{"id":75053,"date":"2014-07-22T14:39:23","date_gmt":"2014-07-22T12:39:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=75053"},"modified":"2014-07-23T09:23:41","modified_gmt":"2014-07-23T07:23:41","slug":"jonas-kaufmann-e-helmut-deutsch-al-munchner-opernfestspiele-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/jonas-kaufmann-e-helmut-deutsch-al-munchner-opernfestspiele-2014\/","title":{"rendered":"Jonas Kaufmann e Helmut Deutsch al M\u00fcnchner Opernfestspiele 2014"},"content":{"rendered":"<p><em>M\u00fcnchen, <\/em><em>Bayerische Staatsoper<em>, M\u00fcnchner Opernfestspiele 2014 <\/em><\/em><br \/>\nTenore <strong>Jonas Kaufmann <\/strong><br \/>\nPianoforte <strong>Helmut Deutsch <\/strong><br \/>\n<em>Robert Schumann: <\/em>Aus den Kerner-Liedern, Op. 35 (<em>Lust der Sturmnacht<\/em>; <em>Erstes Gr<em>\u00fcn<\/em><\/em>; <em>Wanderung: Frage<\/em>; <em>Stille Tr\u00e4nen) <\/em>Dichterliebe, Op. 48<br \/>\n<em>Richard Wagner: <\/em>Wesendonck-Lieder<br \/>\n<em>Detlev Glanert<\/em>: Schatten schlafen<br \/>\n<em>Franz Liszt<\/em>: Petrarca-Sonette<br \/>\n<em>Monaco, 15 luglio 2014 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dei molti volti che compongono la personalit\u00e0 artistica di <strong>Jonas Kaufmann<\/strong> due in particolare si impongono con immediata chiarezza. Il primo richiama subito alla mente l\u2019immagine tradizionale del tenore lirico di spinta, che trova negli acuti il mezzo privilegiato per esprimere sentimenti e dirompente passionalit\u00e0, con un <em>modus operandi<\/em> generalmente associato ad un modello di ascendenza mediterranea. Il secondo sembra puntare sull\u2019utilizzo di meccanismi pi\u00f9 delicatamente sfumati, curando con attenzione il singolo dettaglio e lavorando intimamente sul rapporto fra musica e parola, <strong>alla ricerca di una naturalezza interpretativa che va a rivelare in modo diretto la matrice tedesca del cantante<\/strong>. L\u2019esibizione del 15 luglio presso il Nationaltheater di Monaco \u2013 incentrata sul repertorio liederistico del XIX secolo, con una breve incursione nel contemporaneo \u2013 si \u00e8 tenuta in precario equilibrio fra i due poli, conferendo inevitabile risalto al secondo, ma con una selezione che in diversi momenti ha rivelato stili vocali appartenenti alla prima sfera. L\u2019occasione appariva poi particolarmente significativa, non soltanto perch\u00e9 ci trovavamo nella citt\u00e0 natale del cantante, ma anche per la ricorrenza dei 50 anni dalla riapertura del nuovo teatro (inaugurato il 22 novembre 1963 con<em>Die Meistersinger von N\u00fcrnberg<\/em>), motivo in pi\u00f9 per presentare un cartellone ricchissimo di eventi, sia operistici che concertistici. <strong>Nel celebrare questo importante anniversario<\/strong> il recital si \u00e8 dunque inserito nel \u2018Festspiele-Liederabend\u2019 di cui costituiva il secondo appuntamento, affiancando il nome di Kaufmann a quello di interpreti pi\u00f9 o meno specializzati nel genere (Anja Harteros, Marlis Petersen, Michael Volle, Thomas Hampson, Ren\u00e9 Pape) impegnati quasi esclusivamente nell\u2019esecuzione di opere di compositori tedeschi (da Johannes Brahms a Wolfgang Rihm).<br \/>\nPur non potendo considerarsi un puro interprete di Lieder, il cantante monacense sembra offrire il meglio di s\u00e9 in questo repertorio e nella sua forma pi\u00f9 convenzionale, qui identificabile con la produzione di Schumann. Ma ancor pi\u00f9 che nelle composizioni su testo di Kerner, \u00e8 in <em>Dictherliebe<\/em> che si sono raggiunti i risultati pi\u00f9 luminosi, dimostrando l\u2019abilit\u00e0 di Kaufmann nel saper sfruttare le proprie doti in chiave espressiva. Con il supporto del fedelissimo <strong>Helmut Deutsch<\/strong>, le immagini di Heine hanno preso vita grazie ad un prontuario di accorgimenti canori che andavano dal <strong>sapiente utilizzo delle mezze voci ad un atteggiamento di apparente distacco, di rado indulgente a patetismi, ma spesso contraddetto da uno stile colloquiale e di aperta disponibilit\u00e0 nei confronti dello spettatore<\/strong>. L\u2019instaurarsi di un\u2019atmosfera di condivisione fra artista e pubblico si \u00e8 distintamente avvertita a partire dal secondo brano (<em>Aus meine Tr\u00e4nen sprie\u00dfen<\/em>), ponendo le basi per un percorso di intensificazione emotiva che ha raggiunto il proprio culmine nella parte centrale del ciclo. \u00c8 per\u00f2 nel sesto Lied (<em>Im Rhein, im heiligen Strome<\/em>) che il temperamento di Kaufmann si fa strada in modo inconfondibile, per consolidarsi con forza nel brano successivo, venandosi di passione e impeto. <strong>Si tratta per\u00f2 di concessioni rare, poich\u00e9 l\u2019interpretazione \u00e8 quasi sempre improntata a severit\u00e0 e moderazione, pur presentando sfumature inattese che interessano le parole-chiave del testo poetico<\/strong> (ad esempio in corrispondenza del verso \u201cDort l\u00f6st sich auf in Tr\u00e4nen\u201d, o ancora per lo splendido incipit di <em>Am leuchtenden Sommermorgen<\/em>). Attraverso il sottile gioco di contrasti si giunge al conclusivo <em>Die alten, b\u00f6sen Lieder<\/em>, che per contenuto e ampiezza di respiro va considerato un compendio dei precedenti brani, ma dai quali si distanzia per la maggiore libert\u00e0 di struttura. La strofa finale lascerebbe il discorso come sospeso se non fosse per il lungo postludio del pianoforte che ricompone le tensioni del protagonista, confermando la bravura di Deutsch nel tessere un accompagnamento discreto e coerente, con tratti di metafisica bellezza (evidenti nel decimo brano, <em>H\u00f6r\u2019 ich das Liedchen klingen<\/em>).<br \/>\nL\u2019importanza del rapporto paritetico tra strumento e voce, soltanto accennata in Schumann, diventa sostanziale nei <em>Wesendonck-Lieder<\/em>, con i quali si \u00e8 aperta la seconda parte del concerto. In confronto all\u2019elegante equilibrio raggiunto in <em>Dichterliebe<\/em>, <strong>la linea vocale si carica qui di progressive difficolt\u00e0 che costringono Kaufmann a muoversi con esiti pi\u00f9 discontinui, riproponendo alcune durezze gi\u00e0 avvertita nei Kerner-Lieder<\/strong>, soprattutto in <em>Frage<\/em>. Se infatti nel registro medio il tenore raggiunge effetti di grande efficacia \u2013 esibendo quel colore baritonale che determina in gran parte il fascino del suo timbro vocale \u2013, non appena si trova a salire all\u2019acuto nell\u2019ambito di dinamiche sommesse avvertiamo in pi\u00f9 di un\u2019occasione qualche sbavatura, come avviene nel Lied di apertura <em>Der Engel<\/em>. Fortunatamente nei brani che seguono i risultati rientrano subito nei confini di una cifra espressiva pi\u00f9 personale e convincente, associati ad una linea di canto essenzialmente sofferta e ricca di complessit\u00e0 (caratteristiche che si avvertono nei due \u2018studi\u2019 su <em>Tristan und Isolde<\/em>, <em>Im Treibhaus<\/em> e <em>Tr\u00e4ume<\/em>). La componente pi\u00f9 mediterranea del canto di Kaufmann emerge, infine, nei <em>Petrarca-Sonette<\/em> che si distinguono per un melodizzare pi\u00f9 disteso, ma con maggiori rischi di perdita di controllo del suono. <strong>Il tenore ne viene fuori alternando punti di forza \u2013 messe di voce ed espressivit\u00e0 vigorosa \u2013 ad aspetti meno persuasivi, con effetti che nel complesso si pongono ad un livello inferiore rispetto al miglior esito della prima parte<\/strong>. A separare Wagner da Liszt si \u00e8 presentato in prima esecuzione <em>Schatten schlafen<\/em> del compositore amburghese Detlev Glanert (classe 1960), le cui caratteristiche sembravano tagliate su misura per la voce di Kaufmann, ma che nel complesso \u00e8 scorso via senza particolari attrattive. A Glanert, presente in sala, il pubblico ha espresso il suo vivo apprezzamento, mettendo in ombra per un attimo il protagonista assoluto della serata. Quest\u2019ultimo alla fine emerge per quel che \u00e8: <strong>un cantante di accattivante carisma, dotato di un timbro assolutamente personale, sicuramente non privo di imperfezioni, ma che sa riscattarle attraverso simpatia e sensibilit\u00e0 interpretativa<\/strong>. E che di certo non si pu\u00f2 accusare di poca generosit\u00e0, considerando i quattro <em>encores<\/em> offerti al pubblico, tre dei quali tratti da operette di Leh\u00e1r e Benatzky, che hanno coronato con spirito brillante la piacevole serata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>M\u00fcnchen, Bayerische Staatsoper, M\u00fcnchner Opernfestspiele 2014 Tenore Jonas Kaufmann Pianoforte Helmut Deutsch Robert Schumann: Aus den Kerner-Liedern, Op. 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