","tag-opera-lirica","tag-pier-francesco-maestrini","tag-pinuccio-sciola","tag-rafal-siwek","tag-roberto-aronica","tag-teatro-lirico-di-cagliari","tag-turandot"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75022","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/157"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=75022"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/75022\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=75022"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=75022"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=75022"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}